Il gruppo di Oncogenomica Traslazionale dell'Istituto Regina Elena in collaborazione con il Weizmann Institute of Science (Israele) ha pubblicato nell'ultimo numero della rivista scientifica internazionale Embo Molecular Medicine la recente scoperta di una nuova molecola in grado di bloccare la proliferazione delle cellule tumorali nei tumori al seno. Questa scoperta, oltre a consentire una maggiore comprensione sui meccanismi inerenti la trasformazione neoplastica, pone le basi molecolari per future nuove terapie e trattamenti sempre piu' personalizzati per uno dei tumori, come quello al seno, che e' il piu' diffuso nella popolazione femminile. Lo comunica, in una nota, l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena.
La molecola individuata dai ricercatori e' il microRna 10b* (miR-10b*), che fa parte di una classe di mediatori cellulari di recentissima scoperta che agiscono regolando l'espressione di proteine coinvolte nella crescita e nello sviluppo del tumore. Tali molecole sono oggetto negli ultimi anni di una intensa ricerca in quanto si stanno rivelando come nuovi possibili biomarcatori nell'ambito della diagnosi e della prognosi di diverse neoplasie umane, tra cui il cancro al seno.
''L'espressione del miR-10b* in particolare - illustra la dr.ssa Francesca Biagioni, autrice del lavoro - viene persa nelle cellule tumorali rispetto alla controparte sana e la ricostituzione della sua espressione porta alla morte delle cellule tumorali stesse, attraverso la riaccensione dell'attivita' di tre proteine (Plk1, Bub1 e Ciclina A) coinvolte in processi chiave per la sopravvivenza della cellula trasformata. Inoltre esperimenti su cavie murine hanno evidenziato la capacita' del miR-10b* di bloccare la crescita del tumore aprendo la possibilita' di un suo impiego terapeutico''.
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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sabato 10 novembre 2012
venerdì 10 giugno 2011
TUMORE AL SENO: CARCINOMA MAMMARIO, SCOPERTO MECCANISMO BLOCCA-METASTASI
La formazione di metastasi del tumore al seno potrebbe essere bloccata inibendo CCL2, una molecola prodotta dalle cellule tumorali e dalle cellule del sistema immunitario coinvolte nella diffusione del cancro. Lo suggeriscono dalle pagine di Nature i ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine di New York e dell'Ortho Biotech Oncology R&D di Radnor (Stati Uniti), dimostrando che CCL2 e' responsabile della diffusione delle cellule tumorali dal circolo sanguigno al sito in cui si formera' la metastasi, mediata dalla produzione del fattore di crescita vascolare VEGF (vascular endothelial growth factor) da parte delle cellule del sistema immunitario. I ricercatori hanno dimostrato che l'uso di anticorpi anti-CCL2 contrasta la formazione delle metastasi: ''Inibendo questi processi - sostiene Jeffrey Pollard, coordinatore dello studio - potremmo rallentare o bloccare la diffusione del cancro''.
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giovedì 7 aprile 2011
TUMORE AL SENO: DALLA VITAMINA A L'ACIDO RETINOICO CHE CONTRASTA CANCRO AL SENO
E' un derivato della vitamina A che si trova nelle patate e nelle carote, ed e' in grado di contrastare il progredire dello sviluppo del tumore al seno ai primi stadi: si chiama acido retinoico e, secondo i ricercatori del Fox Chase Cancer Center di Philadelphia guidati da Sandra Fernandez che ne hanno scoperto il funzionamento, se legato al recettore beta e' capace di inibire crescita, proliferazione e sopravvivenza delle cellule neoplastiche del tumore alla mammella. L'effetto sembra valere pero' solo nelle prime fasi di sviluppo del tumore: ''Non sembra esserci alcun modo per invertire il progredire della neoplasia quando diventa troppo avanzata'', spiega Fernandez.
Lo studio verra' presentato oggi al 102* congresso annuale dell'American Association for Cancer Research che si tiene a Orlando, in Florida (Usa).
Lo studio verra' presentato oggi al 102* congresso annuale dell'American Association for Cancer Research che si tiene a Orlando, in Florida (Usa).
