NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
lunedì 11 novembre 2019
11 novembre 2019 terremoto in Francia
A destare la maggiore preoccupazione è però il sito nucleare. Secondo il collettivo antinucleare di Vaucluse, l'epicentro si trova "a meno di 20 chilometri dalla centrale nucleare dove è stato avvertito il sisma nella sala macchine dei reattori, e 30 chilometri dal sito atomico di Tricastin". Il gruppo sottolinea che il sito di Tricastin "situato su una faglia sismica attiva e sotto il canale Donzère-Mondragon" è "il sito nucleare più pericoloso in Europa e si estende su oltre 615 ettari", e chiedono quindi che venga fermano immediatamente. L'Agenzia per la sicurezza nucleare (Asn) ha assicurato che il terremoto non ha causato "nessun danno apparente" ai siti e che avrebbe esaminato "le condizioni alle quali i reattori possono essere riavviati". Una portavoce ha spiegato che lo spegnimento dei reattori potrebbe durare "alcuni giorni", a seconda di cosa verrà fuori dai sopralluoghi. D'altra parte, la centrale nucleare di Tricastin, più lontana dall'epicentro del terremoto, non verrà arrestata, poichè non è stata misurata alcuna soglia di avviso, ha aggiunto l'Asn. Il sisma è stato avvertito fino a Saint-Etienne, Grenoble, Lione e persino nel sud della Francia, ma è stato a Teil, una località al confine con Montèlimar con oltre 8.500 abitanti, a subire i danni materiali maggiori. Secondo il sindaco della città, Olivier Peverelli, che afferma di aver "temuto per la propria vita", due campanili "stanno per cadere" e l'ultimo piano del municipio è inaccessibile perchè "i soffitti sono venuti giù". L’associazione «Sortir du nucleaire» che milita per l’abbandono del nucleare (fonte del 75% dell’energia elettrica consumata in Francia) contesta però il quadro rassicurante fornito dalle autorità, e ricorda che quelle centrali sono a norma in caso di scosse fino a 5,2 gradi Richter, inferiori ai 5,4 registrati lunedì.
La paura Fukushima
Nel 2017 l’Autorità per la sicurezza del nucleare ha chiesto a EDF di chiudere i quattro reattori della centrale di Tricastin per procedere a verifiche: il timore è che un terremoto possa provocare rotture nella diga sul canale del Rodano e portare a un’inondazione con la successiva fusione del combustibile nucleare, ripetendo lo scenario della catastrofe di Fukushima del marzo 2011 in Giappone. Sempre due anni fa la diga di Tricastin è stata rinforzata e i reattori sono stati riattivati. Ma nel giugno scorso l’Autorità ha chiesto nuovi lavori di messa in sicurezza, che dovranno essere effettuati entro il 2022.
La soglia massima
L’indice SMS (Sisma maggiorato di sicurezza) è stato calcolato di nuovo in seguito al disastro di Fukushima. È superiore al terremoto più grave che verosimilmente può prodursi una volta ogni mille anni, e che nel caso del Sud della Francia risale all’8 agosto 1873 di 4,7 gradi sulla scala Richter, a Chateauneuf-du-Rhone, a pochi chilometri dall’attuale centrale di Tricastin.
martedì 6 novembre 2012
CENTRALI NUCLEARI: La Corea del sud chiude due centrali nucleari: difettosi 5.233 componenti
Il ministro sudcoreano della tecnologia, Hong Suk-Woo, ha detto che i reattori della centrale nucleare di Yeonggwang, che sorge nella provincia meridionale di Jeolla, «Potrebbero restare fermi fino a gennaio in attesa di sostituire 5mila componenti che non sono stati appropriatamente testati», ma ha escluso che ci siano pericoli.
Per queste migliaia di componenti non testati, fusibili, ventole di raffreddamento, e commutatori di potenza e altro, definiti «Estranei ai reattori» , era stata fornita una falsa certificazione ed il ministro ora spiega senza fare una piega che «E' inevitabile che con la chiusura dei due reattori avremo blackout senza precedenti per il prossimo inverno».
Infatti la Corea del sud è uno dei Paesi più dipendenti dall'energia atomica: attualmente nel Paese asiatico sono in funzione 23 reattori nucleari che forniscono circa il 30% del consumo totale di energia elettrica. Le rivelazioni sulla vera e propria colossale truffa delle attrezzature nucleari potrebbe diventare un grosso problema per la costruzione di altri 16 reattori previsti entro il 2030.
Il ministero dell'economia della conoscenza ha rivelato che dal 2003 i fornitori di 8 componenti hanno fornito false garanzie e che questo riguarda 5.233 "pezzi" attualmente utilizzati in 5 reattori nucleari. La maggior parte dei pezzi "tarocchi" è utilizzata nella centrale di Yeonggwang, gestita dalla Korea hydro & nuclear power, che proprio per questo è stata chiusa con l'intento di sostituirli tutti entro la fine dell'anno. Ora il governo sta elaborando un piano di emergenza per affrontare il rigido inverno sudcoreano fornendo l'energia necessaria alle abitazioni ed alle imprese.
