lunedì 16 novembre 2009

FAME E CLIMA: Solo oggi moriranno 17 mila bambini

«La crisi economica e finanziaria insegna che ricchezza e benessere hanno valore se largamente e equamente distribuiti. È tempo di un rinnovato impegno da parte della comunità internazionale, specie dei Paesi più ricchi, per sconfiggere la povertà e per porre le basi di uno sviluppo sostenibile e diffuso». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al segretario generale dell'Onu e a tutte le autorità che partecipano al vertice mondiale della Fao in corso a Roma. Il capo dello Stato ha ricordato che «nel 2009 circa un miliardo di persone ha sofferto la fame» e ha evidenziato come «questa drammatica realtà non può lasciare indifferenti». Nel messaggio, il Presidente Napolitano esprime la propria fiducia «che i lavori del vertice faranno emergere preziose indicazioni per una rinnovata strategia mondiale sulla sicurezza alimentare».

BAMBINI DENUTRITI - Un intervento, quello di Napolitano, in linea con le parole di Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, che ha evidenziato come «solo oggi 17mila bambini moriranno di fame, eppure il mondo ha abbastanza cibo per sfamarli e questo non è accettabile». Ban ha esortato il presidente Usa Barack Obama e il premier italiano Silvio Berlusconi come presidente del G8 a «continuare il lavoro fatto finora», ricordando l'impegno preso al G8 dell'Aquila di investire 21 miliardi di dollari nella lotta contro la fame, risorse «che va assicurato siano messe a disposizione dei poveri, coordinate bene e imperniate sul sitema multilaterale». Nel breve termine, ha esortato il segretario generale Onu, «servono risposte efficaci e concrete per le emergenze, con incrementi prevedibili dei finanziamenti nel lungo termine».

FAME E CLIMA - Ma Ban Ki Moon ha parlato anche della necessità di politiche compatibili con l'ambiente, sottolineando come «non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica». All'indomani dell'accordo a due tra Cina e Stati Uniti che riduce le aspettative di un accordo globale sul clima alla conferenza di Copenaghen, il numero uno dell'Onu lega dunque la possibilità di assicurare cibo a un maggior numero di persone a una vera lotta ai cambiamenti climatici. «È questa la ragione per cui, il mese prossimo a Copenaghen, abbiamo bisogno di un accordo globale che fornisca un fondamento solido per un accordo legalmente vincolante sui cambiamenti climatici - afferma Ban - Dobbiamo ridurre le emissioni che stanno causando i cambiamenti climatici, dobbiamo tenere l'aumento delle temperature globali sotto i due gradi, dobbiamo aiutare i più vulnerabili ad adattarsi»
FONTE:corriere.it

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