L'emergenza nucleare nella centrale giapponese di Fukushima riporta l'attenzione sui rischi per la salute legati alla radioattivita'. Ma quanti conoscono la quantita' di raggi a cui si e' esposti, ad esempio, per un banale esame radiografico? Secondo i dati dell'American College of Radiology (Acr) una radiografia al torace comporta una singola dose di 1,5 millisievert. Il sievert e' l'unita' di misura dei raggi assorbiti dai tessuti umani ed equivale a 1.000 millisievert. Una ''lastra'' e' pari a circa sei mesi di radioattivita' naturale, ovvero quello che ogni essere umano riceve dalle fonti terrestre o cosmiche di radiazioni.
In un anno il fondo di radioattivita' naturale e' pari a 2,4 millisievert. Rischi minimi, se si pensa che a quanto ricordano i radiologi le probabilita' di sviluppare il cancro si manifestano superando una contaminazione annua pari a 100 mSv.
Piu' ''invasiva'' per l'organismo umano e' la Tac, la tomografia computerizzata. Un esame ad addome e pelvi procura un'emissione di 15 mSv in una singola volta, l'equivalente di quanto si assorbe dalla natura in 5 anni. Se poi l'esame viene ripetuto due volte, con e senza mezzo di contrasto, la dose singola si raddoppia, 30 mSv in una volta, pari a 10 anni di radioattivita' naturale che secondo la tabella dei radiologi americani coincide, in questo caso, con un ''moderato'' aumento del rischio di ammalarsi di cancro durante la vita.
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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lunedì 28 marzo 2011
lunedì 8 marzo 2010
TUMORI: CIRCA 30MILA CORRELATI A USO TAC E SCANSIONI A RAGGI X
Uno studio selezionato dall'Associazione nazionale Oncologia medica (AIOM), pubblicato nella rivista Archives of Internal Medicine, stima circa 30mila tumori, possibilmente correlati negli anni successivi, a scansioni TAC eseguite negli Stati Uniti nel 2007. I danni piu' rilevanti derivavano da esami dell'addome e della pelvi, del torace e della testa, ma anche da angiografia-TAC del torace. Un terzo dei tumori stimati sarebbero causati da esami TAC eseguiti in eta' compresa tra i 35 e i 54 anni, il 15% per TAC eseguite prima dei 18 anni e il 66% nelle donne. L'uso della TAC negli Stati Uniti, infatti, e' risultato piu' di tre volte maggiore rispetto al 1993, con circa 70 milioni di esami l'anno e gli effetti dell'esposizione a queste radiazioni sono superiori a quanto inizialmente calcolato.
Per questo negli Usa si e' manifestata una certa preoccupazione per i potenziali rischi legati a questa esposizione. Radiologi appartenenti alle piu' importanti istituzioni statunitensi hanno stimato il rischio di cancro successivo all'uso di TAC negli Stati Uniti in relazione a eta', sesso e tipo di scansione.
''Malgrado i grandi benefici clinici, essendo la Tac uno strumento molto utile nella gestione e prevenzione di molte malattie - afferma il Prof. Umberto Tirelli Direttore del dipartimento oncologia medica dell'Istituto Nazionale Tumori di Aviano - questo studio dimostra chiaramente che l'eccesso di utilizzo di questa metodica, che eroga una quantita' non indifferente di raggi X, puo' essere pericolosa per lo sviluppo di tumori ed in particolare la Tac dell'addome, della pelvi, del torace e della testa. Per tanto e' necessaria una maggiore oculatezza nella prescrizione di questa metodica che pure e' molto importante in medicina''.
''Inoltre questa ricerca USA - conclude Tirelli - ci riporta anche alla discussione attuale sui body scanner, tenendo conto delle quantita' di raggi X che dovrebbero essere utilizzati per determinare la presenza di oggetti pericolosi nascosti nel corpo e la frequenza del loro impiego in soggetti a rischio sui quali dovrebbero essere impiegati.
Per questo e' di prioritaria importanza una esplicita dichiarazione di sicurezza delle autorita' sanitarie internazionali''.
Per questo negli Usa si e' manifestata una certa preoccupazione per i potenziali rischi legati a questa esposizione. Radiologi appartenenti alle piu' importanti istituzioni statunitensi hanno stimato il rischio di cancro successivo all'uso di TAC negli Stati Uniti in relazione a eta', sesso e tipo di scansione.
''Malgrado i grandi benefici clinici, essendo la Tac uno strumento molto utile nella gestione e prevenzione di molte malattie - afferma il Prof. Umberto Tirelli Direttore del dipartimento oncologia medica dell'Istituto Nazionale Tumori di Aviano - questo studio dimostra chiaramente che l'eccesso di utilizzo di questa metodica, che eroga una quantita' non indifferente di raggi X, puo' essere pericolosa per lo sviluppo di tumori ed in particolare la Tac dell'addome, della pelvi, del torace e della testa. Per tanto e' necessaria una maggiore oculatezza nella prescrizione di questa metodica che pure e' molto importante in medicina''.
''Inoltre questa ricerca USA - conclude Tirelli - ci riporta anche alla discussione attuale sui body scanner, tenendo conto delle quantita' di raggi X che dovrebbero essere utilizzati per determinare la presenza di oggetti pericolosi nascosti nel corpo e la frequenza del loro impiego in soggetti a rischio sui quali dovrebbero essere impiegati.
Per questo e' di prioritaria importanza una esplicita dichiarazione di sicurezza delle autorita' sanitarie internazionali''.
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