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domenica 23 febbraio 2020

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Coronavirus:(Regione Liguria) come difendersi e che cosa fare. «In caso di dubbi chiamare il 112». Medici di base reperibili al cellulare dalle 8 alle 20

 Ecco le linee guida regionali di quello che bisogna fare nel caso in cui si abbiano sintomi particolari come febbre e tosse o in caso si rientri da zone a rischio (in Cina). 
Le informazioni sono state diffuse durante la conferenza stampa del pomeriggio di oggi, 21 febbraio, in Regione Liguria. Per prima cosa bisogna chiarire che non tutti i fenomeni febbrili sono riconducibili al coronavirus e che in caso di dubbi bisogna chiamare il 112 evitando di andare al pronto soccorso, per evidenti ragioni precauzionali. I medici di medicina generale, per fronteggiare l'emergenza coronavirus si sono detti disponibili a tenere aperti i cellulari dalle 8 alle 20 nei giorni feriali, mentre dopo le 20 è attiva la guardia medica. Lo rendono noto Andrea Stimamiglio segretario regionale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) e Marco Polese, responsabile Fimmg per la task force della Liguria. Dai due medici arrivano anche indicazioni su come comportarsi per limitare i contagi. «I pazienti con febbre sono invitati a non andare negli studi medici o nei Pronto soccorso, ma a contattare il medico al telefono». «Se il medico di base o la guardia medica vengono a conoscenza di casi sospetti non devono effettuare visite ma allertare il 112». «I pazienti non febbrili sono invitati ad andare nello studio del medico di base solo per esigenze indifferibili e possibilmente su appuntamento per evitare sovraffollamento delle sale di attesa».


Dieci comportamenti da seguire 
1) Lavati spesso le mani
 2) Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute 3) Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani
4) Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci
5) Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
6) Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
7) Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate
8) I prodotti MADE IN CHINA e i pacchi ricevuti dalla Cona non sono pericolosi
9) Contatta il numero verde 1500 se hai febbre o tosse e sei tornatodalla Cina da meno di 14 giorni
10) Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus

I sintomi dell'infezione (fonte Regione Liguria) Febbre maggiore di 38 Tosse In alcuni casi, insufficienza respiratoria

Incubazione e test Il periodo di incubazione del virus è di 14 giorni. All'inizio di questo periodo il paziente asintomatico (ma solo se è asintomatico) poitrebbe risultare negativo al test.

La mascherina serve? La mascherina chirurgica serve solo per evitare di trasmettere il virus, non per proteggersi. Per difendersi nei confronti del coronavirus, nel caso ci si trovi potenzialmente vicino a un paziente realmente infetto, bisognerebbe utilizzare una mascherina diversa da quella chirurgica. Si tratta di una mascherina particolare che peraltro ha una efficacia temporanea, nel senso che deve essere sostituita dopo un certo periodo di tempo.

