mercoledì 4 giugno 2008

I PRIMI TRATTATI

Trattato Nucleare di non proliferazione (Tnp): firmato nel 1968 da 62 stati, obbliga gli stati che non possiedono l'arma nucleare a rinunciare alla sua produzione o alla sua acquisizione. Il trattato è stato prorogato nel 1994.Decisamente più significativi furono i risultati raggiunti con la stipula del Trattato ABM: da un lato si permetteva lo sviluppo di due sistemi di difesa, dall'altro limitò i missili intercettori delle due superpotenze. Ma prima di affrontare l'esame del Trattato è bene accennare alle dinamiche politiche che hanno portato alla sua stipula. Alcuni commentatori hanno osservato che sarebbe stato possibile concludere il Trattato ABM già dal 1970 ma che i negoziati furono prolungati per interesse reciproco delle parti.Gli Usa vollero rimanere fermi sulle loro posizioni, anche perché Nixon riteneva che una positiva conclusione a ridosso della campagna elettorale sarebbe stata un'ottima credenziale per la rielezione. L'Urss invece dovette fronteggiare il malcontento interno derivante dalla crisi del raccolto degli anni 1970-1971 e la ribellione della Polonia dovuta ad una crisi alimentare che portò ad un aumento spropositato dei prezzi dei generi di primo consumo (ribellione che fu sedata molto duramente e portò alla destituzione di Gomulka).Altri furono i motivi che, invece, non permisero di concludere altri accordi successivamente a quelli sopracitati: sul vertice di Washington del 1973 pesarono i primi effetti dello rivelazioni dello scandalo "Watergate" e la crisi tra i due Stati dei negoziati commerciali soprattutto nel settore agricolo. Nel frattempo entrava nella scena internazionale un terzo protagonista: la Cina. Dopo il disgelo tra Usa e Cina, coronato con la storica visita di Nixon a Pechino nel febbraio del 1972, al fine di ottenere mano libera in Vietnam, gli Usa si trovarono in una posizione di forza nei confronti dell'Urss, la quale organizzò in tutta fretta nel mese di maggio un vertice tra Breznev e Nixon, incontro che porterà poi alla firma del trattato.Col Trattato ABM si riconobbe ufficialmente che, a causa dell'enorme potenza atomica, la scelta migliore per garantire la pace era la consapevolezza della reciproca vulnerabilità. La teoria che studiosi trassero ed elaborarono dall'accordo fu chiamata "MAD" ("Mutua Distruzione Assicurata"): la pace era garantita dal fatto che, in caso di attacco nucleare, entrambi i Paesi sarebbero stati distrutti. Si può facilmente intuire il motivo per cui questo particolare equilibrio che sussisteva tra le due superpotenze era considerato un "equilibrio del terrore", che portava ad una situazione di "stallo" in cui nessuno, secondo i risultati del Trattato ABM, avrebbe avuto il coraggio di sferrare un primo colpo, per la paura reciproca della distruzione della propria civiltà Quest'equilibrio veniva raggiunto dalla protezione predisposta per gli arsenali militari, lasciando però scoperta la città. Conseguentemente un Paese, come elaborato dagli analisti Usa, avrebbe dovuto sviluppare un sistema di difesa in grado di:
Assorbire un primo colpo dell'avversario.
Essere in grado di distruggere città e centri industriali del nemico. Per "primo colpo" ("first strike") veniva inteso un attacco portato, appunto, contro bersagli militari, non contro città; in quest'ultimo caso, infatti, il Paese colpito dovrebbe prepararsi soltanto ad una rappresaglia, ossia un "secondo colpo" ("second strike"), apportato in risposta ad una guerra iniziata dall'altro Stato. Nel caso in cui Usa ed Urss avessero attaccato soltanto le città, entrambe avrebbero compiuto un "secondo colpo", tale da non provocare l'inizio di una guerra, poiché questa ha inizio solamente nel caso di un "first strike".La dottrina "MAD" fu giudicata assurda e riprovevole dal punto di vista morale e non fu mai adottata ufficialmente dal Governo americano, anche se venne utilizzata come metodo per quantificare gli stanziamenti economici in grado di assicurare un'adeguata difesa agli Usa, o meglio, per usare le parole di Helperin, una sorta di "modo per quantificare la distruzione generale". Se nei primissimi tempi dall'elaborazione della teoria le critiche furono moltissime (e provenienti sia da destra che da sinistra) col senno di poi si deve riconoscere che fu un valido deterrente contro una guerra nucleare: con "MAD" i due Paesi dovettero riconoscere che "la deterrenza creata dalla possibile punizione è un modo di influenzare le scelte del nemico". Come è stato fatto notare "la deterrenza non deve essere giudicata come una strategia per vincere la guerra ma piuttosto per non combattere alcuna guerra, nella consapevolezza che in caso contrario non vi sarebbero stati vincitori": di fatto entrambe le nazioni furono sottoposte allo stesso pericolo e non ci fu un disarmo unilaterale perché ciascuna doveva difendersi. Grazie al Trattato ABM si concepì un nuovo modo di fare la guerra (o, forse, non fare la guerra) ed avremo modo di apprezzare anche futuri sviluppi, specialmente da parte americana, su questo aspetto. C'è solo da ricordare che dal 1945 il conflitto non poteva essere più delimitato in una determinata area geografica ma poteva potenzialmente investire tutto il mondo e gli effetti di esplosioni nucleari potevano essere sentiti a migliaia di chilometri di distanza, mettendo in seria difficoltà anche le difese del Paese che sferrava per primo l'attacco

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