NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
domenica 14 giugno 2020
centrale nucleare di Gravelines: rischio esplosioni di origini esterne
La principale centrale nucleare europea a rischio "esplosioni di origini esterne" „principale centrale nucleare europea, che si trova nel nord della Francia, deve proteggere meglio i suoi reattori che sono a rischio per cause esterne e devono essere resi "in grado di far fronte a un'esplosione esterna ad alta intensità" che non è da escludere.
É stata la stessa autorità francese di sicurezza nucleare (Asn) ad avvertire la EDF Energy che gestisce l'impianto di Gravelines del fatto che un potenziale incendio al vicino terminal del gas di Dunkerque, o su una nave che trasportava gas in mare nelle vicinanze, potrebbe compromettere i meccanismi di raffreddamento della centrale nucleare, portare al suo surriscaldamento e scatenare un disastro.“
Un avvertimento del genere era già stato fatto nel 2015 ma è stato nel febbraio scorso che le autorità di controllo hanno ricevuto un altro campanello d'allarme. Allora sono infatti stati scoperti problemi con i tamburi che filtrano l'acqua di mare utilizzata per raffreddare i reattori. La Edf ha assicurato che gli aggiornamenti della struttura, fatti dopo il disastro di Fukushima del 2011, includevano un meccanismo per ristabilire il flusso di acqua fredda entro 24 ore da un eventuale incidente, ma la Ans ha risposto che la messa in atto della misura di emergenza a risposta rapida non era mai stata dimostrata.
Già il 16.12.2010 la centrale nucleare di Gravelines ha segnalato all'autorità di sicurezza nucleare (ASN) un incidente di livello 1 su una scala internazionale che ne comporta sette . Questo incidente è accaduto lunedì durante i test periodici per provare la disponibilità ed il buon funzionamento di materiali importanti per la sicurezza delle installazioni.
mercoledì 13 novembre 2019
12 novembre 2019 nuova scossa di terremoto in Francia
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venerdì 6 aprile 2012
incidenti nucleari : incendio alla centrale Edf di Penly in Francia, perdita di acqua radioattiva
«Perdita di acqua radioattiva» dal reattore numero due della centrale nucleare francese di Penly, nel nord del Paese, dove giovedì si sono sviluppati due incendi subito spenti. La fuoriuscita è stata ammessa in serata dalla società proprietaria dell'impianto, Edf che tuttavia ha assicurato che il «liquido è rimasto nelle vasche di contenimento» che circondano il reattore senza causare «alcuna contaminazione esterna». Le fiamme, sviluppatesi nel pomeriggio, hanno causato l'arresto automatico del reattore.
STATO DI ALLERTA - L' incidente, presto rientrato, ha subito fatto scattare lo stato di allerta, con i pompieri che sono presto giunti sul posto per assistere le squadre anti-incendio di Edf, «I sistemi di sicurezza - si legge in una nota apparsa sul sito del gruppo - si sono attivati normalmente e il reattore si è spento automaticamente. Non ci sono stati feriti e l'evento non ha avuto alcuna conseguenza sull'ambiente». Evangelia Petit, responsabile dell'ufficio stampa dell'Autorità francese per la sicurezza nucleare (Asn), basata a Parigi, ha spiegato che «lo stop automatico del reattore è stato causato dall'arresto di una delle pompe del circuito primario».
lunedì 12 settembre 2011
INCIDENTI NUCLEARI: Marcoule, ESPLOSIONE SITO NUCLEARE, UN MORTO E 4 FERITI
A sei mesi esatti dalla catastrofe del Giappone che ha coinvolto la centrale atomica di Fukushima, torna l'incubo del nucleare con un nuovo incidente, alle porte dell'Italia. L'impianto di di Marcoule, nel sud della Francia, non lontano dalla citta' di Nimes e a soli 242 chilometri da Ventimiglia, e' stato teatro di un'esplosione avvenuta oggi presso una delle fornaci di riprocessamento delle scorie causando un morto e quattro feriti e il rischio di fughe radioattive, per quanto smentite dopo qualche ora dal governo francese.
