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lunedì 11 novembre 2019

11 novembre 2019 terremoto in Francia

PARIGI I tre reattori della centrale nucleare di Cruas-Meysse, nell’Ardèche, vengono chiusi per controlli dopo il terremoto che lunedì ha colpito la regione nel Sud della Francia. Il sisma aveva l'epicentro nell'Ardèche, "26 km a sud-est di Privas", ha riferito in una nota l'Ufficio sismologico centrale francese (Bcsf) di Strasburgo. La città più colpita è Montèlimar dove una persona è rimasta gravemente ferita nella caduta di un'impalcatura. Nel dipartimento, altre tre persone hanno riportate leggere ferite a seguito "di un attacco di panico".
A destare la maggiore preoccupazione è però il sito nucleare. Secondo il collettivo antinucleare di Vaucluse, l'epicentro si trova "a meno di 20 chilometri dalla centrale nucleare dove è stato avvertito il sisma nella sala macchine dei reattori, e 30 chilometri dal sito atomico di Tricastin". Il gruppo sottolinea che il sito di Tricastin "situato su una faglia sismica attiva e sotto il canale Donzère-Mondragon" è "il sito nucleare più pericoloso in Europa e si estende su oltre 615 ettari", e chiedono quindi che venga fermano immediatamente. L'Agenzia per la sicurezza nucleare (Asn) ha assicurato che il terremoto non ha causato "nessun danno apparente" ai siti e che avrebbe esaminato "le condizioni alle quali i reattori possono essere riavviati". Una portavoce ha spiegato che lo spegnimento dei reattori potrebbe durare "alcuni giorni", a seconda di cosa verrà fuori dai sopralluoghi. D'altra parte, la centrale nucleare di Tricastin, più lontana dall'epicentro del terremoto, non verrà arrestata, poichè non è stata misurata alcuna soglia di avviso, ha aggiunto l'Asn. Il sisma è stato avvertito fino a Saint-Etienne, Grenoble, Lione e persino nel sud della Francia, ma è stato a Teil, una località al confine con Montèlimar con oltre 8.500 abitanti, a subire i danni materiali maggiori. Secondo il sindaco della città, Olivier Peverelli, che afferma di aver "temuto per la propria vita", due campanili "stanno per cadere" e l'ultimo piano del municipio è inaccessibile perchè "i soffitti sono venuti giù". L’associazione «Sortir du nucleaire» che milita per l’abbandono del nucleare (fonte del 75% dell’energia elettrica consumata in Francia) contesta però il quadro rassicurante fornito dalle autorità, e ricorda che quelle centrali sono a norma in caso di scosse fino a 5,2 gradi Richter, inferiori ai 5,4 registrati lunedì.
La paura Fukushima 
Nel 2017 l’Autorità per la sicurezza del nucleare ha chiesto a EDF di chiudere i quattro reattori della centrale di Tricastin per procedere a verifiche: il timore è che un terremoto possa provocare rotture nella diga sul canale del Rodano e portare a un’inondazione con la successiva fusione del combustibile nucleare, ripetendo lo scenario della catastrofe di Fukushima del marzo 2011 in Giappone. Sempre due anni fa la diga di Tricastin è stata rinforzata e i reattori sono stati riattivati. Ma nel giugno scorso l’Autorità ha chiesto nuovi lavori di messa in sicurezza, che dovranno essere effettuati entro il 2022.
La soglia massima 
L’indice SMS (Sisma maggiorato di sicurezza) è stato calcolato di nuovo in seguito al disastro di Fukushima. È superiore al terremoto più grave che verosimilmente può prodursi una volta ogni mille anni, e che nel caso del Sud della Francia risale all’8 agosto 1873 di 4,7 gradi sulla scala Richter, a Chateauneuf-du-Rhone, a pochi chilometri dall’attuale centrale di Tricastin.

sabato 21 marzo 2015

scorie radioattive Italia : mobilitazione contro il deposito di scorie nucleari in Sardegna

“Basta pane avvelenato”. Un cartellone con tre parole per dire ‘No’ al deposito delle scorie nucleari in Sardegna: e’ il grido di battaglia di associazioni e comitati per presentare le due giornate di mobilitazione in programma l’1 e 2 aprile in vista del giorno della pubblicazione dell’elenco dei siti. “E’ una battaglia che combatteremo ogni giorno   (annunciato Bustianu Cumpostu, leader di Sni, in rappresentanza del comitato No nucle)


