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venerdì 28 maggio 2010

DIABETE SOTTO CONTROLLO? L'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA AIUTA

Oltre a renderli gustosi, condire gli alimenti con un filo d'olio extravergine d'oliva aiuta a prevenire diabete e disturbi cardiovascolari. A sostenerlo sono i ricercatori spagnoli dell'Universita' di Cordoba, guidati da Francisco Perez-Jimenez, i quali, in uno studio pubblicato su BMC Genomics, affermano che l'extravergine sarebbe in grado di ''disattivare'' i geni responsabili dello sviluppo di queste patologie.

La ricerca e' stata condotta su 20 partecipanti affetti da sindrome metabolica (soggetti, per questo motivo, ad un maggior rischio di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari), ai quali e' stato chiesto di consumare un pasto condito con un olio extravergine d'oliva ricco di fenoli (antiossidanti naturali), oppure con un olio d'oliva con un basso livello di composti fenolici. Gli studiosi hanno poi esaminato l'effetto del pasto sulle cellule del sangue, rilevando che l'olio extravergine ricco di antiossidanti e omega-6 aveva diminuito l'attivita' infiammatoria di 98 geni coinvolti con lo sviluppo del diabete mellito di tipo 2 e di diverse patologie cardiovascolari.

''Lo studio ha dimostrato che l'olio extravergine d'oliva - spiega Perez-Jimenez - sarebbe in grado di reprimere molti dei geni coinvolti nel processo infiammatorio che causa numerose patologie cardiache e metaboliche''.

lunedì 8 marzo 2010

vardenafil: oltre ad aiutare le erezioni svolge una funzione preventiva, diminuendo il rischio cardiovascolare, di diabete e patologie coronariche

Un semplice esame del sangue lo rivela: assunto quotidianamente, a bassissimo dosaggio, il vardenafil, principio attivo utilizzato nel trattamento della disfunzione erettile, svolge una funzione preventiva, diminuendo il rischio cardiovascolare, di diabete e patologie coronariche.

A presentare oggi questa novita' sono gli urologi della Societa' italiana di urologia (Siu) riuniti a Rimini per il loro 82/o congresso nazionale.

''E' una novita' di primaria importanza - spiega il Presidente della Societa' Italiana di Urologia (SIU) e primo autore dello studio Vincenzo Mirone - perche' fino a questo momento non era stato possibile osservare in modo obiettivo, come ora grazie ad un esame sulle piastrine, l'attivita' dei farmaci inibitori della fosfodiesterasi-5 (come Levitra, Cialis e Viagra) sulla via metabolica dell'Ossido Nitrico, ovvero sul meccanismo biochimico dell'erezione''.

In pratica, su pazienti che presentano un determinato livello di Disfunzione Erettile, sarebbero misurabili dei miglioramenti anche su altre condizioni potenzialmente patologiche quali diabete, ipertensione e colesterolemia.

''Anche dal punto di vista psicologico - spiega Mirone - i benefici rilevati da questo studio pilota su un gruppo di pazienti sono incoraggianti, lasciando intravedere una nuova finestra terapeutica dei cosiddetti farmaci dell'amore, che da farmaci sintomatici diventerebbero farmaci di prevenzione''.

venerdì 18 settembre 2009

cuore : è possibile rigenerare il tessuto cardiaco grazie all'NRG1


Invertire i danni al cuore causati da difetti congeniti o da attacchi cardiaci. Uno studio, pubblicato su Cell e condotto dai ricercatori del Children's Hospital di Boston, indica nel fattore di crescita, neuregulin1 (NRG1), la possibile via per la rivitalizzazione del tessuto necrotizzato e anche per il recupero della sua funzionalita' cardiaca.

Dopo la nascita i cardiomiociti, ovvero le cellule del muscolo cardiaco, smettono di dividersi e di moltiplicarsi; una volta danneggiato, dunque, il tessuto del cuore non si riforma. Dalla scoperta emerge che la rigenerazione e' possibile, e per di piu' senza necessita' di utilizzare le cellule staminali. Grazie all'NRG1, Bernhard Kuhn e Kevin Bersell sono stati in grado di riavviare il ciclo cellulare stimolando le stesse cellule a creare copie di se stesse: ''Anche se molte teorie si sono concentrate sull'utilizzo delle cellule staminali, il nostro lavoro - spiega Kuhn - suggerisce che le staminali non sono necessarie e che la stimolazione differenziata delle cellule del muscolo cardiaco puo' essere una valida alternativa''.

sabato 8 agosto 2009

OBESITà ADDOMINALE: UNA DELLE CAUSE LO STRESS


Se il girovita si allarga la colpa e' dello stress. Questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Obesity e condotto dai ricercatori americani della Wake Forest University School of Medicine di Salem, North Carolina (Stati Uniti) guidati da Carol Shively. Gli scienziati hanno analizzato il comportamento di alcune scimmie, e hanno dimostrato che quelle che occupavano un ruolo subalterno erano piu' inclini ad accumulare il grasso sull'addome: la subordinazione ''sociale'', spiegano i ricercatori, comporta infatti il rilascio degli ormoni dello stress, a loro volta responsabili dell'allargamento del girovita. ''I grassi depositati sul girovita - spiega Shilvey - hanno piu' effetti collaterali degli altri''. Abbassare i livelli di tensione nervosa potrebbe essere, dunque, uno dei rimedi per perdere i chili di troppo e prevenire di conseguenza anche le patologie collegate all'obesita', come i disturbi cardiovascolari.

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