Costruito nel 1955, quello di Marcoule e' il piu' antico sito nucleare della Francia. Gestito dalla AREVA e dal Commissariato per l'energia atomica (CEA), nella centrale sono stati i reattori nucleari a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese.
L'impianto non e' una centrale nucleare e non contiene reattori nucleari. Dal 1970 e' stata avviata una diversificazione delle attivita' con la realizzazione di un reattore autofertilizzante Phenix e dal 1995 viene prodotto il combustibile di tipo MOX, miscela di uranio e plutonio, proveniente dagli scarti dei processi di arricchimento dei due componenti. Secondo un portavoce dell'EDF, l'ente nazionale dell'energia elettrica francese, ''non si e' trattato di un'esplosione nucleare, ma di un incidente industriale'', senza conseguenze radioattive.
Ma il caso ha destato forte impressione in Francia, dove e' alta la presenza di impianti atomici e dove nel 2008 era gia' avvenuto un incidente nelle centrale di Tricastin a Bollene, con lo sversamento in due fiumi di acque contaminate da uranio. Paura anche in Italia, dove la Regione Liguria ha allertato la Protezione Civile per eventuali situazioni di emergenza.
venerdì 8 aprile 2011
INCIDENTI NUCLEARI : FRANCIA FESSENHEIM INCIDENTE LIVELLO 1 NELLA CENTRALE NUCLEARE
'Si apprende oggi di un incidente di classe INES 1 alla centrale francese di Fessenheim, nel nord-est della Francia, che si sarebbe verificato tra domenica e lunedi' scorso ma di cui si ha notizia solo oggi.
Questa e' l'ennesima conferma che l'industria dell'atomo e' omertosa per definizione e che tende a nascondere informazioni essenziali per la salute dei cittadini: si punta sul fatto che le radiazioni sono invisibili e impalpabili e si tende a nascondere la verita'''.
Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: ''Dal 1969 ad oggi, in Europa, oltre al disastro di Chernobyl, sono avvenuti 4 incidenti di gravita' INES 4: 1969, 4* livello INES, Lucens (Svizzera); 1973, 4* livello INES, Windscale (Gran Bretagna); 1980, 4* livello INES, Saint-Laurent-Nouan (Francia); 2006, 4* livello INES, Fleurus (Belgio) e tutti si contraddistinguono per una endemica mancanza di informazioni''.
''Di questi incidenti in Italia non si e' avuta notizia mentre i supporter del nucleare continuavano a raccontare favole sulla sicurezza: purtroppo poi smentite da quello che e' accaduto in Giappone - conclude Bonelli -. Il nucleare e' una follia vera e propria che l'Europa deve abbandonare al piu' presto puntando sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, dell'efficienza e del risparmio energetico, anticipando i tempi della terza rivoluzione industria''.
mercoledì 16 febbraio 2011
CENTRALI NUCLEARI: difettosi 34 reattori francesi :“Rischio di catastrofi”
Numerose le centrali interessate, tra cui quella di Tricastin, già nota alle cronache italiane: nel sito a 160 chilometri dal nostro confine c’è stato nell’estate del 2008 un incidente che ha causato l’inquinamento di alcuni corsi d’acqua nella zona di Avignone. Oltre al numero di centrali e reattori interessati dai difetti, è la loro età a creare apprensioni. Il primo dei 34 reattori in questione è stato avviato infatti nell’aprile 1977 presso la centrale di Fessenheim, in Alsazia, mentre l’ultimo, nella centrale di Chinon (dipartimento Indre-et-Loire) nel novembre 1987.
