sabato 11 aprile 2009

TERREMOTO: L'Aquila si è spostata di 15 centimetri


Scoperta effettuata confrontando rilevazioni prima e dopo sisma

A causa del sisma, il suolo dell’Aquila si è spostata fino a un massimo di 15 centimetri. Lo fa sapere l’Agenzia spaziale italiana (Asi), spiegando che il fatto è stato scoperto grazie al confronto di alcune rilevazioni fotografiche effettuate prima e dopo le scosse telluriche.

MISURAZIONI - I risultati, definiti in termini tecnici «interferogrammi», sono basati su immagini di una stessa zona geografica acquisite con gli stessi angoli di vista, in tempi diversi, allo scopo di misurare, mediante l’utilizzo di algoritmi specifici, deformazioni della superficie terrestre. Il primo interferogramma dell'area colpita dal sisma abruzzese è stato ottenuto, nell’ambito della collaborazione tra Asi e Protezione civile, utilizzando i dati del sistema satellitare Cosmo-SkyMed processati dall'Istituto Irea del Cnr. In questo caso le due rilevazioni fotografiche sono state effettuate il 23 marzo (quindi prima del sisma) e l'8 aprile.

SPOSTAMENTO - Nell’immagine (sovrapposta, per facilitarne la lettura, alla localizzazione dell’area in GoogleEarth) sono visibili diverse frange colorate: ogni frangia completa, costituita da una successione di colori dal giallo al blu, corrisponde allo spostamento della superficie terrestre di 15 millimetri causato dal sisma, ma nel centro dell'Aquila si sono contate dieci frange, pari perciò a 15 cm.
DA http://www.asi.it
Ecco le prime immagini della zona de L'Aquila riprese dai satelliti di COSMO-SkyMed dopo il sisma di magnitudo 5.8 della scala Richter che ha colpito l'area nella notte tra domenica e lunedì. L'immagine riportata qui sotto è la composizione di due acquisizioni in modalità Spotlight (10 x 10 km) prima e dopo il sisma, rispettivamente il 22 marzo e la mattina del 7 aprile, e utilizzando la tecnica dei falsi colori evidenziano alcune modificazioni provocate dal sisma a edifici e infrastrutture."L'immagine precedente al sisma" spiega Alessandro Coletta, mission manager di COSMO-SkyMed "è stata colorata in rosso, quella successiva in blu. Le zone che appaiono bianche corrispondono ad aree in cui non si riscontrano differenze tra le due riprese. Le zone rosse sono oggetti che riflettevano il segnale radar nella prima immagine, ma non nella seconda. Potrebbero quindi corrispondere a edifici non più presenti dopo il sisma". Le zone blu sono infine quelle dove appaiono elementi che non erano visibili nella prima immagine. Anche in questo caso, sembrerebbe trattarsi di zone dove sono avvenuti spostamenti significativi. "Una analisi più precisa è possibile solo dopo il confronto con una ripresa ottica" spiega però Coletta, che ricorda come la rapida acquisizione ed elaborazione delle im magini sia stata resa possibile dall'impegno del personale di Telespazio, che gestisce il segmento di terra del satellite. Immagini come queste (o come quelle seguenti relative alla basilica di Collemaggio) che il satellite continuerà a riprendere nei prossimi giorni, possono essere preziose per la Protezione Civile per localizzare, nei centri abitati, gli edifici ed infrastrutture che appaiono lesionati, e su di essi effettuare verifiche mirate da aereo o elicottero

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