La Khnp e la Nuclear safety and security commission sudcoreana hanno annunciato indagini ma questo probabilmente non servirà a dissipare le crescenti preoccupazioni dell'opinione pubblica sulla sicurezza delle centrali nucleari, cresciuta con il disastro nucleare di Fukushima Daiichi nel vicino Giappone e poi alimentata da una serie di guai e guasti alle attrezzature nucleari sudcoreane, culminate in questo scandalo delle attrezzature senza controllo e garanzie che la dice lunga sull'asserita sicurezza del nucleare sudcoreano e sui mancati controlli e la corruzione che lo circondano.
FONTE: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=18723&lang=it
CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA: Centrale nucleare di Caorso smantellata nel 2025
Sogin ha illustrato il nuovo programma delle attivitá di decontaminazione e smantellamento della centrale nucleare di Caorso (Piacenza) che è articolato in quattro fasi:demolizione edificio off-gas e adeguamento depositi temporanei; smantellamento e decontaminazione edificio reattore; conferimento dei rifiuti al Deposito Nazionale e demolizione degli edifici e dei depositi temporanei; rilascio del sito privo di vincoli radiologici. Nel 2008 è stato acquisito il Decreto di Compatibilitá Ambientale (VIA), mentre nell 2012 è stato ottenuto il parere positivo della Commissione Europea per la disattivazione, secondo l'art. 37 del trattato Euratom. Sará convocata dal Ministero dello Sviluppo Economico la Conferenza dei Servizi per l'emanazione del Decreto di Disattivazione che consentirá di avviare le operazioni di smantellamento dell'edificio reattore e di portare a termine la bonifica del sito.
Complessivamente i lavori di bonifica della centrale produrranno 320 mila tonnellate di materiali metallici e inerti, che verranno riciclati. I rifiuti radioattivi corrisponderanno a 4.800 tonnellate e saranno temporaneamente stoccati in sicurezza nel sito, in attesa del loro conferimento al Deposito Nazionale. "Finora - si legge ancora in una nota di Sogin - , sono state complessivamente smantellate, decontaminate e riciclate circa 9.400 tonnellate di sistemi e componenti metallici, il 62% del metallo originariamente presente, circa il peso della torre Eiffel. Ad oggi, la radioattivitá è stata ridotta del 99% rispetto a quella originariamente presente. Le attivitá sono svolte nel rispetto della normativa vigente e vengono realizzate in linea con i migliori standard internazionali, per garantirela massima sicurezza per i lavoratori, la popolazione e l'ambiente. Il valore della bonifica ambientale del sito è di 360 milioni di euro, di cui circa 60 per attivitá di decommissioning giá completate e 60 milioni per il conferimento dei rifiuti al Deposito Nazionale. Tutte le operazioni sono autorizzate dagli Enti e Istituzioni, locali e nazionali, preposti a sovrintendere e sorvegliare, ciascuno per la propria competenza, lo svolgimento della bonifica ambientale del sito e la gestione dei rifiuti radioattivi. A garanzia della sostenibilitá ambientale, gli interventi saranno progettati, realizzati e monitorati in modo da non produrre alcun impatto, sia radiologico sia convenzionale, sull'ambiente".
"A oggi, le principali attivitá di bonifica della centrale di Caorso hanno riguardato:la decontaminazione del circuito primario; la demolizione delle torri di raffreddamento; l'entrata in funzione di una delle piú grandi stazioni di gestione materiali al mondo per lo smontaggio, il taglio e la decontaminazione dei materiali metallici; lo smantellamentodei componenti e la demolizione del camino dell'edificio off-gas; la rimozione dei coibenti, tra iquali l'amianto, dagli edifici reattore, turbina e off-gas; l'allontanamento del combustibile nucleare irraggiato per il suo riprocessamento; lo smantellamento dei componenti dell'edificio turbina. Il sito, libero da vincoli radiologici, sará restituito al territorio per il suo riutilizzo nel 2025". Ben 55 anni dopo la posa della prima pietra avvenuta nel 1971.
FONTE: http://www.zeroemission.eu/portal/news/topic/Energia/19528/Centrale-nucleare-di-Caorso-smantellata-nel-2025
venerdì 27 luglio 2012
ENERGIA NUCLEARE : Saranno le scorie il combustibile per le nuove centrali nucleari?
A questo proposito c'è un progetto, finanziato dall'Unione europea e dal Belgio, che sembra avere mire molto lungimiranti nel campo energetico.
