giovedì 12 agosto 2010

occhi: Quest'estate attenti agli occhi

Buco nell'ozono, sole accecante, ore e ore sulla sdraio: gli oculisti lanciano l'allarme. I rischi vanno dalla cataratta al tumore. Ecco i consigli degli esperti.

Sono due le regole fondamentali per prevenire i danni causati dal sole agli occhi: conoscerli
e poi bloccare le radiazioni ultraviolette (Uv) A e B. Lo ricorda Prevent Blindness America, la più antica associazione per la prevenzione delle malattie oculari degli Stati Uniti che, come ogni anno, ha appena reso noti i consigli più aggiornati. Per quanto riguarda il primo punto, il presidente Hugh Parry ha sottolineato come siano ormai incontrovertibili le prove che collegano le radiazioni Uva e Uvb a un aumento di cataratte, degenerazioni maculari e tumori dei tessuti oculari; e come i bambini, avendo la lente interna e i tessuti più limpidi e un organismo in evoluzione, ed essendo abituati a rimanere sotto il sole per ore, siano ancora più a rischio degli adulti.

Quanto ai consigli, gli adulti dovrebbero indossare una protezione adeguata ogni qualvolta si trovino in mare, su una spiaggia, sulla neve o su una superficie riflettente, e in generale ogni volta che ci si espone al sole.

Vanno bene occhiali da vista e non, lenti a contatto e lenti intraoculari, purché abbiamo le seguenti caratteristiche: riducano il senso di abbagliamento, filtrino tra il 90 e il 100 per cento dei raggi Uva e Uvb, siano confortevoli e non distorcano i colori. Per capire se una lente è sufficientemente schermante basta controllare le etichette, che tutti i produttori certificati appongono, e verificare che sia indicata un'azione filtrante compresa tra il 90 e il 100 per cento per entrambi i tipi di Uv. Inoltre, poiché i raggi penetrano anche lateralmente, l'optimum sarebbe indossare anche un cappello a larghe falde oppure un berretto con visiera.

Per i bambini valgono le stesse regole, con qualche accortezza in più. Gli occhiali devono infatti schermare la più ampia superficie possibile ed essere quindi in media più grandi. Inoltre devono essere infrangibili (meglio se di plastica), leggeri e confortevoli, e adatti allo stile di vita del piccolo, cioè, per esempio, al tipo di sport o di attività svolta, in modo che il bambino si abitui a indossarli senza provare fastidio. Infine - ha concluso Parry - il modo migliore per convincerli a usarli è dare il buon esempio.
fonte: espresso

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