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martedì 6 aprile 2010

INNALZAMENTO DEL MARE: Nuova isola alle Maldive. Galleggiante


Il progetto-pilota per fronteggiare erosione e scomparsa degli atolli. E per il primo campo da golf dell'arcipelago.

Il rischio di essere cancellati dal possibile (e previsto) innalzamento delle acque dell'Oceano lo hanno messo in conto da tempo. Alle Maldive, dove il punto più «alto» è soltanto 2 metri sul livello del mare, governo e abitanti hanno già messo in atto iniziative anche clamorose per cercare di sensibilizzare il mondo sulle conseguenze , per loro drammatiche, dei cambiamenti climatici, tra l'altro effettuando lo scorso ottobre una vera e propria riunione del governo sott'acqua.

L'IDEA - Accanto alle proteste, il governo delle Maldive pensa anche alle possibili soluzioni per sopravvivere. E far sopravvivere anche la propria economia basata sul turismo. Tra le possibilità, sia per un possibile trasferimento degli abitanti per emergenze future, sia per mantenere attività turistiche, ci sono le tecnologie che oggi permettono di progettare e realizzare delle isole artificiali galleggianti, quindi insensibili al mutamento del livello delle acque. E così nei giorni scorsi ha siglato un accordo con una società olandese, la Docklands International, che in questi anni si è specializzata nella realizzazione di grandi strutture galleggianti. Oggetto dell'intesa: progettare e costruire la prima isola galleggiante dell'arcipelago delle Maldive, sulla quale realizzare anche un campo da golf, struttura che manca all'arcipelago per fare concorrenza ad altre destinazioni dell'Oceano Indiano. Non si tratta di un progetto di poco conto, ma il piano del governo delle Maldive è quello di tentare questa strada per vedere se potrà essere un'eventuale alternativa futura. Le Maldive hanno già realizzato, nel 2004, un'isola artificiale, Hulhumalé, una sorta di prolungamento dell'atollo di Malè, per ridurre la densità abitativa sull' isola di Malé (100mila persone su un miglio quadrato). Ma si tratta di una costruzione» sul fondale, un po' come le isole artificiali realizzate a Dubai per lo sviluppo turistico.

SICUREZZA E TURISMO - L'isola galleggiante, invece, dovrebbe essere una sorta di progetto-pilota. Uno dei ministri maldiviani, Mahmood Razee, dichiara al Times di Londra che «se possono realizzare opere del genere, potremo pensare a isole per le nostre case. Ne abbiamo bisogno, già ora l'erosione continua ci sta sottraendo ogni anno porzioni di isole». Times Online pubblica anche un disegno di un possibile progetto, simile ad altre ipotesi suggestive già apparse su altri siti a proposito di vere e proprie città galleggianti. In un comunicato la Docklands International, dice di volersi ispirare alla lunga battaglia degli olandesi per strappare al mare la loro terra. L'impresa, in una situazione frammentata ed estesa come quella delle Maldive, è certamente più difficile. Si possono realizzare alcune strutture come la barriera da 30 milioni di dollari per proteggere la capitale Malè. Ma in altri casi una difesa strutturale di piccoli atolli sarebbe impossibile. Così come è impossibile trovare scampo in caso di Tsunami, specie se l'origine dell'evento è vicina e le onde sono alte. Qui, per lo Tsunami del 2004 sono morte 100 persone.

NOVE BUCHE - Dall'altra parte l'eventuale realizzazione dell'isola artificiale e del campo da golf, è vista come un'opportunità per richiamare turismo d'affari e d'élite, ottenendo così fondi per ulteriori progetti. La localizzazione è stata scelta: sarà ancorata accanto all'atollo di Malè, il nucleo principale dell'arcipelago, e sarà progettato per avere un impatto ambientale minimo. E proprio per questo non sarà molto grande. Di conseguenza, hanno anticipato i responsabili della società olandese, difficilmente potrà avere un campo da golf da 18 buche. Ma anche nove, vista la particolarità della «location» basterebbero di sicuro ad alimentare i flussi turistici che il governo maldiviano si aspetta: non è cosa di tutti i giorni giocare su un campo galleggiante.
FONTE: corriere.it

