NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
lunedì 21 gennaio 2013
INCIDENTI NUCLEARI : Giappone, alto livello di radiazioni nel pesce vicino a Fukushima
La pesca intorno a Fukushima e' stata proibita e il governo ha messo il divieto sulla carne bovina, il latte, i funghi e i vegetali prodotti nella zona.
martedì 6 novembre 2012
Fukushima : metà pesce contaminato.
Lo studio del biologo marino Buesseler sui dati del ministero della Pesca giapponese: "La centrale rilascia ancora radioattività e la contaminazione continua per via delle radiazioni accumulate sui fondali. Gli effetti non sono a lungo termine, ma da monitorare nei decenni a venire"
A Fukushima Daiichi quasi metà del pesce al largo della centrale nucleare è ancora contaminato. A rivelarlo è una ricerca del biologo marino Ken Buesseler. Che, basandosi sui dati ufficiali del ministero giapponese dell’Agricoltura, delle foreste e della pesca, avverte: “Il 40 per cento del pesce contiene troppo cesio per essere sicuro per il consumo umano”. Il motivo? La disastrata centrale nipponica rilascia ancora radioattività. Secondo lo studio Fishing for Answers off Fukushima, pubblicato sulla rivista Science, la contaminazione è dovuta in particolare alle radiazioni accumulate sui fondali marini: una conseguenza del fallout radioattivo dell’incidente, riversatosi per l’80% nell’Oceano Pacifico. Ma anche del fatto che, per raffreddare ciò che rimane dei reattori, ogni giorno vi si versano sopra diverse tonnellate di acqua, destinate ovviamente a finire in mare. Gli effetti del disastro, per lo scienziato americano, non sono dunque da considerare solo “a lungo termine”, ma anche da “monitorare molto bene nei decenni a venire”.
Dopo un anno di analisi dei dati ufficiali del governo giapponese, il professor Buesseler dello Us Woods Hole Oceanographic Institution è giunto a una conclusione: il cesio-134 e 137 trovati in gran parte del pesce e dei crostacei pescati al largo di Fukushima sono dovuti a perdite di radioattività ancora presenti nella e attorno alla centrale. Come spiega lo scienziato, il cesio normalmente non rimane a lungo nei tessuti dei pesci marini, in quanto ogni giorno rifluisce in piccole dosi nell’acqua dell’oceano. Quindi, se oggi nella fauna ittica c’è del cesio-134, che per perdere metà della sua radioattività ha bisogno di soli due anni, è perché quei mari sono ancora quotidianamente esposti alla radioattività (il tempo di dimezzamento del cesio-137 è invece di trent’anni).
Un problema ambientale, ma anche economico. Le grandi quantità di acqua sversate costantemente sui reattori della centrale atomica e i sedimenti radioattivi sui fondali marini, infatti, non permettono al settore ittico locale di riprendere la sua regolare attività. Colpa di una “situazione instabile – puntualizza Buesseler – che non consente alle autorità di decidere sulla riapertura all’attività di pesca in questa zona”. Una cautela d’obbligo, secondo Tokyo, che lo scorso aprile ha imposto limiti di radioattività ancora più stringenti. Risultato? L’industria ittica nipponica ha perso su tutti i fronti: a livello di esportazioni, nell’ultimo anno si è visto un calo del 7,4%; per quanto riguarda il mercato interno, invece, gran parte dei giapponesi, fra i maggiori consumatori pro capite di pesce al mondo, ancora non si fida ad acquistare prodotti locali.
