venerdì 3 luglio 2009

biocarburanti: ALGHE MAIS PAGLIA, GIà Nei distributori Shell di Ottawa, si può comprare benzina contenente il 10% di etanolo ricavato dalla paGLIA

DRESDA (GERMANIA) - Tornano i biocarburanti, con una nuova formula. In questi giorni, nei distributori Shell di Ottawa, è possibile acquistare una benzina contenente il 10% di etanolo ricavato dalla lavorazione di residui vegetali grezzi come la paglia, ricchi di cellulosa, ma privi di alcun valore alimentare. In pratica le biomasse sono ridotte in frammenti, disidratate e riscaldate velocemente: in questo modo si rompono i legami molecolari e si forma un olio che, raffinato, diventa etanolo. Carburante a tutti gli effetti.

NOVITA' ASSOLUTA - E’ la prima volta al mondo che un biocarburante di seconda generazione esce dai laboratori di ricerca per arrivare direttamente alla pompa (ma è stato utilizzato anche lo scorso 13 giugno alla 24 ore di Le Mans), una soluzione che, secondo la Shell, consente di ridurre, rispetto all’etanolo ricavato dal mais, le emissioni di CO2 nell’intero ciclo produttivo del 90%. Una strategia “verde” emersa anche durante la tavola rotonda “Towards a New Energy Future: Innovation and the Next Generation” di Dresda dalle parole di Paul Snaith, vice president marketing & technology Shell Global Solutions: «Benzina e gasolio non spariranno, ma nei prossimi anni il cambiamento, anche se in ritardo, ci sarà: noi prevediamo per esempio che nel 2020 più del 15% delle nuove auto sarà elettrica o ibrida “plug-in”, con percentuali più elevate nei paesi in via di sviluppo come la Cina». Per i biocarburanti che oggi non arrivano all’1% del mercato mondiale dei carburanti, invece, prosegue Snaith, “crediamo che nei prossimi dieci anni questa percentuale possa arrivare al 7-10%”.

COINVOLTA LA CINA - Per questo, oltre all’etanolo di seconda generazione prodotto in Canada insieme alla Iogen, Shell ha siglato solo l’anno scorso ben otto partnership di ricerca, di cui due con la Cina. In particolare, ha sottolineato Paul Snaith, «ci stiamo concentrando anche su soluzioni innovative come quella di biofuel prodotti dalla alghe marine (vedi la joint venture Cellana)». Tutto pronto quindi? «Passerà ancora un po’ di tempo prima che gli automobilisti possano acquistare la benzina contenente biocarburante di seconda generazione presso le stazioni di servizio, ma stiamo lavorando con le istituzioni per far sì che la produzione di grandi quantitativi sia accessibile» ha affermato Greame Sweeny, Shell Executive Vice President Future Fuels CO2.

IL PROBLEMA DA RISOLVERE - Produrre biocarburanti costa molto: il biodiesel generato dalle alghe, per esempio, diventa competitivo con il tradizionale gasolio solo se il prezzo del barile arriva a 800 dollari (oggi è a 70 dollari). E’ chiaro dunque che, senza degli incentivi in grado di far partire le economie di scala e ridurre i prezzi, il futuro dei biocarburanti potrebbe essere ancora una volta lontano e incerto.

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