 In poco tempo la petizione "No al sito delle scorie nucleari in Sardegna", promossa da Sardigna Libera, ha raggiunto 7.935 firme. E' diretta al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ai ministri dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, e dello Sviluppo economico, Federica Guidi, al presidente della Regione Francesco Pigliaru e agli assessori Industria, Maria Grazia Piras, e dell'Ambiente, Donatella Spano.
    Nella petizione "si diffida il governo italiano dal prendere in considerazione qualsiasi ipotesi di transito e stoccaggio di scorie radioattive nel territorio sardo" e si invita la Regione e i suoi organi preposti "a vigilare sulla tutela ambientale del nostro territorio e sulla salute dei cittadini, e a respingere concretamente qualsiasi iniziativa che possa identificare la nostra isola come possibile pattumiera nucleare nel Mediterraneo".
    Sardigna Libera ricorda che "il popolo sardo, a maggioranza, ha espresso la sua contrarietà sul nucleare con il referendum del 13 giugno 2011".

Il deposito- spiegano i movimenti in un volantino – costituiscono un pericolo permanente, rappresentano un danno all’immagine dell’isola. Non solo, c’e’ anche il fattore salute: “I primi a pagare saranno i bambini”.

lunedì 1 aprile 2013

Armi nucleari in Italia: un arsenale nucleare di novanta testate atomiche

Le bombe nelle basi Usa di Ghedi Torre (Brescia) e Aviano (Pordenone). Silenzio assoluto sugli arsenali. Un accordo americano copre tutto


Per ben due volte nell’arco degli ultimi 15 anni milioni di italiani si sono recati alle urne per dire no alla possibilità, per il nostro Paese, di sviluppare e produrre energia nucleare per scopi civili.
Questi stessi italiani però, forse, non sanno che possediamo un verso e proprio arsenale nucleare.
La cosa appare assurda e paradossale considerando che nel 1975 Roma ha sottoscritto il Trattato di non proliferazione nucleare, eppure sul nostro suolo si trovano poco meno di un centinaio di testate atomiche. Per l’esattezza sono 90 le bombe di questo tipo stipate, poco più della metà di queste ovvero 50, nella base Usa di Aviano nei pressi di Pordenone, mentre le restanti si trovano custodite nella base statunitense di Ghedi Torre nel bresciano.
Tecnicamente parlando si tratta di armi tattiche, di potenza e gittata minore rispetto a quelle strategiche quindi, denominate B61; queste sono bombe gravitazionali che per essere utilizzate devono essere lanciate da aerei appositi, o almeno compatibili, attualmente potrebbero essere lanciate solo dagli F16 o dai Tornado; hanno una potenza che varia, a secondo del tipo e della grandezza essendone state costruite almeno tre diversi tipi, da 0,3 a 170 chilotoni che se utilizzate genererebbero una distruzione 900 volte superiore a quella prodotta su Nagasaki o Hiroshima.

Nelle basi per 3 anni
A breve, all’incirca nel 2016, queste testate lasceranno l’Italia, o meglio lasceranno il posto a nuove bombe, più maneggevoli e moderne; in modo molto lento infatti sarà avviato lo smantellamento di questi ordigni e la sostituzione con le nuove testate nucleari, realizzate secondo gli ultimi progetti approvati dal Pentagono, che però non saranno pronte prima del 2019.
Nello specifico questi nuovi ordigni avranno una maggiore precisione e ridurranno il fallout radioattivo conseguente all’esplosione, mentre la carica nucleare verrà riutilizzata, con una potenza massima nell’ordine dei 50 chilotoni.
Nel frattempo inoltre inizieranno gli addestramenti di nuove truppe specializzate capaci di utilizzare questi ordigni, in Italia hanno queste facoltà solamente i militari statunitensi di stanza a Ghedi o Aviano, mentre ai nostri soldati non è concesso l’uso di questi mezzi, anche se la clausola della “doppia chiave” contenuta in alcuni documenti tra le parti prevede la possibilità che queste bombe siano utilizzate anche dalle nostre forze armate, ma solo dopo che gli Usa ne abbiano deciso l’impiego.