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lunedì 4 aprile 2011
TUMORE AL SENO : GRAZIE A ESAME SI PUO' MODIFICARE DECORSO CANCRO SENO
Un esame diagnostico che osserva il recettore HER2 sulla metastasi nel tempo e' cruciale dal punto di vista terapeutico nel tumore alla mammella. Lo ha evidenziato uno studio dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (IRE).
''Abbiamo valutato - spiega la Dott.ssa Marcella Mottolese dell'Anatomia Patologica IRE - l'incidenza delle variazioni di HER2 tra tumore primitivo e metastasi in una casistica retrospettiva di 137 pazienti trattate chirurgicamente per Carcinoma Mammario presso il nostro Istituto e abbiamo evidenziato che l'espressione di HER2 si modifica in circa il 12% delle metastasi. L'applicazione di metodiche molecolari innovative che analizzano in modo quantitativo il numero di copie del gene sul cromosoma 17, ci ha permesso di studiare in modo piu' approfondito l'entita' delle variazioni di HER2 dimostrando che, durante la progressione della malattia, vi e' un costante e frequente incremento del numero di copie del gene HER2''. Insomma, una piu' accurata determinazione di HER2 sulla metastasi da carcinoma mammario puo' essere di ausilio all'oncologo per pianificare la terapia piu' adatta.
''Abbiamo valutato - spiega la Dott.ssa Marcella Mottolese dell'Anatomia Patologica IRE - l'incidenza delle variazioni di HER2 tra tumore primitivo e metastasi in una casistica retrospettiva di 137 pazienti trattate chirurgicamente per Carcinoma Mammario presso il nostro Istituto e abbiamo evidenziato che l'espressione di HER2 si modifica in circa il 12% delle metastasi. L'applicazione di metodiche molecolari innovative che analizzano in modo quantitativo il numero di copie del gene sul cromosoma 17, ci ha permesso di studiare in modo piu' approfondito l'entita' delle variazioni di HER2 dimostrando che, durante la progressione della malattia, vi e' un costante e frequente incremento del numero di copie del gene HER2''. Insomma, una piu' accurata determinazione di HER2 sulla metastasi da carcinoma mammario puo' essere di ausilio all'oncologo per pianificare la terapia piu' adatta.
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venerdì 25 febbraio 2011
tumore al SENO: BLOCCARE ENZIMA LOXL2 RIDUCE METASTASI E AUMENTA SOPRAVVIENZA
E' un enzima e si chiama LOXL2, e inibendone la funzione si riduce la probabilita' che dal cancro al seno si generino metastasi. A sostenerlo e' uno studio pubblicato su Cancer Research dai ricercatori dell'Institute of Cancer Research britannico.
La ricerca, condotta sui topi, ha messo in evidenza che l'enzima LOXL2 agevola la diffusione delle metastasi - poiche' facilita la migrazione delle cellule cancerose verso il flusso sanguigno - e che alte quantita' dell'enzima sono collegate a una maggiore probabilita' di espansione del cancro e a tassi di sopravvivenza inferiori. Il prossimo passo da fare, spiegano i ricercatori, sara' studiare il nuovo bersaglio farmacologico sui pazienti.
La ricerca, condotta sui topi, ha messo in evidenza che l'enzima LOXL2 agevola la diffusione delle metastasi - poiche' facilita la migrazione delle cellule cancerose verso il flusso sanguigno - e che alte quantita' dell'enzima sono collegate a una maggiore probabilita' di espansione del cancro e a tassi di sopravvivenza inferiori. Il prossimo passo da fare, spiegano i ricercatori, sara' studiare il nuovo bersaglio farmacologico sui pazienti.
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lunedì 8 novembre 2010
tumore al seno : FARMACO ANTIASMA BLOCCA CRESCITA CANCRO SENO
Un farmaco che combatte l'asma in Corea e Giappone e' capace di inibire fino al 50% la crescita del tumore al seno: e' quanto emerge da uno studio pubblicato su PLoS ONE dai ricercatori del St. Michael's Hospital guidati da Gerald Prud'homme. Il medicinale contro l'asma e' in uso da un paio di decenni in Corea e Giappone, ''mentre non e' invece in uso in Canada e Stati Uniti'', spiega Prud'homme.
