NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
martedì 6 novembre 2012
Fukushima : metà pesce contaminato.
Lo studio del biologo marino Buesseler sui dati del ministero della Pesca giapponese: "La centrale rilascia ancora radioattività e la contaminazione continua per via delle radiazioni accumulate sui fondali. Gli effetti non sono a lungo termine, ma da monitorare nei decenni a venire"
A Fukushima Daiichi quasi metà del pesce al largo della centrale nucleare è ancora contaminato. A rivelarlo è una ricerca del biologo marino Ken Buesseler. Che, basandosi sui dati ufficiali del ministero giapponese dell’Agricoltura, delle foreste e della pesca, avverte: “Il 40 per cento del pesce contiene troppo cesio per essere sicuro per il consumo umano”. Il motivo? La disastrata centrale nipponica rilascia ancora radioattività. Secondo lo studio Fishing for Answers off Fukushima, pubblicato sulla rivista Science, la contaminazione è dovuta in particolare alle radiazioni accumulate sui fondali marini: una conseguenza del fallout radioattivo dell’incidente, riversatosi per l’80% nell’Oceano Pacifico. Ma anche del fatto che, per raffreddare ciò che rimane dei reattori, ogni giorno vi si versano sopra diverse tonnellate di acqua, destinate ovviamente a finire in mare. Gli effetti del disastro, per lo scienziato americano, non sono dunque da considerare solo “a lungo termine”, ma anche da “monitorare molto bene nei decenni a venire”.
Dopo un anno di analisi dei dati ufficiali del governo giapponese, il professor Buesseler dello Us Woods Hole Oceanographic Institution è giunto a una conclusione: il cesio-134 e 137 trovati in gran parte del pesce e dei crostacei pescati al largo di Fukushima sono dovuti a perdite di radioattività ancora presenti nella e attorno alla centrale. Come spiega lo scienziato, il cesio normalmente non rimane a lungo nei tessuti dei pesci marini, in quanto ogni giorno rifluisce in piccole dosi nell’acqua dell’oceano. Quindi, se oggi nella fauna ittica c’è del cesio-134, che per perdere metà della sua radioattività ha bisogno di soli due anni, è perché quei mari sono ancora quotidianamente esposti alla radioattività (il tempo di dimezzamento del cesio-137 è invece di trent’anni).
Un problema ambientale, ma anche economico. Le grandi quantità di acqua sversate costantemente sui reattori della centrale atomica e i sedimenti radioattivi sui fondali marini, infatti, non permettono al settore ittico locale di riprendere la sua regolare attività. Colpa di una “situazione instabile – puntualizza Buesseler – che non consente alle autorità di decidere sulla riapertura all’attività di pesca in questa zona”. Una cautela d’obbligo, secondo Tokyo, che lo scorso aprile ha imposto limiti di radioattività ancora più stringenti. Risultato? L’industria ittica nipponica ha perso su tutti i fronti: a livello di esportazioni, nell’ultimo anno si è visto un calo del 7,4%; per quanto riguarda il mercato interno, invece, gran parte dei giapponesi, fra i maggiori consumatori pro capite di pesce al mondo, ancora non si fida ad acquistare prodotti locali.
Secondo Ken Buesseler, che presenterà i risultati del suo studio all’università di Tokyo il 12 e il 13 novembre, il problema è però più complesso: “In Giappone c’è una grande incertezza nel pubblico su ciò a cui si può credere, o su chi dice o meno la verità”. E quando si parla di radioattività, si sa, “ci sono di mezzo molto allarmismo e molta paura”. Un allarmismo che, secondo lo scienziato americano, in questo caso sarebbe da evitare: “La maggior parte del pesce catturato al largo della costa nord-orientale giapponese – rassicura – non presenta livelli di radioattività pericolosi per la salute umana”. Inoltre, per fronteggiare le conseguenze del “più grande rilascio accidentale di radiazioni verso l’oceano della storia”, bisognerà andare “ben oltre gli studi sulla fauna ittica”, conclude il ricercatore statunitense: “Ciò di cui abbiamo veramente bisogno è una migliore comprensione delle sorgenti di cesio e altri radionuclidi, che continuano a provocare ciò che stiamo vedendo nell’oceano al largo di Fukushima”.
