martedì 2 marzo 2010

I cambiamenti climatici favoriscono le allergie stagionali

Raffreddori e febbri allergiche potrebbero durare di più a causa dei cambiamenti climatici. Lo sostiene uno studio dell’Università di Genova presentato al convegno dell’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology che si è svolto a New Orleans. Secondo lo studio durato sei anni, l’aumento della temperatura prolungherebbe la presenza di pollini dell’aria nonché la loro concentrazione. Il team dell’Università di Genova ha registrato la concentrazione di pollini e la loro durata nell’aria nella zona di Bordighera dal 2001 al 2007. «Studiando una regione geografica ben definita, abbiamo notato che il che il progressivo incremento della temperatura media ha allungato la durata dei pollini di alcune piante» , ha spiegato uno dei relatori dello studio, il dottor Walter Canonica. La percentuale di pazienti con reazioni agli allergeni è aumentata durante il periodo dello studio, dicono i ricercatori. «Una più lunga stagione di pollini e una più alta percentuale sicuramente possono esacerbare i sintomi tra e persone con riniti allergiche e fra quelle che in precedenza avevano solo sintomi minimi, ha spiegato Estelle Levetin,dell’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology.

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