Lo studio e' stato condotto in laboratorio. I ricercatori hanno prima coltivato cellule staminali neoplastiche del seno e le hanno poi iniettate in due gruppi di topolini, uno dei quali e' stato poi trattato con il farmaco asiatico: ed e' emerso che il medicinale antiasma e' stato in grado di inibire fino al 50% la crescita del tumore originario e ne ha impedito la diffusione ai polmoni.
Lo studio e' stato condotto in laboratorio. I ricercatori hanno prima coltivato cellule staminali neoplastiche del seno e le hanno poi iniettate in due gruppi di topolini, uno dei quali e' stato poi trattato con il farmaco asiatico: ed e' emerso che il medicinale antiasma e' stato in grado di inibire fino al 50% la crescita del tumore originario e ne ha impedito la diffusione ai polmoni.
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mercoledì 22 settembre 2010
tumore della mammella: STUDIO CLINICO VALUTA FARMACO CONTRO TUMORE MAMMELLA AVANZATO
Boehringer Ingelheim annuncia oggi l'inizio di un importante studio clinico di Fase III per valutare uno dei farmaci della sua pipeline oncologica in fase piu' avanzata di studio, l'afatinib, nel trattamento di pazienti con tumore della mammella avanzato (metastatico).
Afatinib e' un farmaco orale (si assume sotto forma di compressa), di nuova generazione, appartenente alle terapie target, che inibisce irreversibilmente due recettori della famiglia del recettore del fattore di crescita dell'epidermide, entrambi coinvolti nella crescita e diffusione tumorale.
Questo studio clinico di Fase III registrativo, denominato ''LUX-Breast 1'' e' il primo a valutare il farmaco nel tumore della mammella, ampliando le possibilita' di impiego in vari tipi di cancro di una della molecole del portfolio di Boehringer Ingelheim.
Attualmente afatinib e' in sperimentazione in un vasto programma di studi nel tumore del polmone, il ''LUX-Lung Programme''. I risultati dello studio LUX-Lung 1 sono previsti entro l'anno.
Nello studio vengono anche valutati la sopravvivenza globale, la tollerabilita' e la sicurezza dei farmaci.
Il tumore della mammella e', nel mondo, la prima causa di morte per cancro nelle donne, con piu' di 411.000 decessi all'anno.
Afatinib e' un farmaco orale (si assume sotto forma di compressa), di nuova generazione, appartenente alle terapie target, che inibisce irreversibilmente due recettori della famiglia del recettore del fattore di crescita dell'epidermide, entrambi coinvolti nella crescita e diffusione tumorale.
Questo studio clinico di Fase III registrativo, denominato ''LUX-Breast 1'' e' il primo a valutare il farmaco nel tumore della mammella, ampliando le possibilita' di impiego in vari tipi di cancro di una della molecole del portfolio di Boehringer Ingelheim.
Attualmente afatinib e' in sperimentazione in un vasto programma di studi nel tumore del polmone, il ''LUX-Lung Programme''. I risultati dello studio LUX-Lung 1 sono previsti entro l'anno.
Nello studio vengono anche valutati la sopravvivenza globale, la tollerabilita' e la sicurezza dei farmaci.
Il tumore della mammella e', nel mondo, la prima causa di morte per cancro nelle donne, con piu' di 411.000 decessi all'anno.
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mercoledì 8 settembre 2010
tumore al seno : OLIO PESCE PUO' RIDURRE RISCHIO CANCRO SENO DEL 32%
Ulteriori prove si aggiungono a favore degli effetti protettivi dell'olio di pesce sul tumore al seno. I nuovi dati arrivano da uno studio pubblicato sulla rivista dell'Associazione americana della ricerca sul cancro, Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, che ha esaminato le cartelle cliniche di 35.000 donne, testimoniando un'influenza positiva degli integratori alimentari a base di Omega3, acidi grassi polinsaturi utili a prevenire anche le malattie cardiache. L'uso regolare del supplemento di olio di pesce e' legato ad una riduzione del rischio di cancro alla mammella del 32%, in particolare del carcinoma mammario duttale invasivo, la forma piu' comune della malattia.
