Gomme, cerotti e spray nasali alla nicotina non aiutano a smettere di fumare. Lo ha scoperto una ricerca dell'Istituto per la salute pubblica dell'Universita' di Harvard su 787 persone dello stato del Massachusetts che sono riusciti a dire addio alle sigarette.
Secondo lo studio, i fumatori accaniti che hanno utilizzato questi prodotti sono ricaduti nel vizio due volte di piu' di coloro che hanno deciso di smettere da soli.
Dal 1984, anno dell'immissione sul mercato della prima gomma alla nicotina, il settore ha avuto un'espansione continua raggiungendo i 45 milioni di dollari solo negli Stati Uniti. Il record e' stato stabilito nel 2007, con 841 milioni di dollari spesi dagli americani per medicinali che aiutano a smettere di fumare.
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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lunedì 9 gennaio 2012
mercoledì 23 febbraio 2011
pancreatite cronica: PANCREAS MALATO, OCCHIO ANCHE ALLE SIGARETTE
L'alcol non e' la sola causa della pancreatite cronica. Anche le ''bionde'' possono giocare brutti scherzi. Lo sostiene uno studio dell'Indiana University negli Usa che evidenziando il calo drastico - anche del 90% - dei casi di pancreatite correlati all'alcol, punta il dito contro il vizio del fumo. Tra i forti fumatori - colore che consumano piu' di uno o due pacchetti al giorno - c'e' una statistica piu' alta di infiammazioni croniche a carico dell'organo che produce insulina. Per questo, il consiglio dei ricercatori e' quello di ''integrare programmi di disintossicazione dal tabagismo nel trattamento dei pazienti con pancreatite cronica'', senza tralasciare, ovviamente, la causa piu' ricorrente che e' appunto l'alcolismo.
venerdì 29 ottobre 2010
morbo di Alzheimer : Con 40 sigarette al giorno +150% rischio Alzheimer
Ricerca statunitense su 21 mila persone.
Fumare due pacchetti di sigarette al giorno espone ad un rischio molto alto (+157%) di ammalarsi di Alzheimer in vecchiaia. Per chi fuma ancora di più il rischio di incorrere nella cosiddetta demenza vascolare - malattia che interessa i vasi sanguigni che portano il sangue al cervello e che causa danni alla corteccia, attraverso un certo numero di attacchi ischemici transitori - aumenta del 172% rispetto a chi non ha il vizio delle 'bionde'. E' il risultato di uno studio americano, pubblicato sul giornale Archives of Internal Medicine, che ha osservato i dati di oltre 21 mila persone. I dati della ricerca statunitense contengono anche una buona notizia per chi ha smesso di fumare intorno ai 50 anni. Gli studiosi sono arrivati alla conclusione che dopo 20 anni dall'abbandono delle sigarette, il rischio di ammalarsi di Alzheimer o di soffrire di demenza vascolare è praticamente uguale a quello di coloro che non hanno mai fumato. Il legame tra fumo e malattia di Alzheimer era già noto nella comunità scientifica ma questo studio, uno dei più grandi mai realizzati, ha quantificato il rischio di insorgenza della patologia e ha osservato come i danni da fumo si verificano, attraverso la demenza, solo alcuni anni più tardi.
Fumare due pacchetti di sigarette al giorno espone ad un rischio molto alto (+157%) di ammalarsi di Alzheimer in vecchiaia. Per chi fuma ancora di più il rischio di incorrere nella cosiddetta demenza vascolare - malattia che interessa i vasi sanguigni che portano il sangue al cervello e che causa danni alla corteccia, attraverso un certo numero di attacchi ischemici transitori - aumenta del 172% rispetto a chi non ha il vizio delle 'bionde'. E' il risultato di uno studio americano, pubblicato sul giornale Archives of Internal Medicine, che ha osservato i dati di oltre 21 mila persone. I dati della ricerca statunitense contengono anche una buona notizia per chi ha smesso di fumare intorno ai 50 anni. Gli studiosi sono arrivati alla conclusione che dopo 20 anni dall'abbandono delle sigarette, il rischio di ammalarsi di Alzheimer o di soffrire di demenza vascolare è praticamente uguale a quello di coloro che non hanno mai fumato. Il legame tra fumo e malattia di Alzheimer era già noto nella comunità scientifica ma questo studio, uno dei più grandi mai realizzati, ha quantificato il rischio di insorgenza della patologia e ha osservato come i danni da fumo si verificano, attraverso la demenza, solo alcuni anni più tardi.
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giovedì 9 settembre 2010
FUMO : L'ABITUDINE AL FUMO E' SCRITTA NEL DNA

Fumatori si nasce, almeno in parte.
