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giovedì 14 novembre 2019

Hiv: nuovo ceppo del virus. In Italia cala il livello di attenzione

Un nuovo ceppo dell'Hiv, il virus che provoca l'Aids, è stato scoperto dai ricercatori dell'Università del Missouri e di Abbott Laboratories. Gli scienziati - attraverso il Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes - hanno fatto sapere che il loro studio ha individuato per la prima volta in 19 anni un nuovo ceppo, appartenente alla famiglia M, la stessa che ha provocato l'epidemia.
Il nuovo sottotipo, chiamato Hiv-1 gruppo M sottotipo L, è estremamente raro, ed è stato trovato dai ricercatori della multinazionale farmaceutica Abbott, che lo hanno descritto sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes (JAIDS). Dall’inizio della pandemia, ricordano gli autori dello studio, sono state infettate 75 milioni di persone, e 37,9 milioni convivono oggi con il virus. Il nuovo sottotipo è stato trovato in tre campioni, due analizzati nel 1983 e al 1990, e uno che era stato raccolto nel 2001 ma che non aveva una quantità sufficiente di virus per essere trovato con le tecniche dell’epoca. Sono due soli i pazienti, al mondo, in cui il virus è sparito: dopo essere stati sottoposti a un trapianto di midollo. A fare la scoperta è stato il Global Viral Surveillance Program istituito dall’azienda 25 anni fa per monitorare i virus dell’Hiv e dell’epatite. “Per la prima volta in 19 anni dunque è stato scovato un nuovo ceppo, o meglio un “sottotipo” dell' Hiv, rarissimo ma che può dare indicazioni utili sull'evoluzione del virus. L' "ago nel pagliaio", stando alla definizione degli stessi ricercatori, è stato descritto in uno studio dell'azienda farmaceutica Abbott e dell'università del Missouri pubblicato sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes (Jaids). Dall'inizio della pandemia, ricordano gli autori dello studio, sono state infettate 75 milioni di persone, e 37,9 milioni convivono oggi con il virus. Il nuovo sottotipo, chiamato Hiv-1 gruppo M sottotipo L, è stato trovato in tre campioni, due analizzati nel 1983 e al 1990 nella Repubblica Democratica del Congo, e uno che era stato raccolto nel 2001 in Congo ma che non aveva una quantità sufficiente di virus per essere trovato con le tecniche dell'epoca.

SONO CIRCA 15mila le persone che non sanno di essere infette perchè non si sottopongono al test per l’Hiv. Negli ultimi 7 anni in Italia il numero di nuove diagnosi è stato stabile con circa 3500 nuovi casi ogni anno causati soprattutto da infezioni a trasmissione sessuale, sia da rapporti eterosessuali che omosessuali.  Più del 50% delle nuove diagnosi, però, avviene in condizioni avanzate di malattia. Inevitabile conseguenza del calo di attenzione su questa malattia di cui i Millennialls sanno poco o nulla. Il tema è stato al centro di un incontro dal titolo "Hiv - Presente e futuro del paziente cronico" Approccio, Progresso, Prevenzione" promosso dalla Società di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) e svoltosi oggi presso il Ministero della salute

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