Si chiama Myrrha (Multi-purpose hybrid research reactor for high-tech applications) il nuovo progetto, appena partito in Belgio, che traformerà le scorie radioattive in nuova energia nucleare.
L'iniziativa costerà circa un miliardo di euro. Anche l'Italia, seppure la notizia non sia nota che tra gli addetti ai lavori, sta contribuendo alla sua realizzazione tramite l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea). L'idea di fondo è creare una centrale che produca energia utilizzando come combustibile i rifiuti nucleari ereditati dai disastri del passato.
L'ENEA compie da anni ricerche inerenti a questo progetto nel centro del Lago di Brasinone, sull'Appennino settentrionale al confine tra le provincie di Bologna e Pistoia, in stretta collaborazione con il progetto belga.
Pur avendo oramai abbandonato la produzione di energia atomica probabilmente per sempre, al Belpaese è rimasto comunque il fardello delle scorie delle centrali che erano in attività. Queste continuano ad infondere i loro effetti negativi e non esiste ancora nessuna soluzione soddisfacente per il loro smaltimento definitivo. Le sostanze chimiche di scarto infatti conservano la loro radioattività per diverse centinaia di migliaia di anni e nessuno è oggi in grado di garantire il controllo di questo materiale altamente pericoloso e velenoso per periodi così lunghi.
A questo proposito infatti è necessario aggiungere che la quantità delle scorie, su scala mondiale, cresce ogni anni di circa 260 mila tonnellate. Questo materiale inoltre, spesso giace in depositi provvisori costruiti presso le centrali stesse.
Di recente, l'Unione europea ha comunicato di voler promuovere la trasformazione di scorie radioattive con la realizzazione di un acceleratore industriale. La costruzione definitiva dell'acceleratore dovrà iniziare nel 2014 sull'area del centro di ricerca nucleare Sck-Cen (Studiecentrum voor Kernenergie) situato nella città di Mol, in Belgio.
Marco Utili, in vece di portavoce di Enea, ha sottolineato il carattere innovativo del progetto, marcando l'accento sulla fase ancora progettuale in cui si trova Myrrha. Infatti l'acceleratore costruito a Mol, che avrà una potenza termica massima di 70 megawatt, dovrà entrare in funzione nel 2023. MYRRHA dovrà dimostrare che le tecnologie impiegate funzionino non solo in laboratorio, ma anche su scala di alcuni megawatt ed in caso di esito positivo la prospettiva di un'energia più sicura sarà fruibile su larga scala, con il plusvalore di annientare le scorie del passato.
Nel migliore dei casi, questa tecnologia potrebbe costituire un aiuto fondamentale per il trattamento delle scorie nucleari che normalmente devono essere sigillate ermeticamente in depositi adibiti, sorvegliati migliaia di anni.
Myrrhain questo caso avrebbe il potenziale di abbassare drasticamente il periodo di smaltimento rifiuti creando energia in impianti esponenzialmente più sicuri di quelli che abbiamo imparato a temere.
FONTE: http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-07-13/saranno-scorie-combustibile-nuove-200110.shtml?uuid=AbueIW7F
sabato 5 maggio 2012
ENERGIA NUCLEARE: Il Giappone chiude l'ultimo reattore nucleare ancora attivo
Decine di migliaia di persone sono scese in piazza oggi in Giappone perche' si arrivi ad un addio definitivo'' al nucleare, nel giorno in cui l'ultimo reattore ancora attivo, nella centrale di Tomari, e' stato fermato per controlli di manutenzione ordinaria. Un corteo ha attraversato le parti centrali di Tokyo, i ministeri e la sede della Tepco (il gestore della centrale di Fukushima), tra slogan quali ''Sayonara genpatsu'' (''addio alle centrali nucleari!'') e ''Mai piu' Fukushima''.
I tecnici della Hokkaido Electric Power hanno avviato le procedure per disattivare l'unita' n.3 della centrale di Tomari sull'isola di Haokkaido. A poco piu' di un anno dal terribile tsunami con il disastro di Fukushina e dopo un quarto di secolo il Giappone non avra' quindi piu' energia elettrica generata dal nucleare.
''Una nuova era in Giappone senza energia nucleare e' cominciata'', ha detto Gyoshu Otsu, un monaco che insieme ad una piccola folla protesta di fronte al ministero dell'industria a Tokyo che sovrintende alle centrali elettriche del paese.
''La generazione di energia nucleare e' un atto criminale'' ha detto Otsu che indossa abiti bianchi buddisti: ''Se lasciamo la situazione come e' adesso, un altro incidente si verifichera'''. L'organizzatore della protesta Masao Kimura ha detto: ''E 'una giornata storica. Ora possiamo dimostrare che saremo in grado di vivere senza l'energia nucleare''.
