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giovedì 16 luglio 2009

centrali nucleari: Nuclear on water, al varo la prima centrale nucleare galleggiante


Entro un paio d'anni saranno varate le prime centrali nucleari galleggianti. Forniranno energia agli impianti di estrazione petrolifera situati in zone polari. Costano poco e producono molto. Ma i rischi?


La Russia varerà entro il 2012 il primo di cinque reattori nucleari galleggianti: sarà ormeggiato al largo delle coste orientali della repubblica ex sovietica e fornirà energia a Viluchinsk, una cittadina nella penisola della Kamchatka utilizzata come base per i sommergibili atomici. L’impianto, la cui costruzione è iniziata lo scorso febbraio, sarà installato su una nave di 144 metri di lunghezza per 30 di larghezza e ospiterà due reattori da 35 megawatt di potenza l’uno. Sarà manovrata da un equipaggio di 69 persone.
Alla ricerca del petrolio esaurito. Facile da spostare da un mare all’altro come una comune Segno forse che petrolio e combustibili vari stanno davvero per esaurirsi e che per estrarli in quantità economicamente convenienti occorre trivellare in luoghi sempre più inaccessibili? Difficile dirlo, visto che dal 1980 nessun paese comunica più lo stato delle riserve. Ma secondo il Servizio Geologico degli Stati Uniti i Poli nascondono tra i loro ghiacci circa il 25% delle riserve mondiali di combustibile e secondo alcuni esperti sono le regioni più ricche di risorse dopo l’Arabia Saudita. I -50° degli inverni artici hanno però fino ad ora reso anti economica la prospezione e l’estrazione in queste zone. petroliera, questa centrale atomica galleggiante potrà essere impiegata anche per alimentare impianti di estrazione petrolifera nelle zone più remote del mondo.Le nuove centrali nucleari portatili cambieranno questa situazione? Sembra proprio di sì, visto che la Gazprom, una delle più grandi compagnie estrattive al mondo, ne ha già ordinata una.
Energia low cost. Il reattore galleggiante costerà circa 227 milioni di euro e, secondo l’azienda costruttrice, produrrà energia elettrica a un costo equivalente a quello delle centrali idroelettriche. Secondo gli esperti il costo di questo impianto è comunque minore rispetto a quello per la costruzione di una centrale a combustibile in zone così scomode da raggiungere come quelle dell’Artico settentrionale.
Fifa atomica. Le centrali galleggianti fanno però molta paura: cosa potrebbe succedere in caso di maltempo estremo, non così raro nei mari del nord? E dove verranno stoccate le scorie visto che ogni 12 anni questi reattori hanno bisogno di un nuovo pieno di materiale fissile?

LEGGI ANCHE:
Nuclear on water 16.04.2007 FONTE: Pravda.ru
.

venerdì 15 maggio 2009

CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA ECCO I SITI PIù PROBABILI

Ecco l’elenco dei siti meno vulnerabili dal punto di vista di eventi naturali e dunque probabile sede di una centrale nucleare, così come individuati da Greenpeace:

Piemonte: Provincia di Vercelli: tutta la zona intorno al Po, da Trino Vercellese fino alla zona a nord di Chivasso.
Provincia di Biella: la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea.
Lombardia: Provincia di Pavia: la zona dell’Oltrepò Pavese a nord di Voghera.
Provincia di Mantova: l’intera zona a sud di Mantova in corrispondenza del Po
Provincia di Cremona:zona a sud di Cremona in corrispondenza del Po (vicino a Caorso)
Veneto: Provincia di Rovigo: la zona compresa tra l’Adige e il Po (a sud di Legnago)
Friuli: Provincia di Udine e provincia di Pordenone: tutta la zona interna, intorno al fiume Tagliamento, da Latisana fino a Spilimbergo
Emilia Romagna : Provincia di Parma: la zona a nord di Fidenza, compresa tra il Po e il Taro
Toscana: L’isola di Pianosa
Lazio: Provincia di Viterbo: la zona interna a sud del Tevere, nella zona di affluenza della
Nera, tra Magliano Sabina e Orte.
Calabria: Provincia di Catanzaro: la zona costiera ionica in corrispondenza di Sellia Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Principali località: Belladonna, Marindi, Simeri Mare, Sellia
Marina).
Provincia di Crotone: la zona costiera ionica in corrispondenza della foce del fiume Neto, a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca).
Provincia di Cosenza: la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cariati
Puglia: Provincia di Taranto: la zona costiera ionica, in corrispondenza della località di Manduria.
Provincia di Lecce: la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo e quella a sud di Gallipoli; la zona costiera adriatica a nord di Otranto e quella a sud di Brindisi (esistono su
queste ultime dei vincoli naturalistici).
Provincia di Brindisi: la zona costiera in corrispondenza di Ostuni.
Sicilia: Provincia di Ragusa: la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo.
Provincia di Caltanissetta: la zona costiera intorno a Gela.
Provincia di Agrigento: la zona costiera intorno Licata.
Provincia di Trapani: la zona costiera a sud di Mazzara del Vallo, in corrispondenza della località Tre Fontane.
Sardegna. Ogliastra: la zona costiera in corrispondenza del fiume Riu Mannu e della località di Torre di Bari.
Provincia di Nuoro, la zona costiera a sud della località di Santa Lucia e in corrispondenza dell’isola Ruja.
Provincia di Cagliari: la zona costiera tra Pula e Santa Margherita di Pula.






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Se dovesse tornare il nucleare in Italia, sarebbero pochissimi i territori che potrebbero ospitare una centrale, considerando zone le sismiche, quelle a rischio alluvioni, quelle a rischio siccita', le coste in erosione e le citta' densamente popolate. Greenpeace, grazie all'analisi di tre importanti carte tematiche, svela perche' lo stivale e' assolutamente inadatto alle centrali nucleari. Dopo l'approvazione del DDL 1195 che da' sei mesi al governo per definire i criteri per la localizzazione dei siti nucleari, Greenpeace diffonde due ''carte nucleari'' ormai dimenticate: la carta del CNEN, che era la risultante di varie carte tematiche elaborate negli anni settanta e l'elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari, elaborata dalla ''task force'' ad hoc del 1999-2000. ''Per capire dove potrebbero finire le nuove centrali nucleari - spiega Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace - bisogna partire da queste carte e vedere con quali criteri verranno aggiornate. Un criterio e' quello sismico, un altro criterio e' quello della vulnerabilita' delle coste per i cambiamenti climatici''. ''Ma anche se la pericolosita' sismica non e' quella minima, Montalto di Castro, dove recentemente c'e' stata una visita di tecnici dell'azienda francese EDF, rimane un forte indiziato - aggiunge Onufrio - sia per la vicinanza al mare in una zona costiera a minor rischio climatico che per le condizioni della rete. Ci aspettiamo che la regione Lazio nel suo piano energetico escluda chiaramente questa possibilita'''. ''Continueremo ad opporci a questa sciagurata scelta del governo - conclude Onufrio - e a chiedere ai candidati alle prossime elezioni europee cosa pensano del ritorno al nucleare in Italia.

Intanto...
NUCLEARE: BELISARIO (IDV), GOVERNO RENDA NOTI SITI PRIMA DI EUROPEE
'Gli italiani hanno il sacrosanto diritto di sapere dal governo, prima delle elezioni del 6 e 7 giugno, se vicino la loro casa sara' costruita o meno una centrale nucleare''. Lo dichiara il senatore Felice Belisario, presidente del gruppo Italia dei Valori di palazzo Madama che aggiunge ''per questo chiediamo all'Esecutivo di abbandonare la politica degli annunci e venire a riferire immediatamente in Aula sulla localizzazione degli impianti di produzione elettrica nucleare e dei sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi''. ''Il governo scegliendo il nucleare di terza generazione anziche' le energie pulite, come il solare e l'eolico, ha fatto assumere al nostro Paese una posizione ormai superata dalla scienza e insensibile alle indicazioni che arrivano dall'Europa. Per questo - conclude Belisario - gli elettori presenteranno presto il conto''.