L'irresistibile fascino delle sigarette e il pericolo di sviluppare un tumore ai polmoni sono parzialmente scritti nel patrimonio genetico che ciascuno di noi eredita alla sua nascita. Ma, sia ben chiaro, la volonta' del singolo di accendersi una bionda fa pur sempre la sua parte. Ora, pero', i ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, diretti da Tommaso Dragani, hanno identificato un gene, il CHRNA5, responsabile della maggiore predisposizione all'abitudine al fumo di sigaretta e collegato al rischio di cancro polmonare.
Sono i risultati di un lavoro tutto italiano, finanziato da AIRC, appena pubblicato sul prestigioso giornale scientifico JNCI (Journal of the National Cancer Institute) che porta a compimento il lavoro iniziato da studi condotti in migliaia di individui da grossi consorzi internazionali negli anni scorsi.
Una scoperta utile anche per quei fumatori che vorrebbero smettere perche' adesso i ricercatori hanno un nuovo ''bersaglio'' da colpire con farmaci mirati contro il responsabile genetico della dipendenza da nicotina, ma anche con la messa a punto di supporti psicologici piu' intensi.
''Con questa ricerca su JNCI abbiamo, finalmente, identificato il gene coinvolto, il CHRNA5, e il meccanismo molecolare responsabile dell'attitudine alla nicotina. In sostanza, abbiamo scoperto che varianti presenti nel DNA degli individui a piu' elevato rischio sia di cancro polmonare che di abitudine al fumo causano una riduzione dei livelli del prodotto di questo gene'' chiarisce Stefania Falvella, prima autrice del lavoro.
''Finora - spiega Tommaso Dragani - era stata individuata un'ampia regione del cromosoma 15 contenente sei geni associata all'abitudine al fumo di sigaretta, al rischio di cancro polmonare e di malattie vascolari. I ricercatori non erano pero' riusciti a individuare il singolo gene coinvolto, ne' a capire il motivo per cui alcuni individui hanno una maggiore predisposizione a fumare sigarette rispetto ad altri''.
Confrontando il DNA dei forti fumatori con quello dei non fumatori e il DNA di persone sane con quello di persone con un carcinoma polmonare o con malattie vascolari, gli studi precedenti avevano, infatti, permesso di individuare in modo chiaro e inequivocabile l'esistenza di un preciso legame fra il genoma e i comportamenti nei confronti del tabacco. L'anno scorso, poi, il gruppo dell'Istituto Tumori di Milano, sulla rivista Clinical Cancer Research, aveva sia confermato ed esteso i dati dell'associazione tra la regione del cromosoma 15 e il rischio di tumore polmonare anche nella casistica italiana, sia dimostrato che due dei geni localizzati in questa regione (CHRNA3 e CHRNA5) erano associati anche ad alterazioni dei livelli quantitativi di espressione nel tessuto tumorale polmonare rispetto al tessuto normale.
Ma quali sono le conseguenze pratiche di questa scoperta? ''Potrebbero esserci fin da subito tre ricadute concrete - conclude Dragani -. Innanzi tutto attraverso l'analisi del DNA, possibile anche a partire da una goccia di sangue o da un po' di saliva, possiamo individuare le persone con una predisposizione genetica alla dipendenza da nicotina.
Inoltre, i fumatori con la variante genetica di rischio potrebbero avere maggiori difficolta' a smettere e, per garantire loro una maggiore percentuale di successo, potrebbero seguire dei percorsi terapeutici e psicologici personalizzati (piu' intensi e accurati). Infine potrebbero essere disegnati dei nuovi farmaci, diretti specificamente contro il gene CHRNA5, da destinare solo alle persone selezionate con test genetico''.
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mercoledì 25 agosto 2010
CANCRO AL SENO : PROVATO LEGAME TRA FUMO E LA SUA INSORGENZA.Potrebbero essere rischiosi anche cerotti e gomme alla nicotina.
La nicotina delle sigarette e' collegata allo sviluppo del cancro al seno: cosi' i ricercatori della Taipei Medical University di Taiwan. La ricerca ha provato che i recettori nicotinici nelle cellule di tumore del seno erano 'sovra-espressi' rispetto alle cellule normali circostanti. E' stato anche rilevato che con la riduzione dei livelli del recettore nicotinico risultava inibita la crescita tumorale. Da verificare ancora gli effetti dei cerotti e gomme alla nicotina.