Altri 5mila persone hanno organizzato una manifestazione in un parco di Tokyo soddisfatti della decisione, per niente preoccupati degli allarmi del governo sull'approvigionamento di elettricita: ''Sayonara, energia nucleare'', hanno inneggiato.
domenica 15 gennaio 2012
ENERGIA NUCLEARE: Leucemia, rischio doppio vicino le centrali nucleari
Il dato preoccupante emerge dall’analisi delle località in prossimità di 19 centrali nucleari francesi, dove si riscontra un numero anomalo di casi di leucemia fra adolescenti e bambini di età inferiore ai 15 anni. Nel periodo di studio dal 2002 al 2007, 14 bambini malati di cancro sono stati rinvenuti in un raggio di cinque chilometri dai reattori, quando invece la media nazionale per le zone non nuclearizzate sarebbe decisamente più bassa, ovvero la metà: 7 casi.
Le autorità francesi, tuttavia, sono caute nell’esprimere un’immediata correlazione tra il manifestarsi della leucemia e le radiazioni provenienti dalle centrali, perché lo scioccante dato rilevato in questo studio non trova identica conferma in un follow up a lungo termine effettuato nei precedenti 17 anni. Così ha affermato Jacqueline Clavel, autrice della ricerca:
Quando si considera globalmente il periodo 1990-2007, questo aumento di rischio non viene rilevato. Il collegamento fra le deboli radiazioni ionizzanti emesse dalle centrali nucleari in funzione non può essere stabilito, anche perché non è stato osservato un eccesso di rischio in alcune zone con alta esposizione da emissioni gassose dei reattori.
Secondo i detrattori, in particolare emersi sui social network, le dichiarazioni rassicuranti francesi risponderebbero più a una logica di conservazione economica che di reale interesse per la salute dei cittadini. Senza voler necessariamente appoggiare questa ipotesi estrema, effettivamente la Francia è un paese totalmente dipendente dall’energia nucleare e rinunciarvi sulla base dei rischi alla salute non risulta essere una possibilità attualmente contemplata. La notizia, tuttavia, ha comunque acceso il dibattito politico sull’inquinamento e le possibili catastrofi derivanti dallo sfruttamento del nucleare. François Hollande, candidato socialista alle presidenziali, si è dichiarato favorevole alla diminuzione della dipendenza nucleare, mentre i partiti ecologisti han richiesto un’uscita tout-court da questo tipo di approvvigionamento energetico, ipotesi entrambe rifiutate dal presidente Nicolas Sarkozy. L’Autorité de Sûreté Nucléaire, infine, ha promesso di investire capitali miliardari per la messa in sicurezza delle centrali e l’informazione verso la popolazione d’oltralpe, ancora spaventata dal recente disastro di Fukushima.
Le centrali nucleari francesi responsabili dell'incremento di leucemie infantile acute
International Journal of Cancer pubblica la ricerca "Childhood leukemia around French nuclear power plants - the Geocap study, 2002-2007" nella quale un team di ricercatori francesi dell' Institut national de la santé et de la recherche médicale (Inserm) e dell'Institut de radioprotection et de sûreté nucléaire (Irsn) riportano i risultati degli studi sui rischi di leucemia leucemia infantile acuta (Al) nei dintorni delle centrali nucleari francesi, a partire dalla ricerca Geocap dell'Inserm che include i 2.753 casi diagnosticati in tutta la Francia continentale tra il 2002 ed il 2007, geo-codificati e situati intorno alle 19 centrali nucleari francesi, e gli oltre 30.000 controlli sulla popolazione.
Lo studio ha utilizzato distanza di centrali nucleari e dose-based geographic zoning (Dbgz) , «Basata sulla dose stimata di midollo osseo in relazione agli scarichi gassosi delle centreali nucleari». E' venuto fuori che « Un odds ratio (Or) di 1.9 [1.0-3.3], basato su 14 casi, è stato evidenziato per i bambini che vivono entro 5 Km dalle centrali nucleari, paragonati con quelli che vivono lontano 20 km o più, ed un'associazione molto simile è stata osservata in concomitanti studi di incidenza (standardized incidence ratio (Sir) = 1.9 [1.0-3.2]). Questi risultati sono stati simili per tutti i 5 gruppi di anni di età . Questo persiste anche dopo le stratificazioni per alcune caratteristiche contestuali di comuni di residenza». I risultati, utilizzando il Dbgz risultato nell'Or e nel Sir, si avvicinano maggiormente. Inoltre non c'è stato un aumento dell'evidenza di leucemia acuta nel periodo 1990-2001 e per l'intero periodo 1990-2007. Secondo i ricercatori. «I risultati suggeriscono un possibile eccesso di rischi di Al nelle immediate vicinanze delle centrali nucleari francesi nel 2002-2007. L'assenza di qualsiasi associazione con il Dbgz può indicare che questa associazione non può essere spiegata con le emissioni gassose delle centrali nucleari Complessivamente, i risultati dell'inchiesta e le analisi collaborative su studi "multisite" condotti in vari Paesi evidenziano potenziali fattori di rischio legati alla vicinanza con le centrali nucleari». Infatti, lo studio pubblicato dall' International Journal of Cancer conferma quello condotto in Germania dal Registro dei cancri di Mayence nel 2008, che era giunto alle stesse conclusioni.