La scoperta di Edf arriva quindi a distanza di molti anni dall’allacciamento alla rete elettrica di questi reattori, alcuni dei quali entrati in funzione più di 30 anni fa. La preoccupante notizia è stata diffusa dall’ Asn che, attraverso l’ultimo rapporto sulla sicurezza nucleare ha rivelato come “in situazione accidentale, per alcuni livelli di pressione del circuito primario principale, l’iniezione di sicurezza ad alta pressione potrebbe non permettere di raffreddare sufficientemente il cuore del reattore”. La faccenda è di non poca importanza, dato che il sistema di sicurezza è il solo dispositivo che permette di ritardare una fusione del nocciolo nucleare in seguito ad una fuga d’acqua dal circuito primario. Secondo Sortir du nucléaire “si deve assolutamente tenere conto di possibili conseguenze catastrofiche”. Soprattutto se si considera l’età delle centrali e il moltiplicarsi degli incidenti verificatisi in Francia negli ultimi anni. “Più che mai, la scoperta di questi difetti dimostra chiaramente la necessità di una decisione politica per una transizione energetica più rapida possibile”, affermano i no-nuke transalpini, che chiedono di “uscire finalmente dal rischio nucleare imposto ai francesi da decenni”.
I 34 generatori di vapore dei reattori nucleari difettosi sono ora al centro di un completo programma di riparazione e sostituzione. Ma questa misura non è ritenuta sufficiente dai detrattori del nucleare d’Oltralpe, per i quali il problema è un altro: “Edf ha lasciato girare 34 reattori nucleari durante un quarto di secolo, prima di assicurarsi dell’efficacia del sistema principale di prevenzione di fusione del cuore nucleare. Perché questa scoperta è così tardiva? È estremamente inquietante che un problema di tale gravità sia rimasto per lungo tempo ignorato da Edf”.
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/14/nucleare-difettosi-34-reattori-francesi-gli-ambientalisti-rischio-di-catastrofi/91987/
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sabato 11 dicembre 2010
Sicurezza nucleare: Il nucleare francese non resiste ai fiocchi di neve
E "Sortir du nucléaire" chiede: «Quali sono stati i danni causati dal crollo del tetto? La neve che è caduta su queste scorie non rischia di contaminare l'ambiente una volta sciolta? E se i materiali degli edifici non resistono alla neve, come possono pretendere di resistere ad un crash di un aereo?».
Ma il gelo e la neve hanno (ri)messo soprattutto a nudo l'incapacità del nucleare francese di affrontare i picchi di consumo invernali. Gli ambientalisti spiegano che «Da oltre una trentina di anni, pour assorbire a la sovra-produzione delle centrali nucleari, la Francia paralizzato le politiche di risparmio energetico e sviluppato massicciamente il riscaldamento elettrico». Così, in caso di ondate di gelo come quelle che stanno colpendo la Francia, la domanda di elettricità esplode. Secondo i dati ufficiali forniti in tempo reale dal Réseau de Transport d'élettricité (Rte), alla fine della settimana scorsa il consumo di elettricità ha oltrepassato 91 000 MW al giorno. Il problema è che in Francia le centrali nucleari forniscono il 78% dell'elettricità, ma non hanno praticamente nessuna flessibilità per potersi adattare a forti variazioni dei consumi, soprattutto quando 10 reattori su 58 sono fermi per manutenzione.
La favola dell'energia nucleare francese efficiente che viene esportata, è smentita da qualche anno: la Francia importa annualmente più elettricità dai suoi vicini (Italia compresa) di quanta ne esporti. E "Sortir du nucléaire" sottolinea: «Nel periodo di punta paghiamo un forte prezzo. La scorsa settimana il prezzo del MWh è raddoppiato per raggiungere più di 190 euro. Malgrado queste importazioni rovinose, delle interruzioni di corrente restano possibili: in Francia avremo così sia il nucleare.... che la candela. Il sistema nucleare che è stato imposto alla popolazione e sia molto pericoloso che molto fragile. Lontano dal permettere l'indipendenza energetica della Francia, rende il nostro Paese interamente dipendente dall'estero, questo sia che si tratti di acquistare l'uranio .. o direttamente l'elettricità, prodotta dalle centrali termiche che emettono più gas serra. E' il colmo in pieno summit di Cancun sui cambiamenti climatici!»