Omertà Ovviamente i politici italiani non hanno mai ammesso o confermato la presenza di queste bombe nel BelPaese ma sono stati gli stessi Usa a confermarla in più di una occasione.
Già l’11 luglio 1986, pur nel silenzio generale, alcune agenzie di stampa ribatterono una notizia apparsa sul Washington post in cui si riferiva che il Pentagono aveva appena annunciato il Piano WS3 il quale prevedeva che in 25 diverse basi americane sparse per il mondo, tra cui quelle italiane di Ghedi, Aviano e Rimini, sarebbero stati dislocati bombardieri atomici ed ordigni nucleari non più sotto gli hangar dei bombardieri, bensì all’interno di speciali rifugi.
Una nuova conferma arrivò nel 2005 quando la declassificazione di un rapporto statunitense sulle armi nucleari americane in Europa accertò la presenza nel vecchio continente di circa 400 testate nucleari, 90 delle quali custodite in Italia.
Altra conferma importante quelle giunta alcuni anni fa da parte Robert Norris, uno studioso del Natural resources defense council di Washington, che dopo aver esaminato alcuni documenti ufficiali del Pentagono confermò la presenza di queste bombe in Italia, quantificandole però in una trentina, la maggior parte delle quali custodite ad Aviano.
Inquietante però quanto aggiunto subito dopo dal ricercatore.
Questi infatti disse che quasi tutta la parte riguardante il nostro Paese era stata cancellata; lui e i suoi colleghi avrebbero ricostruito gli “omissis” del documento principale utilizzando altre fonti e analizzando nel minimo dettaglio tutte le tabelle allegate al foglio più importante.
Accordo Italia-Usa
Ma quando, come e perché queste armi sono arrivate in Italia?
I primi ordigni giunsero nel 1957 anche se già dalla fine dell’anno precedente i militari statunitensi di stanza nello Stivale erano equipaggiati con missili Corporal e Honest John su cui vennero montate testate nucleari tattiche da impiegare, in caso di attacco sovietico, contro i carri dell’Armata rossa.
Negli anni ’60 e ’70 vennero dispiegati altri tipi di missili, mortai da otto pollici per il lancio di ordigni nucleari, e bombe atomiche di profondità destinate agli aerei della base di Sigonella per la caccia di sottomarini sovietici nel Mediterraneo.
Successivamente sono arrivate le bombe attualmente stipate tra Ghedi e Aviano.
Gli Usa hanno portato in Italia questo tipo di armamenti grazie all’accordo bilaterale denominato Stone Ax; una prima versione di questo fu siglato negli anni ’50; successivamente tra il 2003 ed il 2004 ne dovrebbe essere stata sottoscritta una nuova versione, figlia del clima post 11 settembre, che tra le principali innovazioni prevedrebbe periodiche revisioni e conseguenti aggiornamenti. Per quanto riguarda l’accordo tra Italia ed Usa purtroppo il condizionale è d’obbligo visto che nessun patto in tal senso è mai stato sottoposto a voto parlamentare e che le uniche informazioni che si hanno le dobbiamo ad alcuni ricercatori statunitensi, come ad esempio William Arkin, un ex analista d’intelligence per l’esercito americano, che hanno diffuso tramite libri e ricerche le informazioni in loro possesso.

http://www.lanotiziagiornale.it/novanta-testate-atomiche-sotto-i-nostri-piedi/

http://www.stampalibera.com/?p=61616

http://www.informarexresistere.fr/2013/03/28/novanta-testate-atomiche-sotto-i-nostri-piedi/#axzz2

giovedì 17 novembre 2011

NUCLEARE IN ITALIA: CLINI RISPETTI ESITO REFERENDUM

Il nucleare e' un'opzione sulla quale bisognerebbe riflettere ''a certe condizioni''. Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ospite del programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'.

''Il ritorno al nucleare e' una opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto - ha detto - anche se quello che e' avvenuto in Giappone ha scoraggiato. Comunque, di base, la tecnologia nucleare rimane ancora una delle tecnologie chiave a livello globale''. Quindi, ha aggiunto, ''si, a certe condizioni''.


''Dispiace dover essere noi a ricordare al neo ministro dell'Ambiente Corrado Clini che lo scorso 12 e 13 di giugno 27 milioni di italiani attraverso un referendum hanno detto no al ritorno del nucleare in Italia.

Si tratta di una espressione chiara ed inequivocabile, espressa attraverso un istituto costituzionale che non puo' essere ne' ignorato ne' aggirato''. Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: ''Se in materia energetica il neo ministro dell'Ambiente intende riaprire il dibattito 'nucleare si'' o 'nucleare No' si parte con il piede sbagliato. L'esito del referendum del 12 e 13 novembre va rispettato a partire da chi rappresenta la Repubblica nelle istituzioni''.

REFERENDUM: NUCLEARE, SI' AL 94,5%. NO AL 5,4%

Secondo i primi dati diffusi dal Viminale, sul terzo quesito referendario ''Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare'' il fronte del 'SI' ha raggiunto il 94,56% contro il 5,44% del 'NO'. I dati si riferiscono solo all'Italia per 33.722 sezioni su 61.599.

