In Indonesia il colosso cartario App (Asia Pulp & Paper) sta distruggendo l'habitat della tigre di Sumatra. E lo fa abbattendo alberi protetti in spregio a ogni legge locale e internazionale per fare la carta utilizzata anche da importanti multinazionali. Lo dimostra un'inchiesta di Greenpeace frutto di un anno di indagini sotto copertura che evidenzia come la App non rispetti la legge indonesiana né la convenzione internazionale Cites; entrambe a protezione di specie forestali a rischio come l'albero di ramino (Gonystylus bancanus).
RAMINO - Il ramino - uno dei legni più preziosi - cresce spontaneo nelle torbiere indonesiane e della Malesia, l'habitat ideale per la rarissima tigre di Sumatra (ne rimangono 400 esemplari). Nel corso di ripetuti sopralluoghi presso la Indah Kiat Perawang - la più grande cartiera di App in Indonesia - Greenpeace ha identificato numerosi esemplari di ramino mischiati ad altri tronchi provenienti dal taglio delle ultime foreste di torbiera a Sumatra, pronti per essere trasformati in polpa di cellulosa. Greenpeace ha prelevato e inviato 46 campioni di questi tronchi a un laboratorio di analisi indipendente che ha confermato che si trattava di ramino.
CAMPAGNA - «Speriamo che le aziende, anche italiane, che continuano ad acquistare carta da App riconoscano quanto siano ridicole le affermazioni dell'azienda sulla presunta tolleranza zero di App per il legno illegale», ha dichiarato Bustar Maitar, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Indonesia. Test effettuati da laboratori indipendenti hanno, infatti, dimostrato come prodotti venduti da National Geographic, Xerox, Danone e molti altri contengano fibre provenienti dalla distruzione delle foreste di Sumatra. Questi prodotti vengono confezionati utilizzando carta prodotta dalla Indah Kiat Perawang.
DEFORESTAZIONE - Un'analisi delle mappe governative dimostra inoltre che dal 2001 - quando il governo indonesiano ha bandito lo sfruttamento e il commercio del legno di ramino - sono stati deforestati almeno 180 mila ettari di torbiere a Sumatra in concessioni controllate da App: una superficie pari all'intera provincia di Genova.
fonte:http://www.corriere.it/ambiente/12_arzo_01/indonesia-alberi-greenpeace_274664f0-6397-11e1-b5fe-fe1dee297a67.shtml
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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venerdì 2 marzo 2012
lunedì 20 giugno 2011
deforestazione: BAMBOLA BARBIE DISTRUGGE FORESTE INDONESIA
Barbie e Ken contribuiscono alla distruzione delle foreste indonesiane, habitat naturale di molte specie a rischio di estinzione come le tigri di Sumatra. L'accusa contro la Mattel, l'azienda statunitense che produce le due celebri bambole, viene dall'associazione ambientalista Greenpeace, secondo la quale le scatole in cui vengono venduti al pubblico Barbie e Ken portano il timbro della societa' Asia Pulp and Paper (APP), descritta come una ''famigerata distruttrice'' delle foreste indonesiane.
''Barbie distrugge le foreste naturali e spinge specie rare come le tigri sull'orlo dell'estinzione'', ha detto il responsabile della campagna di sensibilizzazione di Greenpeace Indonesia, Bustar Maitar. ''La Mattel, che produce Barbie, deve smettere di associare il giocattolo piu' famoso del mondo alla distruzione delle foreste pluviali''.
Secondo Greenpeace, la APP ''e' stata denunciata piu' volte per la distruzione delle foreste per produrre packaging usa e getta. La Mattel e le altre compagnie che producono giocattoli, come la Disney, devono sostenere i produttori indonesiano responsabili''.
La APP, una controllata del gigante della carta e dell'olio di palma Sinar Mas, ha respinto le accuse. ''Sono stupita che abbiano attaccato proprio noi. Siamo orgogliosi di utilizzare carta riciclata e stiamo cercando di promuoverne l'utilizzo'', ha detto una manager della societa', Aida Greenbury.
La campagna di Greenpeace contro la Mattel segue altre azioni simili contro Walmart, Carrefour e Tesco. In seguito alle accuse degli ambientalisti, Unilever, Kraft e Nestle hanno bloccato le forniture di olio di palma dalle societa' del gruppo Sinar Mar, mentre Carrefour, Staples, Office Depot e Woolworths (Australia) non comprano piu' carta dall'APP
''Barbie distrugge le foreste naturali e spinge specie rare come le tigri sull'orlo dell'estinzione'', ha detto il responsabile della campagna di sensibilizzazione di Greenpeace Indonesia, Bustar Maitar. ''La Mattel, che produce Barbie, deve smettere di associare il giocattolo piu' famoso del mondo alla distruzione delle foreste pluviali''.
