giovedì 29 maggio 2008

IL NUCLEARE NON SERVE............

IL NUCLEARE NON SERVE............
(ANSA) - ROMA, 19 MAR - Sono sempre di piu' i comuni italiani, specie piccoli centri, che puntano sulle fonti verdi, dal sole al vento, per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. Nel giro di un anno sono infatti raddoppiate le amministrazioni che si sono date da fare in questo senso, toccando quota 3.190 comuni sugli oltre 8.000 del Belpaese che hanno investito su almeno un impianto fra solare fotovoltaico e termico, eolico, geotermia, biomasse e piccoli impianti idroelettrici, arrivando quindi al 39% del totale, cioe' 1.928 comuni in piu' rispetto al 2007. Questo il principale dato emerso dal rapporto Comuni rinnovabili 2008 di Legambiente, presentato questa mattina a Roma, dove a fare la parte del leone sono i piccoli centri, ben 1.664 comuni con meno di 5.000 abitanti. Tanti gli impianti installati, con un autentico boom del solare fotovoltaico per oltre 90 MW di pannelli. In cima alla classifica dei piu' virtuosi, i cosiddetti '100% rinnovabili' si piazza Dobbiaco (Bz), seguito da Rio di Pusteria (Bz) e Cavalese (Tn). Dobbiaco, con i suoi 3.248 abitanti, e' l'unica amministrazione a soddisfare completamente con energie pulite sia il suo fabbisogno termico sia quello elettrico. ''Ora il futuro e' il sole, vogliamo puntare sul fotovoltaico'' spiega Bernhard Mair, il sindaco di Dobbiaco, il primo comune autosufficiente grazie ad una centrale termica, impianti fotovoltaici e mini-idroelettrico. Il caso di Dobbiaco non e' isolato, secondo i dati del dossier le rinnovabili sono un'alternativa concreta al fabbisogno energetico in 188 Comuni, dove il riscaldamento, l'acqua calda per usi sanitari, l' elettricita' vengono prodotti interamente da fonti pulite: 172 sono quelli autosufficienti nella produzione di energia elettrica, grazie a eolico e mini idroelettrico; 16 quelli che riescono a soddisfare completamente il fabbisogno termico delle famiglie grazie al teleriscaldamento da rinnovabile. Al primo posto per il solare termico si piazza Selva di Val Gardena (Bz), mentre Prato allo Stelvio (Bz) e' al top per il solare fotovoltaico, mentre Catania, Roma e Siena sono i comuni che hanno installato rispettivamente piu' pannelli solari termici sugli edifici pubblici, mentre Prato, San Germano Chisone (To) e Foggia quelli ad avere piu' pannelli fotovoltaici nell'edilizia comunale. ''Gia' oggi sono centinaia i comuni che producono piu' energia elettrica di quella che consumano'' afferma Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente, che ricorda come le fonti rinnovabili convengano anche ai cittadini che ''pagano bollette meno salate e respirano un'aria piu' pulita''. Anche in vista degli obiettivi fissati dall'Unione europea, secondo Zanchini ''occorre semplificare le procedure per l'approvazione e la realizzazione degli impianti'' e ''bisogna inoltre avere il coraggio di introdurre l'obbligo di un contributo minimo delle fonti energetiche rinnovabili, per il fabbisogno termico ed elettrico, in tutti i nuovi interventi edilizi''. (ANSA). Y62-GU
L'esempio di Varese Ligure potrebbe essere un valido insegnamento per molte realtà locali italiane, soprattutto quelle del centro-sud che per caratteristiche possono essere assimilate alla realtà economica e sociale del borgo spezzino. Un paese sconosciuto ligure è oggi diventato uno dei principali modelli di sviluppo rurale in Europa. Un piccolo comune italiano che ha saputo coniugare insieme ambiente, occupazione ed impresa.
Negli ultimi dieci anni Varese Ligure ha raggiunto i seguenti risultati:
ha fermato lo spopolamento (2.400 abitanti) e l'invecchiamento
è diventato autosufficiente tramite le energie rinnovabili ed ha attuato un piano diffuso di risparmio energetico
ha raggiunto il 95% di agricoltura biologica (1.600 ettari e 2.000 capi tra bovini e caprini)
ha triplicato il turismo
ha creato 140 nuovi posti di lavoro
ha ridotto la produzione di rifiuti a 350 kg procapite (rispetto ai 530 medi sul territorio provinciale)
