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martedì 15 dicembre 2009

influenza suina: nuova influenza,Italia studia supervaccino

L'Italia emerge come Paese "virtuoso" della prima partita contro la pandemia, che sembra giunta a un pausa ma che non è affatto chiusa, e si prepara a studiare un vaccino potenzialmente universale, un jolly capace di combattere i tanti virus che di anno in anno scatenano l'influenza stagionale così come un'eventuale futura pandemia. A dare l'annuncio è stato oggi a Roma il viceministro del Welfare Ferruccio Fazio, in occasione della presentazione del libro sulle ricerche condotte dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) negli ultimi 10 anni, realizzato da agenzia ANSA e Iss.

"Un libro che dà la misura dell'importanza dell'istituto Superiore di Sanità nella vita del Paese", ha osservato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che ha presentato il volume assieme agli ex ministri della Salute Livia Turco, Francesco Storace e Girolamo Sirchia, al presidente dell'Iss Enrico Garaci e al direttore dell'ANSA Luigi Contu. Uno dei prossimi traguardi della ricerca condotta dall'Istituto Superiore di Sanità è particolarmente ambizioso: punta a realizzare un vaccino universale "teoricamente attivo contro tutti i ceppi dei virus influenzali", ha spiegato Fazio. Si punta cioé a sviluppare una sorta di "supervaccino", ugualmente valido per tutte le influenze stagionali e future pandemie.

"L'Istituto Superiore di Sanità - ha aggiunto il viceministro - sta diventando il braccio destro del ministero per studiare vaccini innovativi validi per tutte le forme di influenza". Un bersaglio importante della ricerca sarà una proteina (l'emoagglutinina) che tutti i virus influenzali usano come arpione per ancorarsi alle cellule dell'apparato respiratorio e invaderle. E' positivo, intanto, il primo bilancio sulla pandemia: "per ora abbiamo speso meno di tutti gli altri Paesi Europei e abbiamo ottenuto i risultati migliori", ha rilevato Fazio. "La spesa pro-capite per i vaccini in Italia è stata inferiore a quella di Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Canada" e "abbiamo ottenuto buoni risultati anche in termini di contenimento dei decessi". E' presto, comunque, per trarre conclusioni: i casi stanno diminuendo e così le morti, ma la pandemia non è ancora finita. Per debellarla non bisogna abbassare la guardia e proseguire con le vaccinazioni: "tutti i Paesi - ha rilevato il viceministro - sono concordi che tutte le pandemie devono essere eradicate con le vaccinazioni".

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