Per dare un chiaro e concreto segnale della lotta agli sprechi energetici, Réseau "Sortir du nucléaire" nella notte tra il 4 e il 5 dicembre ha partecipato ad un'azione "clan du néon" nelle strade di Lione per lottare contro lo spreco di elettricità spegnendo le insegne al neon delle attività commerciali tenute accese inutilmente tutta la notte.
fonte: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=7991
mercoledì 13 ottobre 2010
scorie nucleari : Edf autorizzata a scaricare in mare e nell’aria 20.000 miliardi di becquerel *di trizio all'anno

Secondo Channelonline.tv, la televisione delle Isole britanniche del Canale della Manica (Channel Islands: Jersey, Guernensey, Alderney ed Herm), «Il governo francese ha dato il via libera a Electricité de France per aumentare la quantità di trizio radioattivo negli scarichi in mare ed aria a Flamanville (Nella foto), sulla costa della Normandia. In futuro i due reattori nucleari di saranno in grado di scaricare altri 20.000 miliardi di becquerel* di trizio all'anno». Edf a Flamanville gestisce il sito del nuovo European pressurised reactor (Epr) che dovrebbe essere operativo nel 2014, lo stesso tipo di reattori su cui punta il nostro governo per il "rinascimento" nucleare italiano.
Gli abitanti delle isole del Canale sono molto preoccupati, ma l'Autorité de sûreté nucléaire (Asn) il 5 ottobre li assicurava che «la soglia massima degli scarichi autorizzati in mare sarà bassa». Il concetto di "basso" sembrerebbe molto elastico: secondo il decreto apparso sul Journal Officiel (la Gazzetta Ufficiale francese) del 22 settembre, al minimo, l'autorizzazione di scarico di trizio in mare passa da 60.000 Gbq (gigabecquerl) a 80.000 all'anno per i due reattori attuali di Flamanville, ma secondo l'Asn il decreto dovrà essere rivisto perché contiene imprecisioni. In un'intervista concessa qualche giorno fa all'Afp dopo una riunione informativa della Commissione locale della centrale di Les Pieux, adiacente a Flamanville, il capo-divisione di Caen dell'Asn, Thomas Houdré, ha spiegato che «Ad esempio il testo, in un diagramma di flussi di attività delle ciminiere, fa riferimento a dei Bq/annno (becquerels all'anno) mentre dovrebbe menzionare dei Bq al secondo. Ma i limiti indicati sono buoni».
La cosa non convince per nulla ambientalisti, pescatori e cittadini visto che, se si comprende l'Epr in costruzione a Flamanville, la soglia passa a 120.000 Gbq, e l'ex eurodeputato Verde francese Didier Anger, denuncia il «Non rispetto della Convenzione Ospar, firmata dalla Francia e mirante a ridurre a zero gli scarichi radioattivi nell'Atlantico del nord». Si tratta della stessa London Convention for the protection of the marine environment of the North-East Atlantic, fermata dalla Francia nel 1998, che i governi autonomi delle piccolo isole inglesi della Manica pretendono che il governo di Parigi rispetti
Ma il decreto francese prevede anche l'eventuale utilizzo di un nuovo tipo di combustibile nucleare ad "haut taux de combustion" (Htc) che dovrebbe portare i limiti, Epr incluso, a 150.000 Gbq/anno, «Sono due volte e mezzo la soglia attuale», fa notare Anger.
