mercoledì 9 giugno 2010

ENERGIA EOLICA : Una flotta di velieri per «raccogliere» energia eolica in mare.

Generatori trasformano la forza del vento in idrogeno, accumulato e scaricato a terra per produrre elettricità.

Una flotta di navi a vela dotate di appositi generatori potrebbero trasformare l'energia eolica in idrogeno che, accumulato e scaricato a terra, verrebbe poi trasformato in energia elettrica. In questo modo si potrebbe sfruttare la forza del vento anche in alto mare, là dove non è possibile o conveniente installare un campo di pale eoliche. L'idea dei due studiosi dell'Università di California-Davis, Max Platzer e Nesrin Sarigul-Klijn, è stata pubblicata recentemente sulla rivista specializzata New Scientist, dopo essere stata presentata il 19 maggio a Phoenix (Arizona) a un convegno della Società americana di ingegneria meccanica.

SOTTO IL MARE - L'idrogeneratore a due ali oscillanti produrrebbe energia sfruttando il movimento stesso dell'acqua solcata dal veliero sotto cui è montato. L'energia così ottenuta - tre volte maggiore di quella che si otterrebbe con un generatore a pale tradizionale - verrebbe usata per ricavare idrogeno dall'acqua marina. Secondo Platzer e Sarigul-Klijn un veliero dotato di 400 metri quadri di vele, spinto da un vento forza 7 da 15 metri al secondo, potrebbe generare 100 kW. Aumentando la velatura si potrebbe arrivare a 1 MW per ogni nave. Buona parte di questa energia verrebbe perduta nella doppia trasformazione elettricità-idrogeno-elettricità ma, stimano i due scienziati, il sistema avrebbe comunque un'efficienza intorno al 30% e si otterrebbero risultati straordinari se si costruisse una flotta adeguatamente grande.

ENERGIA - Platzer afferma che ricavare energia dal movimento dell'acqua è molto più efficiente rispetto all'aria (turbine eoliche) a causa della maggiore densità dell'acqua. Un flusso d'acqua attraverso un generatore sottomarino possiede una densità di potenza di 36 kW/mq rispetto a 1,2 kW/mq tipico dell'aria che soffia in un rotore eolico. Ne risulta inoltre che, a parità di energia, la struttura sottomarina può essere notevolmente più piccola.
fonte:corriere.it

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