venerdì 3 febbraio 2012
incidenti nucleari: Il mistero dello iodio radioattivo in Scandinavia
Lo Iodio-131, è un isotopo radioattivo, la sua emivita è di circa 8 giorni ed il suo utilizzo principale è medico e nella farmaceutica. E' uno dei principali prodotti della fissione di uranio e plutonio che presenta rischi per la salute, come dimostrano le conseguenze subite dai partecipanti ai test nucleari degli anni '50 e dalle vittime del disastro nucleare di Chernobyl. Le centrali nucleari e altri impianti atomici producono costantemente il cosiddetto "sanctioned released of Iodine-131", e la presenza di tracce di iodio-131 in Scandinavia significano che da qualche pare deve esserci stata una situazione irregolare.
Le misurazioni dello iodio radioattivo nel nord della regione di Barents sono state effettuate alcuni giorni fa e i risultati sono stati resi noti il 31 gennaio con un comunicato stampa comune delle autorità nucleari di Finlandia, Svezia e Norvegia. La Nrpa dice che in 2 delle 6 centraline di misurazione nella contea del Finnmark, nel nord della Norvegia, è stato riscontrato un aumento dei livelli di iodio radioattivo. La Swedish radiation protection authority dice di aver trovato livelli di iodio-131 radioattivo molto bassi a Kiruna nel nord della Svezia. Le tre authority nucleari dicono di non essere state informate di eventuali rilasci di radioattività in tutto il nord Europa.Secondo i norvegesi «La fonte più probabile è un reattore o una isotope-source in un ospedale e le sostanze radioattive osservate sarebbero state trasportate per via aerea da sud-est, «Il che significa da, o attraverso, il territorio russo». Infatti non ci sono reattori nucleari nelle regioni settentrionali di Norvegia, Svezia e Finlandia, ma ci sono fonti radiologiche impiegate in impianti industriali e medici, ma le authority dicono che in nessuna di queste è stato trovato iodio-131.
La Finnish radiation and nuclear aafety authority (Stuk) in una nota spiega di aver misurato«Piccole quantità di iodio radioattivo (I-131) nei campioni di aria raccolti all'esterno da 16 al 23 gennaio in tutti i campionatori di sostanze radioattive trasportate dall'aria in Finlandia. Le quantità misurate di iodio erano dell'ordine di un milionesimo becquerel per metro cubo d'aria. Tali importi sono così piccoli che non pregiudicano la salute umana».
Ma questo non significa che gli scandinavi non siano preoccupati. Nel sud di Finlandia e Svezia ci sono le loro centrali nucleari, ma la Russia ha 9 centrali nucleari operative, delle quali 8 si trovano nella parte europea. Le due più occidentali sono quella di Leningrado, vicina a San Pietroburgo e di Kola, a nord del Circolo Polare Artico, nella regione di Murmansk. Rosenergoatom, l'operatore di stato nucleare russo, non fornisce notizie su qualsiasi tipo di rilascio di iodio-131 dalle sue centrali.
L'associazione ambientalista norvegese-russa Bellona è riuscita a contattare Atomflot a Murmansk, la base dei rompighiacci nucleari russi, che ha negato qualsiasi coinvolgimento nelle emissioni dello iodio. Ma Bellona fa notare che, proprio nei giorni in cui la Stuk ha registrato la presenza di Iodio-131, «Il 16 e 17 gennaio Atomflot era impegnata nell'avvio del reattore a bordo del rompighiaccio Rossiya. Il 18 gennaio, Atomflot ha avviato i reattori a bordo del rompighiaccio nucleare Taymyr e il 21 e 23 gennaio ha avviato quello a bordo del rompighiaccio nucleare 50 Years Victory».
Attività ci sono state anche tra il 15 ed il 23 gennaio a bordo della nave di servizio nucleare Lespe, che funge da stoccaggio galleggiante del combustibile nucleare esaurito russo e che gestisce scorie radioattive. Nella base di Atomflot erano in atto operazioni consistenti nella gestione di elementi del combustibile nucleare esaurito, ma non sarebbe stato registrato nessun aumento dei livelli di iodio-131.