Réseau "Sortir du Nucléaire" spiega che «Questo studio epidemiologico rigoroso condotto da un'équipe dell'Inserme dell'Irsn, cosi come il Registre National delle malattie ematologiche dei bambini di Villejuif, dimostra per il periodo 2002-2007 in Francia un raddoppio della frequenza della comparsa di leucemie infantili: l'aumento va fino a 2,2 tra i bambini di meno di 5 anni».
«Per anni - ricorda Sortir du nucléaire, che non rinuncia a prendersi una rivincita - abbiamo visto l'Irsn lavorare allo smontaggio di tutti gli studi epidemiologici che dimostrano un impatto delle installazioni nucleari sulla salute: smontaggio dello studio di JF Viel che dimostra un eccesso di leucemie e cancri infantili intorno a La Hague: smontaggio dello studio che dimostrava eccessi di leucemie infantili intorno alle centrali tedesche. Réseau "Sortir du nucléaire", una volta tanto, non farà male a complimentarsi con l'Irsn per la sua partecipazione a questo studio epidemiologico. Anche in una situazione non accidentale, ancora una volta viene portata la prova che la tecnologia nucleare non appartiene più ad al mondo civile»
venerdì 18 novembre 2011
Centrali nucleari, i primi dati sugli stress test europei. Quali pericoli dopo Fukushima?
La conclusione definitiva dei controlli è prevista per il 31 Dicembre di quest'anno quando i report finali elaborati dai singoli paesi verranno pubblicati e resi disponibili. Una revisione complessiva è stata inoltre fissata per l'Aprile del 2012. In questi giorni però molti paesi, come chiesto dall'Ue, hanno reso disponibili le relazioni provvisorie sull'andamento dei controlli - visualizzabili qui.
All'appello mancano ancora diversi report e - come segnalato da Greenpeace - nelle oltre diecimila pagine pubblicate non sono state analizzate situazioni critiche come il danno contemporaneo a più reattori (come accaduto a Fukushima) e l'impatto di un aereo contro una centrale nucleare.
Secondo l'associazione inoltre, non si fa menzione di piani di evacuazione delle popolazioni che vivono nelle vicinanze degli impianti e nel caso di paesi come Repubblica Ceca, Svezia e Regno unito i dati sembrano superficiali e parziali. Il caso della Repubblica Ceca appare clamoroso: con sei reattori presenti sul territorio, è stato pubblicato un rapporto di sole 7 pagine. Paradossale se si considera che la Slovenia, con un solo reattore, ne ha pubblicate ben 177.
Il referendum di giugno sembra aver sbarrato definitivamente la strada alla tecnologia nucleare nel nostro paese ma non è un mistero che nelle vicinanze del confine italiano si trovino diversi impianti. Emblematico il caso della Francia che presenta ben 7 centrali in un raggio di 300 Km dal confine: Marcoule, Cruas, Phenix, Saint-Albain, Super-Phenix, Bugery e Tricastin. Quest'ultima si trova a soli 180 km in linea d'aria da Torino. Grazie ad una mappa elaborata da Greenpeace è possibile verificare i dati (in inglese) sugli impianti europei fin qui messi a disposizione dalle autorità nazionali e le lacune nei controlli segnalate dalla stessa associazione ambientalista.
giovedì 17 novembre 2011
A Fukushima riso radioattivo Stop a vendita da aree contaminate
BANDO - I campioni testati hanno mostrato livelli di radioattività pari a 630 becquerel al chilo, mentre il limite massimo è di 500 Bq/kg. L'area di Onami, a 60 km dalla centrale, conta 154 fattorie nei cui campi, in base ai controlli fatti a settembre-ottobre, erano state trovate quantità di cesio comprese tra 28 e 136 becquerel. Tuttavia, i test sul raccolto di 840 chilogrammi complessivi di una fattoria hanno portato alla scoperta di una radioattività maggiore, la cui spiegazione è ancora da chiarire. Fujimura ha spiegato in conferenza stampa che il riso contaminato non è stato distribuito sul mercato grazie ai controlli del ministero dell'Agricoltura e degli uffici competenti della prefettura. «Ho informazioni che escludono che il problema possa diventare serio», ha rilevato il capo di gabinetto, aggiungendo che il governo continuerà a fare ogni sforzo «per prevenire» la diffusione di voci infondate sulla contaminazione da sostanze radioattive dei prodotti agricoli giapponesi.
