venerdì 13 marzo 2009

ALLARME ACQUA :


A causa del cambiamento climatico, ma anche della brusca crescita della popolazione mondiale, entro il 2030, quasi la meta' della popolazione mondiale vivra' in aree ad alto stress idrico, tra cui l'Africa che contera' tra 75 e 250 milioni di persone sottoposte a tale pressione. Lo denuncia un nuovo Rapporto elaborato con il concorso di 24 agenzie delle Nazioni Unite, che punta il dito anche contro una diffusa incapacita' gestionale e la crescente domanda di energia che hanno accentuato la pressione su risorse idriche mondiali che stanno diminuendo. Secondo il Rapporto, con una popolazione mondiale ormai attestata a oltre 6 miliardi, alcuni Paesi hanno gia' toccato i limiti delle proprie risorse idriche.

''Il cambiamento climatico rendera' questa situazione ancora piu' drammatica'', ha dichiarato William Cosgrove, coordinatore ONU del ''World Water Development Report''.

''Non solo perche' aumentera' la variabilita' del clima, ma anche perche' provochera' un incremento della gia' esistente pressione sulle risorse idriche'', ha aggiunto nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto a New York.

Il Rapporto ''L'acqua in un mondo che cambia'', una valutazione triennale globale sulle risorse d'acqua dolce, e' stato lanciato al Palazzo di vetro In vista del V Forum Mondiale sull'Acqua, che si terra' ad Istanbul dal 16 al 22 marzo 2009.

Qualcuno aveva profetizzato che le guerre del terzo millennio sarebbero state combattute non per il petrolio ma per l'acqua. Nessuno può dire se questo funesto scenario geopolitico prenderà mai corpo. Una cosa però è certa: se le cose non dovessero cambiare fra una quarantina d'anni due miliardi di persone resteranno all'asciutto. Il drammatico scenario sul futuro del pianeta emerge da uno studio della Fao. E' stato illustrato dal responsabile del settore per la gestione delle risorse idriche e presidente di turno dell’organismo Onu "Un Water" Pasquale Steduto, nell’ambito di un incontro tematico organizzato dall’Accademia dei Georgofili a Firenze. Crescita della domanda Per due terzi della popolazione mondiale fra pochi decenni la vita quotidiana potrebbe diventare un incubo, con la lotta quotidiana contro la scarsità d'acqua. Ma su quali basi la Fao arriva a preconizzare uno scenario così drammatico? "Fino al 2030 - spiega Steduto - la crescita della domanda viaggerà a ritmi doppi rispetto al tasso di crescita della popolazione. Se ne deduce che uno dei principali problemi con cui dovremo fare i conti sarà l’amministrazione responsabile, efficiente ed equa delle risorse idriche a disposizione". Ma si può correre ai ripari A ben vedere oggi esiste già un modo innovativo con cui fronteggiare l'emergenza. Come? "Attraverso tecniche più produttive in agricoltura, - aggiunge l'esponente della Fao - che incide per circa il 70% sull’intera quantità prelevata da falde acquifere, riciclaggio, desalinizzazione delle acque salmastre, riduzione degli sprechi e dei consumi di lusso". Sembra incredibile ma la risposta ai problemi di scarsità dell'acqua è più facile di quanto potremmo immaginare: utilizzare l'acqua del mare. Che non è infinita ma, comunque, sulla terra è presente in quantità enorme. Certo, togliere il sale non è un'operazione semplice ma già oggi qualcuno lo fa con risultati tutto sommato incoraggianti. Basti pensare ai prati verdissimi che spuntano quà e là nel deserto...

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