Coronavirus: anche chi non ha sintomi può trasmettere l'infezione

Se ne discute fin dall'inizio dell'epidemia del nuovo coronavirus e finora è spesso accaduto che le posizioni del mondo istituzionale e di quello scientifico fossero discordi sulla possibilità della trasmissione del virus SarsCov2 anche in assenza di sintomi. Tuttavia anche ricerche recenti mettono finalmente ordine nella vicenda. Da sempre tutti i virologi sono stati concordi nel sostenere la possibilità della trasmissione asintomatica, ma i primi dati relativi al nuovo coronavirus risalgono a fine gennaio, con la descrizione di un caso di trasmissione asintomatica in Germania sul New England Journal of Medicine. La stessa rivista ha appena pubblicato uno studio cinese che indica come la quantità di coronavirus presente nel naso e nella gola delle persone asintomatiche può raggiungere livelli paragonabili a quelli dei malati con sintomi, rendendoli potenzialmente infettivi. Casi di portatori asintomatici del virus erano presenti anche sulla nave Diamond Princess prima che scattasse la quarantena. "Il contagio asintomatico è tecnicamente possibile, anche se non abbiamo informazioni sul modo in cui la liberazione del virus possa avvenire in una fase asintomatica", ha detto l'esperto di malattie infettive Massimo Galli, dell'Università di Milano e primario dell'ospedale Sacco. "Una fase asintomatica esiste per tutti i virus che colpiscono le vie respiratorie e dipende dalla quantità di virus presente nell'organismo", ha rilevato Giorgio Palù, ordinario di Microbiologia e Virologia dell'Università di Padova. "La diffusione delle particelle virali - ha aggiunto - avviene con l'emissione di aerosol anche parlando con una stretta contiguità, alla distanza di un metro". Nel periodo a rischio per la trasmissione asintomatica, dice ancora Palù, rientra anche quello che intercorre tra il contagio e la comparsa della febbre. La prudenza è d'obbligo anche considerando che è possibile essere negativi al test che individua le particelle del virus nel sangue: questo può dipendere dal punto in cui è stato fatto il prelievo con il tampone, per esempio se dalla gola o dal naso. E' anche possibile che l'infezione sia passata dalle vie aeree superficiali a quelle profonde. Ala luce di queste considerazioni la quarantena è una misura "assolutamente necessaria" per controllare la diffusione del virus, ha detto l'immunologo Antonio Lanzavecchia, direttore dell'Istituto di Ricerca in Biomedicina (Irb) di Bellinzona. "Poiché abbiamo visto come una singola persona possa portare un focolaio d'infezione, misure come la quarantena sono assolutamente necessarie". Questo, secondo l'esperto, può accadere perché "la contagiosità di un virus è variabile" e "dal punto di vista biologico non si è infettivi soltanto quando si hanno i sintomi". Bisogna inoltre considerare che la capacità di diffusione di un virus è tipica anche di chi è convalescente, come accade per l'influenza e per altre malattie virali. L'ultima parola in fatto di trasmissione senza sintomi spetta comunque alla ricerca condotta in Cina e appena pubblicata sul New England Journal of Medicine. I dati, ha rilevato il medico Roberto Burioni con il collega Nicasio Mancini, indicano che la quantità di virus raggiunge il picco subito dopo la comparsa dei primi sintomi, con livelli elevati nelle prime vie respiratorie. L'altro elemento importante che emerge da questa ricerca è la facilità con cui coronavirus si moltiplica anche nelle persone senza sintomi, risultando presente in quantità nelle mucose di naso e gola: è la conferma, rilevano i due esperti, che "una maggiore quantità di virus può, attraverso il muco o la saliva, raggiungere un individuo sano, ovvero che è più alta la possibilità di infettarlo". E' una conferma, concludono, di come "anche chi non ha sintomi può trasmettere l'infezione".

Fonte :https://www.ansa.it

venerdì 31 gennaio 2020

Morbillo sempre pericoloso


  1. Agisce come un’alluvione: determinando un effetto acuto (l’infezione, la pioggia) e lasciando come eredità una maggiore vulnerabilità a successivi attacchi. Oltre a essere potenzialmente mortale, il virus del morbillo è insidioso per un’altra ragione. Una volta colpito l’organismo, agisce infatti come un «reset» per il nostro sistema immunitario. Il suo «passaggio» è in grado di cancellare la memoria che l’apparato difensivo può aver già sviluppato nei confronti di altre malattie infettive: dall’influenza all’herpes, fino alle polmoniti. L’«amnesia» può durare per diversi mesi, come documentano due studi apparsi sulle riviste «Science»  e «Science Immunology» . Prove che valgono come una conferma dell’estrema pericolosità del morbillo, che porta a rimarcare l’importanza della vaccinazione: in Italia non ancora diffusa al punto da poter considerare protetta l’intera popolazione. Il morbillo «azzera» il sistema immunitario I ricercatori hanno usato il test «VirScan» per analizzare il sangue di 77 bambini non vaccinati e misurare i livelli di migliaia di anticorpi diretti contro virus e batteri. L'esame, fatto prima del morbillo e due mesi dopo l'infezione, ha rivelato che la malattia cancella le difese anticorpali per una quota compresa tra l'11 e il 73 per cento. Lo stesso test è stato poi ripetuto sui macachi, prima del morbillo e cinque mesi dopo l'infezione: confermata la perdita del 40-60 per cento degli anticorpi. Un riscontro che ha riguardato anche le difese contro l’influenza, nonostante la vaccinazione effettuata e la produzione di anticorpi avvenuta. «Tabula rasa», dopo il contagio a opera del morbillo. «Questo dato dimostra che il morbillo può cancellare anche gli effetti delle vaccinazioni fatte contro altre malattie infettive», mettono in guardia i ricercatori, il cui suggerimento è di fatto scontato: potenziare le difese dei pazienti guariti dal morbillo facendo dei richiami dei vaccini di routine somministrati in precedenza. L’immunosoppressione è considerata la base da cui, negli ultimi anni, è prosperato il numero di persone ricoverate con il morbillo, ma contemporaneamente alle prese con altre infezioni batteriche. Ma il morbillo ritorna Proprio la vaccinazione ha abbattuto dell'80 per cento i casi di morbillo nel mondo tra il 2000 e il 2017 salvando 2,1 milioni di vite, ma a causa delle più recenti campagne no-vax la tendenza si è invertita, tanto che il numero dei casi dal 2018 a oggi è aumentato del 300%. Anche l'Italia sta vivendo questo fenomeno: secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità, sono 1.596 i casi di morbillo segnalati dal primo gennaio al 30 settembre 2019, con un decesso per complicanze respiratorie in un adulto di 45 anni non vaccinato e con patologie concomitanti.

