martedì 1 giugno 2010

Il cancro si mimetizza... Ma ora si è scoperto il "trucco"


Nella guerra al cancro, tutta interna al nostro corpo, le nostre difese vengono a volte ingannate da una sorprendente capacità mimetica di alcuni tumori, capaci di farsi passare per linfonodi e di adottare alcuni comportamenti tipici dei linfonodi stessi. E perciò progrediscono senza mettere in allarme il sistema immunitario. Ma lo studio effettuato al Politecnico di Losanna, in Svizzera, che ha permesso di scoprire il trucco, adesso alimenta nuove speranze (Alice A. Tomei, ricercatrice all'istituto di bioingegneria del Politecnico di Losanna, 2 aprile 2010).


Come fa un cancro a evadere la sorveglianza del sistema immunitario? Un meccanismo chiave è stato recentemente scoperto al Politecnico di Losanna (Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, EPFL). Uno studio condotto dall'equipe di Melody Swartz, professore e direttore del laboratorio di meccano-biologia e morfogenesi (LMBM), ha mostrato come un tumore evita l'attacco da parte del sistema immunitario adottando le caratteristiche di un linfonodo e creando l'ambiente favorevole al suo sviluppo. Questa scoperta, pubblicata su Science e Science Express il 25 marzo scorso, mette in luce l'importante ruolo che assume il sistema linfatico nella malattia. E apre la strada a possibili trattamenti innovativi contro il cancro.

MIMETICO «Il tumore inganna il corpo umano facendosi passare per un tessuto sano», descrive Melody Swartz. Per comprendere a fondo come riesca a farsi tollerare dal sistema immunitario, Swartz e la sua equipe hanno concentrato i loro sforzi su una proteina chemoattrattiva normalmente presente nei nodi linfatici, e che serve ad attirare i linfociti T e a "programmarli" a svolgere le funzioni immunitarie vitali e difendere l'organismo. I ricercatori hanno scoperto che alcuni tumori sono capaci di secernere questa proteina e di assumere l'aspetto esteriore di un linfonodo: attirando i linfociti T e programmandoli esattamente come farebbe un normale linfonodo, questi tumori riescono a farsi riconoscere come inoffensivi dal sistema immunitario e a svilupparsi inosservati.

Poiché la maggior parte dei tumori non può progredire se non sfuggendo alla sorveglianza del sistema immunitario, la scoperta di questo complesso meccanismo mimetico potrà rivelarsi decisiva: «L'aver scoperto che i tumori possono attirare linfociti T e "educarli in situ" avrà delle implicazioni importanti, specialmente per quanto riguarda lo sviluppo di nuove terapie immunitarie nella lotta contro il cancro», conferma Jacqueline Shields, ricercatrice in LMBM.

Il tumore (in basso) si "traveste" da linfonodo e creando un ambiente ricco di fattori regolatori come TGF-beta, iNOS e IDO, educa le cellule del sistema immunitario (linfociti T di tipo CD4, CD8 e regolatori, indicati da sfere verdi, azzurre e rosa rispettivamente) a tollerare le sue cellule tumorali che si trovano all'interno del falso linfonodo. Nei veri linfonodi l'inganno non riuscirebbe e il sistema immunitario risponderebbe in modo appropriato contro il tumore. Gli autori dello studio sono Jacqueline D. Shields, Iraklis C. Kourtis, Alice A. Tomei, Joanna M. Roberts, Melody A. Swartz. Lo studio, Induction of lymphoid-like stoma and immune escape by tumors that express the chemokine CCL21, pubblicato su Science, è scaricabile in inglese dal nostro sito in formato PDF.

FONTE:focus.it

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