lunedì 29 novembre 2010

AIDS : Nel mondo 33,3 mln con Hiv, in Italia più donne

Per la prima volta il numero di infezioni da Hiv nel mondo e' sceso, ma sono comunque almeno 33 milioni le persone che hanno contratto il virus. La fotografia e' venuta pochi giorni fa dal rapporto Unaids, che descrive la malattia come una piaga ancora lontano dall'essere debellata. Ecco i principali numeri del virus nel mondo e in Italia.

I NUMERI NEL MONDO In totale sono 33,3 milioni le persone che vivono nel mondo con l'Hiv, 2,5 milioni sono minori di 15 anni e 2,6 milioni quelle che hanno contratto il virus nel 2009 (di cui 370 mila bambini), una cifra in diminuzione rispetto ai 3,1 milioni del 1999. Scendono anche i decessi: erano 2,1 milioni nel 2004 e ne sono stati registrati, indicativamente, 1,8 milioni nel 2009, tra questi 260 mila minori di 15 anni. Il rapporto rivela che l'incidenza del virus è diminuita dal 2001 al 2009 del 25% in 22 paesi subsahariani ed anche in India e nel sud est asiatico. Rimane invece stabile negli Usa e nell'Europa centrale ed occidentale mentre cresce di oltre il 25% in Russia ed in diverse altre repubbliche ex-sovietiche.

IN ITALIA Dai dati disponibili dal ministero della Salute in Italia dall'inizio dell'epidemia nel 1982 al dicembre del 2008 sono 60.500 i casi di Aids registrati e tra questi 39.000 sono stati i decessi. I farmaci antiretrovirali, che sono stati resi disponibili dal 1995, anno del picco di epidemia, sono riusciti a ridurre i casi di Aids conclamato: i nuovi casi sono passati dai 5.653 degli anni precedenti ai circa 1.300 attuali.

I sieropositivi sono circa 170mila, con 3.500-4mila nuovi casi l'anno. La percentuale di donne con Hiv e Aids è quella più cresciuta negli anni: se nel 1985 c'era un caso di Hiv femminile ogni 3,5 casi maschili, il rapporto è oggi sceso a 2,5. Dati allarmanti, perché se i casi di infezione sono diminuiti dal 1981 (anno in cui fu identificato il primo caso di Aids negli Usa), la stabilità di diffusione del virus e i cambiamenti delle modalità di trasmissione dimostrano come le persone non abbiano ancora assunto comportamenti responsabili per evitare il diffondersi del virus.
fONTE: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/11/28/visualizza_new.html_176226582.html

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