L'addetta stampa della centrale nucleare di Kola, Viktoriya Nikorenko, ha detto a Bellona Murmansk che «Durante il periodo in cui lo iodio è stato scoperto, l'impianto stava lavorando in normale modalità operativa. La centrale nucleare di Kola non ha registrato aberrazioni». Ma naturalmente non si sa niente di possibili incidenti o malfunzionamenti a sottomarini o navi nucleari militari.
fonte:http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=14409
martedì 26 aprile 2011
CHERNOBYL: DA SARCOFAGO SU CENTRALE ANCORA FUORIUSCITE
Ma dal sarcofago fuoriescono polveri radioattive in quanto e' ricoperto di buchi e crepe (piu' di 100 metri quadri), e' fortemente instabile e il rischio di un collasso della struttura e' molto elevato''. La denuncia arriva da Legambiente. ''Sono iniziati i lavori per la realizzazione di un nuovo sarcofago denominato l'arco, per il quale saranno necessarie 29 mila tonnellate di strutture metalliche, tre volte il peso della torre Eiffel, con un'altezza di 105 metri, come un palazzo di 30 piani o come l'altezza della Statua della liberta', una lunghezza di 150 metri, quasi come 2 campi di calcio. Per realizzarlo - prosegue l'organizzazione ambientalista - i costi complessivi sono di 1 miliardo e 600 milioni di euro, e attualmente mancano ancora molte risorse economiche per ultimare l'opera faraonica''.
Legambiente continua a ''rimanere con le popolazioni vittime del disastro di Chernobyl oltre che con la denuncia alla comunita' internazionale di una situazione sempre piu' grave, con un progetto di solidarieta' concreta: il 'Progetto Rugiada'. Nato nel 1994 per monitorare i bambini colpiti dalle radiazioni ospitandoli per un mese presso il centro specializzato di Vilejka. La struttura e' situata tra i boschi e sulla riva di un lago, dove i piccoli vengono seguiti con programmi specifici, sia di tipo medico che pedagogico, con lo scopo di riscontrare possibili forme tumorali''.
CHERNOBYL: DANNI ANCORA OGGI. CIBO RADIOATTIVO PER 7 MILIONI di persone
venerdì 8 aprile 2011
contaminazione in Italia: GRAVI PATOLOGIE DA IODIO 131 ARRIVATO ANCHE DA NOI
''I rischi per la biodiversita' marina - spiega Silvano Focardi, Professore di Ecologia all'Universita' di Siena e membro del Comitato Scientifico di Marevivo - sono legati alla durata e alla dimensione dell'incidente; e sono rappresentati dalla insorgenza di danni gravi che possono arrivare fino a mutazioni genetiche capaci di incidere sulle capacita' riproduttive degli organismi''.
''Per l'uomo - aggiunge - il consumo prolungato di alimenti anche debolmente contaminati, costituisce un pericolo, perche' i radionuclidi si fissano nell'organismo e, con il passare del tempo, possono determinare gravi patologie''.
Concentrazioni significative di particelle sono state misurate alle Hawaii e in California e lo iodio 131 e' arrivato anche da noi: ''Le concentrazioni rilevate in Italia sono, si dice, trascurabili e non pericolose ma - rileva Focardi - proprio per le incertezze delle informazioni pervenute finora, e' bene non sottovalutare il problema. Lo iodio 131 ha una emivita di pochi giorni, ma presenta una notevole aggressivita' per la tiroide''.
contaminazione in Italia: IN ITALIA LIEVI TRACCE IODIO131 E CESIO137 NEL FORAGGIO
Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivita' stabilito dai regolamenti Euratom per lo Iodio 131 nel latte e' pari a 150 Bq/l per gli alimenti per lattanti. Le concentrazioni, evidenzia l'Ispra, sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.
I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom. Si conferma conclude l'Istituto, che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell'intensita' di dose gamma in aria dell'Ispra non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.
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giovedì 7 aprile 2011
CONTAMINAZIONE DA IODIO 131 ANCHE NEL LATTE E NELLA VERDURA ITALIANA
L'Ispra evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivita' stabilito dai regolamenti Euratom e' pari a 2000 Bq/kg. Per quanto riguarda il Cesio 137, i valori sono tra 0,07 Bq/kg e 0,66 Bq/kg e l'Istituto evidenzia che ''al momento non e' possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all'incidente in Giappone''. Per quanto rigarda il latte, invece, i risultati delle prime misure effettuate dal 30 marzo, hanno evidenziato un valore molto piccolo di concentrazione di Iodio 131 variabili tra 0,40 e 1,20 Bq/l.