Secondo Ken Buesseler, che presenterà i risultati del suo studio all’università di Tokyo il 12 e il 13 novembre, il problema è però più complesso: “In Giappone c’è una grande incertezza nel pubblico su ciò a cui si può credere, o su chi dice o meno la verità”. E quando si parla di radioattività, si sa, “ci sono di mezzo molto allarmismo e molta paura”. Un allarmismo che, secondo lo scienziato americano, in questo caso sarebbe da evitare: “La maggior parte del pesce catturato al largo della costa nord-orientale giapponese – rassicura – non presenta livelli di radioattività pericolosi per la salute umana”. Inoltre, per fronteggiare le conseguenze del “più grande rilascio accidentale di radiazioni verso l’oceano della storia”, bisognerà andare “ben oltre gli studi sulla fauna ittica”, conclude il ricercatore statunitense: “Ciò di cui abbiamo veramente bisogno è una migliore comprensione delle sorgenti di cesio e altri radionuclidi, che continuano a provocare ciò che stiamo vedendo nell’oceano al largo di Fukushima”.
venerdì 27 luglio 2012
INCIDENTI NUCLEARI : L'incidente nucleare di Fukushima fu provocato da errore umano e non dallo tsunami
venerdì 9 marzo 2012
INCIDENTI NUCLEARI : Fukushima un anno dopo "Quanta confusione sui dati"
Un anno fa il terremoto che sconvolse il nord-est del Giappone 1 provocò uno tsunami che investì in pieno la centrale di Fukushima. Macerie, devastazione, panico. E l'incubo dell'incidente, che ha riaperto il dibattito sulla sicurezza del nucleare 2 in Italia e nel mondo.
Quale lezione si può trarre a distanza di 12 mesi? "Di sicuro l'emergenza è stata gestita male, con una sottostima del pericolo e una centrale costruita probabilmente in modo sbagliato. Con l'aggravante della reticenza e della scarsa informazione data alla popolazione, anche se è vero che è sempre facile ragionare col senno del poi": a proporre una riflessione nell'anniversario della tragedia è Marco Casolino, fisico delle astro-particelle di alta energia, ricercatore dell'Istituto nazionale di fisica nucleare e collaboratore del dipartimento di Fisica dell'università di Tor Vergata e del RIKEN, centro di ricerca giapponese.
"Detto questo, è vero che c'è stata contaminazione e ci sono stati danni, ma il livello di radioattività che ha investito il paese è stato relativamente basso", spiega. Molte voci allarmate si erano levate a ridosso dell'incidente sui pericoli per la salute della popolazione, generando una psicosi collettiva. Ma a detta del fisico i resoconti delle vicissitudini di Fukushima sono stati spesso esagerati o riportati in maniera erronea. A cominciare dalla confusione sulle misure delle radiazioni rilasciate nell'ambiente dopo l'incidente e sulla loro effettiva pericolosità. "A Tokyo il livello di radioattività considerato normale è di 0,1 microSv all'ora. Cosa dovremmo dire di Roma dove a Tor Vergata ci sono muri di tufo che arrivano anche a 0.4microSv/ora?. Viaggiando in aereo, in quota si assorbono fino a 2 microSv/ora a causa dei raggi cosmici. Per non parlare degli astronauti, che nello spazio assorbono fino a 100 microSv/ora".
Tutto relativo, quindi. Quello che è importante, anche oggi, anche in Italia, è fare chiarezza. "Se dai i numeri giusti e fai in modo che la gente sia in grado di capire esattamente quello che succede, ci si preoccupa di meno. E tra gli effetti più gravi di Fukushima sulla popolazione ci sono stati forse la paura e le malattie da stress collegate".
L'incidente nella centrale giapponese ha riportato alla mente lo spettro di Chernobyl e riacceso il dibattito sulla sicurezza, referendum incluso 3. Ma a Fukushima non c'è stata esplosione nucleare e Fukushima non è come Chernobyl, né come Nagasaki o Hiroshima, assicura il fisico. "Quello del nucleare è un discorso molto complesso, perché riguarda scelte politiche ed energetiche del paese. Ma non è poi che liberandosi del nucleare ci si libera della radioattività", ricorda.