NUCLEARE: SCILIPOTI(IDV), DEPOSITO SCORIE PROBLEMA SENZA SOLUZIONE
''Tutte le perplessita' motivate al nucleare trovano empirica conferma negli ostacoli insormontabili allo stoccaggio rifiuti in America''.
Cosi' Domenico Scilipoti dell'Italia dei Valori sul ritorno alla politica energetica nucleare. ''L'attuale governo - prosegue il deputato IDV - sta propinando agli italiani la velenosa pillola del nucleare, vendendo una favola che se portata a termine lascera' in eredita' perpetui frutti nocivi . Tant'e' che mentre da noi si votano le ignobili misure del caso, per una strana ma significativa coincidenza, in America trova conferma l'impossibilita' di gestire le ingenti scorie radioattive. Esse, infatti, non potranno essere messe in sicurezza nemmeno nel sito Yucca Mountain del Nevada, che appariva, prima facie, sicuro''.
''La conservazione di lunga durata delle scorie - conclude Scilipoti - non e' un aspetto marginale della questione, rimane uno dei nodi piu' irrisolti a cui nessuno al momento e' in grado di porre rimedio, esponendo la collettivita' a danni alla salute ed al territorio. Considerazioni queste che evidentemente non trovano riscontro nella mente di chi e' gia' affaccendato a tirare le somme del nuovo business e dei nuovi profitti''.

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giovedì 23 aprile 2009

NUCLEARE: CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA ? I futuri impianti atomici italiani sorgeranno accanto a quelli storici?


In Italia il cammino del nucleare sembra procedere a rilento. Eppure, mentre il dibattito pubblico periodicamente si accende e si spegne, l'iter per l'apertura di quattro centrali nel paese prosegue sottotraccia. Con grande soddisfazione dell'Enel e del suo partner francese Edf. La joint venture al 50 per cento costituita pochi mesi fa a Roma tra i due colossi europei dell'energia per eseguire gli studi di fattibilità per le centrali da costruire in Italia ha già prodotto i primi risultati. E, dopo aver stilato una lista di possibili siti, Enel e Edf hanno iniziato i sopralluoghi congiunti in quelli più interessanti. Come Montalto di Castro, dove si è recato il presidente di Edf Pierre Gadonneix in persona. L'accordo tra le due società prevede che in Italia deterranno insieme il 51 per cento delle nuove centrali, mentre già in Francia Enel (dopo aver acquisito il 12,5 della centrale nucleare di Flamanville in costruzione), ha opzionato un altro 12,5 della futura centrale di Penly e già dal 2008 ottiene anticipatamente l'energia che le spetta per il suo investimento, con la quale sta costituendo oltralpe un suo portafoglio di clienti. Dal canto suo, la società guidata da Fulvio Conti (che oggi produce il quadruplo dell'energia nucleare che produceva prima del referendum del 1987) si è impegnata a fornire analogo accesso in proprie centrali nucleari in costruzione in Europa. Le due società, insomma, si intendono benissimo a fare affari insieme, nell'attesa che si apra il mercato italiano del nucleare.

I futuri impianti atomici italiani sorgeranno accanto a quelli storici, come Montalto. Parla Pierre Gadonneix, capo di Edf, partner dell'Enel
INTERVISTA DI Alessandra Viola DA espresso.repubblica.it

Presidente, come sta procedendo il ritorno al nucleare dell'Italia?
"L'Italia, che è stato il primo paese europeo a sviluppare il nucleare, ha dovuto rinunciarvi per l'incidente di Chernobyl e il successivo referendum. In questi anni il Paese ha costruito la sua forza sul gas e sul carbone, ma come tutti i paesi del mondo in questo periodo sta prendendo coscienza di due grandi problemi: la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime e la necessità di ridurre le emissioni di CO2. Entrambi conducono alla riconsiderazione del nucleare".

Che cosa prevedono gli accordi di Edf con il governo italiano?
"I negoziati sono iniziati 4-5 anni fa. Il governo ci propose un partenariato con l'Enel per preparare un eventuale ritorno del nucleare in Italia. Nel 2007 l'accordo è stato confermato da Prodi e un mese fa è stato ulteriormente rilanciato in un summit franco-italiano che ha definito le condizioni di questa collaborazione".