''Si consideri - sottolinea l'Ispra - che il livello massimo ammissibile di radioattivita' stabilito dai regolamenti Euratom per lo Iodio 131 nel latte e' pari a 150 Bq/l per gli alimenti per lattanti. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei''.
I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte, conclude, ''sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom''.
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ENERGIA NUCLEARE : A CERNOBYL LATTE E FUNGHI CONTAMINATI 25 ANNI DOPO
In un villaggio della regione di Rivnenska, ad esempio, Greenpeace ha trovato concentrazioni di Cesio-137 che nel 93% dei campioni di latte analizzati eccedono di un fattore compreso tra 1.2 e 16.3 volte i livelli previsti per i bambini in Ucraina, dove 18.000 chilometri quadrati di terreni agricoli sono stati contaminati in seguito all'esplosione e si stima che il 40% dei boschi, pari a una superficie di 35.000 km2, siano contaminati.
''A Fukushima - denuncia l'organizzazione - stiamo verificando circostanze identiche riguardo alla contaminazione del latte e delle verdure. Se vogliamo evitare disastri futuri quali quelli di Cernobyl e Fukushima, i governi devono interrompere la produzione di energia nucleare e investire nell'efficienza e in fonti rinnovabili pulite e sicure''.
lunedì 28 marzo 2011
contaminazione: IN ITALIA RADIOATTIVITA'
Quello che c'e' oggi nell'aria che respiriamo, in pratica, prima della tragedia giapponese non c'era''. E' quanto affermato a ''Formato Famiglia'' trasmissione quotidiana in onda su TV2000, da Giovanni Fiorentini, Direttore dei Laboratori Nazionali di Legnaro (PD) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
''I livelli di radioattivita' - ha aggiunto Fiorentini - sono pero' bassissimi e non pericolosi per la salute dell'uomo''.
venerdì 25 marzo 2011
contaminazione: tRACCE DI IODIO 131 IN ALTRI 43 CAMPIONI DI TOSCANI RIENTRATI
Al Careggi sono stati esaminati 50 nuovi campioni di urine (dei 58 arrivati ieri sera): in 12 campioni non sono state riscontrate tracce di iodio 131, mentre deboli tracce sono state riscontrate in 38 campioni.
A Pisa sono 10, in tutto, i campioni di urine misurate: ieri 2 campioni erano risultati positivi. Degli altri 8 campioni esaminati oggi, in 3 non e' presente nessuna traccia di iodio 131, mentre debolissime tracce sono state riscontrate negli altri 5 campioni.
Fino a ieri tracce di Iodio 131 erano state trovate in 96 campioni su 110 analizzati.
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Contaminazione: Tracce di iodio radioattivo in Germania
Le autorità tedesche hanno rilevato nell'aria tracce microscopiche di iodio radioattivo proveniente dal Giappone. Lo ha annunciato una portavoce del ministero dell'Ambiente tedesco. Una stazione meteo governativa a sudovest di Friburgo ha rilevato 60 micro-becquerel di iodio per metro quadro di aria, si legge in un comunicato dell'Ufficio federale per la protezione dalla radiazioni. Si tratta di una dose "un milione di volte più bassa di quella che un essere umano riceve attraverso la radioattività naturale", ha detto la portavoce del ministero dell'Ambiente.
La Germania ha anche annunciato controlli più stringenti sul cibo importato dal Giappone, stabilendo che solamente alle derrate testate e certificate in Giappone come libere da radiazioni sarà consentito l'ingresso nel Paese. Funzionari doganali stanno testando con contatori geiger tutti i carichi provenienti dal Giappone, ha detto un portavoce del ministero dell'Industria, sottolineando che, dall'inizio della crisi nucleare in Giappone, nessun carico proveniente via mare è stato finora respinto.
giovedì 24 marzo 2011
CONTAMINAZIONE INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA DA RADIAZIONI IN LATTE, ACQUA E VERDURA
Anche se i rischi per la salute umana derivano dal consumo a lungo termine di questi alimenti, spiega dalle pagine della rivista Nature William McCarthy, ricercatore del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge (Usa), ''la cosa piu' prudente da fare e' non assumere questi cibi''.
lunedì 21 marzo 2011
contaminazione: IODIO 131 A FIRENZE IODIO 131 IN 94 PERSONE ESAMINATE
I dati sono stati resi noti dalla Regione Toscana.