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lunedì 25 aprile 2011

CENTRALI NUCLEARI IN EUROPA : Svizzera pronta a rinunciare al nucleare

La Svizzera potrebbe uscire dal nucleare in 30 anni. Lo ha indicato il ministro dell'Economia, Johann Schnedider-Ammann, in un'intervista al quotidiano 'Le Matin Dimanche'.

''Non e' piu' possibile costruire nuove centrali nucleari'', ha spiegato Schnedider-Ammann, ricordando l'incidente alla centrale giapponese di Fukushima. ''E' possibile uscire dal nucleare, ma ci vorra' del tempo, forse 30 anni, per rinunciare completamente all'energia atomica''.

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venerdì 8 aprile 2011

INCIDENTI NUCLEARI : FRANCIA FESSENHEIM INCIDENTE LIVELLO 1 NELLA CENTRALE NUCLEARE

Un guasto a quanto si apprende senza alcuna conseguenza per la sicurezza si è verificato tra domenica e lunedì scorsi alla centrale nucleare di Fessenheim, nel nord-est della Francia, la piú vecchia del Paese, sotto gli occhi degli ecologisti da tempo, e ancor di più dopo le esplosioni alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone. L'incidente, dovuto ad una "manovra inappropriata", hanno riferito da Strasburgo, è stato classificato di livello 1, sulla scala INES che va da 1 a 7.


'Si apprende oggi di un incidente di classe INES 1 alla centrale francese di Fessenheim, nel nord-est della Francia, che si sarebbe verificato tra domenica e lunedi' scorso ma di cui si ha notizia solo oggi.

Questa e' l'ennesima conferma che l'industria dell'atomo e' omertosa per definizione e che tende a nascondere informazioni essenziali per la salute dei cittadini: si punta sul fatto che le radiazioni sono invisibili e impalpabili e si tende a nascondere la verita'''.

Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: ''Dal 1969 ad oggi, in Europa, oltre al disastro di Chernobyl, sono avvenuti 4 incidenti di gravita' INES 4: 1969, 4* livello INES, Lucens (Svizzera); 1973, 4* livello INES, Windscale (Gran Bretagna); 1980, 4* livello INES, Saint-Laurent-Nouan (Francia); 2006, 4* livello INES, Fleurus (Belgio) e tutti si contraddistinguono per una endemica mancanza di informazioni''.

''Di questi incidenti in Italia non si e' avuta notizia mentre i supporter del nucleare continuavano a raccontare favole sulla sicurezza: purtroppo poi smentite da quello che e' accaduto in Giappone - conclude Bonelli -. Il nucleare e' una follia vera e propria che l'Europa deve abbandonare al piu' presto puntando sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, dell'efficienza e del risparmio energetico, anticipando i tempi della terza rivoluzione industria''.

contaminazione in Italia: GRAVI PATOLOGIE DA IODIO 131 ARRIVATO ANCHE DA NOI

Non e' cosi' semplice dire, senza alcuna ombra di dubbio, quanto i nostri mari siano effettivamente al sicuro dalla contaminazione causata in Giappone. E' la denuncia di Marevivo che sottolinea come i radionuclidi - gli atomi instabili che decadono emettendo energia sotto forma di radiazione - riversati in mare con le acque contaminate ''mettano a forte rischio'' l'ecosistema in generale e alcune specie in particolare.

''I rischi per la biodiversita' marina - spiega Silvano Focardi, Professore di Ecologia all'Universita' di Siena e membro del Comitato Scientifico di Marevivo - sono legati alla durata e alla dimensione dell'incidente; e sono rappresentati dalla insorgenza di danni gravi che possono arrivare fino a mutazioni genetiche capaci di incidere sulle capacita' riproduttive degli organismi''.

''Per l'uomo - aggiunge - il consumo prolungato di alimenti anche debolmente contaminati, costituisce un pericolo, perche' i radionuclidi si fissano nell'organismo e, con il passare del tempo, possono determinare gravi patologie''.