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mercoledì 1 settembre 2010
tumore al seno : RISCHIO SENO RADDOPPIA CON DEODORANTI CASA E PRODOTTI ANTIMUFFA
Usare prodotti antimuffa e deodoranti per l'aria e fare un uso frequente di detergenti per la pulizia della casa possono raddoppiare il rischio di sviluppare il cancro al seno: a sostenerlo e' uno studio pubblicato sulla rivista BioMed Central's Environmental Health da un gruppo di ricercatori del Silent Spring Institute (Stati Uniti) guidati da Julia Brody, da cui emerge che anche i detergenti per pulire il forno, gli insetticidi e gli spray per spolverare potrebbero essere dannosi per la salute.
Lo studio ha coinvolto 1.500 donne, 787 con diagnosi di cancro al seno e 721 sane: l'uso di insetticidi e detergenti per la casa ha fatto rilevare un leggero aumento del rischio-cancro, risultato invece raddoppiato a causa dell'utilizzo dei prodotti antimuffa per piu' di una volta a settimana e dei deodoranti per ambienti per piu' di sette volte l'anno.
Lo studio ha coinvolto 1.500 donne, 787 con diagnosi di cancro al seno e 721 sane: l'uso di insetticidi e detergenti per la casa ha fatto rilevare un leggero aumento del rischio-cancro, risultato invece raddoppiato a causa dell'utilizzo dei prodotti antimuffa per piu' di una volta a settimana e dei deodoranti per ambienti per piu' di sette volte l'anno.
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mercoledì 25 agosto 2010
CANCRO AL SENO : PROVATO LEGAME TRA FUMO E LA SUA INSORGENZA.Potrebbero essere rischiosi anche cerotti e gomme alla nicotina.
La nicotina delle sigarette e' collegata allo sviluppo del cancro al seno: cosi' i ricercatori della Taipei Medical University di Taiwan. La ricerca ha provato che i recettori nicotinici nelle cellule di tumore del seno erano 'sovra-espressi' rispetto alle cellule normali circostanti. E' stato anche rilevato che con la riduzione dei livelli del recettore nicotinico risultava inibita la crescita tumorale. Da verificare ancora gli effetti dei cerotti e gomme alla nicotina.
FONTE: aNSA
FONTE: aNSA
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venerdì 13 agosto 2010
TUMORI: 'NASO ELETTRONICO' PER DIAGNOSI SENO, PROSTATA, POLMONI E COLON
Un ''naso elettronico'' in grado di scovare, dall'analisi del respiro dei pazienti, i primi segnali della presenza di neoplasie a mammella, prostata, polmone e colon: a mettere a punto il dispositivo e' un gruppo di ricercatori israeliani del Technion - Israel Institute of Technology di Haifa guidati da Abraham Kuten.
Secondo lo studio, pubblicato sul British Journal of Cancer, il naso elettronico potrebbe aiutare i medici nelle diagnosi precoci di queste neoplasie e nella previsione anticipata delle recidive.
L'esperimento e' stato effettuato su 177 volontari, tra sani e malati, di eta' compresa tra 20 e 75 anni: ''Questo studio dimostra che il 'naso elettronico' e' in grado di distinguere il respiro 'sano', e che puo' anche distinguere il respiro di pazienti con diversi tipi di cancro'', spiega Kuten.
Secondo lo studio, pubblicato sul British Journal of Cancer, il naso elettronico potrebbe aiutare i medici nelle diagnosi precoci di queste neoplasie e nella previsione anticipata delle recidive.
L'esperimento e' stato effettuato su 177 volontari, tra sani e malati, di eta' compresa tra 20 e 75 anni: ''Questo studio dimostra che il 'naso elettronico' e' in grado di distinguere il respiro 'sano', e che puo' anche distinguere il respiro di pazienti con diversi tipi di cancro'', spiega Kuten.
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martedì 10 agosto 2010
CANCRO SENO : POSTAZIONE CLINICA PER DIAGNOSI ACCURATA DEI TUMORI AL SENO
Una postazione clinica di lavoro finanziata dall'Unione europea per una diagnosi accurata del cancro al seno. Lo prevede il progetto ''Hamam'' messo a punto dall'Unione Europea che sta investendo 3,1 milioni di euro per sviluppare sistemi piu' precisi e piu' veloci di diagnosi del cancro al seno.
Ogni anno, infatti, vengono rilevati nell'Unione europea circa 350.000 nuovi casi di tumore al seno. Nei casi difficili da diagnosticare, pero', l'assenza di una tecnologia efficace fa si' che talvolta la malattia non venga individuata o che la diagnosi non sia corretta.
