domenica 1 novembre 2009

influenza suina: Influenza A, muore la prima bambina in Italia e non aveva nessuna malattia preesistente

È una undicenne di Pompei la dodicesima vittima dell’influenza A in Italia: dal mese di settembre è la sesta morte a Napoli, la prima fra i bambini nel nostro Paese. La piccola è deceduta all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli ed era affetta da influenza A. Ma questo caso - diverso dagli altri, quando le vittime soffrivano di gravi malattie pregresse - suscita dubbi e rinnova la preoccupazione tra la gente.

La piccola E. D., residente a Pompei, faceva sport ed era sana sotto tutti i punti di vista: mercoledì ha avvertito i primi sintomi, febbre e astenia, e nel giro di due giorni le sue condizioni sono diventate disperate, fino alla morte. È la dodicesima vittima italiana da settembre, la sesta a Napoli e la prima tra i bambini. Nella frazione Tre Ponti di Pompei, dove E.D. viveva con i genitori e due fratellini, il dolore è pari alla paura, ma gli esperti ribadiscono l’invito a evitare allarmismi. «Prima di formulare ipotesi aspetterei il risultato dell’esame autoptico, per capire se alla base del decesso possa esserci stata una malformazione congenita», dice Maria Triassi, direttrice del dipartimento Igiene ospedaliera dell’azienda universitaria Federico II di Napoli.

Nelle scuole e negli asili intanto è boom di contagi. L’igienista cita i dati della Società italiana di pediatria, secondo cui attualmente in Italia ci sarebbero circa 3 milioni di bambini con l’influenza A, «con un decorso benigno della malattia: solo qualche giorno di febbre». «Purtroppo - sottolinea la Triassi - in ogni epidemia influenzale, di qualunque tipo, possono esserci dei casi gravi. Per la normale influenza stagionale, la media è di 7 decessi ogni 10 mila casi». Anche Enrico De Campora, direttore sanitario dell’ospedale Santobono di Napoli, dove E.D. è morta, ritiene che le normali precauzioni siano più che sufficienti per chi è stato a contatto con la bambina. Il sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio, ha comunque convocato oggi pomeriggio un vertice in Comune.

A suscitare profonda impressione è stato anche il decorso fulmineo della malattia. La piccola E.D. ha avvertito i primi sintomi influenzali mercoledì: è stata visitata dal medico di base che le ha prescritto la tradizionale terapia per questi casi. I farmaci però non sono riusciti a domare la febbre, e così i genitori hanno ricoverato la figlia nell’ospedale "Mauro Scarlato" di Scafati (Salerno), comune confinante con Pompei. Le condizioni della paziente si sono aggravate ora dopo ora, fino alla decisione di trasferirla al Santobono di Napoli, ospedale di riferimento per le patologie pediatriche. Ma il quadro clinico di E.D. era già compromesso: durante il trasporto in ambulanza, il medico a bordo ha dovuto effettuare due interventi di rianimazione. La paziente è giunta a Napoli, ma ha smesso di vivere ieri pomeriggio, 40 minuti dopo il ricovero al Santobono. Visti i sintomi, i medici hanno effettuato il tampone: i risultati, resi noti oggi, sono stati di positività al virus H1N1. È stato disposto un «riscontro diagnostico», in pratica un’autopsia: gli anatomopatologi dell’università Federico II dovranno accertare se E.D. soffrisse di patologie non conosciute e quale sia stata l’effettiva causa della morte.

Cresce intanto la preoccupazione per un’altra bimba bolzanina della stessa età in condizioni molto critiche, ricoverata da una settimana alla Clinica universitaria di Innsbruck in Austria. Le regioni si apprestano, fra i ritardi, a far partire nei prossimi giorni, a macchia di leopardo, la "fase 2" della vaccinazione contro la pandemia. Alcune regioni tuttavia non hanno completato la "fase 1", quella della vaccinazione dei cosiddetti servizi essenziali (medici, infermieri, personale delle forze dell’ordine, ecc..). Un ritardo che continua a provocare polemiche. L’obiettivo è quello di immunizzare il 40% della popolazione, quella più a rischio: bambini, donne in gravidanza, adulti a rischio perchè sofferenti di alcune malattie. Restano esclusi, per ora, gli anziani che però, ha spiegato nei giorni scorsi il viceministro Ferruccio Fazio, potrebbero usufruire del vaccino che probabilmente rimarrà perchè alcuni rifiuteranno per scelta personale il farmaco.

Anche oggi, intanto, gli ospedali hanno dovuto accogliere nuovi malati con complicanze da influenza A. Un pensionato di 79 anni è ricoverato in condizioni molto gravi all’Ospedale San Martino di Genova a causa di problemi respiratori provocati dal virus. Tre le persone ricoverate nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cotugno di Napoli: le loro condizioni sono stazionarie. Registrati i primi due casi definiti ’gravì in Puglia: un’anziana con patologie croniche e un giovane senza particolari patologie. Le condizioni dei tre bambini ricoverati in terapia intensiva, al Policlinico Umberto I colpiti dall’influenza H1N1 e già affetti da patologie croniche invalidanti, rimangono stabili. Le condizioni degli altri 2 e postivi al test, ricoverati in Osservazione Breve, sono in netto miglioramento. Preoccupazione infine a Genova, dove le gravi condizioni di una donna incinta colpita dall’influenza A, hanno spinto i medici a far nascere il bimbo con un parto cesareo. Stessa sorte per una puerpera pugliese di 37 anni, mamma da ieri di un bambino che è in buone condizioni di salute. La donna ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Nicola Pellegrino di Trani perchè colpita dall’influenza A. La donna, alla 33esima settimana di gravidanza, è stata sottoposta a parto cesareo a causa della febbre alta.

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