lunedì 28 dicembre 2009

coralli: gabbie elettriche in fondo al mare aiutano la ricrescita

Enormi gabbie elettriche in fondo al mare aiutano la ricrescita

Nelle Maldive sono usate con successo gabbie d'acciaio attraversate da corrente elettrica a basso voltaggio per far ricrescere i coralli. L'elettricita' innesca una reazione chimica che porta il carbonato di calcio che si trova nell'acqua di mare a depositarsi sulla struttura. I coralli, a quanto pare, trovano la cosa 'irresistibile' anche perche' usano il calcio per il loro le strutture abitative delle loro colonie e, in breve tempo, la gabbia ne e' stata ricoperta.

mercoledì 2 dicembre 2009

INNALZAMENTO DEL MARE: Mari in crescita di 1,4 metri nel 2100 Uno studio lancia l'allarme Antartide

A meno di una settimana dall’inizio del super-vertice sul clima a Copenaghen una ricerca lancia nuovamente l’allarme sul riscaldamento globale. Secondo uno studio pubblicato dal comitato scientifico della ricerca antartica (Scientific Committee on Antartic Research), infatti, il livello dei mari è destinato ad aumentare di circa 1,4 metri entro il 2100 a causa dello scioglimento dei ghiacciai al Polo Sud. Lo studio, ripreso dalla Bbc, spiega che il riscaldamento sta accelerando soprattutto nella zona occidentale del continente, mettendo a repentaglio la vita della fauna locale. La perdita di Ozono, finora, aveva raffreddato la temperatura della regione, mettendola al riparo dal global warming. Oggi, spiega Colin Summerhayes, responsabile del comitato, «siamo di fronte a una fotografia che mostra chiaramente la catastrofe che abbiamo di fronte.

La temperatura dell’aria sta aumentando, la temperatura dell’Oceano sta aumentando, e il Sole sembra avere poca influenza su ciò a cui stiamo assistendo». Il rapporto della SCAR, fanno notare i ricercatori, arriva a cinquant’anni dall’Antarctic Treaty, il protocollo che regola l’utilizzo del territorio. Due anni fa, il foro intergovernativo sul mutamento climatico aveva stimato un aumento di circa 28-43 centimetri dei livelli del mari entro la fine del secolo, riconoscendo che la cifra avrebbe potuto essere troppo bassa in considerazione della instabilità delle stime sul riscaldamento di aria e acqua. Oggi la prospettiva è cambiata, e, spiega lo Scientific Committee on Antartic Research, travolgerebbe isole come le Maldive, nell’Oceano Indiano, e Tuvalu, nel Pacifico, e le città costiere come Calcutta e Dacca, mentre costringerebbe le grandi metropoli quali Londra, New York e Shanghai, a spendere miliardi di dollari per difendersi dalle inondazioni.

Per le previsioni SCAR, che raggruppa 35 istituti internazionali di ricerca sul clima, ha utilizzato nel dettaglio le osservazioni sul cambiamento climatico del secolo passato collegando l’innalzamento delle temperature al livello del mare per produrre un calcolo più sofisticato.

domenica 18 ottobre 2009

INNALZAMENTO DEI MARI: MALDIVE, RIUNIONE GOVERNO SOTT'ACQUA PER LANCIARE ALLARME


Il presidente Mohamed Nasheed ha voluto rilanciare l'allarme e attirare l'attenzione sui rischi che il riscaldamento globale rappresenta per l'arcipelago dell'Oceano indiano, che rischia di essere completamente sommerso.

Il governo delle Maldive ha deciso di tenere la prima riunione di un esecutivo al mondo sott'acqua per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo l'allarmante minaccia dell'innalzamento del livello dell'acqua causato dai cambiamenti climatici che rischia di far sparire l'arcipelago entro il 2100.

Il presidente Mohamed Nasheed si e' immerso per primo nell'Oceano indiano, ad una profondita' di sei metri. Seguito dai suoi ministri, tutti in tuta da sub, Nasheed e il suo vice, Mohamed Waheed, hanno approvato e sottoscritto una risoluzione che chiede un'azione congiunta globale per la riduzione delle emissioni di Co2.

La dichiarazione sara' poi inviata a Copenaghen dove si riunira' la conferenza Onu sul clima.

