mercoledì 20 maggio 2009

AMBIENTE :MESSAGGIO IV Giornata per la salvaguardia del creato


''Una tempestiva riduzione delle emissioni di gas serra'' e' ''una precauzione necessaria a tutela delle generazioni future, ma anche di quei poveri della terra che gia' ora patiscono gli effetti dei mutamenti climatici''. E' quanto si legge nel Messaggio per la IV Giornata per la salvaguardia del creato, che si celebrera' il prossimo 1° settembre, diffuso ieri dalla Conferenza episcopale italiana.
Occorre, si legge ancora, ''un profondo rinnovamento del nostro modo di vivere e dell'economia, cercando di risparmiare energia con una maggiore sobrieta' nei consumi, per esempio nell'uso di automezzi e nel riscaldamento degli edifici, ottimizzando l'uso dell'energia , a partire dalla progettazione degli stessi, e valorizzando le energie pulite e rinnovabili''.

''L'impegno per la tutela della stabilita' climatica - riporta il messaggio - e' questione che coinvolge l'intera famiglia umana in una responsabilita' comune, che pone anche una grave questione di giustizia: a sopportarne maggiormente le conseguenze sono spesso le popolazioni a cui e' meno imputabile il mutamento climatico''. Di qui l'importanza della Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici in programma in dicembre a Copenaghen ''nella quale la comunita' internazionale dovra' definire le linee di un'efficace azione di contrasto del riscaldamento del pianeta per i prossimi decenni''.

Secondo la Cei occorrera', in particolare, ''una chiara disponibilita' dei Paesi piu' industrializzati, anzitutto quelli dell'Unione europea, all'assunzione di responsabilita''' perche' ''senza il contributo di tutti'' non sara' possibile conseguire gli obiettivi prefissati. ''Neppure il peso della crisi economico-finanziaria'', concludono i vescovi, ''puo' esonerare da una collaborazione lungimirante per individuare e attivare misure efficaci a garantire la stabilita' climatica: e' un passaggio cruciale per verificare la disponibilita' della famiglia umana ad abitare la terra secondo giustizia''.

''Viviamo in un mondo contrassegnato dal peccato e nel contempo gia' redento e avviato a un processo di trasformazione'' affermano i vescovi, secondo i quali ''la crisi ecologica appare come un momento di questo processo: e' conseguenza del peccato se la rete delle relazioni con il creato appare lacerata e se gli effetti sul cambiamento climatico sono innegabili, se proprio l'aria - cosi' necessaria per la vita - e' inquinata da varie emissioni, in particolare da quelle dei cosiddetti gas serra''.

Di qui, si legge ancora nel messaggio l'urgenza della ''conversione ecologica'' piu' volte richiamata da Giovanni Paolo II. Rammentando che il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa segnala la necessita' di considerare ''i rapporti tra l'attivita' umana e i cambiamenti climatici'' che ''devono essere opportunamente e costantemente seguiti a livello scientifico, politico e giuridico, nazionale e internazionale'', i vescovi sottolineano: ''Il clima e' un bene che va protetto'' attraverso comportamenti responsabili di consumatori e operatori di attivita' industriali.

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