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giovedì 21 gennaio 2010

No Tav: CON LE TRIVELLE GIRANO ANCHE I MANGANELLI


No Tav La militarizzazione dei siti piemontesi porta allo scontro. Cariche delle forze dell'ordine sui dimostranti che avevano bloccato la ferrovia. Il 23 manifestazione a Susa

D'all'autoporto all'autostrada alla ferrovia. Ieri, in tarda mattinata il popolo della Val di Susa che dice no alla Torino-Lione ha cambiato la location della protesta, spostandosi proprio sull'oggetto del contendere: i binari. Occupandoli all'altezza di Sant'Antonino di Susa e così bloccando il transito del Tgv, il treno ad alta velocità francese che collega Milano con Parigi. Una tratta simbolica, visto che la linea fa tappa proprio nelle due città innominabili, Torino e Lione. Ma è un gioco dei quattro cantoni, quello tra forze dell'ordine e dimostranti, che, preso un treno regionale, si sono diretti in un'altra località della valle dove si sta insinuando la trivella: Condove Chiusa di San Michele.
E' qui che sono venute meno le buone maniere e hanno iniziato a scaldarsi i manganelli: un ferito portato via con l'ambulanza tra i dimostranti, che hanno colto di sorpresa lo scudo costituito dalla Polizia in uno dei siti dei carotaggi.
Già in mattinata, i segnali di tensione non erano mancati, con il leader No Tav Alberto Perino messo a terra da una ginocchiata da parte di un agente. La militarizzazione delle valli e dei dintorni torinesi è ormai totale e lo scenario già visto nel 2005 si sta velocemente riproponendo.
I presidi si moltiplicano, segno di come lo sparuto gruppo di attivisti che era stato dipinto dai media la settimana scorsa sia un folto e convinto movimento. Al Meiero- Meyer dell'autoporto di Susa e a quello della stazione ferroviaria di Collegno, si sono aggiunti i nuovi presidi permanenti in Valsangone (sulla provinciale tra Rivoli e Villarbasse) e nei pressi della stazione di Sant'Antonino per monitorare il territorio e comunicare con la popolazione. E come sottofondo, lungo le strade statali 24 e 25, continuano a sbattere i bastoni di protesta contro i guardrail.
Da denunciare, oltre agli scontri fisici, anche quelli istituzionali che in maniera sottile impediscono un confronto democratico per il destino del territorio. I comitati No Tav denunciano da giorni come gli amministratori locali siano ormai vittime di affronti e tentativi di delegittimazione da parte delle autorità provinciali e regionali, mentre il compromesso dell'Osservatorio, da soggetto tecnico di confronto è diventato sede di progettazione per la linea Torino-Lione.
Proprio i poteri forti legittimeranno se stessi nella manifestazione torinese Pro Tav il 24 di questo mese. Ventiquattro ore prima, sabato 23, il popolo No Tav si dà appuntamento al presidio di Susa per mettersi in marcia verso la città, con l'adesione della Fiom- Cgil. Occasione per dare voce a chi non vuole la grande opera, in qualsiasi forma e tracciato si presenti, e per «respingere la campagna di sondaggi truffa e il partito trasversale che vuole trasformare il territorio in un enorme cantiere».
Tra i tanti sostenitori, c'è anche l'agitatore mediatico Beppe Grillo, la cui presenza è annunciata oggi al presidio permanente di Susa.
fonte:verdi.it

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