La riunione e' durata circa 30 minuti. Vi hanno preso parte - in muta da sub e con bombole - 11 dei 14 ministri del governo: ad altri 2 i medici non avevano dato l'autorizzazione, mentre un terzo si trovava all'estero. Il presidente ha sottolineato come il prossimo vertice sul clima in programma a Copenaghen a dicembre non possa essere fatto fallire: se questo avvenisse, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa tenuta a vertice concluso, ma sempre in acqua, "moriremmo".

"Stiamo cercando di inviare il nostro messaggio, fare in modo che il mondo sappia cio' che sta avvenendo, e cio' che avverra' alle Maldive se i cambiementi climatici non vengono controllati", ha dichiarato Nasheed. "Se le Maldive non potranno essere salvate oggi, non crediamo che vi siano molte possibilita' per il resto del mondo".

giovedì 10 settembre 2009

innalzamento del mare: ALLE MALDIVE TASSA AI TURISTI DI 3 DOLLARI AL GIORNO PER finanziare il piano ecologico contro l'innalzamento del mare


Male - Una "tassa verde" per i turisti, da tre dollari al giorno, per far fronte alla crisi economica e finanziare il piano "ecologico" contro l'innalzamento del livello del mare. Il presidente, Mohammed Nasheed, che ha promesso in marzo di far diventare l’arcipelago il primo Paese al mondo ad emissioni 0, ha accolto con soddisfazione la legge che sarà approvata dal Parlamento. Ora il governo stima di incassare così 6,3 miliardi di dollari l’anno dai circa 700mila turisti che passano le vacanze alle Maldive.

La tassa "verde" Una tassa "verde" per salvare le Maldive dal rischio scomparsa con l’innalzamento del livello del mare dovuto al riscaldamento globale. L’idea è quella di far pagare ai turisti un contributo di tre euro al giorno oltre al prezzo della vacanza per salvaguardare l’ecosistema: il governo promette che se il Parlamento approverà la proposta i soldi saranno investiti nel piano ecologico già proposto dal presidente. L’incasso previsto è di oltre sei milioni di euro l’anno, considerando che da gennaio a dicembre nei 1.192 isolotti dell’arcipelago ci sono circa 700mila turisti che si fermano almeno tre giorni.

Il piano "ecologico" Il piano "ecologico" del presidente, eletto lo scorso autunno, prevede oltre 150 turbine a vento, mezzo chilometro quadrato di pannelli solari sui tetti e un’innovativa centrale alimentata da gusci di noci di cocco: obiettivo rendere le Maldive primo Paese al mondo a impatto zero. A realizzare il progetto saranno i ricercatori dell’Università Bicocca di Milano: le Maldive hanno messo a loro disposizione un isolotto dove costruire un centro di ricerca e formazione.

martedì 8 settembre 2009

INNALZAMENTO DEL MARE: MALDIVE NON SARANNO A SUMMIT COPENHAGEN, ''NON ABBIAMO SOLDI''

Le Maldive non parteciperanno al summit sul clima in programma a Copenhagen il prossimo dicembre. ''Non abbiamo i soldi'', ha detto ai giornalisti Mohammed Nasheed, presidente dell'arcipelago che e' una delle zone piu' a rischio per l'innalzamento del livello del mare.

Il presidente, il primo democraticamente eletto nel paese dell'Oceano Indiano, ha detto che l'economia e' in serio periolo, con un deficit di budget che ha raggiunto il 34% del prodotto interno lordo.

Per le Maldive il futuro e' incerto sotto tutti i punti di vista: basterebbe infatti l'innalzamento di un metro delle acque dell'Oceano per sommergere l'80% dei 300 chilometri quadrati di territorio diviso in centinaia di isole.

lunedì 8 giugno 2009

Maldive: Un muro intorno alle isole delle Maldive per attenuare mareggiate e innalzamento del livello del mare.


Un muro intorno alle isole delle Maldive per attenuare mareggiate e innalzamento del livello del mare. È una delle ipotesi prese in considerazione dal ministro dell'Ambiente maldiviano, Abdulla Shahid, in un'intervista rilasciata domenica 7 giugno a Vienna. L'operazione avrebbe un costo tra i 25 e i 30 miliardi di dollari.