Proprio per questo il progetto sta mettendo a punto un prototipo di postazione di lavoro che facilitera' la rilevazione di questa forma di tumore associando alla storia clinica del paziente immagini multimodali risultanti dalla mammografia, dalla risonanza magnetica per immagini e da altre tecnologie.
I medici saranno in grado di mettere a confronto tali immagini e di analizzare al tempo stesso gli antecedenti del paziente e le sue analisi mediche. La postazione sara' collaudata in un numero scelto di ospedali tedeschi, britannici e olandesi.
''Sono milioni le donne colpite dal cancro al seno - ha affermato la commissaria europea per l'agenda digitale e vicepresidente della Commissione Neelie Kroes - In Europa ogni anno ne muoiono 130 000. Se si riuscisse a diagnosticare in tempo un numero maggiore di casi, si potrebbero salvare diverse migliaia di vite. Sono pertanto molto entusiasta delle potenzialita' offerte dalla tecnologia digitale del progetto Hamam, che contribuira' a salvare molte vite umane''.
Ogni anno, infatti, vengono rilevati nell'Unione europea circa 350.000 nuovi casi di tumore al seno. Nei casi difficili da diagnosticare, pero', l'assenza di una tecnologia efficace fa si' che talvolta la malattia non venga individuata o che la diagnosi non sia corretta.
Proprio per questo il progetto sta mettendo a punto un prototipo di postazione di lavoro che facilitera' la rilevazione di questa forma di tumore associando alla storia clinica del paziente immagini multimodali risultanti dalla mammografia, dalla risonanza magnetica per immagini e da altre tecnologie.
I medici saranno in grado di mettere a confronto tali immagini e di analizzare al tempo stesso gli antecedenti del paziente e le sue analisi mediche. La postazione sara' collaudata in un numero scelto di ospedali tedeschi, britannici e olandesi.
''Sono milioni le donne colpite dal cancro al seno - ha affermato la commissaria europea per l'agenda digitale e vicepresidente della Commissione Neelie Kroes - In Europa ogni anno ne muoiono 130 000. Se si riuscisse a diagnosticare in tempo un numero maggiore di casi, si potrebbero salvare diverse migliaia di vite. Sono pertanto molto entusiasta delle potenzialita' offerte dalla tecnologia digitale del progetto Hamam, che contribuira' a salvare molte vite umane''.
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CANCRO SENO : IN AFRICA TASSI TUMORE AL SENO 4 VOLTE INFERIORI REGNO UNITO.
Nei paesi dell'Africa Orientale i tassi di cancro al seno sono quattro volte inferiori a quelli del Regno Unito e cinque volte piu' bassi di quelli del Belgio: la notizia arriva dal World Cancer Research Fund, secondo cui le statistiche parlano, nel 2008, di 87,9 diagnosi di cancro ogni 100.000 donne nel Regno Unito e di 109,4 in Belgio a fronte del 19,3 registrato nell'Africa Orientale.
La differenza, spiegano i ricercatori del WCRF, potrebbe scaturire dall'assenza, nei Paesi africani, di politiche di screening e prevenzione mirate, oltre che dalla scarsita' di macchinari per la diagnosi. Ma anche lo stile di vita fa la differenza: secondo gli scienziati, infatti, circa 4 casi su 10 di tumore al seno nel Regno Unito (42%) potrebbero essere prevenuti attraverso il mantenimento del peso-forma, bevendo meno alcol e facendo piu' movimento fisico. Diversi studi, sostengono i ricercatori, mettono inoltre in evidenza che anche allattare al seno riduce il rischio di cancro alla mammella.
Il numero di casi di cancro al seno nel Regno Unito, affermano dal WCRF, e' inoltre il doppio di quello del Sud America e il triplo di quello dell'Asia Orientale.
La differenza, spiegano i ricercatori del WCRF, potrebbe scaturire dall'assenza, nei Paesi africani, di politiche di screening e prevenzione mirate, oltre che dalla scarsita' di macchinari per la diagnosi. Ma anche lo stile di vita fa la differenza: secondo gli scienziati, infatti, circa 4 casi su 10 di tumore al seno nel Regno Unito (42%) potrebbero essere prevenuti attraverso il mantenimento del peso-forma, bevendo meno alcol e facendo piu' movimento fisico. Diversi studi, sostengono i ricercatori, mettono inoltre in evidenza che anche allattare al seno riduce il rischio di cancro alla mammella.