Quali sono queste condizioni?
"Enel detiene il 12,5 per cento della centrale di Flamanville, in costruzione nel Nord della Francia. E l'accordo prevede che possa mantenere questa quota non per questa sola centrale, ma per cinque. Per le prossime, Enel potrà avere accesso alla governance, se lo vorrà, e ha già opzionato la centrale di Penly, sulla Manica. È previsto che per la sua partecipazione Enel possa disporre di una quantità di energia pari al 12,5 per cento della produzione della centrale, che dovrebbe entrare in funzione nel 2017. Ma intanto stiamo anticipando alla società la fornitura elettrica, per permetterle di costituirsi un portafoglio di clienti in Francia. In cambio Enel dovrà consentire a noi di entrare in progetti europei o italiani di pari livello. Che vuol dire progetti nucleari, ma non solo. Anche perché sappiamo che il rilancio del nucleare in Italia non sarà veloce".
Ma secondo lei ci sarà?
"Diciamo che sarebbe logico che ci fosse, e che noi ce lo auguriamo. Ma è una decisione esclusivamente politica nella quale non possiamo entrare".

E se alla fine il nucleare in Italia non si dovesse fare? Che fine farà l'accordo con Enel?
"Attualmente il nucleare in Italia non c'è, ma la nostra partnership procede in modo molto soddisfacente. Enel ha inviato 50 ingegneri a lavorare a Flamanville, tutti di altissimo livello. Siamo estremamente soddisfatti. Per noi l'Italia è un mercato potenziale estremamente interessante, nel quale operiamo del resto già da tre anni attraverso la nostra partecipazione in Edison. Se non si aprirà, potremo comunque collaborare con Enel in altri paesi".

In ogni caso, gli ingegneri dell'Enel intanto fanno esperienza.
"Direi che si formano, è più preciso. Non necessariamente e non solo per lavorare in Italia. Il vostro Paese aveva un enorme patrimonio di competenze sul nucleare, ma l'ha parzialmente perso e ora è costretto a imparare di nuovo da chi invece è andato avanti".

Che altro prevede l'accordo per l'Italia?
"Abbiamo costituito una joint venture con Enel al 50 per cento, con la missione di studiare i progetti per la costruzione di quattro centrali nelle quali noi avremmo una partecipazione e anzi saremmo insieme ad Enel i due principali partner dell'operazione, che sarebbe comunque aperta anche ad altri investitori".

Anche allo Stato?
"Non ho sentito parlare dell'ipotesi che lo Stato italiano sia partner economico della costruzione delle centrali".
Chi le costruirà?
"Nella prima centrale, sarà Edf il leader delle operazioni di costruzione. Per le seguenti, trasferiremo tutta la competenza a Enel. Il nostro partenariato prevede che noi apporteremo le competenze per la costruzione, ma Enel ne apporterà altre, per esempio quella per la scelta dei siti".

In Italia abbiamo diverse centrali nucleari chiuse, da Trino a Caorso, fino a Montalto di Castro. Le nuove centrali si faranno dove già esistono quelle vecchie?
"Probabilmente. Il sito nucleare deve avere solo due caratteristiche: essere vicino a una fonte d'acqua, che può essere un fiume o anche il mare (ne abbiamo fatte diverse sul mare ultimamente) ed essere allacciato alle linee di alta tensione. Quindi è perfettamente possibile che una nuova centrale sia costruita a fianco di altre esistenti, anche termiche. Ma meglio ancora e più veloce sarebbe mettere le nuove centrali a fianco di quelle vecchie, per le quali i siti erano già stati scelti con cura molti anni fa".
Come per esempio Montalto di Castro?
"L'Enel non ha ancora scelto i siti, ma ha al vaglio un elenco e stiamo visitando alcuni tra quelli ritenuti più interessanti".

