mercoledì 25 gennaio 2012

PESCA: urgente riforma della pesca europea

Per evitare l'esaurimento delle risorse ittiche lanciata una petizione online per l'Europarlamento

Il Wwf lancia una petizione online europea per chiedere una pesca coerente e sostenibile per salvare ciò che ancora rimane del patrimonio ittico e per il rispetto dei regolamenti comunitari sui pescherecci dell'Ue anche se operano al di fuori delle acque europee. L'organizzazione ambientalista mira a raccogliere 500 mila firme entro settembre da inviare al presidente e ai deputati del Parlamento europeo. Finora hanno già sottoscritto la petizione oltre 82 mila persone.

RAPPORTO - La petizione nasce dai dati emersi dal rapporto L'espansione delle flotte europee e internazionali nell'oceano dal 1950 a oggi, con l'attività di pesca che in particolare a partire dagli anni Ottanta è diventata insostenibile per il mantenimento degli stock ittici. Lo studio, inoltre, evidenzia come le flotte europee siano tra quelle che si sono spinte più distanti per trovare nuove riserve di pesce, con un’intensità sempre maggiore e spesso al limite della sostenibilità e potenzialmente della legalità. Rotte sempre più distanti dall'Europa per bilanciare il calo della pesca nazionale e della riduzione del numero delle navi che pescano nelle acque europee, il tutto favorito da accordi di pesca con i Paesi in via di sviluppo. L'Unione europea consuma il 25% del pesce del mondo e importa il 65% dei prodotti della pesca disponibili sui propri mercati interni.

ACCUSE - Il Wwf pone infine l'accento sulla pratica giudicata «immorale» del cambiamento di bandiera (per cui le navi dell'Ue eludono le norme comunitarie cambiando bandiera con quella di una nazione non Ue) e i sussidi per i carburanti, pratiche che hanno determinato l’attuale stato di sovrasfruttamento delle risorse ittiche, con conseguenze deleterie non solo sugli stock ittici mondiali, ma anche nel lungo termine sullo stesso settore della pesca. Il Wwf con la sua petizione chiede coerenza tra le norme applicate in acque europee e quanto accade in acque internazionali o nei Paesi in via di sviluppo. Il Wwf chiede anche che il miliardo di euro destinato alla gestione delle flotte in alto mare non venga in alcun modo utilizzato per finanziare pratiche di pesca distruttive e non sostenibili. «La riforma della politica comunitaria della pesca è un'occasione unica per fare in modo che tutti i pescherecci Ue siano rispettosi di habitat e stock ittici, ovunque essi operino nel mondo», ha dichiarato Marco Costantini pesponsabile del Programma mare di Wwf Italia.

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