Secondo Houdré è tutto a posto visto che «Flamanville è la sola centrale a vedere rivalutati i suoi limiti di scarichi di trizio in mare, finora molto più bassi che in altre centrali e che erano estremamente complicati da rispettare». Et voilà: siccome è complicato, si alzano i limiti e si scarica tutto in mare in violazione di un accordo internazionale!
l'Association de contrôle de la radioactivité dans l'ouest (Acro) fa anche presente che riguardo all'aumento dei limiti degli scarichi di trizio autorizzati nell'aria, più 60% a 8.000 GBq/anno, «E' stato sottostimato il valore scaricato fino ad adesso a Flamanville». Houdré cerca di smorzare la polemica: «Le soglie del trizio sono i soli limiti degli scarichi radioattivi ad essere stati elevati, nel decreto gli altri (carbonio 14, iodio) calano. L'impatto del trizio resta basso riguardo agli altri radioelementi».
In realtà gli esperti e la stessa Asn ammettono che sulla questione non esiste un consenso e lo stesso Houdré ammette che «Una maggioranza di opinioni considera che l'impatto del trizio oggi sia senza dubbio sottostimato». Anger è certo che i limiti sono già stati abbondantemente superati: «I livelli di inquinamento veri di Flamanville sono almeno 150.000 GBq all'anno».
Il trizio in realtà non è un prodotto quasi innocuo come vorrebbe presentarlo Edf: rappresenta un rischio quando di contaminazione radioattiva se viene inalato, ingerito per via alimentare o acqua, o assorbito attraverso la pelle, l'unica cosa "positiva" è che rimane pericolosamente radioattivo per anni "solo" 15 o 20 anni. Niente a paragone delle scorie radioattive e delle oltre 80 tonnellate di plutonio che Areva ha stoccato nel sito nucleare di Cap de la Hague, sempre sulla costa della Normandia, e che resteranno radioattive per milioni di anni.
fonte: http://www.greenreport.it/_new//index.php?page=default&id=7095
*Becquerel
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il becquerel (simbolo Bq) è l'unità di misura del Sistema internazionale dell'attività di un radionuclide (spesso chiamata in modo non corretto radioattività), ed è definita come l'attività di un radionuclide che ha un decadimento al secondo. Perciò dimensionalmente equivale a s-1.
1Bq equivale ad 1 disintegrazione al secondo.
Equivalenze rispetto alle vecchie unità:
* 1 Rd = 106 Bq = 1 MBq
* 1 Bq = 2,7×10-11 Ci = 27 picocurie
Il becquerel deve il suo nome a Antoine Henri Becquerel, che nel 1903 vinse il premio Nobel insieme a Marie Curie e Pierre Curie per il loro pionieristico lavoro sulla radioattività.
Prefissi [modifica]
Come per ogni unità di misura del SI, al Bq possono essere aggiunti dei prefissi. Comunemente sono usati questi multipli: kBq (kilobecquerel, 103 Bq), MBq (megabecquerel, 106 Bq), GBq (gigabecquerel, 109 Bq), TBq (terabecquerel, 1012 Bq), e PBq (petabecquerel, 1015 Bq). Nelle applicazioni pratiche, 1 Bq è un'unità troppo piccola, perciò è frequente l'utilizzo dei prefissi. Per fare un esempio, il potassio naturale, presente nel corpo umano, produce 4.000 disintegrazioni per secondo, ovvero ha una attività di 4KBq.[1] La bomba atomica si Hiroshima, si stima abbia prodotto 8×1024 Bq.[2]
venerdì 27 agosto 2010
Energia Nucleare: quello che i cittadini non devono sapere

Anche la Francia, da noi spesso additata come esempio di “nucleare di successo”, ha i suoi “peccati nucleari”. Quelle cose che i francesi non devono assolutamente sapere.