Concentrazioni significative di particelle sono state misurate alle Hawaii e in California e lo iodio 131 e' arrivato anche da noi: ''Le concentrazioni rilevate in Italia sono, si dice, trascurabili e non pericolose ma - rileva Focardi - proprio per le incertezze delle informazioni pervenute finora, e' bene non sottovalutare il problema. Lo iodio 131 ha una emivita di pochi giorni, ma presenta una notevole aggressivita' per la tiroide''.

contaminazione in Italia: IN ITALIA LIEVI TRACCE IODIO131 E CESIO137 NEL FORAGGIO

Dopo i vegetali a foglia larga e il latte, in cui sono state rinvenute lievi tracce di iodio 131, l'Ispra segnala presenza di Iodio 131 e Cesio 137. Lo riferisce lo stesso Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che con il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente effettua il monitoraggio della radioattivita' ambientale e che dal 12 marzo scorso ha chiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l'andamento di una eventuale presenza di radioattivita' in aria riconducibile all'incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. I dati sono aggiornati alle 20 di ieri. In particolare, come gia' segnalato dall'istituto, i risultati delle prime misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di Iodio131, compresi tra 0,06 e 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivita' stabilito dai regolamenti Euratom e' pari a 2000 Bq/kg. Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,49 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 (il livello massimo ammissibile di radioattivita' stabilito dai regolamenti Euratom per il Cesio 137 e' pari a 1250 Bq/kg) variabile tra 0,40 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non e' stata rilevata la presenza di Cs-134. I risultati delle prime misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato un valore molto piccolo di concentrazione di Iodio 131 variabili tra 0,30 e 1,20 Bq/l.

Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivita' stabilito dai regolamenti Euratom per lo Iodio 131 nel latte e' pari a 150 Bq/l per gli alimenti per lattanti. Le concentrazioni, evidenzia l'Ispra, sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom. Si conferma conclude l'Istituto, che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell'intensita' di dose gamma in aria dell'Ispra non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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giovedì 7 aprile 2011

CONTAMINAZIONE DA IODIO 131 ANCHE NEL LATTE E NELLA VERDURA ITALIANA

Tracce di Iodio 131 sui vegetali a foglia larga e latte in Italia, ma i valori riscontrati sono nettamente inferiori al livello massimo ammissibile di radioattivita' stabilito dai regolamenti Euratom. Lo riferisce l'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che con il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente effettua il monitoraggio della radioattivita' ambientale e che dal 12 marzo scorso ha chiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l'andamento di una eventuale presenza di radioattivita' in aria riconducibile all'incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. I dati sono aggiornati alle 20 di ieri. I risultati delle prime misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, si legge sul sito dell'Istituto, hanno evidenziato piccole tracce di Iodio131, compresi tra 0,06 e 0,79 Bq/kg.

L'Ispra evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivita' stabilito dai regolamenti Euratom e' pari a 2000 Bq/kg. Per quanto riguarda il Cesio 137, i valori sono tra 0,07 Bq/kg e 0,66 Bq/kg e l'Istituto evidenzia che ''al momento non e' possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all'incidente in Giappone''. Per quanto rigarda il latte, invece, i risultati delle prime misure effettuate dal 30 marzo, hanno evidenziato un valore molto piccolo di concentrazione di Iodio 131 variabili tra 0,40 e 1,20 Bq/l.

''Si consideri - sottolinea l'Ispra - che il livello massimo ammissibile di radioattivita' stabilito dai regolamenti Euratom per lo Iodio 131 nel latte e' pari a 150 Bq/l per gli alimenti per lattanti. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei''.

I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte, conclude, ''sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom''.

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NUCLEARE IN ITALIA ?

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IL NUCLEARE DI TERZA GENERAZIONE è IL PIù PERICOLOSO

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NUCLEARE: REATTORI MOLTO PIU' SICURI ???

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nucleare : SARDEGNA NIENTE CENTRALI

NUCLEARE : LA TOSCANA DICE NO

NUCLEARE : Regione Umbria fa ricorso contro le norme sulla costruzione degli impianti nucleari.Segue il ricorso di Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte e Toscana.

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giovedì 17 marzo 2011

INCIDENTI NUCLEARI :Canada, guasto a centrale nucleare Contaminato il lago Ontario

Misurate tracce di trizio in quantità inferiori alla soglia considerata pericolosa per la salute delle persone.
Migliaia di litri di acqua radioattiva sono finiti nel lago Ontario, in Canada, a causa di un incidente in un impianto nucleare.

TORONTO - La centrale nucleare di Pickering a 25 chilometri dalla città canadese di Toronto ha riversato nel Lago Ontario 73mila litri di acqua contaminata. Lo ha reso noto la società che gestisce l'impianto, la Ontario Power Generation, dopo averne informato le autorità competenti. Mercoledì l'acqua contaminata è stata «non intenzionalmente» riversata nel lago. Sono state misurate tracce di trizio nell'acqua, ma in quantità molto inferiori alla soglia considerata pericolosa per la salute delle persone. «Dal punto di vista normativo, è un evento di importanza molto bassa. Non vi è alcun impatto sull'acqua potabile», ha spiegato la Ontario Power, assicurando che il malfunzionamento al sistema di scarico è stato nel frattempo risolto.