FONTE: aNSA
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venerdì 6 agosto 2010
fumo passivo: DANNOSO ANCHE ALL'APERTO

Il fumo passivo e' in grado di far sviluppare problemi respiratori anche all'aperto. A sostenerlo e' un gruppo di studiosi della Curtin University, della University of Western Australia e dell'Australian Council on Smoking and Health, dal quale risulta che la presenza eventuale del vento non basta a scongiurare gli effetti negativi del fumo passivo nei polmoni dei presenti.
Nella aree all'aperto, per esempio quelle di bar e ristoranti dove è permesso fumare, bastano due sigarette accese per mettere a rischio i non fumatori di contrarre disturbi respiratori. Lo indica una ricerca del Consiglio australiano su fumo e salute, realizzata in collaborazione con due università che hanno condotto test di qualità dell'aria in 28 locali di Perth. Nel determinare i rischi del fumo passivo per i non fumatori, i ricercatori hanno utilizzato un monitor di particelle per misurare quanti microscopici agenti inquinanti del tipo contenuto nel fumo da tabacco si trovavano nell'aria.
RISCHI - Hanno concluso che anche in aree all'aperto e ben ventilate, il fumo "di seconda mano" presenta rischi per la salute. Quando nell'area non fumava nessuno, le concentrazioni di particelle di fumo di tabacco erano di circa 4 microgrammi per metro cubo di aria; quando fumava una sola persona, il numero aumentava a 14,25 microgrammi per metro cubo. «La quantità misurata di fumo "di seconda mano" aumenta rapidamente con il numero di persone che fumano» scrive Julia Stafford, ricercatrice dell'università Curtin. Le conclusioni dello studio sono di sostegno alle norme che entreranno in vigore da settembre e che restringeranno notevolmente le possibilità per i fumatori nei locali pubblici. «Questa ricerca conferma l'opportunità di divieti di fumo in aree dove le persone possono trascorrere periodi di tempo estesi per consumare cibi e bevande» conclude la studiosa.
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sabato 5 giugno 2010
e-cigarette : 9 FUMATORI SU 10 DICONO DI SMETTERE di fumare
Utilizzare la e-cigarette e' considerato un metodo d'aiuto per smettere di fumare dal 95% degli intervistati: e' quanto emerge da uno studio pubblicato su BMC Public Health da un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Ginevra (Svizzera) guidati da Jean-Francois Etter. Tuttavia sempre dalla stessa ricerca emergono dubbi sulla potenziale tossicita' del prodotto e sulla qualita' dei prodotti utilizzati nella realizzazione: ''Anche se i commenti degli utenti sono stati generalmente positivi - spiega Etter - molti degli intervistati erano preoccupati per la tossicita' e la sicurezza, e hanno chiesto perche' nessuno studio ha ancora analizzato questi aspetti.
Pochissimi studi hanno indagato questi dispositivi, e la ricerca e' oggi urgentemente necessaria''.
Pochissimi studi hanno indagato questi dispositivi, e la ricerca e' oggi urgentemente necessaria''.
venerdì 28 maggio 2010
Fumo : 650.000 morti l'anno in Europa.
Ogni anno in Europa, nonostante l'aumento dei divieti negli Stati membri, il fumo, compreso quello passivo, uccide 650.000 persone. Il dato, pari alla popolazione di Malta o del Lussemburgo e 11 volte superiore alle vittime degli incidenti stradali, e' stato reso noto dal commissario Ue alla salute, John Dalli, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. Secondo un sondaggio di Eurobarometro, un cittadino europeo su tre fuma. Tra questi il 35% dei giovani tra 15 e i 24 anni.
venerdì 7 maggio 2010
TUMORI: CATTIVI STILI DI VITA POSSONO INFLUENZARE NEGATIVAMENTE MALATTIA
L'abitudine al fumo di sigaretta e il consumo di bevande alcoliche precedenti la diagnosi di Linfoma non-Hodgkin (LNH) possono influenzare in termini peggiorativi la sopravvivenza dei pazienti. Lo evidenzia uno studio della SOC di Epidemiologia e Biostatistica dell'IRCCS Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, pubblicato sul prestigioso International Journal of Cancer, che ha messo in evidenza che i pazienti che in passato avevano fumato (20 o piu' sigarette al giorno) hanno una probabilita' maggiore di morire e quindi una piu' bassa sopravvivenza a 5 anni (46%) rispetto ai non fumatori (60%). Allo stesso modo i pazienti che in passato avevano bevuto 4 o piu' bicchieri al giorno hanno una probabilita' maggiore di morire e quindi una piu' bassa sopravvivenza a 5 anni (47%) rispetto a chi aveva bevuto meno di 2 bicchieri (67%).
