martedì 13 aprile 2010

HAITI: UNICEF, A 3 MESI DA SISMA LAVORO DA FARE IN VISTA STAGIONE PIOGGE

Tre mesi dopo il terribile terremoto che ha sconvolto Haiti e ha lasciato il suo segno su oltre un milione di bambini, l'UNICEF sottolinea che ''la risposta umanitaria senza precedenti ha permesso di evitare una crisi ancora peggiore per l'infanzia''. ''Ma - ha detto il Presidente dell'UNICEF Italia Vincenzo Spadafora - dobbiamo ricordare che c'e' ancora molto da fare, anche perche' nell'isola si avvicina la stagione delle piogge''.

Nel Rapporto di sintesi sugli interventi realizzati dopo il 12 gennaio intitolato ''I Bambini di Haiti: tre mesi dopo il terremoto'', l'UNICEF fa notare che, nonostante la distruzione e il collasso dei servizi di base non si sono avuti significativi focolai di malattie o aumenti dei tassi di malnutrizione; oltre un milione di persone colpite riceve regolarmente acqua potabile e oltre 200.000 donne e bambini beneficiano di programmi mirati di sostegno alimentare.

Inoltre, ad oggi piu' di 100.000 bambini sono stati raggiunti da campagne di vaccinazione di massa; sono stati monitorati e portati aiuti (alimenti e medicine) a istituti per l'infanzia che ospitano piu' di 25.000 bambini e le scuole stanno gradualmente riaprendo in sistemazioni temporanee, grazie alla fornitura di migliaia di tende e kit di materiali didattici ed educativi.

Tuttavia, il Rapporto individua alcune sfide fondamentali da affrontare, in settori quali la fornitura di servizi igienici, il rischio di violenza contro donne e ragazze nei campi per sfollati e la piu' ampia questione della forte carenza di capacita' del governo e della societa' civile.

Molti ministeri e dipartimenti hanno perso personale, edifici e archivi importanti.

L'organizzazione, fra l'altro, individua come priorita' quella di assicurare migliori ricoveri per le famiglie sfollate, di aumentare le forniture di servizi di base e di rafforzare la protezione per le donne e i bambini. E in vista della stagione delle piogge, l'UNICEF sta gia' lavorando con altre organizzazioni per sostenere il trasferimento delle famiglie che vivono nei campi piu' esposti in ubicazioni piu' sicure.

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