giovedì 21 gennaio 2010

centrlali nucleari in Italia:I PIAZZISTI DEL NUCLEARE


Energia Nel corso di un meeting promosso ieri da Enel e Confindustria Emma Marcegaglia ha lodato il ritorno all'atomo in Italia: «Un'operazione intelligente e necessaria». Nonostante il Mit calcoli un raddoppio del prezzo di questa tecnologia

Enel e Confindustria piazzisti del nucleare.
Ieri mattina, nel convegno "Supply chain meeting" che si è tenuto a Roma nella sede dell'associazione imprenditoriale, il duo formato dalla presidente Emma Marcegaglia e dall'ad della società energetica Fulvio Conti ha tentato di convincere il sistema industriale italiano che Il ritorno all'atomo in Italia è «un'operazione intelligente e necessaria» (Marcegaglia) e che le imprese nazionali devono accorrere per cominciare a prendere la pole position per la costruzione degli impianti nucleari, che potrebbero addirittura non costare nulla allo Stato.
«Se vi sarà certezza riguardo alla struttura dei ricavi, i progetti saranno finanziabili senza bisogno di sostegni pubblici», ha assicurato Conti chiedendo la fine della «cultura del no e della sindrome Nimby (not in my backyard)» che contagerebbe la politica, tanto che questa si sta rifiutando di dire con chiarezza, prima delle elezioni regionali, quali saranno i siti baciati dalla fortuna atomica.
I dubbi che stanno investendo il centrodestra (almeno nella temperie elettorale) invece non sfiorano la leader di Confindustria, che ha spiegato alla platea di imprenditori che la torta sarà ampia, anche più di quello calcolato: se si vuol fare il 25 per cento dell'elettricità italiana con l'atomo, «stiamo ragionando di ragionando di investimenti per 30 miliardi di euro e in questa fase di crollo degli investimenti è facile capire di quale opportunità stiamo parlando. Se riusciamo a fare sistema - ha spiegato - il 70 per cento di questa cifra andrà all'indotto italiano».
Calcoli che non paiono troppo accurati, almeno se ci si affida alle esperienze europee in corso e allo specifico della rinascita del nucleare italiano, battezzato da un patto Berlusconi- Sarkozy in cui era scritto nero su bianco che a fare la parte del leone sarebbe stata l'azienda francese di stato Areva, la stessa che è impegnata negli unici due reattori in costruzione in Francia e Finlandia.
Per la centrale di Olkiluoto, i tempi di costruzione si sono dilatati di 3 anni e i costi sono aumentati del 60 per cento. Per quella di Flamanville, i ritardi sono di due anni (ma è stata cominciata dopo, pian piano raggiungerà il record finlandese). Il Mit (Massachusetts Institute of Technology, uoa dei più prestigiosi centri di ricerca scientifica mondiale) ha calcolato che nel 2007, il costo del chilowatt nucleare era raddoppiato rispetto a quello che era solo quattro anni prima, salendo da 2mila a 4mila dollari. Ma la ricerca accademica è stata lasciata indietro dalla realtà: l'anno scorso Areva ha risposto a un bando di gara per la costruzione di una centrale in Canada e il costo del kilowatt raggiungeva già i 4.500 dollari: il governo di Ottawa ha pensato bene di tirarsi indietro.
Non appare quindi pleonastica la domanda di Legambiente: «Quali studi segreti in possesso del nostro Governo giustificherebbero il ritorno a questa tecnologia rischiosa e vetusta? Certo non le motivazioni economiche» ha commentato il presidente dell'associazione del cigno Vittorio Cogliati Dezza.
Il presidente dei Verdi Angelo Bonelli ricorda i siti individuati, confermati dalla notizie che arrivano dal movimento ecologista francese (Montalto di Castro, Borgo Sabotino, Trino Vercellese, Caorso, Oristano, Palma di Montechiaro, Monfalcone e Chioggia) e sfida il governo «a smentirci, rendendo nota la lista dei siti prima che si svolgano le elezioni regionali». «Il ritorno all'energia nucleare è un affare per pochi, ma un costo che ricadrà su molti, sull'intera collettività », dice Ermete Realacci, deputato Pd. «La soluzione energetica del nostro paese non passa per il ritorno all'atomo che, a questo stato di tecnologia comporta costi elevati, tempi molto lunghi, problemi legati allo smaltimento delle scorie. Il ministro Scajola spieghi ai cittadini con chiarezza come si pagheranno i costi di un ritorno all'energia atomica».
fonte: www.verdi.it

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