Le Maldive sono una delle nazioni più minacciato dal riscaldamento globale e dall'aumento del livello del mare. «L'erosione della spiaggia è il problema numero 1 per il nostro paese - spiega Shadid – che al massimo si trova tre metri sopra il livello del mare. A causa dell'erosione delle spiagge la popolazione di due delle 200 isole abitate sono state trasferire. Negli ultimi due weekend un isola ha perso 366 metri di lunghezza e la sua spiaggia ha perso sei metri di profondità.

Il governo ha già istituito un fondo sovrano nel caso in cui abbia bisogno di acquistare terreni all'estero per il reinsediamento dei suoi civili, ha detto il presidente maldiviano Mohamed Nasheed lo scorso 7 aprile. Le Nazioni Unite in settimana decideranno le modalità per aiutare le nazioni più povere ad avere accesso via satellite alle immagini che potranno aiutare i loro piani contro i disastri ambientali e il cambiamento climatico. Foto che normalmente costano 4mila dollari ciascuna, potranno essere ottenute gratis attraverso le Nazioni Unite.

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riscaldamento globale:Maldive pronte al trasloco

lunedì 10 novembre 2008

riscaldamento globale:Maldive pronte al trasloco


L'allarme c'è, ed è verissimo: il riscaldamento globale, con conseguente innalzamento del livello dei mari, rischia di far sparire un gran numero di arcipelaghi e isole.
Insomma, anche un paradiso come le Maldive, un metro e mezzo in media sopra il livello del mare, rischia grosso.

Da quelle parti del resto ne sono perfettamente consapevoli, al punto che il nuovo presidente Mohamed Nasheed ha rivelato in un'intervista al Guardian che il suo Paese è seriamente intenzionato a creare un fondo per potersi comprare una nuova patria nel caso in cui l'oceano Indiano dovesse per davvero sommergere l'arcipelago.

"Non vogliamo lasciare le Maldive - ha detto il neo-presidente Nasheed - ma non vogliamo nemmeno diventare profughi e vivere per decenni nelle tende". Quindi, via alla raccolta di fondi per comprarsi una nuova patria. Dove non si sa ancora, ma l'importante è che da qualche parte esistano ancora le Maldive.

GIA' NEL 2005...
Entro il prossimo secolo, se il livello del mare continuerà a salire a causa del riscaldamento globale, le isole Maldive verranno sommerse dall'acqua

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista "Global and Planetary Change", entro il prossimo secolo le Maldive - una catena di oltre mille piccole isole che si estende dalla punta meridionale dell'India fino all'equatore - potrebbero scomparire sott'acqua. La scoperta riaccende il dibattito sugli effetti dei cambiamenti globali del livello del mare. Nel 2001 l'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) aveva ipotizzato una crescita dei livelli del mare fra i 9 e gli 85 centimetri entro il 2100. La previsione si basava su modellizzazioni al computer di studi già pubblicati sugli effetti del riscaldamento degli oceani del pianeta. In uno scenario simile, isolette come le Maldive (la maggior parte delle quali si innalza per non più di un metro sul livello del mare) sarebbero destinate a scomparire. Ma non tutti condividono queste previsioni. Il geologo Nils-Axel Mörner dell'Università di Stoccolma, in Svezia, è convinto che i modelli dell'IPCC siano errati. In uno studio pubblicato l'anno scorso, Mörner sosteneva addirittura che l'aumento dell'evaporazione dell'Oceano Indiano causato dal riscaldamento globale avrebbe fatto calare il livello del mare di 30 centimetri negli ultimi decenni. Ora l'oceanografo Philip Woodworth del Proudman Oceanographic Laboratory, in Gran Bretagna, contesta le teorie di Mörner sostenendo che un calo del livello del mare è implausibile dal punto di vista meteorologico e oceanografico. Woodworth ha esaminato una serie di dati storici climatici e oceanografici sulle Maldive e le zone circostanti: ha studiato le temperature dell'aria e della superficie del mare, la velocità dei venti, le precipitazioni e i movimenti tellurici, senza trovare alcuna prova a sostegno delle affermazioni di Mörner e concludendo dunque che la previsione dell'IPCC resta lo scenario più probabile per il futuro delle Maldive.

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