mercoledì 27 gennaio 2010

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, il Consiglio d'Europa mette sotto accusa Oms e case farmaceutiche

L'influenza H1N1 peste del secolo o banale influenza stagionale? Da quando il virus ha varcato i confini di casa nostra, il quesito se lo sono posto in parecchi. Adesso il Consiglio d'Europa ha deciso di andare a fondo e venerdi' formalizzerà l'apertura di un'inchiesta. I rappresentati dell'Organizzazione mondiale della sanità e delle industrie farmaceutiche si sono dovuti difendere dalle pesanti accuse sollevate da Wolfgang Wodarg, medico e presidente della commissione salute dell'Assemblea parlamentare, il quale dopo mesi di sollecitazioni ha ottenuto l'attenzione del Consiglio per avere risposte chiare sulla trasformazione «a tavolino» della H1N1 in pandemia. «Falsa pandemia o un rischio per l'umanità?» era il tema dell'audizione di oggi che prende le mosse dalla mozione con cui Wodarg accusa Oms e le case farmaceutice di aver indebitamente influenzato gli organi decisionali dei governi, di essersi procurati profitti ingiustificati e di aver messo sul mercato vaccini pericolosi.
Wodarg utilizza i numeri per dimostrare costi e rischi di una malattia che è stata molto temuta o ignorata. Il presidente della commissione sanità parla di 18 miliardi di dollari per combattere la pandemia, come da maggio l'Oms ha deciso di chiamarla. Spesa che, secondo Wodarg, è lievitata proprio in funzione del cambio di nome. Secondo il medico l'aver fatto conquistare a una banale influenza il ruolo di pandemia ha aperto la strada all'enorme speculazione delle ditte farmaceutiche.

Diversa ovviamente la lettura dell'Oms, che attraverso il consigliere speciale Keiji, anche lui medico, mette ancora in guardia dalle possibili mutazioni e rievoca lo spettro della spagnola che, nel 1918, iniziò come una banale influenza per diventare con 50 milioni di morti la pandemia più grave della storia.
In ogni caso la «suina», sottolinea l'Oms, ha già fatto circa 14 mila morti. Un dato che si presta a una diversa lettura, secondo Ulrich Keil, ordinario di epidemiologia dell'università di Munster che, pur essendo membro dell'Oms, chiede all'organizzazione di tornare sui propri passi. Secondo Keil l'H1N1 era noto già più di dieci anni fa, ma la campagna di vaccinazione fu sospesa perché l'influenza era meno grave del previsto. Attualmente, rimprovera Keil, si parla di 14mila morti per il virus, ma si tratta di persone anziane e fragili, mentre solo 187 decessi possono essere ricondotti – anche se discutibilmente - all'H1N1.

Indignato il rappresentante dei fabbricanti europei di vaccini Luc Hessel, che respinge al mittente tutte le accuse sottilineando come il vaccino sia sicuro e conforme alle norme in vigore e le industrie non abbiano fatto altro che rispondere alla domanda degli Stati e dell'Oms. Una reazione tempestiva che è il risultato di decenni di ricerche e di 60 anni di esperienza.
Punti di vista diversi, come spesso capita in campo medico. I chiarimenti si aspettano dall'inchiesta del Consiglio d'Europa che dovrebbe arrivare a una conclusione a fine estate.

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