Secondo Greenpeace, la APP ''e' stata denunciata piu' volte per la distruzione delle foreste per produrre packaging usa e getta. La Mattel e le altre compagnie che producono giocattoli, come la Disney, devono sostenere i produttori indonesiano responsabili''.
La APP, una controllata del gigante della carta e dell'olio di palma Sinar Mas, ha respinto le accuse. ''Sono stupita che abbiano attaccato proprio noi. Siamo orgogliosi di utilizzare carta riciclata e stiamo cercando di promuoverne l'utilizzo'', ha detto una manager della societa', Aida Greenbury.
La campagna di Greenpeace contro la Mattel segue altre azioni simili contro Walmart, Carrefour e Tesco. In seguito alle accuse degli ambientalisti, Unilever, Kraft e Nestle hanno bloccato le forniture di olio di palma dalle societa' del gruppo Sinar Mar, mentre Carrefour, Staples, Office Depot e Woolworths (Australia) non comprano piu' carta dall'APP
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martedì 26 ottobre 2010
Indonesia colpita dalle calamità naturali: 100 vittime per lo tsunami a Sumatra, erutta anche un vulcano
L'Indonesia si trova a fronteggiare una doppia emergenza umanitaria, lo tsunami a Sumatra e l'eruzione del vulcano Merapi a Giava. Per l'onda anomala che ha spazzato una decina di villaggi sulla costa di Sumatra il bilancio è ora di 108 morti e 502 dispersi, tra cui una decina di surfisti australiani.
E intanto c'è la prima vittima per l'eruzione del vulcano Merapi, sull'isola di Giava: è una neonata di tre mesi deceduta per problemi respiratori dovuti alla nube di cenere. Ci sono state anche una ventina di persone ricoverate per difficoltà respiratorie e cinque ustionati. Per sfuggire alla furia del vulcano alto quasi 3mila metri sono state evacuate 19mila persone, prima che all'alba ci fosse la tripla eruzione dai crateri minori.
Lo tsunami, seguito a un terremoto di magnitudo 7,7 nelle isole Mentawai a ovest di Sumatra, ha generato onde alte tre metri che hanno riportato alla mente la tragedia del 2004, quando un altro più tragico tsunami fece più di 240mila morti. Un gruppo di turisti australiani ha raccontato che la loro barca è stata distrutta da «un muro di acqua bianca» che l'ha scaraventata sulla costa. La zona più colpita, circa 300 chilometri a sud di Padang, è molto frequentata da turisti e surfisti. La Farnesina ha però riferito che non risulta che ci siano italiani coinvolti.
L'arcipelago delle Mentawi, 150 chilometri a ovest della costa di Sumatra, è formato da 70 isole ed è abitato da 68mila persone, ed è diventata negli ultimi anni una delle mete asiatiche preferite dai surfisti. Nel villaggio costiero di Betu Monga sono andati distrutti diversi edifici. Le autorità locali hanno riferito che solo 40 dei 200 residenti sono stati trovati. Tra i 160 dispersi ci sono molte donne e bambini. In quell'area solo l'80% delle abitazioni è rimasto in piedi. L'agenzia di viaggi «The Perfect Wave» (l'Onda perfertta), la più utilizzata dai surfisti, ha detto che al momento del disastro sul posto c'erano 32 suoi clienti.
A Padang, nel settembre dello scorso anno, un sisma di magnitudo 7,6 aveva fatto 1.100 morti. Nell'isola di Pagai del sud le onde sono penetrate all'interno per 600 metri, a Pagai del nord ha persino raggiunto i tetti delle case.
Secondo un testimone di un resort per surfisti sull'isola di North Pagai, anche essa duramente colpita, onde alte fino a tre metri hanno distrutto la struttura, facendo cozzare le barche una contro l'altra fino al divampare delle fiamme.
Un funzionario governativo locale, intervistato dall'emittente Metro Tv, ha spiegato che parte dei dispersi potrebbe aver cercato rifugio sulle colline circostanti. Mentre il bilancio delle vittime sembra destinato ad aumentare, man mano che i villaggi della zona vengono raggiunti.
Il sisma, registrato alle 21.42 di lunedì sera (le 16.42 in Italia) a ovest di Sumatra a 14 chilometri di profondità, aveva fatto scattare l'allarme, fatto rientrare poco più di un'ora dopo dalle autorità indonesiane.
fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-26/morti-dispersi-tsunami-colpito-135359.shtml?uuid=AYkiQMeC
E intanto c'è la prima vittima per l'eruzione del vulcano Merapi, sull'isola di Giava: è una neonata di tre mesi deceduta per problemi respiratori dovuti alla nube di cenere. Ci sono state anche una ventina di persone ricoverate per difficoltà respiratorie e cinque ustionati. Per sfuggire alla furia del vulcano alto quasi 3mila metri sono state evacuate 19mila persone, prima che all'alba ci fosse la tripla eruzione dai crateri minori.