Il numero di casi di cancro al seno nel Regno Unito, affermano dal WCRF, e' inoltre il doppio di quello del Sud America e il triplo di quello dell'Asia Orientale.
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giovedì 22 luglio 2010
TUMORE AL SENO: FARMACI 'INTELLIGENTI' CONTRO STAMINALI NEOPLASTICHE
Individuate sostanze in grado di inibire la proliferazione delle cellule staminali tumorali della mammella arrestando la crescita del tumore: la scoperta e' stata effettuata dai ricercatori dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma in collaborazione con ricercatori dell'Universita' Magna Graecia di Catanzaro. Lo studio, pubblicato su Cell Cycle, sottolinea anche l'''intelligenza'' dei principi attivi realizzati, in grado di ''colpire'' le cellule tumorali lasciando intatto il tessuto sano circostante.
''Le cellule staminali tumorali sono cosi' chiamate perche' somigliano alle staminali somatiche in quanto hanno la capacita' di rigenerarsi - spiegano i ricercatori dell'Istituto Regina Elena coinvolti nello studio -.
Tuttavia, mentre le cellule staminali somatiche servono a ricostituire i tessuti durante tutta la vita di un individuo, le cellule staminali tumorali riformano il tumore''. Le staminali tumorali sono considerate le responsabili delle recidive del cancro, e sono resistenti a chemioterapia e radioterapia. I ricercatori hanno testato piu' di 200 composti, naturali e sintetici, con l'obiettivo di identificare dei principi attivi capaci di inibire in modo specifico la proliferazione delle staminali tumorali. Gli studiosi hanno condotto lo studio in due fasi, spiega Mario Cioce dell'Istituto Regina Elena: ''In un primo screening siamo andati a cercare la specificita' di azione di questi composti sul tessuto tumorale, mentre nel secondo siamo andati a cercare sostanze che non danneggiassero anche le cellule sane''.
''Le cellule staminali tumorali sono cosi' chiamate perche' somigliano alle staminali somatiche in quanto hanno la capacita' di rigenerarsi - spiegano i ricercatori dell'Istituto Regina Elena coinvolti nello studio -.
Tuttavia, mentre le cellule staminali somatiche servono a ricostituire i tessuti durante tutta la vita di un individuo, le cellule staminali tumorali riformano il tumore''. Le staminali tumorali sono considerate le responsabili delle recidive del cancro, e sono resistenti a chemioterapia e radioterapia. I ricercatori hanno testato piu' di 200 composti, naturali e sintetici, con l'obiettivo di identificare dei principi attivi capaci di inibire in modo specifico la proliferazione delle staminali tumorali. Gli studiosi hanno condotto lo studio in due fasi, spiega Mario Cioce dell'Istituto Regina Elena: ''In un primo screening siamo andati a cercare la specificita' di azione di questi composti sul tessuto tumorale, mentre nel secondo siamo andati a cercare sostanze che non danneggiassero anche le cellule sane''.
giovedì 24 giugno 2010
tumore al seno : CANCRO SENO, INDIVIDUATI MARCATORI MOLECOLARI PRECOCI
Individuati marcatori molecolari del tessuto tumorale mammario che compaiono in una fase estremamente precoce della trasformazione neoplastica del tessuto: la scoperta, pubblicata su ''Science Signaling'', e' il risultato della collaborazione fra il Weizmann Institute of Science di Rehovot in Israele, l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e l'Universita' di Oslo.
I marcatori tumorali precoci sono alcuni MicroRNAs (miRNA) individuati come attenuatori dei processi di oncogenesi: l'Epidermal Growth Factor o EGF, un fattore di crescita che gioca un ruolo importante nella formazione e nella proliferazione delle cellule dei tumori, riduce l'espressione dei miRNA con conseguente incremento di geni ad attivita' oncogenica. Tuttavia questo meccanismo e' stato individuato solo nelle cellule tumorali, mentre nel tessuto peritumorale i MicroRNAs stimolati con EGF non hanno attenuato la propria espressione: la ridotta espressione di questi miRNA rappresenta quindi un potenziale segnale di trasformazione tumorale ed e' un evento molecolare molto precoce.
