venerdì 2 aprile 2010

DOMENICA GIORNATA NAZIONALE LESIONE MIDOLLO SPINALE

Sette nuovi casi al giorno. E' questo il ritmo a cui viaggia la lesione al midollo spinale in Italia. Una marcia veloce ''a cui non corrisponde un'adeguata risposta della sanita' nazionale''. Sono soltanto 350 i posti letto disponibili in centri specializzati (Unita' spinali Unipolari) in tutta Italia, e quasi tutti concentrati al Centro/Nord. A sud di Roma non ne esiste neanche uno. La denuncia arriva dalla Faip, Federazione delle Associazioni Italiane Para-Tetraplegici, che annuncia per domenica 4 aprile, la giornata nazionale dedicata alle 80.000 persone che hanno subito la lesione.

Anche quest'anno la Faip ha organizzato la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi ''Si alzi chi puo'''.

L'obiettivo e' di ribadire ai media, alle istituzioni e all'opinione pubblica l'urgenza di investire di piu' in una ricerca seria e validata, che deve essere orientata a migliorare in maniera sostanziale la qualita' della vita della persona con lesione al midollo spinale e di garantire strutture e servizi all'altezza.

La campagna ''Si alzi chi puo''' e' sostenuta dal Segretariato Sociale della Rai e fra i suoi partner annovera CoopVoce.

La scarsita' di centri specializzati in lesione al midollo spinale, prosegue la Faip, provoca esiti disastrosi: secondo uno studio condotto dall'Istud , soltanto 3 persone su 10 con lesione vengono ricoverate presso un centro specializzato in lesioni midollari nelle 24h successive al trauma e fra queste, la meta' sono residenti al Nord. Per tutti gli altri, c'e' il calvario delle liste di attesa: possono durare anche piu' di un anno, anche per le Persone con lesione midollare stabilizzata che hanno bisogno di controlli post lesione. Un fattore, questo, che ha profonde ripercussioni, a breve e a lungo termine. Nel breve periodo, la persona che ha subito la lesione rischia la morte. Nel lungo periodo, il rischio e' di complicazioni secondarie e terziarie e cio', oltre a rappresentare un fatto molto grave sul piano etico, rappresenta anche un costo sociale rilevante, dal momento che le complicazioni incidono sul recupero dell'autonomia della persona con lesione, con ovvie ricadute economiche sul sistema sanitario nazionale.

La mancanza di un numero decente di strutture specializzate come le Usu (Unita' spinali Unipolari), conclude la Faip, determina anche l'impossibilita' di far partire subito dopo la fase acuta il progetto individuale di recupero previsto dalle norme vigenti, che dovrebbe poi essere condotto dalle strutture socio-sanitarie/assistenziali del territorio, ma che purtroppo sono scarse e inadeguate, specialmente al Sud Italia.

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