Combinando i due fattori, e' emerso un rischio di morte di circa 2 volte piu' elevato per i fumatori che bevevano 4 o piu' bicchieri al giorno rispetto ai non fumatori che bevevano meno di 4 bicchieri.
''I risultati di questo studio evidenziano - dichiara Renato Talamini, responsabile della SOS di Epidemiologia Clinica e Valutativa, dell'IRCCS CRO di Aviano - che le persone con una diagnosi di LNH che avevano stili di vita 'non salubri' negli anni precedenti la malattia (fumatori e/o forti consumatori di bevande alcoliche) hanno una ridotta sopravvivenza, a parita' di fattori clinici prognostici.
Infatti, i fumatori e/o forti bevitori sono soggetti piu' sensibili alle complicanze ed effetti collaterali (es.: tossicita') dei trattamenti del tumore, che possono essere un ostacolo per un'adeguata terapia antiblastica. Tali risultati - conclude Talamini - forniscono ulteriore supporto scientifico alle campagne di prevenzione contro il fumo di tabacco e l'abuso di alcol, mettendo in luce che 'buone abitudini', oltre a prevenire l'insorgenza di alcuni tumori, consentono di affrontare la malattia con programmi terapeutici piu' adeguati''.
Combinando i due fattori, e' emerso un rischio di morte di circa 2 volte piu' elevato per i fumatori che bevevano 4 o piu' bicchieri al giorno rispetto ai non fumatori che bevevano meno di 4 bicchieri.
''I risultati di questo studio evidenziano - dichiara Renato Talamini, responsabile della SOS di Epidemiologia Clinica e Valutativa, dell'IRCCS CRO di Aviano - che le persone con una diagnosi di LNH che avevano stili di vita 'non salubri' negli anni precedenti la malattia (fumatori e/o forti consumatori di bevande alcoliche) hanno una ridotta sopravvivenza, a parita' di fattori clinici prognostici.
Infatti, i fumatori e/o forti bevitori sono soggetti piu' sensibili alle complicanze ed effetti collaterali (es.: tossicita') dei trattamenti del tumore, che possono essere un ostacolo per un'adeguata terapia antiblastica. Tali risultati - conclude Talamini - forniscono ulteriore supporto scientifico alle campagne di prevenzione contro il fumo di tabacco e l'abuso di alcol, mettendo in luce che 'buone abitudini', oltre a prevenire l'insorgenza di alcuni tumori, consentono di affrontare la malattia con programmi terapeutici piu' adeguati''.
giovedì 6 maggio 2010
fumo: FUMARE AUMENTA RISCHIO SCLEROSI MULTIPLA
Il fumo puo' aumentare il rischio di ammalarsi di sclerosi multipla. Lo afferma un nuovo studio pubblicato su Neurology nel quale si ipotizza un legame tra tabagismo e patologia nei soggetti che presentano gia' altri fattori correlati alla malattia. La relazione e' stata studiata in circa 1.300 persone, esaminando la presenza di anticorpi al virus Epstein-Barr (forma comune di herpes, rilevata in piccole percentuali nei pazienti con sclerosi multipla) o del gene HLA-DR15 individuato nel 20% della popolazione in generale e nel 60% di chi e' affetto da SM, malattia che colpisce il sistema neuromuscolare. Mentre nel secondo caso, tra fumatori e non fumatori non e' stata registrata nessuna differenza, nel caso di alto livello di anticorpi anti-herpes l'insorgenza della malattia nei fumatori e' stata doppia. Negli Stati Uniti la sclerosi multipla e' la prima causa di invalidita' neurologica nella popolazione giovanile. La possibilita' di ammalarsi durante la vita media e' di uno a 200 tra le donne e uno a 600 tra gli uomini.
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sabato 1 maggio 2010
fumo: METTERE DI FUMARE DOPO ATTACCO CUORE ABBASSA RISCHIO MORTE 37%
Chi smette di fumare dopo un attacco di cuore ha un rischio di morire minore del 37% rispetto a coloro che, dopo l'evento cardiaco, continuano a fumare. E' quanto emerge da uno studio - il piu' grande condotto sull'argomento - realizzato dai ricercatori della Sackler School of Medicine della Tel Aviv University e pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology. ''Il fumo diminuisce la speranza di vita dopo un attacco di cuore - spiega Yariv Gerber -. Coloro che non hanno mai fumato hanno un rischio del 43% inferiore di morire dopo un attacco di cuore, rispetto a chi fuma''.
Ma anche i fumatori, spiega Gerber, dopo aver a subito un attacco di cuore possono sperare nell'aumento dell'aspettativa di vita una volta che abbandonano il vizio: ''Abbiamo scoperto che le persone che smettono di fumare dopo il primo attacco di cuore hanno un rischio inferiore del 37% di morire rispetto a quelli che continuano a fumare''.
