venerdì 2 marzo 2012

C'è vita oltre la Terra (forse). Astrofisici alla ricerca di segnali alieni nell'Universo

La Terra è certamente un buon ambiente per la vita, e anzi ci sono segni certi della presenza di vegetazione. Lo annuncia, in una ricerca pubblicata oggi sulla quotata rivista Nature, un team internazionale di astrofisici, mentre un altro gruppo, quello del progetto Seti, invita tutti a cercare segnali di alieni nell'Universo.

È vero, non è uno scherzo. Nel primo caso i potentissimi telescopi europei VLT, 4 strumenti enormi e tecnologicamente perfetti con uno specchio principale da 8 metri per raccogliere la luce di stelle e galassie, sono stati usati per sviluppare un metodo che potrà essere utilizzato per scoprire se in pianeti attorno ad altre stelle ci siano o meno le condizioni per la vita. Gli astrofisici hanno usato un trucco per osservare la Terra come se fosse veramente un altro pianeta, esterno a noi. Hanno usato la luce cinerea riflessa dalla Luna. È semplice. Il Sole illumina la Terra e questa luce viene di conseguenza riflessa anche verso la superficie della Luna che a sua volta opera come un gigantesco specchio e rimanda la luce riflessa dalla Terra di nuovo verso di noi. Un effetto che vediamo spesso pure noi, ad esempio quando la Luna è crescente. Nelle notti molto serene si vede la falce di Luna bella splendente e però anche il resto del nostro satellite, con un aspetto molto meno brillante, fra il blu e il grigio. È la cosiddetta luce cinerea riflessa dalla Terra sulla Luna.

È su questa luce riflessa che hanno lavorato gli astrofisici, analizzandone il colore e cercando di capire se era polarizzata per scoprire dei marcatori della presenza di vita. «Attualmente siamo in grado di dire che si notano chiaramente i segni di ossigeno e ozono, ottimi indicatori di condizioni ideali per la vita, almeno come la conosciamo, e possiamo notare anche la presenza di vegetazione sulla Terra», ci ha detto Stefano Bagnulo, italiano che fa parte del team e lavora da anni all'Osservatorio Astronomico di Armagh, in Irlanda del Nord, Regno Unito.

In sostanza ritrovando in questo modo particolare le tracce di vita sulla Terra il gruppo ha messo a punto una tecnica che potrà essere utilizzata con la prossima generazione di telescopi per trovare veramente "un'altra Terra". E in questo noi europei siamo piazzati veramente e obiettivamente molto bene.

Chi proprio non ce la facesse ad aspettare qualche anno per sapere se c'è qualche E.T. in giro per l'Universo che magari sta pure sta cercando di comunicare con noi può aggregarsi al progetto Setilive. Andando nel sito http://www.setilive.org/ ci si potrà registrare e iniziare a ricevere dati provenienti dalle radioantenne di Seti, disseminate un po' dappertutto nel mondo, e analizzarli per cercare segnali insoliti. Ad esempio se se ne trovassero di sicuramente ripetitivi potremmo pensare che siano un segno di esseri intelligenti che li mandano in giro sperando di uscire dalla solitudine cosmica in cui anche noi siamo al momento. Una buona occasione per capire come funziona la scienza. Paul Allen, il cofondatore di Microsoft, ad esempio è un patito di questa ricerca, tanto da finanziare una batteria di radiotelescopi dedicati.

Il tutto è stato annunciato a Los Angeles alle conferenze Ted annuali. Oltre a ingaggiare il pubblico in quella che oramai viene chiamata "Citizen science" , i ricercatori di Seti sperano che il cervello umano possa fare meglio di quanto finora hanno fatto i software di riconoscimento usato. Che in 50 anni di ricerche non hanno riconosciuto nulla .

fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-03-01/vita-oltre-terra-forse-172350.shtml?uuid=AaObpW0E

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