LA GUARNIZIONE - La centrale nucleare di Pickering, una delle cinque in Canada, è situata a 25 chilometri da Toronto, la città più popolosa del Paese con 2,6 milioni di abitanti. La fuga di materiale radioattivo, provocato da un difetto nella guarnizione della pompa, è stata fermata non appena individuata . «Da un punto di vista normativo, si tratta di un evento a un livello (di pericolosità) molto basso: non c'è alcuna consequenza sulla qualità dell'acqua potabilità», ha detto la società.

mercoledì 16 marzo 2011

REFERENDUM: Nucleare, la preghiera di Celentano: «Non disertare il referendum»

''Nel bel mezzo di una tragedia come quella che sta vivendo il Giappone, dove fuoco e acqua stanno distruggendo tante vite umane, senza contare l'aspetto piu' insidioso dovuto alle radiazioni liberatesi nell'aria, il nostro presidente del Consiglio non demorde. Ha subito fatto annunciare dai suoi 'CicchittiPrestigiacomini' e dai piccoli insidiosi Sacconi, che il progetto sul nucleare in Italia andra' avanti. L'orientamento popolare contro le centrali nucleari decretato dal referendum fatto 24 anni fa, fu chiarissimo. Ma per Berlusconi non basta: 'Chi se ne frega della Sovranita' Popolare!'. L'unica sovranita' che conta per lui e' il Potere di guidare gli uomini in una sola direzione come se fossero degli automi''. Lo scrive Adriano Celentano in un intervento sul ''Corriere della Sera'' spiegando il suo 'no' al nucleare in Italia e rivolgendo un appello ai cittadini.

''Ora - afferma - il mio potrebbe sembrare un appello, ma non lo e'. E' una preghiera. Una preghiera che non e' rivolta ai politici. 'Loro non sanno quello che fanno'. Per cui mi rivolgo a tutti quelli che invece li votano i politici. Di destra, di sinistra, 'studenti', leghisti, fascisti e comunisti, per il vostro bene, non disertate il referendum.

Questa volta sarebbe un suicidio. Dobbiamo andare a votare anche se il governo spostasse la data del referendum al giorno di Natale. Non sia mai che prendiate sotto gamba questi referendum: saremmo spacciati''.

La trappola radioattiva
Studenti, leghisti, fascisti e comunisti, per il vostro bene non disertate il referendum. Ora sarebbe un suicidio.

Caro Direttore,
settantamila case distrutte, un milione di sfollati e cinquemila dispersi in quel florido Giappone che nel giro di 6 minuti è improvvisamente precipitato nel buio più scuro. Ma soprattutto migliaia di radiazioni sulla testa dei giapponesi. Ora io non vorrei neanche parlare del clamoroso fuori-tempo (non solo musicale) esternato da Chicco Testa, ospite della bravissima Lilli Gruber dalla voce affascinante. Non vorrei ma come si fa, poi la gente pensa davvero che lui parli per il bene dei cittadini. «Gli impianti nucleari hanno dimostrato di tenere botta». Ha detto il nostro Chicco ormai appassito per mancanza di clorofilla e quindi non più in grado di catturare quell'ENERGIA SOLARE di cui un tempo si nutriva.

Chi trae spunto dalla tragedia del Giappone per dare vita a una polemica politica è uno sciacallo». Ha sentenziato. Dopo neanche un'ora esplode la centrale nucleare di Fukushima. Un tempismo davvero sorprendente quello del Chicco. Ma la cosa più incredibile che più di tutti impressiona, è lo stato di ipnosi in cui versano gli italiani di fronte ai fatti sconcertanti di una politica che non è più neanche politica. Ma piuttosto un qualcosa di maleodorante e che di proposito vorrebbe trastullarci in uno stato confusionale. Dove sempre di meno si potrà distinguere il bene dal male, le cose giuste da quelle ingiuste. Sparisce quindi quel campanello d'allarme che ci mette in guardia quando c'è qualcosa che non quadra nei comportamenti di un individuo. Un qualcosa che detto in una parola si chiama SOSPETTO. E di sospetti sul nostro presidente del Consiglio, tanto per fare un esempio, ce ne sono abbastanza.