A Pisa, i campioni esaminati sono stati 10. In due campioni sono stati riscontrate tracce debolissime di iodio 131. Degli altri 8, si conosceranno i risultati domani.
Alle persone che si sono presentate a Careggi sono stati proposti esami aggiuntivi, per capire se il livello d i iodio 131 sta calando, e con quale velocita'. E' una misura di sicurezza ulteriore applicata dai tecnici di Careggi. E' quanto spiegano dal Laboratorio di radiometria di Careggi, rispetto alla richiesta fatta a quanti si sono presentati per gli accertamenti, di ripetere una seconda volta l'esame delle urine a distanza di una settimana. ''Se faccio una sola raccolta di urine delle 24 ore - chiarisce ulteriormente il dottor Cesare Gori, direttore della fisica sanitaria di Careggi - conosco la quantita' di iodio 131 in quel momento.
Se la ripeto a distanza di una settimana, posso confrontare e vedere di quanto si e' ridotta la quantita' di iodio 131. Per questo, a tutti quelli che si sono presentati da noi, abbiamo chiesto un secondo campionamento delle urine delle 24 ore dopo una settimana''.
Negli ultimi giorni, il Laboratorio di radiometria di Careggi ha lavorato ininterrottamente, 2 4 ore su 24, per esaminare tutti i campioni nel piu' breve tempo possibile. ''Tutte le persone - precisa il direttore sanitario Valter Giovannini - sono state informate prima che i dati, ovviamente anonimi, venissero diffusi ai mezzi di informazione''.
contaminazione: IODIO 131 IN 80 PERSONE RIENTRATE dal GIAPPONE
I risultati delle analisi non preoccupano perche' le percentuali di iodio 131 riscontrate nelle urine non incidono sulla salute ne' ora, ne' in futuro.
venerdì 18 marzo 2011
contaminazione: MINISTERO SALUTE, TRACCE DI IODIO 131 IN 14 PERSONE RIENTRATE dal GIAPPONE
Ad oggi, riferisce, hanno effettuato controlli 23 persone, di cui 3 in Lombardia, presso l'ospedale Niguarda Ca' Grande di Milano e 20 in Toscana di cui 14 presso l'Azienda Ospedaliera Careggi di Firenze e 6 presso l'Azienda Ospedaliera di Pisa. Tutti i soggetti controllati sono risultati negativi all'esame radiometrico esterno per la rilevazione di contaminazione cutanea o tiroidea. In 14 delle persone esaminate, 11 in Toscana e 3 in Lombardia, sono state rilevate lievi tracce di iodio 131 nelle urine, da mettere probabilmente in correlazione con l'incidente nucleare.
Questo lieve aumento e' comunque inferiore al limite della normale esposizione ambientale consentita e quindi si escludono rischi per la salute.
L'esame, precisa il Ministero, e' stato eseguito con strumenti di ultima generazione ad altissima sensibilita' che registrano anche quantita' infinitesimali di radioattivita'.
Il Ministro della Salute ringrazia per la fattiva collaborazione le Regioni e le Province autonome, in modo particolare il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e l'Assessore lombardo alla Sanita' Luciano Bresciani, il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l'Assessore toscano alla Sanita' Daniela Scaramuccia per aver organizzato tempestivamente i controlli in modo da dare risposta immediata ai cittadini rientrati dal Giappone.
Attualmente sono attivi 23 centri ospedalieri in dieci Regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Valle d'Aosta, Emilia Romagna e Sardegna (l'elenco, in costante aggiornamento, e' consultabile nel portale internet del Ministero www.salute.gov.it).
contaminazione: TRACCE IODIO 131 SU PERSONE RIENTRATE A FIRENZE
Sono 20 le persone di ritorno dal Giappone (componenti del Maggio e privati cittadini) che, spiega una nota, si sono finora presentate nei due Centri dedicati di Careggi e Pisa per accertamenti: 14 a Careggi e 6 a Pisa. Delle 14 che si sono presentate a Careggi (di cui 10 componenti del Maggio Fiorentino), 11 hanno mostrato piccole tracce di Iodio 131, quantita' che, secondo gli esperti di Careggi, ''non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista clinico''.