Radiazioni che in diversa misura ci accompagnano quotidianamente, di cui il fisico parla nel dettaglio nel libro-vademecum Come sopravvivere alla radioattività, Cooper edizioni, nato proprio come instant book dopo Fukushima. Qualche esempio? "Prendiamo il fumo. Se si consumano due pacchetti al giorno di sigarette, per via del Polonio 210, in un anno si assumono 150 millisievert rispetto a 1 millisievert che si assorbe normalmente nello stesso periodo". Fra le altre sorgenti che inquinano la nostra quotidianità ci sono già i raggi cosmici che vengono dallo spazio, che colpiscono soprattutto gli equipaggi degli aerei, sottoposti periodicamente a controlli. O il radon nelle scuole e nelle case, che si accumula soprattutto nelle cantine e nei seminterrati.
Senza contare, poi i più subdoli pericoli latenti: "l'Italia", conclude - e qui non parliamo più di Giappone - "è piena di scorie radioattive, di sorgenti dannose nascoste ed eliminate in modo clandestino".
fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/2012/03/09/news/giappone_tsunami_fukushima_anniversario_radiazioni-31223176/?rss
mercoledì 29 febbraio 2012
INCIDENTI NUCLEARI : Fukushima poteva essere una catastrofe nucleare. Fu preparata l’evacuazione di Tokyo
INCIDENTI NUCLEARI :Fukushima un anno dopo. Il rapporto finale di Greenpeace: «può succedere ancora»
lunedì 5 dicembre 2011
INCIDENTI NUCLEARI :Fukushima, nuova fuga di liquido radioattivo
Una nuova fuga di liquido radioattivo si è verificata dalla centrale nucleare di Fukushima nell'oceano Pacifico. Lo riferisce il gestore del sito Tepco. Dei tecnici sono stati inviati sul luogo per trovare la causa di questo sversamento che è avvenuto nelle vicinanze di un impianto per la decontaminazione delle acque usate nella centrale.
Una zona di circa 45 tonnellate di acqua contaminata è stata scoperta intorno ad un condensatore ed è stata approntata una barriera di sacchetti di sabbia per cercare di contenerla.
La maggior parte del liquido contaminato è rimasto all'interno dell'edificio che ospita l'impianto di decontaminazione, ma circa 300 litri sarebbero fuoriusciti grazie ad un condotto che finisce nell'oceano. L'acqua contiene cesio 137 e iodio 131, ma a livelli «simili o leggermente superiori» a quelli rilevati nella zona vicina alla centrale.
fonte :http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-05/fukushima-nuova-fuga-radioattiva-111843.shtml?uuid=AaMV2TRE
venerdì 18 novembre 2011
Centrali nucleari, i primi dati sugli stress test europei. Quali pericoli dopo Fukushima?
La conclusione definitiva dei controlli è prevista per il 31 Dicembre di quest'anno quando i report finali elaborati dai singoli paesi verranno pubblicati e resi disponibili. Una revisione complessiva è stata inoltre fissata per l'Aprile del 2012. In questi giorni però molti paesi, come chiesto dall'Ue, hanno reso disponibili le relazioni provvisorie sull'andamento dei controlli - visualizzabili qui.
All'appello mancano ancora diversi report e - come segnalato da Greenpeace - nelle oltre diecimila pagine pubblicate non sono state analizzate situazioni critiche come il danno contemporaneo a più reattori (come accaduto a Fukushima) e l'impatto di un aereo contro una centrale nucleare.
Secondo l'associazione inoltre, non si fa menzione di piani di evacuazione delle popolazioni che vivono nelle vicinanze degli impianti e nel caso di paesi come Repubblica Ceca, Svezia e Regno unito i dati sembrano superficiali e parziali. Il caso della Repubblica Ceca appare clamoroso: con sei reattori presenti sul territorio, è stato pubblicato un rapporto di sole 7 pagine. Paradossale se si considera che la Slovenia, con un solo reattore, ne ha pubblicate ben 177.
