NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
sabato 11 dicembre 2010
Sicurezza nucleare: Il nucleare francese non resiste ai fiocchi di neve
E "Sortir du nucléaire" chiede: «Quali sono stati i danni causati dal crollo del tetto? La neve che è caduta su queste scorie non rischia di contaminare l'ambiente una volta sciolta? E se i materiali degli edifici non resistono alla neve, come possono pretendere di resistere ad un crash di un aereo?».
Ma il gelo e la neve hanno (ri)messo soprattutto a nudo l'incapacità del nucleare francese di affrontare i picchi di consumo invernali. Gli ambientalisti spiegano che «Da oltre una trentina di anni, pour assorbire a la sovra-produzione delle centrali nucleari, la Francia paralizzato le politiche di risparmio energetico e sviluppato massicciamente il riscaldamento elettrico». Così, in caso di ondate di gelo come quelle che stanno colpendo la Francia, la domanda di elettricità esplode. Secondo i dati ufficiali forniti in tempo reale dal Réseau de Transport d'élettricité (Rte), alla fine della settimana scorsa il consumo di elettricità ha oltrepassato 91 000 MW al giorno. Il problema è che in Francia le centrali nucleari forniscono il 78% dell'elettricità, ma non hanno praticamente nessuna flessibilità per potersi adattare a forti variazioni dei consumi, soprattutto quando 10 reattori su 58 sono fermi per manutenzione.
La favola dell'energia nucleare francese efficiente che viene esportata, è smentita da qualche anno: la Francia importa annualmente più elettricità dai suoi vicini (Italia compresa) di quanta ne esporti. E "Sortir du nucléaire" sottolinea: «Nel periodo di punta paghiamo un forte prezzo. La scorsa settimana il prezzo del MWh è raddoppiato per raggiungere più di 190 euro. Malgrado queste importazioni rovinose, delle interruzioni di corrente restano possibili: in Francia avremo così sia il nucleare.... che la candela. Il sistema nucleare che è stato imposto alla popolazione e sia molto pericoloso che molto fragile. Lontano dal permettere l'indipendenza energetica della Francia, rende il nostro Paese interamente dipendente dall'estero, questo sia che si tratti di acquistare l'uranio .. o direttamente l'elettricità, prodotta dalle centrali termiche che emettono più gas serra. E' il colmo in pieno summit di Cancun sui cambiamenti climatici!»
Per dare un chiaro e concreto segnale della lotta agli sprechi energetici, Réseau "Sortir du nucléaire" nella notte tra il 4 e il 5 dicembre ha partecipato ad un'azione "clan du néon" nelle strade di Lione per lottare contro lo spreco di elettricità spegnendo le insegne al neon delle attività commerciali tenute accese inutilmente tutta la notte.
fonte: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=7991
mercoledì 14 luglio 2010
scorie nucleari : Scorie e trizio, le pene del nucleare Usa

Robert Alvarez, un ex funzionario del Dipartimento dell'energia Usa, ha rianalizzato i rapporti pubblicati dall' Energy department negli ultimi 10 anni ed ha scoperto che le scorie dei siti di produzione di plutonio sarebbero molte di più di quanto ha riportato ufficialmente l'agenzia. I siti messi sotto accusa da Alvarez comprendono impianti importanti come Hanford, Idaho National Engineering Laboratory e Savannah River site. Anche se non esisterebbe una minaccia radioattiva immediata i problemi potrebbero presentarsi in futuro. Per ora le scorie sarebbero in sicurezza ma, visto che il dimezzamento della vita del plutonio é di 24.000 anni, il problema potrebbe presentarsi con una infiltrazione nel suolo e nei fiumi.
Il Dipartimento dell'energia ha assicurato che "ripulirà" le scorie radioattive, ma il compito sembra essere ancora più complesso dopo le rivelazioni di Alvarez. Il plutonio negli Usa è stato prodotto per la prima volta durante la Seconda Guerra Mondiale, solo nel 1996 il dipartimento dell'energia ha reso noti i dati sulla sua produzione e sull'utilizzo e smaltimento. Sono proprio questi i dati che Alvarez oggi dice che sono stati pesantemente sottostimati.