giovedì 23 gennaio 2020

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2019-nCoV: evoluzione coronavirus

Si è trasmesso all'uomo dai serpenti il virus cinese 2019-nCoV. Attraverso gli animali il virus, trasmesso dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato e poi passato all'uomo. Lo indica l'analisi genetica pubblicata sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi. La ricerca è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti.

Uno studio appena pubblicato sembrerebbe suggerire sulla base dei dati genetici, che il 2019-nCoV cinese sia il risultato di un rimescolamento di geni tra un virus dei pipistrelli e uno dei serpenti.

Le analisi genetiche aggiungono così una tessera fondamentale al mosaico della composizione genetica del virus 2019-nCoV, nel quale finora era chiaramente riconoscibile solo la sequenza della parte di virus ereditata dai pipistrelli e identificata fin dall'inizio come appartenente alla famiglia dei coronavirus, la stessa che comprende il virus della Sars, comparso nel 2002, e della Mers, del 2015; restava da risolvere il mistero della provenienza dell'altra metà del virus.

Il virus arrivato all'uomo dai serpenti Come è accaduto in passato con i virus dell'influenza aviaria e con la Sars, anche questa volta l'indice è puntato sui mercati di animali vivi molto comuni in Cina, dove accanto agli animali allevati nelle fattorie e ai pesci si vendono animali selvatici, come serpenti e pipistrelli. «I risultati della nostra analisi evoluzionistica suggeriscono per la prima volta che il serpente è il più probabile animale selvatico serbatoio del virus 2019-nCoV», scrivono i ricercatori.

 Spieghiamo. Sia il virus della SARS (parente stretto di nCoV) che quello della MERS si sa che in natura sono ospitati da alcuni generi di pipistrelli e da questi sono passati ad altri mammiferi (zibetto SARS, dromedario MERS) e da lì all'uomo. Ogni passaggio di specie (cioè da un animale all'altro, uomo incluso ovviamente), comporta un adattamento del virus che si riflette in cambiamenti della sua informazione genetica. Paragonando quindi il genoma di nCoV con quello dei coronavirus animali, si può ricostruire, sulla base delle somiglianze, un possibile percorso evolutivo.

Adesso è chiaro che il virus 2019-nCoV è un mix di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di uno che arriva dai serpenti e che da questi ultimi sarebbe passato agli esseri umani, adattandosi al nuovo ospite e acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. Ricombinandosi geneticamente nei serpenti, quindi, il nuovo virus ha fatto il cosiddetto 'salto di speciè, acquisendo nuovi recettori che gli permettono di legarsi alle cellule del sistema respiratorio umano. «Le nuove informazioni ottenute dalla nostra analisi evoluzionistica - rilevano i ricercatori - sono molto importanti per il controllo dell'epidemia causata dalla polmonite indotta dal virus 2019-nCoV».