Lo tsunami, seguito a un terremoto di magnitudo 7,7 nelle isole Mentawai a ovest di Sumatra, ha generato onde alte tre metri che hanno riportato alla mente la tragedia del 2004, quando un altro più tragico tsunami fece più di 240mila morti. Un gruppo di turisti australiani ha raccontato che la loro barca è stata distrutta da «un muro di acqua bianca» che l'ha scaraventata sulla costa. La zona più colpita, circa 300 chilometri a sud di Padang, è molto frequentata da turisti e surfisti. La Farnesina ha però riferito che non risulta che ci siano italiani coinvolti.
L'arcipelago delle Mentawi, 150 chilometri a ovest della costa di Sumatra, è formato da 70 isole ed è abitato da 68mila persone, ed è diventata negli ultimi anni una delle mete asiatiche preferite dai surfisti. Nel villaggio costiero di Betu Monga sono andati distrutti diversi edifici. Le autorità locali hanno riferito che solo 40 dei 200 residenti sono stati trovati. Tra i 160 dispersi ci sono molte donne e bambini. In quell'area solo l'80% delle abitazioni è rimasto in piedi. L'agenzia di viaggi «The Perfect Wave» (l'Onda perfertta), la più utilizzata dai surfisti, ha detto che al momento del disastro sul posto c'erano 32 suoi clienti.
A Padang, nel settembre dello scorso anno, un sisma di magnitudo 7,6 aveva fatto 1.100 morti. Nell'isola di Pagai del sud le onde sono penetrate all'interno per 600 metri, a Pagai del nord ha persino raggiunto i tetti delle case.
Secondo un testimone di un resort per surfisti sull'isola di North Pagai, anche essa duramente colpita, onde alte fino a tre metri hanno distrutto la struttura, facendo cozzare le barche una contro l'altra fino al divampare delle fiamme.
Un funzionario governativo locale, intervistato dall'emittente Metro Tv, ha spiegato che parte dei dispersi potrebbe aver cercato rifugio sulle colline circostanti. Mentre il bilancio delle vittime sembra destinato ad aumentare, man mano che i villaggi della zona vengono raggiunti.
Il sisma, registrato alle 21.42 di lunedì sera (le 16.42 in Italia) a ovest di Sumatra a 14 chilometri di profondità, aveva fatto scattare l'allarme, fatto rientrare poco più di un'ora dopo dalle autorità indonesiane.
fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-26/morti-dispersi-tsunami-colpito-135359.shtml?uuid=AYkiQMeC
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lunedì 25 maggio 2009
draghi di Komodo: Varani di Komodo sempre più aggressivi: la selvaggina scarseggia e si avvicinano ai villaggi attratti dagli odori
I draghi di Komodo seminano il terrore nei villaggi dell'Indonesia. E stanno diventando un problema serio. In realtà la "strage" compiuta da questi animali simil-preistorici, 2.500 esemplari "relegati" nell'isola indonesiana di Komodo e in qualche arcipelago circostante, è relativa: hanno ucciso quattro persone in 35 anni (l'ultimo episodio due mesi fa) e ferito una decina di persone negli ultimi dieci anni.SEMPRE PIÙ AGGRESSIVI - Ma qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Secondo gli abitanti dei villaggi, abituati a convivere con questi "mostri" lunghi 3 metri e pesanti 70 tonnellate, la loro aggressività è aumentata e quella che era una più o meno tranquilla convivenza sta diventando una sfida quotidiana contro un nemico molto ben armato. Il varano è in grado di inoculare nella vittima un veleno mortale, ma in realtà secondo gli esperti ciò che uccide è il morso, dato che questo rettile è dotato di denti simili a quelli degli squali. L'aumentata aggressività dei varani dipenderebbe dal fatto che il nutrimento scarseggia a causa della caccia (umana). Sono animali carnivori e quindi - spiegano gli esperti - attratti dagli odori che arrivano dai villaggi, per esempio quello del pesce messo ad essiccare.
MERAVIGLIA DELLA NATURA? - E c'è un'altra questione: quella del turismo, che non va scoraggiato. Il governo indonesiano sta conducendo una battaglia per inserire il parco nazionale di Komodo nella lista delle «Sette meraviglie della natura». E bisogna assicurare la sopravvivenza dei varani, che ovviamente rappresentano una grande attrazione. Senza mettere però a repentaglio la vita degli umani.
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