ha incrementato la raccolta differenziata fino al 25% del totale (per un confronto si vedano le medie nazionali della raccoltà differenziata in Italia)
le attività produttive sono ampiamente certificate Iso
Varese Ligure è diventato quindi un "simbolo pulito" per l'intera Europa ed è stato recentemente premiato dalla UE a Berlino come "Comune rurale più virtuoso d'Europa". Il premio della UE 'Promote 100' è infatti riservato al comune rurale europeo che meglio ha saputo applicare un concreto modello di sviluppo sostenibile locale. E' quindi un esempio che valorizza l'Italia e che ci rende orgogliosi. Varese Ligure ha gia' ottenuto altri riconoscimenti in campo ambientale: e' stato il primo Comune in Europa ad ottenere la certificazione ambientale 14001 e l'EMAS. Con Varese Ligure si dimostra con i fatti che lo sviluppo sostenibile è economicamente e socialmente conveniente per tutti.
TURISMO SOSTENIBILEUno dei punti di forza del piccolo comune è soprattutto quello di aver investito per tempo nel "turismo sostenibile" ripudiando il tradizionale modello di sviluppo basato su una crescita disordinata del turismo e dell'urbanistica. Oggi visitare Varese Ligure è un piacere unico in quanto si distingue dal resto della costa e dal degrado dei luoghi. Il modello del turismo trainato dalla costruzione degli insediamenti turistici e dal cemento ha infatti comportato su gran parte della costa italiana il degrado dei luoghi e quindi anche un minore "benessere" per il turista. Gli amministratori di Varese Ligure lo hanno compreso da decenni ed ora mietono il meritato raccolto del loro lavoro. Il turismo è attivo 6 mesi su 12.
RIPOPOLAMENTO, ENERGIA E LAVOROOggi Varese Ligure ha conosciuto una nuova vita. La popolazione è stabile con 2400 abitanti e 15 nascite all'anno. Il lavoro è garantito dai settori dell'agricoltura biologica e dalla produzione di energia alternativa. La produzione di energia è pari a 4 milioni Kw tramite due generatori eolici (vedi foto in alto) e 23.000 Kw per mezzo dei sistemi fotovoltaici. Un sistema che rende autosufficiente il comune dal punto di vista energetico.
CONCLUSIONEL'esempio di Varese Ligure è da studiare e da ammirare. E' la concretizzazione di come la via dello sviluppo sostenibile sia perseguibile e "possibile" quando gli amministratori locali e la cittadinanza riescono ad avviare una sinergia ed una collaborazione a 360°. E' quindi "il gioco di squadra" a dimostrarsi premiante. Tutta la popolazione è coinvolta nel portare avanti il progetto di sviluppo sostenibile insieme al tessuto produttivo fatto di negozi, aziende e cooperative ed insieme alle amministrazioni pubbliche. Non esiste alcun sconvolgimento sostanziale ma solo la "reale" volontà di costruire insieme uno sviluppo alternativo e vincente. Varese Ligure ce l'ha fatta ed oggi il suo modello tende ad essere imitato anche altrove. Oggi tutta la regione Liguria investe nell'ambiente, come dimostrano i 120 certificati Iso di Comuni e aziende e l'ultimo finanziamento di 14 milioni di euro per energie rinnovabili.
Siccome ci vogliono dare a bere che il nucleare è indispensabile ho pensato di copiare ed incollare alcuni articoli che provano come il governo ci vuole prendere per i fondelli ..... Di sicuro il nostro governo vuole far partire opere che servono solo e unicamente ad ingrassare i loro guadagnI, con 4 centrali nucleari si soddisferebbe infatti solo il 10% del fabbisogno energetico......E QUESTA LA DICE TUTTA......
Al termine della sua vita una centrale nucleare dovrà essere smontata (decommissioning) ed i rifiuti posti in sicurezza per 100.000 anni, il tempo necessario per il decadimento radioattivo. Trovare un luogo isolato( ARCORE ) in cui depositare le scorie intacca spesso il diritto delle popolazioni locali. Il vecchio nucleare è quindi diventato un "paradiso perduto" come gran parte delle certezze della scienza.
MA NE VALE LA PENA???!!!!!!!!!

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