Ma anche i fumatori, spiega Gerber, dopo aver a subito un attacco di cuore possono sperare nell'aumento dell'aspettativa di vita una volta che abbandonano il vizio: ''Abbiamo scoperto che le persone che smettono di fumare dopo il primo attacco di cuore hanno un rischio inferiore del 37% di morire rispetto a quelli che continuano a fumare''.
lunedì 26 aprile 2010
FUMO : STUDIO SMENTISCE FALSO MITO CHE faccia dimagrire. IL FUMO FA INGRASSARE
Il fumo non solo non fa dimagrire ma, al contrario, puo' allargare il girovita. A sostenerlo sono i ricercatori dell'Universidad de Navarra, in Spagna, guidati da Francisco Javier Basterra-Gortari, in uno studio pubblicato sulla Revista Espanola de Cardiologi'a.
La ricerca, condotta su 7.565 soggetti - fumatori, non fumatori ed ex fumatori - ha dimostrato che il tabacco favorisce l'aumento di peso: nel corso di 4 anni, infatti, gli esperti hanno osservato che i fumatori tendevano ad ingrassare di piu' rispetto a chi non aveva mai fumato. Non e' tutto: fra coloro che avevano smesso, chi aveva, in precedenza, consumato un numero di sigarette giornaliere superiore, tendeva ad accumulare piu' chili rispetto a chi ne aveva fumato di meno. ''Lo studio dimostra che l'incremento di peso ha riguardato soprattutto chi fumava o lo aveva fatto in passato piuttosto che i non-fumatori'', spiega Basterra-Gortari.
La ricerca, condotta su 7.565 soggetti - fumatori, non fumatori ed ex fumatori - ha dimostrato che il tabacco favorisce l'aumento di peso: nel corso di 4 anni, infatti, gli esperti hanno osservato che i fumatori tendevano ad ingrassare di piu' rispetto a chi non aveva mai fumato. Non e' tutto: fra coloro che avevano smesso, chi aveva, in precedenza, consumato un numero di sigarette giornaliere superiore, tendeva ad accumulare piu' chili rispetto a chi ne aveva fumato di meno. ''Lo studio dimostra che l'incremento di peso ha riguardato soprattutto chi fumava o lo aveva fatto in passato piuttosto che i non-fumatori'', spiega Basterra-Gortari.
mercoledì 24 febbraio 2010
campagna choc contro il fumo IN FRANCIA

Un giovane inginocchiato davanti ad un adulto, i suoi occhi lo guardano, rivolti verso l’alto, tra le labbra una sigaretta. Fa esplicito riferimento ad un atto di sottomissione sessuale la nuova campagna antifumo che ha seminato shock e scalpore in Francia. «Fumare, è essere schiavi del tabacco», recita lo slogan. Per l’associazione Diritti dei non fumatori (Dnf), che ieri ha lanciato la campagna, il messaggio è chiaro: «Fumare non è sinonimo di emancipazione e di libertà, ma di sottomissione. La sigaretta è come un partner che si impone nella nostra vita», spiega all’ANSA Remi Parola, direttore dell’associazione.
Le immagini si rivolgono soprattutto ai giovani, dopo gli ultimi dati sul tabagismo in Francia: il 40% della popolazione tra i 12 e i 25 anni è già dipendente. Per il responsabile di Dnf, dunque, non basta più parlare di rischi di malattia e morte per convincerli a smettere. Bisogna «colpire Forte».
Nelle tre immagini (che saranno affisse in luoghi pubblici come strade, bar e discoteche fino al 31 maggio) ragazzi e ragazze simulano una fellatio, ma al posto del membro dell’ adulto, che tiene la
La campagna gioca sulla provocazione. Punta a scioccare e ci riesce. E sono numerose le associazioni per la difesa della famiglia o delle donne che non apprezzano l’accostamento sigaretta-sesso e gridano allo scandalo. Una «scorciatoia ridicola e scandalosa» per Familles de France, che ha deciso di rivolgersi all’Autority per la pubblicità. Le associazioni femministe criticano invece la «demonizzazione del sesso» e giudicano quelle immagini «insopportabili».
All’Ufficio di prevenzione del tabagismo invece sono scettici sull’efficacia della campagna che, secondo il presidente Bertrand Dautzenberg, «sconvolgerà gli adulti, ma non spaventerà gli adolescenti».
martedì 16 febbraio 2010
SALUTE: FUMO, PIPA E SIGARI FANNO MALE COME LE SIGARETTE
Sbaglia chi ritiene che fumare i sigari o la pipa non faccia male: le vie respiratorie sono ugualmente a rischio, secondo quanto emerge dallo studio pubblicato su Annals of Internal Medicine dai ricercatori del Columbia University Medical Center di New York, negli Usa.
