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giovedì 3 gennaio 2013

fruttosio: non aiuta a dimagrire

 Effetto diverso sul cervello rispetto al glucosio. L'esperto: «Il consumo eccessivo può creare danni al metabolismo»

Fruttosio invece dello zucchero? Inutile, anzi controproducente, se si vuole dimagrire. Lo afferma uno studio dell’università di Yale pubblicato dalla rivista Jama, secondo cui questo dolcificante naturale contenuto nella frutta non produce nel cervello lo stesso effetto di sazietà assicurato dal glucosio, e potrebbe essere anzi una delle cause dell’epidemia di obesità. Il fruttosio è spesso scelto per il suo potere dolcificante, doppio rispetto al comune zucchero. LO STUDIO - Per verificare la sua efficacia nelle diete i ricercatori hanno chiesto a 20 volontari in salute di sottoporsi a una risonanza al cervello mentre mangiavano glucosio o fruttosio. Il risultato principale è stato che solo il primo riduce significativamente il flusso di sangue nella regione dell’ipotalamo: «Il glucosio, ma non il fruttosio, provoca una significativa diminuzione dell’attività di ipotalamo, insula e striato - spiegano gli autori -, aree del cervello che regolano l’appetito, la motivazione e la ricompensa, e solo il glucosio attiva le connessioni legate al senso di sazietà». Una conseguenza della scoperta, spiega un editoriale che accompagna lo studio, è che il fruttosio potrebbe addirittura promuovere l’assunzione di più cibo, perché il corpo non si sente sazio in mancanza dei segnali neurobiologici giusti. METABOLISMO - «L’uso del fruttosio si è diffuso per vari motivi soprattutto come unico dolcificante a disposizione del diabetico fino a poco tempo fa - spiega Andrea Ghiselli, ricercatore dell’INRAN (Istituto nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione) -. Il fruttosio, contrariamente al glucosio, non è glicemizzante e quindi non stimola la secrezione insulinica, però se da una parte preserva i picchi glicemici, dall’altra se preso in dosi esagerate sconquassa il metabolismo intraepatico provocando aumento di trigliceridi e steatosi epatica. Anche nella frutta e nel miele c’è fruttosio, ma il consumo eccessivo si rischia usandolo per dolcificare il caffè o altre bevande e le torte di produzione casalinga. Quando si diffuso poi il mito, abbastanza insensato dell’indice glicemico (non è l’indice che conta, ma il carico glicemico) il fruttosio ha continuato il suo successo e non si tenuto mai conto del fatto che, intanto il fruttosio aveva le sue belle 4 kcal per grammo come tutti gli zuccheri e quindi sostituiva a pari calorie e aveva anche i suoi bravi effetti metabolici». LA LUSINGA DEL DOLCETTO - Ma allora qual è il miglior sostituto dello zucchero? «Sia per il diabetico che per la popolazione sana non è il fruttosio ma... il nulla - spiega Ghiselli -. Invece di dolcificare il caffè prendiamolo amaro o non prendiamolo per nulla. Lasciamo che sia la frutta il nostro dessert e non cediamo alla lusinga del dolcetto dopo pranzo e dopo cena. Concediamoci il dolce, ma magari la mattina a colazione o come spuntino: biscotti, pane burro e marmellata, una merendina tipo pan di spagna, una piccola fetta di crostata, un cornetto… poi basta zucchero fino alla colazione successiva. Oppure guadagniamocelo: nulla si ottiene gratuitamente, facciamo tanta di quell’attività fisica da avere un fabbisogno più elevato. Con un fabbisogno di 2700-3000 kcal al giorno, si corrono minori rischi di non bruciare quel cucchiaino di zucchero del caffè o del cioccolatino dopo cena. Ma con il nostro fabbisogno da bradipi non ci possiamo permettere strappi».] Fruttosio invece dello zucchero? Inutile, anzi controproducente, se si vuole dimagrire. Lo afferma uno studio dell'università di Yale pubblicato dalla rivista Jama, secondo cui questo dolcificante naturale contenuto nella frutta non produce nel cervello lo stesso effetto di sazietà assicurato dal glucosio, e potrebbe essere anzi una delle cause dell'epidemia di obesità. Il fruttosio è spesso scelto per il suo potere dolcificante, doppio rispetto al comune zucchero.

LO STUDIO - Per verificare la sua efficacia nelle diete i ricercatori hanno chiesto a 20 volontari in salute di sottoporsi a una risonanza al cervello mentre mangiavano glucosio o fruttosio. Il risultato principale è stato che solo il primo riduce significativamente il flusso di sangue nella regione dell'ipotalamo: «Il glucosio, ma non il fruttosio, provoca una significativa diminuzione dell'attività di ipotalamo, insula e striato - spiegano gli autori -, aree del cervello che regolano l'appetito, la motivazione e la ricompensa, e solo il glucosio attiva le connessioni legate al senso di sazietà». Una conseguenza della scoperta, spiega un editoriale che accompagna lo studio, è che il fruttosio potrebbe addirittura promuovere l'assunzione di più cibo, perché il corpo non si sente sazio in mancanza dei segnali neurobiologici giusti.

METABOLISMO - «L'uso del fruttosio si è diffuso per vari motivi soprattutto come unico dolcificante a disposizione del diabetico fino a poco tempo fa - spiega Andrea Ghiselli, ricercatore dell’INRAN (Istituto nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione) -. Il fruttosio, contrariamente al glucosio, non è glicemizzante e quindi non stimola la secrezione insulinica, però se da una parte preserva i picchi glicemici, dall'altra se preso in dosi esagerate sconquassa il metabolismo intraepatico provocando aumento di trigliceridi e steatosi epatica. Anche nella frutta e nel miele c'è fruttosio, ma il consumo eccessivo si rischia usandolo per dolcificare il caffè o altre bevande e le torte di produzione casalinga. Quando si diffuso poi il mito, abbastanza insensato dell'indice glicemico (non è l'indice che conta, ma il carico glicemico) il fruttosio ha continuato il suo successo e non si tenuto mai conto del fatto che, intanto il fruttosio aveva le sue belle 4 kcal per grammo come tutti gli zuccheri e quindi sostituiva a pari calorie e aveva anche i suoi bravi effetti metabolici».

LA LUSINGA DEL DOLCETTO - Ma allora qual è il miglior sostituto dello zucchero? «Sia per il diabetico che per la popolazione sana non è il fruttosio ma... il nulla - spiega Ghiselli -. Invece di dolcificare il caffè prendiamolo amaro o non prendiamolo per nulla. Lasciamo che sia la frutta il nostro dessert e non cediamo alla lusinga del dolcetto dopo pranzo e dopo cena. Concediamoci il dolce, ma magari la mattina a colazione o come spuntino: biscotti, pane burro e marmellata, una merendina tipo pan di spagna, una piccola fetta di crostata, un cornetto… poi basta zucchero fino alla colazione successiva. Oppure guadagniamocelo: nulla si ottiene gratuitamente, facciamo tanta di quell'attività fisica da avere un fabbisogno più elevato. Con un fabbisogno di 2700-3000 kcal al giorno, si corrono minori rischi di non bruciare quel cucchiaino di zucchero del caffè o del cioccolatino dopo cena. Ma con il nostro fabbisogno da bradipi non ci possiamo permettere strappi».

FONTE:http://www.corriere.it/salute/nutrizione/13_gennaio_03/fruttosio-dimagrire-cervello_45a450a4-558d-11e2-8f89-e98d49fa0bf1.shtml

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