giovedì 16 aprile 2009

RECS: Nucleare a fotoni


Un nuovo processo sviluppato negli Stati Uniti permetterebbe di ottenere corrente elettrica direttamente dagli isotopi radioattivi. Si apre la strada verso la realizzazione di impianti più sicuri e a costi più contenuti, ma servono ancora molti studi.

Ancora oggi, anche nelle centrali nucleari più moderne, la produzione di corrente elettrica passa per una tecnologia vecchia di secoli: la macchina a vapore. Il calore sprigionato dalle reazioni di fissione viene infatti utilizzato per generare vapore e mettere in moto le turbine che producono l’elettricità. Il sistema è però poco efficiente, perché disperde una grande quantità di energia durante la conversione.
Per risolvere questo problema i ricercatori dell’Università del Missouri hanno recentemente sviluppato, anche se solo a livello matematico, un processo di nuova concezione che permette la conversione diretta dell’energia nucleare in corrente elettrica senza stadi intermedi. Il RECS (Radioisotope Energy Conversion System), cattura gli ioni liberati direttamente dai radioisotopi e li indirizza verso un generatore di fotoni, la componente base della luce. I fotoni così ottenuti vengono convogliati su cellule fotovoltaiche e qui convertiti in energia elettrica senza perdite di efficienza.

Lampadina atomica. La tecnologia RECS non è una novità in senso assoluto: i ricercatori dell’Università del Missouri già nel 1980 avevano sviluppato un processo che consentiva loro di ottenere corrente elettrica a partire dalla luce emessa da una "lampadina nucleare" cioè un dispositivo in grado di convertire in fotoni gli ioni ad alta energia degli isotopi.Secondo i ricercatori la tecnologia RECS dovrebbe consentire la realizzazione di impianti nucleari più piccoli, più sicuri e meno costosi rispetto alle attuali centrali a fissione

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