Il referendum di giugno sembra aver sbarrato definitivamente la strada alla tecnologia nucleare nel nostro paese ma non è un mistero che nelle vicinanze del confine italiano si trovino diversi impianti. Emblematico il caso della Francia che presenta ben 7 centrali in un raggio di 300 Km dal confine: Marcoule, Cruas, Phenix, Saint-Albain, Super-Phenix, Bugery e Tricastin. Quest'ultima si trova a soli 180 km in linea d'aria da Torino. Grazie ad una mappa elaborata da Greenpeace è possibile verificare i dati (in inglese) sugli impianti europei fin qui messi a disposizione dalle autorità nazionali e le lacune nei controlli segnalate dalla stessa associazione ambientalista.
giovedì 17 novembre 2011
A Fukushima riso radioattivo Stop a vendita da aree contaminate
BANDO - I campioni testati hanno mostrato livelli di radioattività pari a 630 becquerel al chilo, mentre il limite massimo è di 500 Bq/kg. L'area di Onami, a 60 km dalla centrale, conta 154 fattorie nei cui campi, in base ai controlli fatti a settembre-ottobre, erano state trovate quantità di cesio comprese tra 28 e 136 becquerel. Tuttavia, i test sul raccolto di 840 chilogrammi complessivi di una fattoria hanno portato alla scoperta di una radioattività maggiore, la cui spiegazione è ancora da chiarire. Fujimura ha spiegato in conferenza stampa che il riso contaminato non è stato distribuito sul mercato grazie ai controlli del ministero dell'Agricoltura e degli uffici competenti della prefettura. «Ho informazioni che escludono che il problema possa diventare serio», ha rilevato il capo di gabinetto, aggiungendo che il governo continuerà a fare ogni sforzo «per prevenire» la diffusione di voci infondate sulla contaminazione da sostanze radioattive dei prodotti agricoli giapponesi.
CONTAMINAZIONE - Questa scoperta pone però l'accento sulle difficoltà nel tracciare le radiazioni che si sono diffuse nell'area orientale del Giappone tramite pioggia e vento. Le amministrazioni locali hanno allestito centri di controllo per evitare che prodotti contaminati arrivino nella catena alimentare, mentre la settimana scorsa il governo metropolitano di Tokyo ha iniziato a condurre test sui campioni comprati nei negozi della capitale, nel tentativo di placare le ansie dell'opinione pubblica. In Giappone negli ultimi mesi ci sono stati una serie di allarmi innescati da cibo contaminato - carne, funghi, tè verde - mai però il riso, che ha un enorme significato nella cultura nazionale ed è la base dell'alimentazione giappoense.
FONTE:http://www.corriere.it/ambiente/11_novembre_17/fukushima-riso-radioattivo_c9ef0bfc-10ff-11e1-b811-fb0a2ca90bde.shtml
lunedì 1 agosto 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, livelli record radiazioni
Lo ha reso noto la Tepco, il gestore dell'impianto nucleare danneggiato dal sisma/tsunami dell'11 marzo, ricordando che i massimi precedenti risalivano al 3 giugno, pari a 3-4 sieverts all'ora, all'interno del reattore 1.'Stiamo verificando la causa di livelli tanto elevati di radioattivita', ha detto un portavoce della utility.