Un'altra grossa grana per il "rinascimento" nucleare statunitense viene dalla centrale nucleare di Pilgrim, in Massachusetts, appartenente all'Entergy Nuclear Operations, un comunicato della Nuclear Regulatory Commission Usa (Nrc) sottolinea che «Elevati livelli di trizio, un isotopo radioattivo, sono state rilevati in uno dei nuovi pozzi di monitoraggio delle acque sotterranee presso la centrale nucleare di Pilgrim».
Il prelievo è stato effettuato il 21 giugno dal personale della Pilgrim in uno dei 12 pozzi di monitoraggio, dopo i livelli di trizio sarebbero calati entro i limiti federali per l'acqua potabile (20.000 picocuries per litro), ma la notizia è stata data comunque perché è una questione di pubblico interesse. Il problema è che i livelli di trizio presenti sono in costante aumento da maggio.
Il pozzo dove è stato individuato un livello di trizio di 11, 072 picocuries per litro si trova vicino al serbatoio dell'acqua di condensa che stoccata per l'impiego nel reattore nucleare.
Il portavoce della Pilgrim, David Tarantino ha detto che «Nonostante i livelli aumentati di trizio individuati nei campioni prelevati il 17 maggio, l' 11 giugno e il 21 giugno , non c'è nessuna minaccia per l' acqua potabile pubblica. Non c'è contatto con l'acqua potabile. Questo non pregiudica in alcun modo la salute e la sicurezza pubblica , ma certamente vogliamo scoprirne la causa».
Per questo la Entergy ha messo insieme un team di tecnici della centrale, ingegneri e altri specialisti ed ha aumentato la frequenza dei test soprattutto sul lato mare della centrale. I test sono proseguiti tra il 30 giugno e il 7 luglio.
«Abbiamo aumentato la frequenza dei test da trimestrale a settimanale», ha detto Tarantino, ma qualcosa non convince, visto che vengono annunciati altri cambiamenti e che si sta pensando di scavare altri pozzi di controllo. Il team ha anche prelevato campioni di acqua dell'oceano, dai tombini e dalle zone di drenaggio delle acque piovane. Forse le preoccupazioni della Entergy stanno tutte in una frase che si legge in un rapporto della Nrc: «Tutte le informazioni che sono raccolte saranno presentate al' Atomic Safety Relicensing Board che sta studiando il rinnovo della licenza di Pilgrim».
Le rassicurazioni non rassicurano per niente gli ambientalisti: Mary Lampert, fondatrice di Pilgrim Watch, è convita che bisognerebbe monitorare più costantemente le possibili fonti di inquinamento vicino alla centrale, con più campionamenti ravvicinati e più pozzi di monitoraggio.
Anche Arnie Gundersen, un esperto nucleare che studia le perdite trizio della centrale nucleare di Vermont Yankee, anche questa della Entergy pensa che siano necessari più pozzi.
Gundersen, ingegnere capo alla Fairewinds Associates, è stato nominato dal presidente del Senato del Vermont in un comitato di controllo pubblico della centrale di Yankee ed è stato uno degli esperti chiamati ad esprimere un parere durante le audizioni per il rinnovo della licenza della centrale nucleare di Lampert, secondo lui «E' insufficiente avere dei pozzi di monitoraggio a 600 piedi di distanza, quanto sono a Pilgrim.
"Le radiazioni possono trovarsi tra i pozzi monitorati e loro non possono sapere che c'è una perdita da molto tempo . Non saranno in grado di capirlo fino a quando non trivelleranno più pozzi».
fonte: greenreport.it
domenica 9 agosto 2009
CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA: NO AL NUCLEARE ALL'ELBA

''No Nuke''. E' la scritta nero su giallo che si legge sullo striscione aperto lungo la fiancata di Goletta Verde, approdata questa mattina a Portoferraio.
