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sabato 24 aprile 2010

Varanus Bitatawa : Nuovo esemplare catalogato nelle Filippine: «parente» del drago di Komodo ha una lunghezza di due metri


Negli ultimi cinquant’anni solo la scimmia di Kipunji in Tanzania e il bovide chiamato saola, nel Vietnam, possono competere con la scoperta del Varanus Bitatawa, una lucertola lunga circa due metri individuata casualmente, e quasi miracolosamente, nella valle del nord dell’isola di Luzon, nelle Filippine, da un team di ricercatori del Biodiversity Institute dell’Università del Kansas.

LE PECULIARITÀ – I colori del rettile, che pesa appena dieci chili, sono suggestivi e una tonalità di base blu e nera si alterna a squame verdi e gialle. La caratteristica decisamente più curiosa consiste però nel possesso di due peni, anche se in realtà va detto che per quanto insolita e inquietante la presenza di due organi riproduttivi non è appannaggio esclusivo del Varanus Bitatawa ed è una peculiarità di molti rettili: alcuni sauri e serpenti sono dotati infatti di due organi copulatori (emipeni) che in condizione di riposo vengono alloggiati in apposite tasche e che utilizzano alternativamente.

UN CUGINO FAMOSO – La scoperta è stata classificata come insolita, vivendo il lucertolone in una zona molto popolata e soggetta a una deforestazione intensa. E’ quasi un miracolo insomma che questo grande rettile, di cui sicuramente esistono pochissimi esemplari, vivesse in quella zona, sopravvissuto all’ingombrante presenza umana. Un test del Dna dell’animale ha consentito di rivelare una parentela abbastanza prossima del Varanus Bitatawa con il drago di Komodo indonesiano, ma contrariamente al cugino la lucertola filippina non è carnivora, il che la rende anche meno aggressiva del leggendario rettile indonesiano, noto per la sua pericolosità e voracità.

L’HABITAT – Gradatamente l’habitat naturale del bizzarro rettile si è trasformato e a dare il colpo di grazia hanno contribuito le popolazioni locali, che con la caccia hanno minacciato la specie, ormai in serio pericolo di estinzione. Attualmente non è possibile fare un censimento, ma i ricercatori sono più che certi che le specie in circolazione siano pochissime e che avrebbero potuto estinguersi senza nemmeno essere catalogate. Questa parte delle Filippine è considerata molto difficile da esplorare e particolarmente nascosta e inaccessibile, anche se in realtà gli indigeni consumavano tranquillamente la carne del lucertolone, che era parte fondamentale della loro dieta. La scoperta è stata pubblicata nel Biology Letters journal della Royal Society, risale alla scorsa estate (nonostante sia stata documentata solo ora) ed è il frutto di quasi un decennio di ricerche. Come ha voluto sottolineare Rafe Brown, uno degli autori dell’articolo, si spera che l’animale possa diventare un’icona della lotta per la preservazione dell’ambiente, in una zona già molto compromessa e minacciata dall’uomo.
FONTE:corriere.it

lunedì 25 maggio 2009

draghi di Komodo: Varani di Komodo sempre più aggressivi: la selvaggina scarseggia e si avvicinano ai villaggi attratti dagli odori

I draghi di Komodo seminano il terrore nei villaggi dell'Indonesia. E stanno diventando un problema serio. In realtà la "strage" compiuta da questi animali simil-preistorici, 2.500 esemplari "relegati" nell'isola indonesiana di Komodo e in qualche arcipelago circostante, è relativa: hanno ucciso quattro persone in 35 anni (l'ultimo episodio due mesi fa) e ferito una decina di persone negli ultimi dieci anni.

SEMPRE PIÙ AGGRESSIVI - Ma qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Secondo gli abitanti dei villaggi, abituati a convivere con questi "mostri" lunghi 3 metri e pesanti 70 tonnellate, la loro aggressività è aumentata e quella che era una più o meno tranquilla convivenza sta diventando una sfida quotidiana contro un nemico molto ben armato. Il varano è in grado di inoculare nella vittima un veleno mortale, ma in realtà secondo gli esperti ciò che uccide è il morso, dato che questo rettile è dotato di denti simili a quelli degli squali. L'aumentata aggressività dei varani dipenderebbe dal fatto che il nutrimento scarseggia a causa della caccia (umana). Sono animali carnivori e quindi - spiegano gli esperti - attratti dagli odori che arrivano dai villaggi, per esempio quello del pesce messo ad essiccare.

VIETATO NUTRIRLI - Inoltre esiste una legge, dal 1994, che impedisce di dar loro da mangiare. «Prima gli davano ossa e pelle di cervo» spiega un pescatore. Gli abitanti dei villaggi hanno chiesto più volte la possibilità di tornare a nutrire i varani, in modo controllato, ma hanno ottenuto un rifiuto dalle autorità. «Se permettiamo alla gente di dar loro il cibo, diventeranno pigri e perderanno la capacità di cacciare - spiega l'esperto Jeri Imansyah - e questo potrebbe portarli all'estinzione». Dunque il problema non è di facile soluzione. Gli abitanti dei villaggi hanno chiesto la sistemazione di barriere per difendersi dai varani, ma anche questa proposta è stata respinta al mittente. Allora qualcuno si è arrangiato costruendo palizzate di legno, che però non sono sufficienti a scoraggiare un drago affamato.

MERAVIGLIA DELLA NATURA? - E c'è un'altra questione: quella del turismo, che non va scoraggiato. Il governo indonesiano sta conducendo una battaglia per inserire il parco nazionale di Komodo nella lista delle «Sette meraviglie della natura». E bisogna assicurare la sopravvivenza dei varani, che ovviamente rappresentano una grande attrazione. Senza mettere però a repentaglio la vita degli umani.

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