I marcatori tumorali precoci sono alcuni MicroRNAs (miRNA) individuati come attenuatori dei processi di oncogenesi: l'Epidermal Growth Factor o EGF, un fattore di crescita che gioca un ruolo importante nella formazione e nella proliferazione delle cellule dei tumori, riduce l'espressione dei miRNA con conseguente incremento di geni ad attivita' oncogenica. Tuttavia questo meccanismo e' stato individuato solo nelle cellule tumorali, mentre nel tessuto peritumorale i MicroRNAs stimolati con EGF non hanno attenuato la propria espressione: la ridotta espressione di questi miRNA rappresenta quindi un potenziale segnale di trasformazione tumorale ed e' un evento molecolare molto precoce.
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martedì 8 giugno 2010
TUMORI al SENO : BROCCOLI INIBISCONO CRESCITA STAMINALI NEOPLASTICHE
I broccoli e i germogli dei broccoli inibiscono lo sviluppo delle cellule staminali tumorali, interrompendo l'accrescersi della massa neoplastica. E' quanto emerge da uno studio pubblicato dalla University of Michigan Comprehensive Cancer Center sulla rivista Clinical Cancer Research. Il sulforafano, in particolare, sarebbe in grado, oltre che di prevenire il cancro al seno, di uccidere le cellule staminali che permettono alla neoplasia di svilupparsi: ''Il sulforafano e' stato studiato in precedenza per i suoi effetti antitumorali, ma questo studio dimostra che nel cancro al seno riesce a inibire anche lo sviluppo delle staminali tumorali'', spiega Duxin Dom, che ha guidato la ricerca.
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martedì 1 giugno 2010
cancro al seno : E' un successo il vaccino contro il cancro al seno sperimentato sui topi

"Se dovesse funzionare negli esseri umani come sulle cavie, sarebbe una conquista monumentale. Potremo eliminare il tumore alla mammella". Lo afferma lo scienziato a capo del team che ha scoperto il siero miracoloso. Sarà presto testato sulle donne.
Funziona nei topi un vaccino contro il cancro al seno che accende nuove speranze nella lotta alla neoplasia piu' temuta dal gentil sesso. Il siero, sperimentato al Cleveland Clinic Learner Research Institute, nell'Ohio (Usa), verra' presto testato nelle donne, tant'e' che i ricercatori capitanati da Vincent Tuohy, forti dei risultati ottenuti sulle cavie, stanno gia' pianificando i nuovi trial. Il vaccino, spiegano gli studiosi sulle pagine di 'Nature Medicine', ha evitato che gli animali si ammalassero e questo nonostante avessero una predisposizione genetica, creata ad hoc in laboratorio, al tumore della mammella.
Nel mirino una proteina comune alla maggior parte delle neoplasie al seno. "Crediamo che questo vaccino possa un giorno essere usato per prevenire il cancro alla mammella nelle donne adulte allo stesso modo con cui i sieri hanno impedito lo sviluppo di molte malattie infantili - spiega lo stesso Tuohy - Se dovesse funzionare negli essere umani come funziona nei topi, sara' una conquista monumentale. Potremmo eliminare il cancro del seno".
Tuttavia gli studiosi precisano che potrebbero passare anche molti anni prima dell'arrivo del prodotto sul mercato.
Il vaccino con l'antigene anticancro e' stato inoculato nel 50% dei topi ingegnerizzati, mentre la restante meta' del campione e' stata vaccinata con un siero privo dell'antigene 'alfa-lattoalbumina'. Ebbene, nessuno dei topi del primo gruppo si e' ammalato, mentre tutti gli altri sono morti.
Attualmente ci sono due vaccini approvati e in commercio per la prevenzione di neoplasie: uno contro il cancro dell'utero, l'altro per contrastare il tumore al fegato. Ma entrambi prendono di mira due virus tra i principali responsabili nello sviluppo delle due neoplasie in questione, ovvero il Papillomavirus (Hpv) e l'epatite B. Quello testato dai ricercatori della Cleveland Clinic sarebbe il primo a puntare le proprie armi dritto sul tumore.
