venerdì 26 marzo 2010

EPATITE B, IN ITALIA 700 MILA MALATI MA SOLO 25 MILA IN TERAPIA

E' un'epidemia silenziosa che continua inarrestabile. Nel mondo 2 miliardi di persone (1 su 3) sono venuti a contatto con il virus dell'epatite B (Hbv), 350 milioni hanno sviluppato l'infezione nella forma cronica e ogni anno si registra un milione di decessi per malattie correlate al virus. In Europa solo il 12% dei malati sa di avere il virus e in Italia, su circa 700mila persone colpite da epatite B cronica, solo 25mila sono in terapia. I dati emergono dal 20* Congresso dell'Asian Pacific Association for the Study of the Liver (Apasl), appuntamento del continente asiatico sulle malattie del fegato, che si apre oggi a Pechino.

La regione asiatica e' la piu' colpita al mondo, il 75% dei portatori cronici del virus dell'epatite B (circa 20 milioni solo in Cina) si trova infatti in questa zona. L'Hbv e' estremamente contagioso, 100 volte piu' dell'Hiv (il virus dell'AIDS) e, se non trattata, l'infezione puo' causare gravi complicanze tra cui fibrosi, cirrosi e tumore del fegato.

Nonostante queste cifre allarmanti, poche persone sono consapevoli dell'importanza di sottoporsi a una terapia. In particolare entecavir, molecola scoperta nei centri di ricerca di Bristol-Myers Squibb e disponibile in Italia da tre anni, e' un antivirale orale ad elevata potenza e barriera genetica.

E' stato dimostrato che un trattamento a lungo termine con un antivirale potente ed efficace e' in grado di arrestare i danni al fegato, di migliorare la fibrosi epatica e di aumentare la sopravvivenza dei pazienti. Entecavir non solo blocca la replicazione del virus nel sangue, ma spegne anche l'infiammazione indotta dall'Hbv nel fegato. E se non c'e' infiammazione, il danno al fegato non progredisce. I dati di efficacia hanno rilevato che il 94% dei pazienti trattati con entecavir ha mantenuto la carica virale a livelli non determinabili dopo 5 anni di terapia. E studi di resistenza su pazienti trattati con entecavir per piu' di sei anni continuativamente hanno evidenziato che la probabilita' che sviluppino mutazioni virali che conferiscono resistenza alla molecola e' stata molto bassa (circa l'1,2%). Entecavir ha raggiunto questi risultati grazie alla sinergia fra la potenza nell'abbattere la carica virale e l'alta barriera genetica con la necessita' per il virus di sviluppare almeno tre mutazioni per sfuggire all'effetto della molecola.

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