L’IRSN (Istituto di radioprotezione e di Sicurezza Nucleare), ente francese il cui folgorante motto è “l’unica ambizione dell’IRSN è portare avanti la causa della sicurezza nucleare”, fornisce dati sulla contaminazione radioattiva in generale, e in particolare sui rilievi radiologici aerei (la quantità di polveri radioattive presenti nell’aria). Fornisce dati, dicevo, ma non tutti i dati. La scrematura tra ciò che l’Istituto conosce e ciò che pubblica è ampia. Soprattutto, l’ente non è obbligato a pubblicare tutti i dati, nemmeno su richiesta dei cittadini.
Come fare allora ad accedere ai dati rilevati (soprattutto dopo che i recenti incendi in Russia hanno risollevato le polveri radioattive del disastro di Chernobyl e dei test atomici riportandole nell’aria anche in Europa)? Non resta che appellarsi al tribunale, per ottenere che il giudice - magari sulla base del diritto del cittadino ad essere informato - costringa l’IRSN a pubblicare i dati. Ovvero: ci si appella al tribunale per ottenere che il giudice nomini un esperto che abbia accesso ai dati dell’IRSN.
È quello che ha tentato di fare l’AIPRI (Associazione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti), nella persona del Presidente, Paolo Scampa, tramite l’avvocato Emmanuel Ludot, presso il Tribunale Amministrativo di Parigi. Il quale - giudice Sylvia Mille - ha respinto la richiesta (pare che ciò avvenga sistematicamente, senza eccezioni), per il seguente motivo: non vi sono in atto controversie legali nell’ambito delle quali tali informazioni potrebbero giovare al procedimento (sentenza del 16 agosto 2010, n° 1015026/11-7, allegata - in lingua francese). Cioè: non perché sia vietato dalla legge; non perché non sia opportuno; e nemmeno per difetto di competenza. Ma poiché non c’è nessuna causa in corso sull’argomento, i dati “non servono”. Tuttavia, è ovvio che - prima di decidere se sporgere una eventuale denuncia e preparare un’azione legale - bisognerebbe conoscere i dati. Se no cosa si contesta? La reticenza dell’IRSN, a quanto pare, secondo il Tribunale di Parigi, non è una azione legalmente perseguibile. La conclusione è che in Francia i cittadini non hanno nessuna possibilità di conoscere i dati di cui l’ente pubblico IRSN è a conoscenza (e raccoglie con i loro soldi).
Ricapitolando: i dati esistono e sono noti all’IRSN; l’IRSN non vuole pubblicarli e nessuno lo costringe a farlo. Non mettiamo in discussione né la prassi dell’Istituto né quella del giudice. Semplicemente ci domandiamo: perché si preferisce nascondere questi dati? Perché l’IRSN non li pubblica spontaneamente? Perché il giudice (almeno su richiesta) non costringe l’Istituto alla diffusione delle informazioni? Cioè, infine: che cos’è che i cittadini francesi non devono sapere?
Non è che uno voglia pensare sempre male. Però certe volte sembra non esserci proprio alternativa.
Fonte: http://www.agoravox.it/Nucleare-quello-che-i-cittadini.html
sabato 10 aprile 2010
AMBIENTE: ITALIA-FRANCIA, PROTOCOLLO PER PARCO MARINO BOCCHE BONIFACIO
''E' una decisione estremamente significativa - ha detto il ministro - volta a valorizzare una delle zone di mare piu' belle del Mediterraneo da anni oggetto delle attenzioni delle autorita' dei due Paesi. E' certamente una delle iniziative piu' importanti tra le molteplici che il governo italiano sta promuovendo per valorizzare il nostro patrimonio naturalistico nell'ambito dell'Anno Internazionale della Biodiversita'''.
mercoledì 24 febbraio 2010
campagna choc contro il fumo IN FRANCIA

Un giovane inginocchiato davanti ad un adulto, i suoi occhi lo guardano, rivolti verso l’alto, tra le labbra una sigaretta. Fa esplicito riferimento ad un atto di sottomissione sessuale la nuova campagna antifumo che ha seminato shock e scalpore in Francia. «Fumare, è essere schiavi del tabacco», recita lo slogan. Per l’associazione Diritti dei non fumatori (Dnf), che ieri ha lanciato la campagna, il messaggio è chiaro: «Fumare non è sinonimo di emancipazione e di libertà, ma di sottomissione. La sigaretta è come un partner che si impone nella nostra vita», spiega all’ANSA Remi Parola, direttore dell’associazione.
