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lunedì 4 gennaio 2010

ALZHEIMER: ESTROGENI IN MENOPAUSA PREVENGONO ALZHEIMER

Arriva la menopausa e il cervello delle signore diventa piu' ''debole''. Colpa degli estrogeni in discesa libera se le donne si ammalano tre volte di piu' degli uomini di Alzheimer e altre patologie neurodegenerative. Lo sostiene uno studio condotto dal team di Tommaso Simoncini, direttore del laboratorio di Endocrinologia Ginecologica Cellulare e Molecolare (MCGEL) dell'Universita' di Pisa che ha puntato i riflettori sul delicato passaggio tra i 45 e i 55 anni.

E' questa l'eta' in cui i neuroni sono piu' vulnerabili, spiega la ricerca pubblicata su Molecular Endocrinology. Il lavoro del MCGEL per la prima volta mette in evidenza l'importanza degli estrogeni nella biologia cellulare del cervello. Il gruppo di ricerca internazionale ha infatti identificato i meccanismi attraverso cui gli estrogeni stimolano la crescita dei dendriti, le fibre attraverso le quali il neurone ritrasmette i segnali.

''Com'e' noto, il cambiamento ormonale della menopausa e la carenza di estrogeni sono causa di numerosi problemi nella donna - spiega Tommaso Simoncini, direttore di MCGEL e responsabile dello studio -. In questa fase peggiorano la capacita' di concentrazione e la memoria a breve termine, e si manifestano disturbi come ansia, insonnia, depressione''.

giovedì 10 dicembre 2009

TESTOSTERONE: ELISIR DI GIOVINEZZA

L'ormone maschile e' un prezioso alleato per contrastare gli ''acciacchi'' dell'eta'. Oggi, nella giornata conclusiva del loro 82/o congresso a Rimini, gli urologi della Societa' italiana di urologia scagionano il testosterone dall'accusa di favorire il cancro.

Il testosterone, infatti, rappresenta un ormone chiave non solo per la salute sessuale, ma anche e soprattutto per il benessere psico-fisico dell'uomo. I ridotti livelli di quest'ormone si associano ad un calo della libido, della massa muscolare e della densita' ossea. Inoltre, l'ipogonadismo, condizione clinica associata al deficit di testosterone si associa frequentemente all'insorgenza di patologie cronico-degenerative quali malattie cardio e cerebro-vascolari, diabete, dislipidemie, obesita', sindrome metabolica, depressione e Alzheimer. A torto - evidenziano i clinici - quest'ormone era ritenuto responsabile del cancro alla prostata. Un pregiudizio pesante, che ha condizionato molti urologi nel mezzo secolo appena trascorso.

''Oggi la comunita' scientifica ha un'opinione pressoche' unanime su questo fronte - spiega il Presidente SIU Vincenzo Mirone - e ritiene categoricamente necessario trattare le complesse degenerazioni causate dal calo del testosterone nell'uomo che invecchia. Livelli ridotti di testosterone non proteggono dal tumore della prostata e anzi potrebbero aumentarne il rischio soprattutto se associati ad un aumento degli estrogeni''.

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