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venerdì 8 aprile 2011

lana: Recuperare il petrolio sversato in mare e impedire disastri ecologici. Con la lana si può

La lana cosiddetta sucida, cioè tosata e non lavata, è notoriamente idrorepellente e capace di assorbire gli oli in quantità dieci volte superiore al proprio peso. Dunque bastano 10 tonnellate di lana sucida e dieci ore di lavoro per recuperare dal mare 950 tonnellate di petrolio. Un'idea semplice e che potrebbe essere la soluzione economica ed ecologica ai purtroppo ricorrenti disastri eco-ambientali, ma alla quale finora nessuno aveva pensato.

Finché Luciano Donatelli, presidente dell'Unione Industriali di Biella, alla notizia dell'inarrestabile mare di petrolio riversato un anno fa nel Golfo del Messico si è ricordato di quando da bambino era riuscito a rimediare a una marachella assorbendo con della lana la nafta versata in uno stagno. «Nell'estate 2010 ho chiesto a Mauro Rossetti, direttore dell'Associazione Tessile e Salute di Biella, di interrompere le vacanze per verificare la possibilità di sfruttare tecnologicamente le proprietà della lana»', spiega ai giornalisti della stampa estera a Milano.

Fatte le prime verifiche in garage e in laboratorio, Rossetti decide di coinvolgere anche Mario Ploner, amministratore delegato di Tecnomeccanica Biellese, per avviare la progettazione di un sistema tecnologico capace di recuperare, rendendolo così riutilizzabile, il petrolio sversato in acqua. «Tecnologie, macchine e processo – dice Donatelli – sono state appena brevettate dalla società Gruppo Creativi Associati (GCA)». La nave disegnata per il deposito del brevetto è dotata di un serbatoio, una stiva per la lana sucida pulita, che viene sfioccata a prua prima di essere distribuita in mare, e una seconda stiva sotto coperta per la lana esausta. «Supposto che il natante sia largo dieci metri e viaggi a cinque nodi, potrà raccogliere in dieci ore un milione di litri di petrolio», spiega Ploner.

Il vantaggio economico del progetto, utile sia per i grandi disastri in mare che per i piccoli versamenti in acque di superficie, sta nel basso costo della lana sucida ordinaria, ipotizzabile a circa un euro al chilogrammo compresi raccolta e trasporto. Inoltre qualsiasi nave di 50 metri, anche se vecchia, può essere dotata delle apparecchiature progettate con una spesa dell'ordine di un milione di euro (una nave di 50 metri può costarne 50). Un lavoro che, nella capitale mondiale della lana, Donatelli definisce di raffinata «sartoria». «È bene sottolineare – dice - che la lana impiegata può essere utilizzata per almeno una dozzina di operazioni consecutive senza diminuzione della capacità di assorbimento del petrolio, e che alla fine diventa un ottimo combustibile per i termovalorizzatori». Al vantaggio ecologico di poter recuperare dal mare tonnellate di greggio, invece di farlo depositare con additivi chimici sui fondali, si aggiunge il beneficio sociale che l'acquisto di lana priva di impiego industriale porta agli allevatori ‘'poveri''. Pronti ad avviare la produzione qualora investitori su larga scala siano interessati, gli ideatori del progetto guardano già alle successive possibili applicazioni della lana per combattere altre forme di inquinamento.
fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-03-31/lana-petrolio-195257.shtml?uuid=AaxCFALD

giovedì 12 novembre 2009

INFLUENZA: LA 'REGOLA DELLE 3 " L" PER GUARIRE BENE. PER GUARIRE CONSIGLIATI 7 GIORNI DI CONVALESCENZA

Letto, lana, latte. Semplici e antiche, ma ancora efficaci: sono le regole da seguire per rimettersi in sesto dopo l'influenza. ''Sono le norme che i vecchi medici condotti consigliavano alle mamme apprensive alla prese con bambini influenzati - spiega Andrea Vania, docente di Pediatria dell'Universita' La Sapienza di Roma, Polo Pontino -, ma sono valide anche oggi''. E non valgono solo per i bambini, spiega lo specialista. ''Letto'' significa ''riposo totale'': ''I bambini con la febbre possono guardare la tv, stare a letto o sul divano, ma non devono assolutamente fare giochi agitati e scalmanarsi.

Devono riposarsi'', spiega il pediatra. ''Lana'' sta per ''stare al caldo''. Quanto al latte, ''e' un consiglio generale che indica che durante l'influenza bisogna assumere liquidi per non disidratarsi''. In particolare per quanto riguarda specificamente il latte, pero', ''nel caso di complicazioni intestinali come la diarrea - precisa il pediatra - per 12-24 ore e' meglio evitare di berlo perche' e' poco digeribile, a meno che non sia quello ad alta digeribilita' con basso contenuto di lattosio''.

Almeno 5 giorni, ma se si arriva a 7 e' meglio: dopo essere stati a letto a causa dell'influenza, tanto dovrebbe durare la convalescenza per poter ritornare a svolgere le attivita' quotidiane al meglio ed evitare di riammalarsi. A spiegarlo e' Andrea Vania, docente di Pediatria all'Universita' di Roma La Sapienza - Polo Pontino: ''Che sia influenza stagionale o pandemica, a causa della malattia l'organismo subisce una depressione immunitaria. Per tornare a svolgere le attivita' quotidiane il corpo deve recuperare, e per recuperare ha bisogno di una buona convalescenza''. Evitare di tornare a lavoro prima del tempo e, per quanto riguarda i bambini, ''sarebbe bene farli stare tranquilli per una settimana dopo l'influenza, evitando di riportarli subito a scuola e di reinserirli nelle loro attivita' pomeridiane extrascolastiche che, anche se sono un divertimento, risultano pur sempre impegnative''

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