I controlli a Firenze e Pisa sono stati disposti dalla Commissione regionale per la prevenzione dei rischi da radiazioni ionizzanti che ha stabilito un protocollo secondo cui gli utenti devono essere presi in carico dalla struttura operativa individuata dall direzione sanitaria. Oltre allaEuro anamnesi individuale, devono essere annotati su unaEuro apposita scheda anche la zona del Giappone da cui provengono (in particolare la distanza da Fukushima) e il periodo di soggiorno. Prima l'utente sara' sottoposto ad una misurazione strumentale esterna per ricercare la presenza di unaEuro eventuale emissione di radiazioni. Poi all'utente viene consigliata la raccolta di urine delle 24 ore, previa acquisizione di consenso informato. A coloro che aderiscono viene consegnato il contenitore per la raccolta, con le indicazioni su come consegnare il campione e come ritirare il referto. Sul campione di urine viene effettuata la ricerca dello Iodio 131 e del Cesio 137.
giovedì 17 marzo 2011
INCIDENTI NUCLEARI :Canada, guasto a centrale nucleare Contaminato il lago Ontario
Migliaia di litri di acqua radioattiva sono finiti nel lago Ontario, in Canada, a causa di un incidente in un impianto nucleare.
TORONTO - La centrale nucleare di Pickering a 25 chilometri dalla città canadese di Toronto ha riversato nel Lago Ontario 73mila litri di acqua contaminata. Lo ha reso noto la società che gestisce l'impianto, la Ontario Power Generation, dopo averne informato le autorità competenti. Mercoledì l'acqua contaminata è stata «non intenzionalmente» riversata nel lago. Sono state misurate tracce di trizio nell'acqua, ma in quantità molto inferiori alla soglia considerata pericolosa per la salute delle persone. «Dal punto di vista normativo, è un evento di importanza molto bassa. Non vi è alcun impatto sull'acqua potabile», ha spiegato la Ontario Power, assicurando che il malfunzionamento al sistema di scarico è stato nel frattempo risolto.
LA GUARNIZIONE - La centrale nucleare di Pickering, una delle cinque in Canada, è situata a 25 chilometri da Toronto, la città più popolosa del Paese con 2,6 milioni di abitanti. La fuga di materiale radioattivo, provocato da un difetto nella guarnizione della pompa, è stata fermata non appena individuata . «Da un punto di vista normativo, si tratta di un evento a un livello (di pericolosità) molto basso: non c'è alcuna consequenza sulla qualità dell'acqua potabilità», ha detto la società.
giovedì 10 febbraio 2011
Chernobyl : UCCELLI NATI A CHERNOBYL HANNO CERVELLO PIU' PICCOLO

Un cervello piu' piccolo del 5%: e' quello che un team di ricerca internazionale ha trovato negli uccelli nati nei pressi della centrale di Chernobyl, protagonista di una terribile esplosione nucleare nel 1986.
Scienziati provenienti da Norvegia, Francia e Stati Uniti hanno ottenuto il permesso di studiare circa 550 uccelli appartenenti a 48 diverse specie di volatili catturati nelle aree che circondano il sito contaminato in cui ancora adesso non e' permessa nessun attivita' umana. Gia' l'anno scorso una missione guidata da Timothy Mousseau, della Universita' del South Carolina aveva constatato che la fauna in tutta la regione e' declino, compresi i mammiferi e gli insetti. Il nuovo studio condotto da Mousseau e pubblicato su Plos ipotizza che gli effetti delle radiazioni di fondo potrebbero essere la causa di uno sviluppo piu' modesto del cervello, circa il 5% in meno, che si presenta ancora piu' debole negli esemplari giovani, soprattutto in quelli con meno di un anno di vita. Il meccanismo non e' ancora noto, ma sotto accusa ci sarebbe lo stress ossidativo imposto all'organismo dalle onde radioattive.
giovedì 2 settembre 2010
SCORIE NUCLEARI: in Francia,Trizio nell’acqua del rubinetto

Il “Collectif antinucléaire 84” (“Collettivo antinucleare 84”) è un gruppo anarchico francese operante nella zona di Gard e Vaucluse, sensibile soprattutto alle tematiche della salute (messa a rischio da inceneritori e impianti nucleari). Di seguito la traduzione di un articolo (http://www.fa-30-84.org/news.php?lng=fr&pg=39) del 19 agosto scorso.
