mercoledì 6 maggio 2009

AMBIENTE: UE, SANZIONI PENALI PER ILLECITI SCARICHI IN MARE


Il Parlamento UE ha adottato una direttiva che rafforza le attuali norme sull'inquinamento provocato dalle navi obbligando gli Stati membri a prevedere, entro un anno, sanzioni penali per gli scarichi in mare di idrocarburi e liquidi nocivi commessi intenzionalmente, per imprudenza o per negligenza grave. Le sanzioni, che dovranno essere effettive, proporzionate e dissuasive, riguardano sia le persone fisiche sia quelle giuridiche, comprese le societa' di classificazione o i proprietari del carico.

Con 588 voti favorevoli, 42 contrari e 3 astensioni, il Parlamento ha adottato un maxiemendamento di compromesso negoziato con il Consiglio dal relatore Luis de Grandes Pascual (PPE/DE, ES) in merito a una direttiva che rafforza le attuali norme sull'inquinamento provocato dalle navi.

L'obiettivo e' di aumentare la sicurezza marittima e migliorare la protezione dell'ambiente marino.

Le sanzioni penali, si legge nel testo della direttiva, ''indicano una disapprovazione sociale qualitativamente diversa rispetto alle sanzioni amministrative, rafforzano il rispetto della normativa in vigore contro l'inquinamento provocato dalle navi e dovrebbero rivelarsi sufficientemente severe da scoraggiare i potenziali inquinatori dalla commissione di qualsiasi violazione''.

La direttiva si applica agli scarichi di sostanze inquinanti di tutte le navi, a prescindere dalla bandiera, ad esclusione delle navi militari da guerra o ausiliarie o di altre navi possedute o gestite da uno Stato e impiegate, al momento, solo per servizi statali a fini non commerciali.

Piu' in particolare, in forza alla direttiva gli Stati membri dovranno provvedere affinche' siano considerati reati gli scarichi di sostanze inquinanti effettuati dalle navi, inclusi gli scarichi di minore entita', ''se effettuati intenzionalmente, per imprudenza o per negligenza grave''.

Dovranno quindi adottare le misure necessarie a fare si' che le persone fisiche o giuridiche che le commettono ''possano essere dichiarate responsabili''.

Cio' non vale pero' per i casi di minore entita' ''qualora l'atto commesso non produca danni alla qualita' dell'acqua''.

A meno che questi si verifichino periodicamente, producano nel loro insieme ''danni alla qualita''' dell'acqua e siano commessi ''intenzionalmente, temerariamente o per negligenza grave''

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