Le immagini si rivolgono soprattutto ai giovani, dopo gli ultimi dati sul tabagismo in Francia: il 40% della popolazione tra i 12 e i 25 anni è già dipendente. Per il responsabile di Dnf, dunque, non basta più parlare di rischi di malattia e morte per convincerli a smettere. Bisogna «colpire Forte».
Nelle tre immagini (che saranno affisse in luoghi pubblici come strade, bar e discoteche fino al 31 maggio) ragazzi e ragazze simulano una fellatio, ma al posto del membro dell’ adulto, che tiene la
La campagna gioca sulla provocazione. Punta a scioccare e ci riesce. E sono numerose le associazioni per la difesa della famiglia o delle donne che non apprezzano l’accostamento sigaretta-sesso e gridano allo scandalo. Una «scorciatoia ridicola e scandalosa» per Familles de France, che ha deciso di rivolgersi all’Autority per la pubblicità. Le associazioni femministe criticano invece la «demonizzazione del sesso» e giudicano quelle immagini «insopportabili».
All’Ufficio di prevenzione del tabagismo invece sono scettici sull’efficacia della campagna che, secondo il presidente Bertrand Dautzenberg, «sconvolgerà gli adulti, ma non spaventerà gli adolescenti».
venerdì 12 febbraio 2010
bomba Atomica: 50 anni fa prima bomba francese
Venne fatta esplodere nell'oasi di Reggane in AlgeriaAlle 7h04 del 13 febbraio del 1960 la Francia entro' a far parte del club delle potenze nucleari con la sua prima atomica. L'ordigno esplose nell'oasi di Reggane, a 1000 km a sud di Algeri. Sid Ammar El Hammel, cittadino di Reggane e presidente dell'associazione '13 febbraio 1960', racconta che nella regione non e' cambiato nulla e che i resti radioattivi sono ovunque. 'Le nostre piante nascono diverse, dice, i nostri animali continuano a morire e le persone ad ammalarsi'.
giovedì 25 giugno 2009
ZANZARE E LARVE DI ZANZARA: la Francia dichiara guerra alle zanzare

A preoccupare gli esperti è la zanzare tigre che può trasmettere infezioni anche mortali, come la febbre di Dengue. L'esperto: ''La minaccia per la salute pubblica di tutta Europa è immensa'
Le autorità francesi hanno dichiarato guerra alle zanzare con una maxi-operazione insetticida aerea. L'offensiva, che coinvolge svariati squadroni di elicotteri, è scattata in seguito a un allarme sulla presenza di almeno sei miliardi di larve nelle paludi al confine franco-belga, a poco più di 150 chilometri dal costa meridionale britannica.
Ne dà notizia l'inglese Daily Telegraph.
Sembra che il moltiplicarsi di larve sia dovuto al clima particolarmente caldo e umido di quest'estate nella zona. Gli esperti sono particolarmente preoccupati per il rischio di un'invasione di zanzare tigre asiatiche - un insetto a strisce grande circa il doppio rispetto a una normale zanzara -, in grado di trasmettere il virus Chikungunya che ha già infettato diverse persone nel nord Italia.
Questa settimana gli elicotteri francesi stanno tappezzando l'area a rischio con sementi rivestite di batteri che sono innocui per qualsiasi essere vivente ma letali per le zanzare.
Una fonte delle forze dell'ordine ha riferito che l'operazione ha avuto successo, non riuscendo però a eradicare gli insetti.
"Dobbiamo restare vigili per evitare una nuova esplosione" ha detto la fonte, citata dal Telegraph.
