martedì 17 novembre 2009

farmaci anti-età

In un celebre film del '92 di Robert Zemeckis, La morte ti fa bella, una scrittrice (Goldie Hawn) e un'attrice (Meryl Streep), terrorizzate dall'idea di invecchiare, compravano da una fattucchiera un elisir di lunga vita. Le conseguenze, a dire il vero, non erano delle migliori, ma il cinema, in fondo, parla dei sogni (o delle ossessioni) collettivi. E l'idea di invecchiare, è cosa nota, spaventa i più. Così la scienza è da anni alla ricerca della formula dell'"eterna giovinezza".

Uno dei filoni di ricerca ha indagato gli effetti dell'alimentazione sull'invecchiamento: alcuni studi hanno infatti dimostrato che un regime calorico restrittivo allunga l'aspettativa di vita dei topi (con una dieta basata su una riduzione calorica del 30%, la vita di questi animali si allungava del 30/40%, con danni, però, alla fertilità). Ora, però, grazie a nuove sostanze, potrebbe essere possibile godere dei vantaggi di un regime alimentare restrittivo, senza però dover rinunciare alla buona tavola. Lo riporta il New York Times, secondo il quale nuove sostanze, ora in fase di prova clinica, permettono di "ingannare" l'organismo facendogli credere di essere a dieta. Lo sviluppo di questi farmaci, spiega il New York Times, ha diffuso un po' di ottimismo tra i ricercatori. Anche se i biologi evoluzionisti sono piuttosto cauti: hanno infatti buone ragioni per pensare che l'aspettativa di vita non possa essere modificata in maniera così facile e veloce. Anche perché gli esperimenti sono stati condotti su piccoli animali da laboratorio, come topi e vermi: in queste specie, in ogni caso, l'alterazioni di singoli geni ha portato a notevoli incrementi in termini di longevità. Ed è proprio quello della genetica l'altra strada sulla quale, fino ad oggi, si sono mosse le ricerche.


Tra le sostanze più studiate ci sono i cosiddetti attivatori di sirtuina che avrebbero la capacità di "imitare" un regime di restrizione calorica, in tutto o in parte. Una di queste sostanze, presente anche nel vino e negli acini di uva, è il resveratrolo. La Sirtris Pharmaceutical di Cambridge, spiega il New York Times, sta conducendo prove cliniche su questa sostanza, in una particolare formulazione, e su altre, capaci anch'esse di attivare la sirtuina. Queste sostanze hanno passato i primi test di sicurezza e sono ora in fase di sperimentazione contro il diabete e altre malattie. Ma la Food and Drug Administration, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, non approva i farmaci per rallentare l'invecchiamento. Dal suo punto di vista l'invecchiamento, infatti, non è una malattia.

La storia parte da lontano. Due ricercatori, Leonard P. Guarente e David A. Sinclair, e i loro colleghi, a seguito di una serie di ricerche, sono giunti alla conclusione che la restrizione calorica lavora attivando le sirtuine e così le sostanze che attivano la sirtuine potrebbero offrire gli stessi benefici per la salute. Nel 2004, poi, Sinclair co-fonda la Sirtris con Cristoph Westphal. Lo scorso anno la società è stata venduta alla GlaxoSmithKline per 720 milioni di dollari, grazie proprio all'interesse sollevato dagli studi sulle sirtuine.

Ma, ricorda il New York Times, deve essere ancora dimostrato che i farmaci della Sirtris funzioneranno. Due esperti del fenomeno dell'invecchiamento hanno recentemente spiegato su Nature che i topi sottoposti ad un regime di restrizione calorica vivono più a lungo perché, introducendo meno calorie, si alimentano come farebbero se fossero allo stato selvatico. In questo senso, la "dieta" sarebbe senz'altro più salutare. Poi, argomentano i ricercatori, questi animali, la cui vita è comunque molto breve, non devono certo "preoccuparsi" di malattie come il cancro.

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