CONTAMINAZIONE - Questa scoperta pone però l'accento sulle difficoltà nel tracciare le radiazioni che si sono diffuse nell'area orientale del Giappone tramite pioggia e vento. Le amministrazioni locali hanno allestito centri di controllo per evitare che prodotti contaminati arrivino nella catena alimentare, mentre la settimana scorsa il governo metropolitano di Tokyo ha iniziato a condurre test sui campioni comprati nei negozi della capitale, nel tentativo di placare le ansie dell'opinione pubblica. In Giappone negli ultimi mesi ci sono stati una serie di allarmi innescati da cibo contaminato - carne, funghi, tè verde - mai però il riso, che ha un enorme significato nella cultura nazionale ed è la base dell'alimentazione giappoense.
FONTE:http://www.corriere.it/ambiente/11_novembre_17/fukushima-riso-radioattivo_c9ef0bfc-10ff-11e1-b811-fb0a2ca90bde.shtml
lunedì 1 agosto 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, livelli record radiazioni
Lo ha reso noto la Tepco, il gestore dell'impianto nucleare danneggiato dal sisma/tsunami dell'11 marzo, ricordando che i massimi precedenti risalivano al 3 giugno, pari a 3-4 sieverts all'ora, all'interno del reattore 1.'Stiamo verificando la causa di livelli tanto elevati di radioattivita', ha detto un portavoce della utility.
FONTE: ANSA
lunedì 13 giugno 2011
INCIDENTI NUCLEARI : In Giappone a rischio stop 14 centrali atomiche
Il governatore della prefettura di Fukui ha annunciato che non darà l'autorizzazione alla ripresa dei reattori, fermi per manutenzione, se il governo centrale non chiarirà «le ragioni che hanno causato la recente chiusura della centrale di Hamaoka e lo stato degli altri impianti nel Paese». Situata a sud di Tokyo, la pefettura di Fukui ospita 14 reattori che ne fanno l'area più nuclearizzata al mondo. Sei di questi sono infatti fermi per manutenzione programmata o non pianificata (a Monjiu c'è stato infatti un incidente lo scorso agosto), mentre altri due sono destinati a essere fermati per controlli in estate. «Vogliamo che il governo faccia piani d'azione chiari e un calendario da mostrare alla gente per aiutare la generazione elettrica del Giappone», ha spiegato il governatore Issei Nishikawa. A inizio maggio, il premier Naoto Kan ha chiesto alla Chubu Electric Power, uno dei dieci operatori regionali attivo a sud di Tokyo, di sospendere il funzionamento di Hamaoka fino alla verifica delle difese contro terremoti e tsunami. La Kansai Electric Power Co. (Kepco), seconda utility nipponica, che possiede e gestisce undici dei 14 reattori di Fukui e rifornisce l'elettricità a Osaka, ha lanciato l'allarme blackout, chiedendo il taglio dei consumi del 15% tra luglio e settembre.
PER SEI LAVORATORI RADIAZIONI OLTRE LIMITI - Altri sei operai giapponesi potrebbero essere stati esposti a pericolosi livelli di radiazioni dopo aver lavorato alle operazioni di soccorso nella centrale di Fukushima. Risulta dalle analisi preliminari condotte dal ministero della Salute. I sei si aggiungerebbero ai due per cui già è stata accertata un'esposizione oltre i limiti consentiti. Tra questi, tre sono lavoratori della sala di controllo e cinque hanno cercato di ripristinare il sistema di alimentazione dell'impianto. Il governo subito dopo il disastro ha alzato il limite per gli addetti ai soccorsi a 250 millisievert dallo standard di 100 millisievert.
FUKUSHIMA - La Tepco, l'azienda che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, ha reso noto per la prima volta dall'inizio della crisi che sono stati rilevati livelli eccessivi di stronzio radioattivo nelle acque del mare prospiciente l'impianto. L'azienda ha spiegato che il livello di stronzio-90 è 53 volte superiore allo standard di sicurezza. Lo stronzio-90, generato dalla fissione degli atomi di uranio e la cui vita media è di quasi 29 anni, si accumula nelle ossa e può causare tumori e leucemia. È stata inoltre rinviata di alcuni giorni la messa in funzione del nuovo sistema ideato per depurare dalle radiazioni l'acqua contaminata dell'impianto di Fukushima. A darne notizia è stata la Tepco, spiegando di aver riscontrato alcune perdite di acqua dal sistema. I test potranno riprendere già martedì, ha precisato l'azienda.
fonte: http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_13/giappone-fukushima-chiusura_a770d396-95ce-11e0-822f-1a3a3d1370d0.shtml
lunedì 6 giugno 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, Tracce plutonio fuori dall'impianto,
Una piccola quantita' di plutonio e' stata rilevata fuori dall'impianto di Fukushima: per gli esperti e' la prima volta in assoluto da quando e' scoppiata la crisi nucleare. E' il risultato delle ricerche fatte da Masayoshi Yamamoto, (universita' di Kanazawa). Il livello del plutonio trovato nei campioni di terreno prelevati nella citta' di Okuma, a circa 1,7 km dal cancello principale della centrale, e' inferiore al livello medio di plutonio osservato dopo i test delle bombe nucleari.
