domenica 1 marzo 2009

hot dry rock, ENERGIA TERMICA,

















Già scavando di pochi metri, si possono creare
pompe di calore utili per gli impianti di condizionamento condominiali che in linea di principio possono anche produrre energia: se ogni italiano producesse 1 kW (quel che serve a far funzionare un phon) in questo modo, in totale si arriverebbe a 50 GW, come 50 centrali nucleari.
Rocce calde. Scavando più in profondità, si possono costruire grandi impianti con elevati rendimenti energetici. Per questo in molti sono interessati alle rocce calde (150-250 °C) che si trovano a circa 5 km di profondità. Questa tecnica, chiamata "hot dry rock" ("rocce calde e secche"), funziona così: si inietta acqua in profondità, con un pozzo; l'acqua si vaporizza, passa attrave
rso le fessure nella roccia (che si possono creare artificialmente, per mezzo dello shock termico che si ottiene iniettando acqua fredda ad alta pressione) e risale da un pozzo adiacente, per azionare una turbina quando arriva in superficie. Poi il ciclo ricomincia.

INCONVENIENTI
Questa tecnologia è sotto studio in Australia, negli Usa e in Svizzera. Proprio in Svizzera, tra l'altro, il pompaggio dell'acqua ha causato un terremoto di 3,4 gradi della scala Richter (leggero ma ben percepibile).
Fortunati. In Italia la situazione è diversa, perc
hé da noi si trovano rocce calde e acqua a profondità minori, quindi conviene sfruttare quelle. «Gli impianti geotermici in funzione sono a Larderello-Monte Amiata, con una potenza istallata di 800 MW, pari all'1,8% del fabbisogno nazionale e al 25% di quello della Toscana», spiega Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. «Ma tutta la zona tra la Toscana e la Campania potrebbe essere sfruttata con impianti a basso impatto ambientale: tecnicamente si potrebbe arrivare al 20% del fabbisogno nazionale in 15 anni».

Nessun commento:

Lettori fissi

Visualizzazioni totali