Uno messaggio breve, ma efficace, che segna l'inaugurazione della tappa elbana dell'imbarcazione ambientalista. A circa un mese dall'approvazione definitiva del ddl sullo sviluppo che riapre ufficialmente l'era del nucleare in Italia, Goletta Verde accende i riflettori sulla questione dell'atomo, ribadendo il suo ''No'' ad una scelta energetica che Legambiente definisce ''preistorica, insicura, inquinante, costosa, in declino e senza senso. Non solo ad oggi restano irrisolti i problemi di sicurezza e scorie legati alle centrali nucleari - sottolineano gli ambientalisti - ma esistono alternative concrete, sicure, efficaci e a portata di mano per la produzione di energia pulita. Vincere la sfida tecnologica offerta dalle energie rinnovabili, per altro, permette di affrontare la crisi economica globale sfruttando la grande opportunita' occupazionale della green economy''.
Anche in Toscana - si legge in un comunicato - come in ogni regione toccata finora dalla Goletta Verde, e a maggior ragione dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano in cui, sin dagli anni Settanta, le mappe Cnen e quindi dell'Enea individuano il possibile sito per la realizzazione di una centrale nucleare nonche' per il deposito nazionale delle scorie radioattive, Legambiente promuove ''Per il Clima, contro il nucleare'', la campagna per un sistema energetico moderno, pulito e sicuro, sul quale hanno gia' scelto di investire diversi Paesi industrializzati.
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venerdì 15 maggio 2009
CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA ECCO I SITI PIù PROBABILI
Piemonte: Provincia di Vercelli: tutta la zona intorno al Po, da Trino Vercellese fino alla zona a nord di Chivasso.
Provincia di Biella: la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea.
Lombardia: Provincia di Pavia: la zona dell’Oltrepò Pavese a nord di Voghera.
Provincia di Mantova: l’intera zona a sud di Mantova in corrispondenza del Po
Provincia di Cremona:zona a sud di Cremona in corrispondenza del Po (vicino a Caorso)
Veneto: Provincia di Rovigo: la zona compresa tra l’Adige e il Po (a sud di Legnago)
Friuli: Provincia di Udine e provincia di Pordenone: tutta la zona interna, intorno al fiume Tagliamento, da Latisana fino a Spilimbergo
Emilia Romagna : Provincia di Parma: la zona a nord di Fidenza, compresa tra il Po e il Taro
Toscana: L’isola di Pianosa
Lazio: Provincia di Viterbo: la zona interna a sud del Tevere, nella zona di affluenza della
Nera, tra Magliano Sabina e Orte.
Calabria: Provincia di Catanzaro: la zona costiera ionica in corrispondenza di Sellia Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Principali località: Belladonna, Marindi, Simeri Mare, Sellia
Marina).
Provincia di Crotone: la zona costiera ionica in corrispondenza della foce del fiume Neto, a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca).
Provincia di Cosenza: la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cariati
Puglia: Provincia di Taranto: la zona costiera ionica, in corrispondenza della località di Manduria.
Provincia di Lecce: la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo e quella a sud di Gallipoli; la zona costiera adriatica a nord di Otranto e quella a sud di Brindisi (esistono su
queste ultime dei vincoli naturalistici).
Provincia di Brindisi: la zona costiera in corrispondenza di Ostuni.
Sicilia: Provincia di Ragusa: la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo.
Provincia di Caltanissetta: la zona costiera intorno a Gela.
Provincia di Agrigento: la zona costiera intorno Licata.
Provincia di Trapani: la zona costiera a sud di Mazzara del Vallo, in corrispondenza della località Tre Fontane.
Sardegna. Ogliastra: la zona costiera in corrispondenza del fiume Riu Mannu e della località di Torre di Bari.
Provincia di Nuoro, la zona costiera a sud della località di Santa Lucia e in corrispondenza dell’isola Ruja.
Provincia di Cagliari: la zona costiera tra Pula e Santa Margherita di Pula.






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