La ricerca, che ha coinvolto 3.528 persone, ha dimostrato che le vie respiratorie di chi ha l'abitudine di consumare sigari o fumare pipe erano ostruite il doppio rispetto ai non fumatori. Il loro livello di cotinina - una sostanza prodotta dalla metabolizzazione della nicotina - nel sangue era ''significativo'', a detta degli studiosi, anche se inferiore rispettivamente del 20% e del 10% rispetto a quello prodotto dal fumo di sigaretta.
L'analisi dimostra dunque che ''respirare il fumo di tabacco con qualsiasi mezzo e' deleterio'', commenta R. Graham Barr, ricercatore del Columbia University Medical Center.
La ricerca, che ha coinvolto 3.528 persone, ha dimostrato che le vie respiratorie di chi ha l'abitudine di consumare sigari o fumare pipe erano ostruite il doppio rispetto ai non fumatori. Il loro livello di cotinina - una sostanza prodotta dalla metabolizzazione della nicotina - nel sangue era ''significativo'', a detta degli studiosi, anche se inferiore rispettivamente del 20% e del 10% rispetto a quello prodotto dal fumo di sigaretta.
L'analisi dimostra dunque che ''respirare il fumo di tabacco con qualsiasi mezzo e' deleterio'', commenta R. Graham Barr, ricercatore del Columbia University Medical Center.
domenica 20 dicembre 2009
vaccino antifumo PER Combattere la dipendenza dalle sigarette

Combattere la dipendenza dalle sigarette potrebbe presto essere possibile grazie a un nuovo vaccino antifumo. Il farmaco, che verra' somministrato tramite iniezione, basa la sua efficacia sulla creazione di anticorpi che si legano alle molecole di nicotina impedendo loro di penetrare nel cervello e, quindi, combattendo la sensazione di piacere e dipendenza.
Spegnere per sempre il vizio del fumo con un vaccino, immunizzandosi una volta per tutte dalle sigarette. Qualcuno è pronto a scommetterci, e non poco. Qualche giorno fa il colosso farmaceutico britannico GlaxoSmithKline ha sborsato 40 milioni di dollari per assicurarsi l'opzione d'acquisto su NicVAX, il vaccino anti-nicotina sviluppato dalla statunitense Nabi Biopharmaceutical, attualmente in fase di test. NicVAX è entrato nella terza fase di sperimentazione, quella più avanzata. Se tutto procederà secondo le attese, GlaxoSmithKline è disposta a mettere sul piatto altri 500 milioni di dollari per assicurarsi il diritto di produrre e commercializzare il vaccino, che potrebbe arrivare sul mercato, se non ci saranno intoppi, nel 2011.
COME FUNZIONA - Ma come funziona esattamente il vaccino antifumo? Il prodotto – spiegano da Nabi – stimola il sistema immunitario facendo sviluppare anticorpi che combinandosi con la nicotina in circolo nel sangue formano un composto molecolare troppo grande per passare attraverso la barriera ematoencefalica. In poche parole, alle molecole di nicotina sarebbe impedito di sollecitare quei recettori cerebrali responsabili della produzione di sostanze come la dopamina, in grado di provocare nel fumatore quella sensazione di benessere che conduce poi alla dipendenza da sigaretta. Un aiuto utile per i fumatori accaniti, che rispetto ai metodi in commercio, come i cerotti e le gomme alla nicotina, avrebbe il vantaggio di rendere meno frequenti le recidive. E che, come tutti i vaccini, potrebbe essere usato come strumento di prevenzione. Una strada che si sta cercando di percorrere anche per la dipendenza da cocaina.
PERPLESSITÀ - Le perplessità, tuttavia, non mancano. Lo scorso ottobre la casa farmaceutica svizzera Novartis ha accantonato gli investimenti su un prodotto simile al NicVAX, dopo che un test aveva evidenziato differenze statisticamente irrilevanti riguardo l'astinenza da fumo tra chi aveva assunto il vaccino e chi era sotto effetto placebo. Nessun dubbio invece sul colossale giro di affari connesso a prodotti contro la dipendenza da nicotina. La società di ricerca indipendente Datamonitor ha previsto che entro il 2016 il valore del mercato globale dei prodotti "anti-fumo" si aggirerà attorno ai 4,6 miliardi di dollari e che le vendite dei vaccini potrebbero portare nelle casse delle case farmaceutiche 2 miliardi di dollari.