FONTE: ANSA
lunedì 13 giugno 2011
INCIDENTI NUCLEARI : In Giappone a rischio stop 14 centrali atomiche
Il governatore della prefettura di Fukui ha annunciato che non darà l'autorizzazione alla ripresa dei reattori, fermi per manutenzione, se il governo centrale non chiarirà «le ragioni che hanno causato la recente chiusura della centrale di Hamaoka e lo stato degli altri impianti nel Paese». Situata a sud di Tokyo, la pefettura di Fukui ospita 14 reattori che ne fanno l'area più nuclearizzata al mondo. Sei di questi sono infatti fermi per manutenzione programmata o non pianificata (a Monjiu c'è stato infatti un incidente lo scorso agosto), mentre altri due sono destinati a essere fermati per controlli in estate. «Vogliamo che il governo faccia piani d'azione chiari e un calendario da mostrare alla gente per aiutare la generazione elettrica del Giappone», ha spiegato il governatore Issei Nishikawa. A inizio maggio, il premier Naoto Kan ha chiesto alla Chubu Electric Power, uno dei dieci operatori regionali attivo a sud di Tokyo, di sospendere il funzionamento di Hamaoka fino alla verifica delle difese contro terremoti e tsunami. La Kansai Electric Power Co. (Kepco), seconda utility nipponica, che possiede e gestisce undici dei 14 reattori di Fukui e rifornisce l'elettricità a Osaka, ha lanciato l'allarme blackout, chiedendo il taglio dei consumi del 15% tra luglio e settembre.
PER SEI LAVORATORI RADIAZIONI OLTRE LIMITI - Altri sei operai giapponesi potrebbero essere stati esposti a pericolosi livelli di radiazioni dopo aver lavorato alle operazioni di soccorso nella centrale di Fukushima. Risulta dalle analisi preliminari condotte dal ministero della Salute. I sei si aggiungerebbero ai due per cui già è stata accertata un'esposizione oltre i limiti consentiti. Tra questi, tre sono lavoratori della sala di controllo e cinque hanno cercato di ripristinare il sistema di alimentazione dell'impianto. Il governo subito dopo il disastro ha alzato il limite per gli addetti ai soccorsi a 250 millisievert dallo standard di 100 millisievert.
FUKUSHIMA - La Tepco, l'azienda che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, ha reso noto per la prima volta dall'inizio della crisi che sono stati rilevati livelli eccessivi di stronzio radioattivo nelle acque del mare prospiciente l'impianto. L'azienda ha spiegato che il livello di stronzio-90 è 53 volte superiore allo standard di sicurezza. Lo stronzio-90, generato dalla fissione degli atomi di uranio e la cui vita media è di quasi 29 anni, si accumula nelle ossa e può causare tumori e leucemia. È stata inoltre rinviata di alcuni giorni la messa in funzione del nuovo sistema ideato per depurare dalle radiazioni l'acqua contaminata dell'impianto di Fukushima. A darne notizia è stata la Tepco, spiegando di aver riscontrato alcune perdite di acqua dal sistema. I test potranno riprendere già martedì, ha precisato l'azienda.
fonte: http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_13/giappone-fukushima-chiusura_a770d396-95ce-11e0-822f-1a3a3d1370d0.shtml
lunedì 6 giugno 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, Tracce plutonio fuori dall'impianto,
Una piccola quantita' di plutonio e' stata rilevata fuori dall'impianto di Fukushima: per gli esperti e' la prima volta in assoluto da quando e' scoppiata la crisi nucleare. E' il risultato delle ricerche fatte da Masayoshi Yamamoto, (universita' di Kanazawa). Il livello del plutonio trovato nei campioni di terreno prelevati nella citta' di Okuma, a circa 1,7 km dal cancello principale della centrale, e' inferiore al livello medio di plutonio osservato dopo i test delle bombe nucleari.
fonte: Ansa
giovedì 26 maggio 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, MARE CONTAMINATO 50 VOLTE OLTRE LIMITI l
''I campioni di organismi marini, tra cui pesci, alghe e molluschi, - spiega Greenpeace - sono stati raccolti all'inizio del mese con un team a terra lungo la costa, e una squadra a bordo della nave ammiraglia Rainbow Warrior, al di fuori delle acque territoriali giapponesi al largo di Fukushima. I campioni sono stati fatti analizzare da laboratori indipendenti in Francia e Belgio e i risultati hanno evidenziato un'alta contaminazione da iodio radioattivo, ben peggiore di quanto indicato nelle analisi preliminari, e livelli significativi di cesio radioattivo''.