fonte: Ansa
lunedì 30 maggio 2011
energia nucleare in Europa: DOPO LA SVIZZERA ANCHE LA GERMANIA ANNUNCIA ANNUNCIA ADDIO DEFINITIVO ALLE CENTRALI NUCLEARI
La Germania dice addio all’atomo, questa volta in modo «definitivo»: dopo una riunione fiume durata 12 ore e terminata alle prime ore di questa mattina, il governo tedesco ha deciso che abbandonerà l’energia nucleare tra poco più di 11 anni, entro la fine del 2022.
La cancelliera tedesca Angela Merkel (Cdu) ha ufficializzato così la sua promessa "svolta" a favore delle fonti di energia rinnovabile, che dovrebbe trasformare la Germania in un paese pioniere in questo campo. «Noi rinunceremo gradualmente all’energia nucleare entro la fine del 2022», ha detto la Merkel. «Per la Germania questo cammino rappresenta una grande sfida», ha aggiunto, ma comporta anche «enormi possibilità» per le generazioni future. Di fatto, però, il governo tedesco è tornato al progetto approvato nel 2001 dal governo di centro-sinistra guidato dall’allora cancelliere Gerhard Schroeder (Spd), che prevedeva appunto l’uscita dal nucleare entro il 2022.
Solo l’anno scorso, il Bundestag - su proposta dell’esecutivo Merkel - aveva stracciato la legge del 2001 sostituendola con un pacchetto che prevedeva di tenere in vita gli impianti mediamente 12 anni in più, spostando il previsto abbandono del nucleare al 2035. Ed era stata proprio questa marcia indietro, ancora prima del disastro di Fukushima, a fare infuriare l’opposizione - soprattutto i Verdi - nonchè a determinare le prime sconfitte elettorali per la leader conservatrice. Come quella del maggio 2010 nel Nord Reno-Westfalia, dove la Cdu è passata dal 44,8% del 2005 al 34,6%, mentre i Verdi hanno quasi raddoppiato dal 6,2% al 12,1%. Dopo questa sconfitta, ne sono seguite altre nel 2011 in altre importati regioni - prima fra tutte il Baden-Wuerttemberg - anche sull’onda della protesta alimentata dalla disastro nucleare in Giappone. Ed è stata proprio Fukushima che ha spinto la Merkel a imporre una moratoria di tre mesi sul nucleare sfociata nella chiusura dei sette impianti più vecchi del paese.
Il piano approvato dal governo prevede che questi sette impianti, più un altro che era già chiuso dal 2009 a causa di problemi tecnici, rimangano chiusi per sempre. Nei prossimi anni, quindi, saranno operative solo nove centrali su un totale di 17. «Il nostro sistema energetico deve essere cambiato radicalmente e può essere cambiato radicalmente - ha aggiunto la Merkel -. Vogliamo che l’elettricità del futuro sia sicura e, allo stesso tempo, sia affidabile ed economica». Questo è «definitivo», ha detto da parte sua il ministro dell’Ambiente, Norbert Roettgen, riferendosi al progetto. Secondo la tabella di marcia, sei centrali verranno chiuse nel 2021 e le ultime tre saranno attive fino al 2022 per garantire una transizione senza scossoni nella fornitura di energia. «Non ci saranno revisioni», ha assicurato il ministro. Ma Greenpeace ha già bocciato la Merkel giudicando «assolutamente inaccettabile» la data del 2022 e chiedendo la fine del nucleare entro il 2015, mentre l’opposizione (Spd e Verdi) non ha nascosto il suo scetticismo.
Secondo il leader della Spd, Sigmar Gabriel, ci sono ancora molte questioni da chiarire, ma soprattutto non c’è un impegno per un chiaro controllo politico del processo che dovrebbe portare alla chiusura definitiva dei reattori. Il governo, ha infatti sottolineato Gabriel, ha delegato questo controllo ad altri - come l’Autorità per l’elettricità e il gas - oppure ha lasciato decisioni importanti al libero mercato. Da parte sua, la co-presidente dei Verdi, Claudia Roth, ha detto che il governo dovrà chiarire nel dettaglio come intende compensare la mancata produzione di energia nucleare e risolvere il problema dello stoccaggio permanente delle scorie.
giovedì 26 maggio 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, MARE CONTAMINATO 50 VOLTE OLTRE LIMITI l
''I campioni di organismi marini, tra cui pesci, alghe e molluschi, - spiega Greenpeace - sono stati raccolti all'inizio del mese con un team a terra lungo la costa, e una squadra a bordo della nave ammiraglia Rainbow Warrior, al di fuori delle acque territoriali giapponesi al largo di Fukushima. I campioni sono stati fatti analizzare da laboratori indipendenti in Francia e Belgio e i risultati hanno evidenziato un'alta contaminazione da iodio radioattivo, ben peggiore di quanto indicato nelle analisi preliminari, e livelli significativi di cesio radioattivo''.