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giovedì 17 dicembre 2009
FUMO: È peggio fumare poco per periodi lunghi
Chi fuma poche sigarette al giorno per molti anni ha più probabilità di sviluppare un tumore alla vescica di chi ne fuma molte per meno tempo. Lo rivela il National Cancer Institute di Bethesda che ha confrontato i dati raccolti nel Maine, New Hampshire e Vermont fra il 1994 e il 1998 con quelli rilevati tra il 2001 e il 2004. È emerso che il rischio di tumore per i fumatori era cresciuto di 5 volte rispetto ai non fumatori. Inoltre, un consumo moderato ma più esteso negli anni è più nocivo di uno intenso ma breve. Le cause? Per gli esperti sono la mutata composizione dei prodotti da fumo e il cambiamento delle abitudini dei fumatori dovuto alla diffusione di prodotti ingannevolmente pubblicizzati come “light”.
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mercoledì 16 dicembre 2009
NicVaX,: Il vaccino anti tabacco . Ora si può smettere

ROMA — Per chi dice sempre, di ogni sigaretta: questa è l’ultima. Per chi ha provato senza successo quelle di plastica «a vapore», cerotti, liquirizia, manuali, yoga e ipnosi. Per chi proprio non ce la fa a smettere da solo, è in arrivo il vaccino anti-fumo. Lo sta brevettando l’azienda farmaceutica GlaxoSmitKline che ha già avviato gli studi di fase 3, ovvero quelli finali sull’uomo. Testando 1.600 pazienti tra i 18 e i 65 anni, che se ne accendono almeno dieci al giorno. E a cui il farmaco viene somministrato una volta al mese per sei mesi. Pare che funzioni anche con i fumatori incalliti. Se i risultati resteranno questi, il vaccino verrà commercializzato nel 2012.
Spenta l’ultima sigaretta, si accende una grande speranza. Quella di smettere di fumare. Come? Con un farmaco, anzi, con un vaccino ad hoc. Proprio come quello contro l’influenza. Una punturina fatta ogni tanto (ancora non si conosce la durata dell’antidoto) e il vizio del fumo si allontana assieme allo spauracchio di un tumore al polmone. Il fumo della bionda non ti attrae più – assicurano i ricercatori - semmai ti dà la nausea.
Agli scettici diciamo che è tutto vero. Le sperimentazioni sono avanzatissime e tra due anni, cioè nel 2012, sarà in commercio NicVaX, il primo vaccino anti-nicotina. I tempi stretti sembrano garantiti dalla stessa casa farmaceutica produttrice, la Glaxosmithkline. A ottobre 2009 sono stati infatti avviati due studi di fase 3 (ovvero la fase finale di sperimentazione sull’uomo), che interessano 1600 pazienti tra i 18 e i 65 anni, fumatori di almeno 10 sigarette al giorno. Il vaccino viene somministrato sei volte nel corso di sei mesi e si prevede che lo studio di fase finale sarà completato entro il 2011. Poi la commercializzazione sarà il passo finale. Le precedenti sperimentazioni hanno funzionato. Il farmaco era stato somministrato a 480 fumatori di oltre 24 sigarette al giorno che hanno smesso di fumare tra la 19ª e la 26ª dall’inizio del trattamento.
Il vaccino si basa su un sistema semplice: non potendo attaccare direttamente la dipendenza da fumo (che, ovviamente, non è un virus), questo farmaco stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi in grado di legarsi alle proteine della nicotina, di fatto rendendole più grandi e pesanti e impedendo loro il passaggio nella stretta barriera emato-encefalica e l’ingresso nel cervello. Assumendo farmaco, in sostanza, la nicotina fumata entra in circolo nel corpo ma non riesce a raggiungere il cervello e a stimolare i neuroni a produrre dopamina e quindi sensazione di piacere, il meccanismo che normalmente crea dipendenza. Ma cosa ne pensano gli esperti italiani di questo vaccino? «Ha prodotto risultati molto incoraggianti – commenta Gianni Passalacqua, ricercatore all’università di Genova ed esperto di malattie dell’apparato respiratorio –. Inoltre l’idea del vaccino è rivoluzionaria, perché andrebbe a interrompere il circuito della dipendenza alla radice e si formerebbero anticorpi contro la nicotina. Non è nota ancora la durata dell’effetto ed è verosimile che non protegga all’infinito. Dunque si dovrà rifare con periodicità». Fumo e non solo. La ricerca Gsk, ha annunciato anche un vaccino contro il tumore polmonare non a piccole cellule, una forma di cancro che rappresenta circa l’80% dei 40mila nuovi casi di tumore polmonare. Nel 2012, invece, arriverà il vaccino contro la malaria, una malattia che oggi uccide 3mila persone al giorno.