 Il cocktail di virus Lo studio in questione ha evidenziato un rimescolamento a livello della proteina di superficie del virus, importante per l'infezione (è la chiave molecolare che apre la "porta" della cellula per fare entrare il virus e di solito è specifica per una determinata specie ospite), tra il gene presente nei virus dei pipistrelli e il gene di un coronavirus sconosciuto, che sembrerebbe essere molto affine ai coronavirus dei serpenti. Ovviamente è un risultato che deve essere confermato da un'analisi più approfondita, ma l'ipotesi interessante è che il virus mutato circolasse nei serpenti, note prelibatezze della cucina cinese, e dalla manipolazione di animali per il consumo umano sia passato all'uomo. Ma come è arrivato ai serpenti un pezzo di virus dei pipistrelli? Forse in modo analogo a come è arrivato quello dei serpenti all'uomo: mangiandoli. I pipistrelli sono cacciati da alcune specie di serpenti e questo potrebbe aver favorito la commistione dei due virus. Questi "cocktail" virali non sono un fatto nuovo. E' quello che in modo analogo accade per le pandemie di influenza: un virus aviario e un virus umano coinfettano un suino e si scambiano i geni, generando nuovi ceppi che possono passare all'uomo.

Coronavirus: allarme epidemia


CORONAVIRUS:
QUALI SONO I SINTOMI

 «Consultate il medico e vaccinatevi contro l'influenza almeno due settimane prima del viaggio. Valutate l'opportunità di rimandare viaggi non necessari», il consiglio ai viaggiatori diretti a Wuhan contenuti nelle locandine informative del ministero della Salute affisse nell'aeroporto di Roma Fiumicino. Tosse, febbre e difficoltà respiratorie i campanelli d'allarme da considerare.

Consigli ai viaggiatori internazionali diretti a o di ritorno da Wuhan in Cina', la locandina informa che nella città di Wuhan «è in corso un'epidemia di polmonite. Attualmente - si spiega - è stata identificata la causa in un nuovo coronavirus (2019-nCoV): i sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola e difficoltà respiratorie.

Consigli, poi, di cui tener conto «all'arrivo» a Wuhan: «Applicate misure igieniche quali: lavate frequentemente le mani con acqua e sapone, coprite la bocca e il naso con un fazzoletto quando starnutite o tossite (non con le mani). Evitate il contatto con persone affette da malattie respiratorie. Evitate luoghi affollati, in particolare mercati del pesce e di animali vivi. Evitate di toccare animali e prodotti di origine animale non cotti. Rivolgetevi a un medico o a una struttura sanitaria qualora compaiano sintomi di infezione respiratoria (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie). Non mettetevi in viaggio se siete malati. Per qualsiasi necessità contattare la vostra Ambasciata o il vostro Consolato».


La polmonite provocata dal virus simile alla Sars che dilagando nella città cinese di Wuhan è “trasmissibile da persona a persona”: la conferma è arrivata da Zhong Nanshan, rinomato esperto della Commissione della salute pubblica del governo di Pechino. Fino ad oggi, il coronavirus ha provocato tre morti, tutti a Wuhan, considerata l’epicentro dell’epidemia. Negli ultimi due giorni sono stati segnalati 136 nuovi contagi. L’aumento dei casi di polmonite ha portato la Cina a intensificare il monitoraggio

L'amministrazione di Wuhan ha sospeso tutti i trasporti pubblici e invitato i cittadini a non lasciare la città. È questa l’ultima, drastica, misura presa dalla Cina per combattere la diffusione del coronavirus all’origine dell’epidemia di polmonite diffusasi il mese scorso. Stando a quanto riferito dal quartier generale per il contrasto all’epidemia, il cui capo è il sindaco della città, Zhou Xianwang, a partire dalle 10 di domani mattina, quando saranno le tre di notte in Italia, saranno sospese le corse degli autobus, anche quelle di lunga percorrenza, della metropolitana e dei traghetti. Saranno inoltre chiusi fino a data da destinarsi anche l’aeroporto e la stazione ferroviaria.

martedì 31 dicembre 2019

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