''Mentre le autorita' giapponesi affermano che il materiale radioattivo riversato in mare non risulta piu' pericoloso poiche' si sta disperdendo, - aggiunge Greenpeace - queste nuove analisi dimostrano come la contaminazione stia risalendo la catena alimentare costituendo un serio problema per la salute umana. Anche se oggi si riuscisse a bloccare definitivamente ogni sversamento dalla centrale, il problema delle radiazioni non sparirebbe''.
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA,contaminazione come Cernobyl
La contaminazione del suolo intorno in un'area di 600 km attorno alla disastrata centrale nucleare giapponese di Fukushima è comparabile ai livelli riscontrati dopo la catastrofe atomica di Cernobyl nel 1986. E' quanto sostiene Tomio Kawata, ricercatore presso l'ente nazionale per la gestione delle scorie nucleari (Numo), che ha presentato una relazione sulla materia alla Commissione nipponica per l'energia atomica.
martedì 24 maggio 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA,COMBUSTIBILE FUSO NEI REATTORI 2 E 3
domenica 22 maggio 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, NUOVA PERDITA NEI PRESSI DEL del reattore 3
lunedì 16 maggio 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, la Tepco non evita fusione reattore n°1
"Ci potranno essere delle modifiche riguardo ai metodi da adottare - ha spiegato il pemier -, ma credo che possiamo andare avanti senza cambiare i tempi".
Non se ne parla molto, purtroppo, ma a Fukushima la situazione è tutt'altro che tranquilla. A oltre due mesi dal terremoto che ha messo in ginocchio il Giappone, non sembrano esserci molti motivi per esultare, nonostente gli sforzi compiuti siano stati molti. La centrale nucleare distrutta dallo tsunami lo scorso 11 marzo continua a dare problemi e per gli uomini della Tepco, riuscire a stabilizzare i reattori diventa ogni giorno più difficile.
Allarme - Il nuovo allarme riguarda le condizioni del reattore n°1. La Tepco (Tokyo Electric Power Company) ha diramato ieri un comunicato in cui informa del fatto che la maggior parte delle barre di combustibile nel reattore n°1 è precipitata sul fondo del vaso di pressione già dopo pochi giorni dall'incidente, cioè il 16 marzo". Le analisi della Tepco, fatte tutte di simulazioni e congetture, spiegano che nonostante i fori nel contenitore, "la quantità di sostanze radioattive che possono diffondersi a partire dal reattore sarà limitata". Nonostante tutti i problemi riscontrati fino a questo momento, però, alla Tepco continuano a mostrare un ottimosmo ingiustificato: si pensa ancora, infatti, di riuscire a mantenere la tabella di marcia imposta dalla road map proposta nei giorni seguenti all'incidente. Secondo le previsioni, dunque, si dovrebe riuscire a chiudere in modo stabile e a freddo il reattore".
Three Mile Island - Dire che si tratti di una follia è forse eccessivo, ma il fatto stesso che gli ingegneri della Tepco abbiano iniziato a studiare l'incidente di Three Mile Island (1979, Stati Uniti) fa capire quali siano le difficioltà: all'epoca ci vollero quasi 10 anni per togliere dal fondo del reattore il carburante nucleare fuso. Per cui, probabilmente dire che si risolverà il problema entro il mese di luglio può essere anche accettabile, ma bisognerebbe indicare con precisione anche l'anno, perchè difficilmente lo si potrà fare nel 2011.
sabato 30 aprile 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, radioattvita' in latte materno
fonte: Ansa
lunedì 25 aprile 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA, girasoli per ripulire
Campi di girasoli a perdita d'occhio per ripulire il suolo contaminato vicino alla centrale nucleare di Fukushima: e' l'idea di un gruppo di ricercatori nipponici, secondo cui, sull'esempio di quanto gia' sperimentato dopo il disastro di Cernobyl, i fiori gialli potrebbero assorbire alcune sostanze inquinanti, tra cui quelle altamente radioattive come il cesio 134 e 137.