E così nel bel mezzo di una tragedia come quella che sta vivendo il Giappone, dove fuoco e acqua stanno distruggendo tante vite umane, senza contare l'aspetto più insidioso dovuto alle radiazioni liberatesi nell'aria, il nostro presidente del Consiglio non demorde. Ha subito fatto annunciare dai suoi «CicchittiPrestigiacomini» e dai piccoli insidiosi Sacconi, che il progetto sul nucleare in Italia andrà avanti. L'orientamento popolare contro le centrali nucleari decretato dal referendum fatto 24 anni fa, fu chiarissimo. Ma per Berlusconi non basta: «Chi se ne frega della SOVRANITÀ POPOLARE!». L'unica sovranità che conta per lui è il Potere di guidare gli uomini in una sola direzione come se fossero degli automi.


Tra i vari tg, talk show e quello che si legge sui giornali, ho seguito con un certo interesse il cammino politico del terzo polo. Si spera sempre di intravedere quel «CHE» di trasparenza mai assaporata che per ora, a quanto pare, possiedono in pochi. Uno di questi è Antonio Di Pietro. Ma il governo cerca di ostacolarlo. Le ottocentomila firme raccolte da Di Pietro contro le centrali atomiche e il legittimo impedimento, saranno oggetto di un referendum che «si farà», ha detto il ministro Maroni allievo di Berlusconi. Ma a giugno. Quando la gente va al mare.
E questo naturalmente vale anche per il milione e quattrocentomila firme raccolte dal Forum italiano Movimenti per l'acqua, di cui nessuno parla tranne il loro sito che gentilmente vi indico - www.acquabenecomune.org - per i due quesiti referendari contro la privatizzazione di questo prezioso bene comune.


Una trappola radioattiva quindi per chi non vuole essere schiacciato dalla bevanda nucleare. Ora il mio potrebbe sembrare un appello, ma non lo è. È una preghiera. Una preghiera che non è rivolta ai politici. «LORO NON SANNO QUELLO CHE FANNO». Per cui mi rivolgo a tutti quelli che invece li votano i politici. Di destra, di sinistra, «STUDENTI», leghisti, fascisti e comunisti, per il vostro bene, non disertate il referendum. Questa volta sarebbe un suicidio. Dobbiamo andare a votare anche se il governo spostasse la data del referendum al giorno di Natale. Non sia mai che prendiate sotto gamba questi referendum: saremmo spacciati.

La natura, come vedete, si è incazzata. Gli esperimenti nucleari nel Pacifico, le trivellazioni nei fondali del Golfo del Messico, milioni di ettari di bosco incendiati per favorire la cementificazione abusiva, i tagli alla cultura ridotta ormai in pezzi. Tutte cose, per cui la NATURA «sta perdendo la pazienza». Come vi dicevo ho seguito con un certo interesse il cammino politico del terzo polo. E Casini che fino a prima della tragedia di questi giorni ha sempre parlato in modo equilibrato, subito dopo il terremoto, intanto che le radiazioni cominciavano a liberarsi nell'aria e trecentomila persone venivano evacuate dalle loro case, ci ha tenuto a ribadire, con una certa fierezza, il suo parere favorevole al nucleare, facendo quasi un rimprovero al governo per non aver ancor iniziato i lavori.

Caro Casini, che tu fossi un nuclearista convinto lo sapevamo tutti e io rispetto la tua opinione, anche se è orribile. Ma dirlo proprio in questo momento, non pensi che tu abbia dato una sberla sui denti al tuo elettorato? Tralasciando il piccolo particolare che l'Italia è uno dei Paesi a maggior rischio sismico, come tu sai, le radiazioni sono pericolose non soltanto perché si muore, ma per il modo di come si muore. Una sofferenza di una atrocità inimmaginabile. E poi non si è mai in pochi a morire. Specialmente quando la catastrofe raggiunge dimensioni come quella che sta vivendo la povera gente in Giappone. E non venirmi a dire che le centrali nucleari di terza generazione sono più sicure della seconda, e che ancora più sicure della terza saranno quelle di quarta, disponibili per altro nel lontano 2030. La verità è che tu e Berlusconi siete degli IPOCRITI MARCI. Lo sapete benissimo che per quanto sicure possono essere le centrali atomiche, anche di decima o di undicesima generazione, il vero pericolo sono soprattutto le SCORIE RADIOATTIVE, che nessuno sa come distruggere e che già più di mezzo mondo ne è impestato.