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mercoledì 12 maggio 2010
CANCRO SENO:INTEGRATORI AUMENTANO RISCHIO DEL 19%
Assumere integratori di vitamine e minerali quotidianamente potrebbe far aumentare il rischio di sviluppare il cancro al seno: e' quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma, in Svezia, e pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition.
I ricercatori hanno seguito piu' di 35.000 donne di eta' compresa tra 49 e 83 anni per un periodo di dieci anni. Nel corso dello studio 974 donne si sono ammalate di cancro.
Dall'incrocio dei dati rilevati su stile di vita, attivita' fisica, abitudine al fumo e alimentazione delle donne sotto osservazione e' emerso che le signore di mezza eta' che avevano assunto regolarmente gli integratori avevano fatto registrare il 19% in piu' di probabilita' di sviluppare il tumore al seno.
I ricercatori hanno seguito piu' di 35.000 donne di eta' compresa tra 49 e 83 anni per un periodo di dieci anni. Nel corso dello studio 974 donne si sono ammalate di cancro.
Dall'incrocio dei dati rilevati su stile di vita, attivita' fisica, abitudine al fumo e alimentazione delle donne sotto osservazione e' emerso che le signore di mezza eta' che avevano assunto regolarmente gli integratori avevano fatto registrare il 19% in piu' di probabilita' di sviluppare il tumore al seno.
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lunedì 10 maggio 2010
Tumore seno: 5 mutazioni dna collegate. Sale cosi' a 18 il numero di queste varianti
Sono state scoperte cinque nuove mutazioni genetiche associate con il rischio di contrarre il cancro al seno.
Con la scoperta pubblicata su Nature Genetics da un gruppo coordinato da Douglas Easton (universita' Cambridge) sale cosi' a 18 il numero di queste mutazioni genetiche comuni. Queste varianti sarebbero collegate all'8% circa del rischio familiare di ammalarsi di questo tumore. Quello al seno e'il piu' comune tipo di cancro nelle donne dei Paesi sviluppati.
Con la scoperta pubblicata su Nature Genetics da un gruppo coordinato da Douglas Easton (universita' Cambridge) sale cosi' a 18 il numero di queste mutazioni genetiche comuni. Queste varianti sarebbero collegate all'8% circa del rischio familiare di ammalarsi di questo tumore. Quello al seno e'il piu' comune tipo di cancro nelle donne dei Paesi sviluppati.
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TUMORI al SENO : TERAPIE PERSONALIZZATE GRAZIE A UN TEST GENETICO
Un test e tre geni per terapie personalizzate: e' stato presentato questa mattina da un gruppo di ricercatori statunitensi del Dana-Farber Cancer Institute di Boston nel corso della Breast Cancer Conference IMPAKT a Bruxelles, in Belgio, il test genetico che attraverso l'analisi di tre soli geni e' in grado di classificare il tumore al seno in diversi sottotipi. La ricerca compie un passo in piu' per lo studio di terapie personalizzate contro il cancro al seno.
Benjamin Haibe-Kains e colleghi hanno effettuato il piu' grande studio comparativo dei diversi sottotipi conosciuti di cancro al seno, incrociando l'espressione genica di 4.600 casi di cancro. Gli studiosi hanno messo in paragone sei modelli di classificazione attualmente utilizzati per individuare i sottotipi di cancro in base ai geni coinvolti nel tumore, e per la prima volta ne hanno stimato l'attendibilita'. Dall'incrocio dei dati e' emerso che il modello piu' attendibile e' quello noto come MSC, che per classificare il tumore al seno in sottotipi necessita della presenza di soli tre geni ESR1, ErbB2 e AURKA.
Benjamin Haibe-Kains e colleghi hanno effettuato il piu' grande studio comparativo dei diversi sottotipi conosciuti di cancro al seno, incrociando l'espressione genica di 4.600 casi di cancro. Gli studiosi hanno messo in paragone sei modelli di classificazione attualmente utilizzati per individuare i sottotipi di cancro in base ai geni coinvolti nel tumore, e per la prima volta ne hanno stimato l'attendibilita'. Dall'incrocio dei dati e' emerso che il modello piu' attendibile e' quello noto come MSC, che per classificare il tumore al seno in sottotipi necessita della presenza di soli tre geni ESR1, ErbB2 e AURKA.
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