fonte: Ansa
giovedì 14 aprile 2011
INCIDENTI NUCLEARI : GIAPPONE FUKUSHIMA Iniziato lo stoccaggio dell'acqua radioattiva
Sono iniziate questa mattina le operazioni di pompaggio dell'acqua altamente radioattiva proveniente dal reattore numero 2 della centrale nucleare di Fukushima 1, che viene poi trasferita in un bacino di stoccaggio. L'operazione, riferisce l'agenzia stampa Kyodo, è iniziata in mattinata ed è proseguita malgrado la forte scossa di magnitudo 5,8 registrata questa mattina, che non ha provocato nessun ferito.
Il primo obiettivo fissato dalla Tepco, l'azienda che gestisce la centrale, è lo stoccaggio di 700 tonnellate di acqua altamente contaminata entro domani. L'acqua viene riversata in un condensatore dove, in tempi normali, il vapore prodotto dai reattori veniva convertito in forma liquida. L'acqua contaminata proviene dal nucleo del reattore 2, dove le barre di combustibile si sono parzialmente fuse. L'operazione, che durerà quindi una quarantina di ore, verrà poi estesa all'acqua contaminata contenuta anche negli edifici dei reattori 1 e 3, per un totale di 60mila tonnellate di liquido.
La rimozione dell'acqua fortemente radioattiva è necessaria in quanto la sua presenza ostacola gli sforzi per il raffreddamento dei reattori della centrale. Questi sforzi sono proseguiti durante la notte al reattore numero 4 dove sono state riversate 195 tonnellate di acqua fredda dolce nella vasca del combustibile nucleare esaurito.
L'operazione è stata avviata dopo che la temperatura dell'acqua nella vasca è salito fino a 90 gradi, rispetto ad una norma di 20-30 gradi.
Per quanto riguarda lo smantellamento dei reattori 5 e 6 della centrale, non coinvolti nell'incidente, verrà presa una decisione dopo aver ascoltato i residenti dell'area: lo ha riferito Hidehiko Nishiyama, portavoce dell'Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare.
Le stesse autorità nipponiche hanno innalzato il livello di gravità dell'incidente nucleare all'impianto di Fukushima, in seguito al terremoto dell'11 marzo 3, a 7, lo stesso di Chernobyl. Ma per il climatologo Vincenzo
Ferrara, dell'Enea, alla luce dei dati resi sui livelli di contaminazione radioattiva resi noti dal Giappone, la classificazione massima riguarda solo i livelli dello iodio 131.
Dire che le sostanze radioattive emesse a Fukushima sono state pari al 10 per cento di quelle di Chernobyl "equivale a dire - rileva Ferrara - che a Fukushima sono stati rilasciati nell'ambiente circa 1.400.000 teraBequerel (TBq) rispetto ai 14 milioni di TBq emessi a Chernobyl". Tuttavia, osserva, "a Chernobyl vi erano tantissimi tipi di radionuclidi", mentre, stando a quanto reso noto dalle autorità giapponesi, a Fukushima sono stati emessi solo iodio 131 e cesio 137. "Ebbene - continua l'esperto - le emissioni di 1.400.000 TBq di I-131 e di Cs-137 sono pari al 75 per cento delle analoghe emissioni di i-131 e di Cs-137 avvenute a Chernobyl".
Di conseguenza "se le emissioni totali di radioattività di Fukushima sono state finora pari al 10 per cento delle emissioni totali di radioattività di Chernobyl, le emissioni specifiche di iodio 131 e cesio 137 sono state, invece, pari finora a circa il 75 per cento di quelle di Chernobyl.
FONTE: http://www.repubblica.it/esteri/2011/04/13/news/giappone_stoccaggio_acqua-14889692/?rss