martedì 13 novembre 2012

TUMORI: AUMENTO ANCHE DEL 200 PER CENTO DEI CASI DI TUMORE ALLA TESTA LEGATO ALL'ESPOSIZIONE ALLE MICROONDE DEL TELEFONINO

Per gli esperti ci sono sufficienti basi scientifiche per stabilire una classificazione più severa del telefonino come possibile cancerogeno


Tutti hanno un cellulare, uno strumento per comunicare che ha cambiato le nostre vite ma che potrebbe nuocere in maniera grave. In particolare, gli esperti allertano sulla crescita dell'incidenza di formazioni tumorali al cervello associate all'uso del telefono portatile. A lanciare il monito anche Livio Giuliani - portavoce dall'International Commission for Electromagnetic Safety (Commissione internazionale per la sicurezza elettromagnetica) - che afferma: "Studi internazionali hanno dimostrato un aumento anche del 200 per cento dei casi di tumore alla testa e in particolare al cervello, come il glioma, legato all'esposizione alle microonde del telefonino".

Contro il Decreto sviluppo
Se n'è parlato al convegno "Campi elettromagnetici e salute: c'è il rischio di un disastro ambientale con il decreto crescita?" organizzato a Roma dall'Icems, dall'Università di Roma Tre e dall'ateneo della Tuscia, con la collaborazione dell'Associazione malattie da intossicazione cronica e ambientale.
Gli esperti si sono riuniti contro la modifica - prevista dal recente Decreto sviluppo ora all'esame del Senato - dei limiti attuali per misurare i campi elettromagnetici. La nuova legge prevederebbe il passaggio delle rilevazioni dalla durata attuale di 6 minuti alle 24 ore proposte nel Decreto legge. Se passerà la nuova legge, secondo gli esperti e le associazioni, "porterà a una sottovalutazione dei valori riscontrati e verosimilmente a una crescita delle patologie correlate alle esposizioni elettromagnetiche. Perché la misurazione se spalmata nelle 24 ore permetterà una tolleranza di picchi diurni quando è maggiore il numero di utenti attivi, fino a 18-20 volt per metro, cioè anche tre volte superiori a quelli attuali".

Studi indipendenti vs studi sovvenzionati
Gli esperti dell'Icems hanno raccolto quindici studi internazionali per ribadire che "oggi è disponibile la necessaria base scientifica per stabilire una classificazione più severa dell'esposizione al cellulare come probabile cancerogeno. Un'evidenza basata su studi in vitro e in vivo e sulla scoperta di meccanismi biofisici o biochimici che possono essere coinvolti nell'insorgenza dei tumori".
Inoltre, gli scienziati sottolineano che "la sentenza della Corte di Cassazione del 12 ottobre 2012 ha stabilito un legame di concausalità tra un forte uso del cellulare e un tumore. E ha evidenziato anche le divergenze tra le scarse prove di rischio trovate dagli studi sovvenzionati dall'industria e l'alto rischio emerso, invece, negli studi indipendenti, come quello del gruppo svedese diretto dall'epidemiologo Lennart Hardell".
Tenerlo a distanza
Forse mettere qualche centimetro in più tra sé e l'apparecchio potrebbe fornire qualche cautela in più. A questo proposito, Settimio Grimaldi del comitato scientifico dell'Icems dice: "Alcune aziende che producono cellulari consigliano, nel libretto delle istruzioni dei prodotti di ultima generazione, di tenere il cellulare a una distanza dal corpo di alcuni centimetri. Ma perché non usano le stesse frasi shock presenti sui pacchetti di sigarette invece di limitarsi a consigliare l'utente?"
Tra l'altro gli studi sono molto più lenti degli avanzamenti tecnologici. Grimaldi avverte: "Stanno per arrivare sul mercato i cellulari con tecnologia 4G ma ancora la comunità scientifica sta indagando e dimostrando solo oggi i rischi oncologici legati alla più vecchia tecnologia Gsm".
Studi in corso
In Italia non sono disponibili studi epidemiologici sul legame tra l'uso del cellulare e le patologie oncologiche. Ma alcuni studi cominciano a fare luce sul problema, Giuliani spiega: "La ricerca Interphone del 2010 e sviluppata a livello europeo ha sottolineato l'aumento del rischio oncologico per chi abusa del telefonino. Mentre di grande interesse è lo studio che sta facendo l'Istituto Ramazzini di Bologna, indagando l'impatto degli inquinanti oncogeni sulla salute con il più grande lavoro al mondo su ratti, 7.700 quelli coinvolti". L'esperto conclude: "La ricerca ha dimostrato un'attività sinergica tra le onde prodotte dal telefonino e le radiazioni gamma delle radioterapie. Con un aumento significativo nei ratti del rischio di sviluppare una neoplasia".

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