Siete stati anche a Montalto?
"Sì. Mi ha molto colpito vedere una centrale pronta per essere accesa, e mai messa in funzione".
Si potrebbe rimetterla in funzione?
"No, andrà completamente smantellata, e ci vorrà del tempo. Il nucleare è comunque sempre una scelta di lungo periodo. Dovranno trascorrere ancora dei mesi per capire che piega prenderà il tutto e quali saranno le scelte definitive del governo, perché prima si dovranno creare un sistema legislativo e una regolamentazione in proposito".
Alcuni dicono che non servirà una legge ad hoc.
"In ogni caso ci sarà bisogno di un quadro di regolamentazione che istituisca un'Autorità di sicurezza, indipendente e capace di definire le condizioni per l'approvazione dei diversi progetti".
Sembra una pratica lunga.
"Il governo ha detto che per guadagnare tempo l'Italia si potrebbe ispirare al modello francese. Da noi l'Autorità per la sicurezza del nucleare funziona da anni, si potrebbe semplicemente copiarne la struttura legislativa e regolamentare. È solo un'idea, perché questa chiaramente è una competenza del governo, in cui noi non possiamo entrare. Certo, alcune cose andrebbero modificate in funzione della legislazione nazionale, ma la parte principale della regolamentazione potrebbe rimanere quella, perché l'Autorità italiana sarebbe chiamata a valutare la sicurezza del reattore Epr, che è lo stesso che l'Autorità francese ha già autorizzato in Francia. Questo farebbe risparmiare tempo. Ma anche questa è una scelta politica, in cui noi non possiamo entrare. Da voi il nucleare è un argomento molto sensibile e il governo ne è ben consapevole. Sarà necessario in prima istanza ottenere il parere favorevole dell'opinione pubblica, poi avviare il dialogo con le collettività locali quando si tratterà della scelta dei siti. Ma nucleare vuol dire energia elettrica più a buon mercato, e questo è un buon argomento".

martedì 1 luglio 2008

Nuclear on water 16.04.2007 FONTE: Pravda.ru

Nuclear on water 16.04.2007 FONTE: Pravda.ru

Domenica scorsa a Severodvinsk, cittadina russa nella regione settentrionale di Arkhanghelsk, sul Mar Bianco, ha avuto luogo la cerimonia di posa della struttura di quella che e' destinata a diventare la prima centrale nucleare galleggiante al mondo.
Il costo del progetto della rivoluzionaria centrale nucleare, dalla potenza di 70 megawatt, supera i 200 milioni di dollari e l'ultimazione dei lavori di costruzione e' prevista nel 2010. La compagnia russa per l'energia nucleare "Rosenergoatom", titolare del progetto, e' inoltre intenzionata entro il 2015 a formare una vera e propria flottiglia composta da sette centrali nucleari galleggianti per il fabbisogno interno, mentre altri modelli della rivoluzionaria centrale nucleare verranno venduti all'estero.
Alla solenne cerimonia di posa della struttura della futura prima centrale nucleare galleggiante al mondo, tenutasi all'interno del 50esimo reparto dei cantieri navali "Sevmash", hanno preso parte il primo vicepremier russo Serghej Ivanov ed il direttore della compagnia "Rosenergoatom" Serghej Kirienko, i quali nel corso della cerimonia oltre ad apporre le proprie firme sui relativi documenti che danno ufficialmente il via all'inizio dei lavori di costruzione, hanno inoltre dato il simbolico primo giro ad un bullone della struttura.
Ricordiamo che i cantieri navali "Sevmash" rappresentano il piu' grande complesso in questo settore della Russia, nel quale vengono inoltre costruiti i sommergibili nucleari della marina militare russa. Il contratto per la costruzione della prima centrale nucleare galleggiante al mondo e' stato sottoscritto dalla compagnia "Rosenergoatom" ed i cantieri navali "Sevmash" il 14 giugno scorso.
La Russia inizia oggi la costruzione di una serie di centrali nucleari galleggianti", ha dichiarato Kirienko nel corso della cerimonia solenne, aggiungendo inoltre che "c'e' gia' una forte richiesta nei loro confronti non solo in Russia ma anche nella zona asiatica del Pacifico dove le nuove centrali nucleari galleggianti di nostra fabbricazione possono venire utilizzate per la demineralizzazione delle acque". La dichiarazione da parte del direttore della "Rosenergoatom" e' stata successivamente confermata dagli specialisti della compagnia stessa, i quali hanno inoltre aggiunto che gia' 12 paesi hanno dichiarato il proprio interesse nei confronti delle centrali nucleari galleggianti di fabbricazione russa.
Si presuppone che le centrali nucleari galleggianti russe troveranno largo impiego nelle regioni caratterizzate da un deficit di energia, cosiccome nella realizzazioni di progetti che richiedono un approvvigionamento energetico autonomo e costante in mancanza di un sistema energetico adeguatamente sviluppato. In prospettiva, si prevede la costruzione di una vera e propria flottiglia composta da altre sei centrali del genere, ognuna delle quali avra' una potenza pari a 70 megawatt. Quattro di esse verranno impiegate nelle regioni russe della Kamchatka, Chukotka, Jakuzia e di Krasnojarsk.
"La Russia stessa necessita fortemente di tali impianti energetici. I nostri enormi Nord ed Estremo oriente sono in attesa di questi impianti ad altissima tecnologia, senza dimenticare pero' che c'e' gia' chi all'estero si chiede quando potra' acquistare una centrale del genere", ha sottolineato Serghej Ivanov, al quale si e' aggiunto Kirienko affermando che "dopo questa serie sara' la volta della generazione seguente - blocchi energetici con l'impiego di reattori di sommergibili nucleari dalla potenza pari a 300-400 megawatt. Posso affermare sin d'ora che il volume di ordinazioni per questi impianti e' enorme".
Il costo complessivo del progetto per la costruzione della centrale nucleare galleggiante di Severodvinsk ammonta a piu' di 200 milioni di dollari, che si pensa di ammortizzare nell'arco dei prossimi sette anni anche grazie al fatto che circa un quinto del volume complessivo di energia elettrice prodotta verra' venduta. Il finanziamento del progetto della centrale e' sostenuto all'80% dalla compagnia "Rosenergoatom", mentre il restante 20% dai cantieri navali "Sevmash". Per il 2007 il budget previsto ammonta a 2 miliardi e 609 milioni di rubli, pari a circa 75 milioni di euro.
La prima centrale nucleare galleggiante al mondo verra' inizialmente costruita sotto forma di cantiere navale per essere successivamente trasportata nel luogo di permanenza nel quale verra' impiegata stabilmente. Secondo gli elaboratori del progetto, uno dei vantaggi principali che offre la nuova centrale galleggiante, consiste nella possibilita' di venire utilizzata in qualsiasi zona costiera senza ricarico di carburante nell'arco di 12-15 anni.
Inoltre la centrale nucleare galleggiante sara' dotata di un elevatissimo livello di sicurezza radiologica che consentira' di non incidere sull'ambiente circondante a condizioni di normale sfruttamento. "Anche nel caso in cui si dovesse verificare la piu' grave avaria possibile con conseguente danneggiamento della zona attiva, non sara' necessaria l'evacuazione della popolazione residente oltre un chilometro quadrato dalla centrale", ha dichiarato ai giornalisti il progettista capo della centrale nucleare galleggiante Oleg Samojlov.