''Mentre le autorita' giapponesi affermano che il materiale radioattivo riversato in mare non risulta piu' pericoloso poiche' si sta disperdendo, - aggiunge Greenpeace - queste nuove analisi dimostrano come la contaminazione stia risalendo la catena alimentare costituendo un serio problema per la salute umana. Anche se oggi si riuscisse a bloccare definitivamente ogni sversamento dalla centrale, il problema delle radiazioni non sparirebbe''.
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA,contaminazione come Cernobyl
La contaminazione del suolo intorno in un'area di 600 km attorno alla disastrata centrale nucleare giapponese di Fukushima è comparabile ai livelli riscontrati dopo la catastrofe atomica di Cernobyl nel 1986. E' quanto sostiene Tomio Kawata, ricercatore presso l'ente nazionale per la gestione delle scorie nucleari (Numo), che ha presentato una relazione sulla materia alla Commissione nipponica per l'energia atomica.
martedì 24 maggio 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA,COMBUSTIBILE FUSO NEI REATTORI 2 E 3
domenica 22 maggio 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, NUOVA PERDITA NEI PRESSI DEL del reattore 3
lunedì 16 maggio 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, la Tepco non evita fusione reattore n°1
"Ci potranno essere delle modifiche riguardo ai metodi da adottare - ha spiegato il pemier -, ma credo che possiamo andare avanti senza cambiare i tempi".
Non se ne parla molto, purtroppo, ma a Fukushima la situazione è tutt'altro che tranquilla. A oltre due mesi dal terremoto che ha messo in ginocchio il Giappone, non sembrano esserci molti motivi per esultare, nonostente gli sforzi compiuti siano stati molti. La centrale nucleare distrutta dallo tsunami lo scorso 11 marzo continua a dare problemi e per gli uomini della Tepco, riuscire a stabilizzare i reattori diventa ogni giorno più difficile.
Allarme - Il nuovo allarme riguarda le condizioni del reattore n°1. La Tepco (Tokyo Electric Power Company) ha diramato ieri un comunicato in cui informa del fatto che la maggior parte delle barre di combustibile nel reattore n°1 è precipitata sul fondo del vaso di pressione già dopo pochi giorni dall'incidente, cioè il 16 marzo". Le analisi della Tepco, fatte tutte di simulazioni e congetture, spiegano che nonostante i fori nel contenitore, "la quantità di sostanze radioattive che possono diffondersi a partire dal reattore sarà limitata". Nonostante tutti i problemi riscontrati fino a questo momento, però, alla Tepco continuano a mostrare un ottimosmo ingiustificato: si pensa ancora, infatti, di riuscire a mantenere la tabella di marcia imposta dalla road map proposta nei giorni seguenti all'incidente. Secondo le previsioni, dunque, si dovrebe riuscire a chiudere in modo stabile e a freddo il reattore".
Three Mile Island - Dire che si tratti di una follia è forse eccessivo, ma il fatto stesso che gli ingegneri della Tepco abbiano iniziato a studiare l'incidente di Three Mile Island (1979, Stati Uniti) fa capire quali siano le difficioltà: all'epoca ci vollero quasi 10 anni per togliere dal fondo del reattore il carburante nucleare fuso. Per cui, probabilmente dire che si risolverà il problema entro il mese di luglio può essere anche accettabile, ma bisognerebbe indicare con precisione anche l'anno, perchè difficilmente lo si potrà fare nel 2011.
sabato 30 aprile 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, radioattvita' in latte materno
fonte: Ansa
lunedì 25 aprile 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, girasoli per ripulire
Campi di girasoli a perdita d'occhio per ripulire il suolo contaminato vicino alla centrale nucleare di Fukushima: e' l'idea di un gruppo di ricercatori nipponici, secondo cui, sull'esempio di quanto gia' sperimentato dopo il disastro di Cernobyl, i fiori gialli potrebbero assorbire alcune sostanze inquinanti, tra cui quelle altamente radioattive come il cesio 134 e 137.
fonte: Ansa
CENTRALI NUCLEARI IN EUROPA : Svizzera pronta a rinunciare al nucleare
''Non e' piu' possibile costruire nuove centrali nucleari'', ha spiegato Schnedider-Ammann, ricordando l'incidente alla centrale giapponese di Fukushima. ''E' possibile uscire dal nucleare, ma ci vorra' del tempo, forse 30 anni, per rinunciare completamente all'energia atomica''.
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