Non si fida dei metodi artificiali Valeria Marini, convinta che basti la forza di volontà: «Sono contraria, in generale, ai vaccini. Non mi piace mettermi in circolo una sostanza chimica. Piuttosto proverei quelle scosse elettriche tipo agopuntura, dice che funzionano». Altruista, Max Giusti di Affari Tuoi : «Sono un consumatore moderato, per me non serve. Ma lo darei volentieri a mio padre che si fa 4 pacchetti al giorno. Basta non diventi obbligatorio, come la cintura di sicurezza, ognuno sia libero di scegliere». Arriva troppo tardi per lo scrittore Sandro Veronesi che ha smesso un mese fa. «Ho ancora tanta voglia di sigarette, ma non ci ricasco, sono sicuro, anche se non sono riuscito a dire basta per 35 anni. Comunque non credo che mi vaccinerei, il vizio del fumo non è mica un virus. Si rischia un pastrocchio psicologico, ti liberi dalla nicotina e ti crei un altro tipo di dipendenza. Allora tanto vale che continui col tabacco». Ci è ricaduto, invece, più volte, Gigi Proietti. «Che si sbrighino con questo benedetto vaccino, voglio smettere, fa malissimo, sono un peccatore pentito. Per il 2012 spero di non averne più bisogno, ho promesso che con l’anno nuovo... Certo dopo cena ti viene voglia... E senza nicotina di botto si resta nervosi... Ho provato a disintossicarmi con la pipa. Troppo laboriosa, dopo averla caricata e accesa ero così nervoso che per calmarmi ci voleva giusto una bella sigaretta».
mercoledì 26 agosto 2009
FUMO: DI MALATTIE LEGATE AL FUMO, NEL 2010, MORIRANNO 6 MILIONI DI PERSONE

E se il trend non si arrestera', nel 2020 i morti saranno 7 milioni.
Il fumo uccidera' sei milioni di persone nel 2010 per cancro, problemi cardiaci, enfisema ai polmoni e altro.E' emerso da un studio.Protagonisti, il World Lung Foundation e l'American Cancer Society secondo cui il fumo costa all'economia 500 miliardi di dollari l'anno in spese mediche,danni a produttivita' e ambiente. Responsabile di un decimo delle morti nel mondo,l'anno prossimo togliera' la vita a oltre 5,5 milioni di persone e se il trend restera' nel 2020 i morti saranno 7 milioni.
fonte: ansa
lunedì 18 maggio 2009
SALUTE: Fumo,uccide ogni 6 secondi,

Il fumo uccide una persona ogni 6 secondi nel mondo. Solo in Italia fa 80 mila vittime all'anno, pari al 14,2% del totale decessi. In vista della Giornata mondiale senza tabacco (31 maggio), la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) torna nelle piazze della Penisola per sensibilizzare i cittadini sui danni letali delle sigarette. Dal 25 al 31 maggio l'onlus anticancro distribuirà una guida per insegnare ai 'pentiti' il modo migliore di dire addio al pacchetto, e proporrà i tradizionali foulard griffati della prevenzione: firmati dai più noti stilisti, e realizzati grazie al patrocinio della Camera nazionale della moda, si potranno trovare anche nelle sedi provinciali e negli ambulatori Lilt, insieme a consigli sugli stili di vita più sani.
Tema del No-smoking Day 2009 saranno le avvertenze sanitarie sul tabacco. Visibili sui pacchetti delle 'bionde', sono considerate tra le misure più incisive contro l'epidemia globale che determina un aumento delle morti per malattie cardiache, polmonari e tumorali. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il fumo è responsabile di un decesso su 10 fra gli adulti (1,2 milioni di vittime l'anno soltanto in Europa). Sempre l'Oms stima che, procedendo di questo passo, entro il 2030 le morti da sigaretta supereranno gli 8 milioni ogni anno, di cui l'80% concentrato nei Paesi a basso e medio reddito.
Per cercare di invertire il trend, afferma la Lilt in una nota, "è importante continuare con programmi capillari di informazione e sensibilizzazione, congiuntamente a misure legislative di intervento nell'ambito della diffusione del tabacco", sottolinea l'associazione non profit. Per ulteriori informazioni su dove trovare gli ambulatori Lilt distribuiti lungo tutto lo Stivale, e su come smettere di fumare - conclude l'onlus - è attivo il numero verde nazionale 800998877
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