mercoledì 7 ottobre 2009

La Norvegia è il miglior paese in cui vivere


La Norvegia ha ottenuto il titolo di migliore paese in cui vivere, mentre gli stati dell’Africa sub-sahariana colpiti dalla guerra e dall’Aids risultano i meno allettanti. E’ quanto emerge dai dati delle Nazioni Unite pubblicati oggi. I dati, raccolti prima della crisi economica globale, mostrano che il tenore di vita più alto si registra in Norvegia, Australia e Islanda, mentre Nigeria, Afghanistan e Sierra Leone sono i fanalini di coda in termini di sviluppo umano.

Il Paese migliore in cui vivere L’indice del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) è stato calcolato utilizzando dati del 2007 sul pil pro capite, sull’istruzione e sulle aspettative di vita, e sottolinea marcate differenze tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo. "Nonostante significativi miglioramenti nel corso del tempo, il progresso non è stato equo", ha commentato l’Undp in una nota. "Molti paesi sono regrediti negli ultimi decenni, a causa delle crisi economiche, delle crisi legate alle guerre e delle epidemia di Aids, e questo anche prima della recessione globale". In Nigeria, riporta l’indice, l’aspettativa di vita media è di 50 anni, inferiore di circa 30 anni rispetto alla Norvegia, mentre per ogni dollaro pro capite guadagnato in Nigeria, in Norvegia se ne guadagnano 85.

I Paesi più poveri Nei 24 paesi più poveri inoltre, circa la metà della popolazione è analfabeta, contro il 20% registrato nelle nazioni con uno sviluppo umano medio. I giapponesi sono risultati i più longevi, con un’aspettativa di vita media di 82,7 anni, mentre all’ultimo posto c’è l’Afghanistan, con un’aspettativa di 43,6 anni. Il minuscolo Liechtenstein, con una popolazione di 35.000 persone e 15 banche, ha il più elevato Pil pro capite, pari a 85.383 dollari, mentre il paese più povero è la Repubblica democratica del Congo, dove il reddito medio annuo è di 298 dollari a persona. L’Undp, che pubblica l’indice annuale dal 1990, ha dichiarato che lo sviluppo umano è migliorato globalmente del 15% rispetto al 1980, e che i maggiori progressi si sono registrati in Cina, Iran e Nepal.

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