SCORIE collocate in contenitori sui piazzali delle centrali, a cui, tra l'altro, si aggiungono elevatissimi costi economici, sociali e politici richiesti dalla necessità di sorvegliare questo micidiale pericolo per un tempo praticamente INFINITO. Lo sapete benissimo e ciò nonostante continuate a INGANNARE i popoli promettendo loro quel falso benessere che serve solo a gonfiarvi di Potere e ad arricchire le vostre tasche. Mi dispiace ma non c'è niente da imparare dal terzo polo, come non c'è niente da imparare da tutta la classe politica. L'unica buona notizia che galleggia in questo mare di annegati e che mi ha sorprendentemente colpito, è ciò che di veramente buono sta facendo il sindaco Matteo Renzi nella sua Firenze. Finalmente uno che ha intuito cosa c'è nel cuore della gente. E che ha il coraggio di dire no alla cementificazione facile con la quale, secondo i malvagi, si costruirebbe per il bene dei cittadini. Bravo Matteo! Forse tu hai capito tutto e magari ancora non ti rendi conto di quanto sia importante ciò che hai capito.

Adriano Celentano

FONTE: http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_16/celentano_trappola_radiattiva_e30fc2d6-4fb0-11e0-acff-d18cea4068c4.shtml

mercoledì 2 febbraio 2011

CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA : CONSULTA, NO A COSTRUZIONE IMPIANTI SENZA PARERE REGIONI


Non si puo' costruire un impianto nucleare in una Regione senza che quest'ultima sia coinvolta in modo adeguato. Lo ha stabilito la Consulta specificando che da oggi in poi, da parte delle regioni sara' necessario un parere obbligatorio, seppure non vincolante. In particolare, la Corte Costituzionale ha ''l'illegittimita' costituzionale dell'art. 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 (Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche' misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99) nella parte in cui non prevede che la Regione interessata, anteriormente all'intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere in ordine al rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari''.


Le Regioni devono esprimere il proprio parere - obbligatorio ma non vincolante - prima di ospitare le centrali nucleari sul proprio territorio. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, che ha dichiarato «l'illegittimità costituzionale dell'articolo 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31» (Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi). Il pronunciamento della Consulta era stato richiesto da Toscana, Emilia Romagna e Puglia.

ILLEGITTIMITÀ - La Consulta ravvisa illegittimità «nella parte in cui non prevede che la Regione interessata, anteriormente all'intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere in ordine al rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari». In una precedente decisione dello scorso novembre, la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittime le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che vietavano l'installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi.

COMMENTI - Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico: «È ragionevole che la condivisione dei siti vada fatta anche in sede locale, quindi con la condivisione degli enti locali». «Decisione positiva», dice il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. «Ci troviamo di fronte a un governo che è il più centralista della storia dell'Italia, un governo che sbandiera un federalismo che odora di secessione». «La sentenza è di fatto uno stop all'arroganza del governo», ha dichiarato il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. «Le centrali potranno essere realizzate solo con il consenso della regione interessata: è una svolta nella battaglia contro la follia nuclearista del governo Berlusconi». «Siamo preoccupati, ma confidiamo anche che rispettando le regole si possa arrivare a un chiarimento su dove devono essere collocate le centrali nucleari», è il commento di Giuliano Zuccoli, presidente di Assoelettrica e del consiglio di gestione di A2A. « Cosa devono aspettarsi gli italiani per il futuro? Probabilmente la militarizzazione delle aree destinate alle centrali», è l'opinione di Felice Belisario, capogruppo Idv al Senato.

AGENZIA NUCLEARE - Intanto il Consiglio dei ministri ha approvato il direttivo dell'Agenzia per la sicurezza nucleare. «Nei prossimi giorni, insieme al presidente Veronesi, riuniremo per la prima volta il direttivo per concordare i prossimi passaggi, a partire dalla costituzione della struttura operativa e dall'individuazione della sede. Il governo procede nel programma per il ritorno al nucleare, che avverrà nel segno della sicurezza e della tutela dell'ambiente», dicono in una nota congiunta il ministro Romani e quello dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Inoltre il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all'Energia, Stefano Saglia, annuncia che l'importo delle compensazioni a favore dei Comuni nei territori sedi di centrali nucleari sarà approvato al prossimo Cipe. Saglia ha aggiunto che «il deposito nazionale dei rifiuti nucleari deve essere realizzato entro il 2011, anche perché ce lo impone una direttiva europea. L`individuazione del deposito segue un suo iter autonomo, indipendente dalla realizzazione del programma nucleare».

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