venerdì 9 gennaio 2009

LA NATURA RIESCE A RESISTERE ALLE BOMBE ATOMICHE MA NON A L'UOMO


MAJURO, Isole Marshall -- Nell'Atollo di Bikini è rifiorita la vita. Cinquant'anni fa era completamente devastato. La causa? I test atomici eseguiti per 12 anni, che avevano rovinato l'ambiente marino dello splendido lembo di terra, parte delle Isole Marshall. Ma oggi tutto è cambiato: il mare è pieno di coralli, tartarughe e varie specie di pesci.

La scoperta è stata fatta da un gruppo di biologi australiani, tedeschi e italiani, che hanno trovato nel mare migliaia di pesci diversi, alti coralli, tartarughe e stelle di mare. Insomma, un vero e proprio paradiso. Una situazione opposta a quella di mezzo secolo fa, quando l'isola ha dovuto subire 21 test atomici da parte degli americani. Per 12 anni lo splendido atollo bagnato dall'Oceano Pacifico è stato sottoposto a sperimentazioni che hanno letteralmente raso al suolo ogni forma di vita. I test sono culminati nel 1954, con l'esplosione di una bomba all'idrogeno mille volte più forte di quella di Hiroshima. La strage nucleare ha provocato un'immenso cratere, largo due chilometri e profondo 73 metri. Le conseguenze sono state devastanti: 42 specie di coralli sono sparite (28 delle quali a causa delle radiazioni).

"L'impatto sulla vita marina è stato ridotto dall'effetto scudo offerto dell'acqua, che è 800 volte più densa dell'aria", ha detto Roberto Danovaro, del dipartimento di scienze del mare dell'Università Politecnica delle Marche, che ha aggiunto: "In mare i livelli di contaminazione radioattiva sono stati relativamente bassi". Sicuramente minori di quelli registrati da alcuni esperti americani trent'anni fa, che a Rongelap, l'isola accanto a Bikini, hanno osservato che il 95 per cento dei nati nel periodo dei test avevano il cancro alla tiroide.
Dall'atomica al paradiso così Bikini rinasce a vita
Ma grazie all'assenza dell'uomo e dei suoi esperimenti nocivi oggi è tutto diverso. Nell'isola pullula di nuovo la vita, come afferma lo studio pubblicato sul Marine Pollution Bulletin. "Quando mi sono immersa non sapevo che cosa aspettarmi, temevo di trovare un paesaggio quasi lunare", ha detto entusiasta Zoe Richards, del centro australiano Arc, che ha guidato la ricerca. "Invece è stato incredibile: si sono sviluppate strutture coralline alte fino a otto metri. E' affascinante. Non avevo mai visto coralli grandi come alberi".
Confrontando le barriere coralline di Bikini con le altre disseminate sul globo, i biologi hanno constatato il buono stato di salute delle prime. Infatti l'atollo fa parte dei casi positivi elencati nell'ultimo Rapporto mondiale sullo stato delle barriere coralline pubblicato dall'Australian Institute of Marine Sciences. Dopo il disastro di cinquant'anni fa gli esperti hanno notato un grande miglioramento. E ora le barriere sono al sicuro, a parte le incursioni di qualche pescatore

I ricercatori: il miracolo è dovuto non alle radiazioni ma alla forzata assenza dell'uomo

e già che ci siamo un altra curiosità....

Perché il due pezzi si chiama bikini?

Il termine bikini riprende di peso il nome di un atollo delle isole Marshall, che costituiscono un arcipelago appartenente alla Micronesia, nell'Oceano Pacifico. Proprio l'atollo di Bikini e il vicino atollo di Eniwetok furono sede, a partire dal 1946, di esperimenti nucleari statunitensi. La "bomba atomica" a Bikini, in epoca di incipiente Guerra Fredda, suscitò molta impressione. Il passaggio dal nome dell'atollo al nome del costume è comprensibile, se si pensa allo scalpore che destò la creazione di un costume ritenuto tanto audace da essere definito atomico.

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