lunedì 1 giugno 2009

cellule staminali: Usa, scoperto nuovo metodo per ricreare le cellule staminali


Un gruppo di ricercatori americani è riuscito a mettere a punto il modo più sicuro finora mai scoperto per realizzare cellule del tutto simili alle staminali a partire dalle normali cellule della pelle.

La nuova tecnica La tecnica ideata dall’equipe della Harvard University e della Advanced Cell Technology, azienda del Massachusetts, consiste nell’immergere le cellule della pelle in proteine umane in grado di portare indietro le lancette dell’orologio biologico, facendo sì che le cellule si comportino come staminali embrionali. Il Dr. Robert Lanza della Advanced Cell vede delle applicazioni commerciali già nel prossimo futuro. "Basterà qualche altro test e le nostre cellule staminali saranno pronte per l’uso commerciale", ha dichiarato aggiungendo che l’azienda ora cercherà l’autorizzazione della Food and Drug Administration per sperimentare le sue staminali sull’uomo l’anno prossimo - ma l’approvazione della Fda richiederà del tempo, come per ogni nuova tecnologia.

Un metodo "sicuro" Il nuovo metodo viene presentato come il più "sicuro" finora messo a punto perchè non solo non implica l’uso della clonazione o degli embrioni, molto controverso, ma anche perchè altri metodi per realizzare le staminali, anche senza gli embrioni, partendo dalle cellule della pelle e facendole agire come staminali pluripotenti o iPS, richiede di integrare in queste cellule dei retrovirus o delle molecole geneticamente modificate. Tutti questi metodi, spiega Lanza, hanno controindicazioni. La sua equipe, che ha lavorato insieme a Kwang-Soo Kim dell’Harvard Stem Cell Institute e a un gruppo di scienziati del CHA Stem Cell Institute in Corea del Sud, ha usato per la prima volta un peptide, un frammento di proteina, e così ha trasformato le cellule della pelle in iPS, capaci di trasformarsi a loro volta in cellule di vari organi e tessuti. "Con questa tecnica abbiamo eliminato i rischi associati con la manipolazione chimica e genetica", sottolinea Lanza sulla rivista Stem Cell.

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