giovedì 26 giugno 2008

NUCLEARE:GREENPEACE BLOCCA CANTIERE CENTRALE EPR, NON SICURA

NUCLEARE:GREENPEACE BLOCCA CANTIERE CENTRALE EPR, NON SICURA
(ANSA) - ROMA, 26 GIU 2008
- Nessuno dei problemi segnalati dall'Agenzia per la sicurezza nucleare francese e' stato ancora risolto: e' questa la motivazione per la quale da tre giorni circa venti attivisti di Greenpeace stanno bloccando il cantiere del nuovo reattore nucleare Epr (European pressurised reactor) a Flamanville, in Francia. In particolare gli attivisti, 'armati' di catene, lucchetti e barili di finte scorie nucleari hanno bloccato l'accesso a tre cave che riforniscono di sabbia e ghiaia il cantiere. Il cantiere era stato fermato lo scorso 21 maggio dall'Agenzia per la Sicurezza nucleare francese, in seguito alla scoperta di gravi problemi e infrazioni in fase di costruzione. ''Il nuovo reattore Epr di terza generazione ci e' stato presentato come sicuro, affidabile e piu' economico dei vecchi reattori - commenta Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace nella nota diffusa - per tagliare i costi, si procede con scarsa qualita' nei subappalti anche delle componenti piu' importanti, come la base di cemento e il contenitore in acciaio del reattore''. ''Anche se i controlli mostrano gravi non conformita' - conclude - i lavori procedono come se nulla fosse: di quale sicurezza stiamo parlando?''. (ANSA). I20-GU 26/06/2008 14:03

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