domenica 22 agosto 2010

energia nucleare : mappa dei siti iraniani, al via prima centrale

Ecco una mappa del nucleare in Iran, secondo fonti giornalistiche e dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).

- MINIERE DI URANIO: Una a SAGHAND vicino alla città di Yazd, nel deserto dell'Iran centrale. Si estrae minerale molto ricco di uranio. Il minerale, macinato, diventa ossido di uranio giallo chiamato "yellowcake". - CONVERSIONE: Un impianto si trova a ISFAHAN. Trasforma lo yellowcake in gas, esafluoride di uranio (UF6). Il gas è destinato ad essere immesso per l'arricchimento in centrifughe supersoniche messe in serie, o a cascata.

- ARRICCHIMENTO: a NATANTZ, circa 200 chilometri a sud di Teheran c'è un impianto in grado di ospitare fino a 50 mila centrifughe. A QOM c'è un impianto ancora in costruzione. Sarebbe situato all'interno di una montagna, secondo fonti di intelligence Usa. Secondo queste ultime, l'impianto, che potrebbe ospitare 3.000 nuove centrifughe, avrebbe le "dimensioni giuste" per un uso militare.

- CENTRALI NUCLEARI: La centrale di Bushehr, il primo impianto nucleare iraniano, è stata avviata oggi. Il progetto, sul Golfo Persico, fu avviato negli anni Settanta, ai tempi dello Scià, con l'aiuto delle imprese tedesche Siemens e Aeg-Telefunken. Dal 1995 sono ripartiti i lavori con l'appoggio della Russia. La messa in funzione era stata rinviata di diversi anni.

- REATTORE AD ACQUA PESANTE: ad ARAK, circa 250 km a sud di Teheran, sorge un reattore sperimentale, visitato da ispettori dell'Aiea. Il progetto preoccupa Usa, Ue e l'Aiea in quanto potrebbe essere sfruttato per la costruzione della bomba atomica.

Inizia per l'Iran l'era nucleare. La prima centrale è stata inaugurata da funzionari iraniani e russi nel porto meridionale di Bushehr a 35 anni dall’inizio della sua costruzione. Con l’apertura dello stabilimento di fabbricazione russa, 82 tonnellate di combustibile nucleare già consegnate sigillate all’Iran dalla Russia sono state aperte dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) e conservate in un contenitore esterno in prossimità del reattore. Il carburante verrà gradualmente versato nel reattore sotto la supervisione dell’Aiea e, secondo le previsioni, occorreranno due mesi prima che il reattore raggiunga il 50% della sua capacità e quindi, in sei-sette mesi, la centrale e il suo reattore da mille megawatts potranno essere collegati alla rete nazionale elettrica iraniana.

Produrre energia elettrica L’obiettivo annunciato da Teheran è produrre, con l’aiuto di Mosca, elettricità sufficiente per rispondere alla crescente domanda nazionale di energia. All’inaugurazione dell’impianto hanno partecipato il vicepresidente Ali Akbar Salehi, responsabile dell’agenzia nucleare iraniana e Serghiei Kiriyenko, direttore della Rosatom, l’agenzia di Stato russa per l’energia atomica. Con l’apertura dell’impianto di Bushehr, ha detto Salehi, "la Russia si è resa immortale" nella storia della Repubblica iraniana.

Usa: "Nessun rischio di proliferazione nucleare" L’entrata in funzione della centrale nucleare iraniana di Bushehr non rappresenta alcun rischio di proliferazione: lo ha affermato il Dipartimento di Stato americano, sottolineando come l’impianto sia destinato ad un utilizzo civile e la sua attività sia sorvegliata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (aiea) e dalla Russia. Tuttavia proprio la cooperazione russa nella fornitura e recupero del combustibile nucleare dimostra come "l’Iran non abbia affatto bisogno di possedere delle autonome capacità di arricchimento se le sue intenzioni sono pacifiche", ha concluso il portavoce del Dipartimento, Darby Holladay

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