Le terrificanti confessioni dei consiglieri
Nel mese di febbraio, a seguito di analisi indipendenti, il “Collectif antinucléaire 84” ha avvertito le autorità della presenza di radioattività nell’acqua di rubinetto di 3 città di Vaucluse, di cui 2 presentavano un tasso anormale (superiore a quello naturale) di trizio, pericoloso per la salute. In aprile, di fronte al mutismo dei consiglieri delle città e delle amministrazioni coinvolte, il “Collectif antinucléaire 84” rendeva pubbliche le sue analisi ed informava la popolazione del rischio del bere l’acqua di rubinetto. L’unica risposta dei sindaci di Carpentras e Mornas in sostanza fu, alla radio e sulla stampa:
non preoccupatevi, è tutto come prima, l’acqua di rubinetto può essere bevuta.
Oggi emerge che quelle frasi rassicuranti non poggiavano su nessun elemento razionale, affidabile o tangibile - al contrario - e che solo il dogmatismo pro-nuclearista o l’incoscienza aveva condotto quei sindaci a simili affermazioni. Il “Collectif antinucléaire 84” aveva immediatamente denunciato questo atteggiamento che considera la gente tanto infantile da accettare qualunque frase ufficiale.
Oggi alcuni documenti "segreti" danno ragione al “Collectif antinucléaire 84”. Nell’ambito di una corrispondenza che avrebbe dovuto rimanere nascosta alla popolazione, il Comune di Carpentras confessa:
riguardo al comune di Carpentras, l’acqua potabile è una competenza trasferita al comitato Rhône Ventoux, che l’ha a sua volta delegata alla SDEI (filiale del gruppo nucleare GDF-Suez). [...] Il Comune di Carpentras non possiede altre analisi tramite le quali confrontare il valore di 8,2 Bq/l. Ho richiesto al comitato Rhône Ventoux di comunicarci i risultati delle analisi relative al trizio sull’acqua proveniente dalla nostra stessa falda. Lo stesso comitato fa riferimento alle analisi dell’ARS....
Così si torna al punto di partenza: tutti fanno riferimento alla stessa fonte, e nessuno è competente né responsabile! Davanti a una tale situazione, il “Collectif antinucléaire 84” ha interpellato con una lettera i Prefetti della Regione e di Vaucluse, il 20 luglio, chiedendo loro di applicare il principio di precauzione:
Come sapete, anche la minima dose di radioattività ha effetti nocivi sulle reauture viventi e sulla salute e non esistono norme internazionali in materia che provino l’innocuità dell’esposizione alle radiazioni delle popolazioni e della catena alimentare... allo stato attuale delle conoscenze, sappiamo che le patologie indotte non si limitano al cancro e si estendono alle patologie del sistema nervoso e alle malattie cosiddette ereditarie dovute agli effetti mutageni del trizio... Noi vi chiediamo quindi di applicare senza indugio o scrupolo per quelli che potrebbero essere gli interessi economici dell’industria, in particolare quella nucleare: il principio di precauzione e di protezione dei lavoratori e della popolazione implica l’arresto immediato della produzione di Trizio e di ogni altro radioelemento, e che si portino avanti analisi sistematiche delle acque distribuite attraversi i rubinetti, della catena alimentare e delle colture locali e regionali, al fine di determinare la presenza di radioattività artificiale (Alpha, Beta, Trizio).
E lì ancora una volta: imbarazzo e silenzio ufficiale. Ed anche disprezzo delle popolazioni. L’influenza della lobby nucleare e dei suoi affiliati sui consiglieri e sulle istituzioni, tanto al livello locale quanto a quello regionale e nazionale, è una minaccia concreta per la democrazia e la salute, che sottomette la popolazione all’arbitrio e alla menzogna.
[...] Il “Collectif antinucléaire 84” invita la popolazione e gli operatori del settore nucleare a rifiutare di servire da cavie ai dogmi degli scienziati nucleocrati, ad esigere l’arresto immediato del nucleare.
FONTE: http://www.agoravox.it/Nucleare-in-Francia-Trizio-nell.html